Madre Maria è per l’Umanità come un faro posto all’imboccatura del Porto, che consente ai naviganti nelle giornate in cui la nebbia cala sull’immensa distesa marina o le Acque si agitano tumultuose di “sentirsi a casa” non appena lo individuano.
Così è la sua presenza, costante e “radiosa” per chi percorre il Meraviglioso Sentiero dell’IO SONO.
La sua delicatezza è esemplare nel tumulto delle mareggiate umane e oggi viene per renderci parte di altri scorci della sua Esistenza come Madre del Cristo.
Riprenderò questo suo narrato dal mattino con cui Giuseppe la rese parte che presto avrebbe transitato per altre destinazioni, lasciandola sola a gestire gli “eventi preannunciati” e per cui tutti Loro si erano qui incarnati. (Invito a leggere le altre pubblicazioni che le ho dedicato, prima di procedere, grazie!)
Giuseppe, avendo adempiuto al suo Progetto, stava ultimando il suo mandato. Avrebbe terminato nelle settimane a venire diversi aspetti inerenti il Futuro prossimo del figlio Gesù, e poi avrebbe fatto ritorno a Casa.
Lo sguardo tra i due Sposi, nell’istante in cui Giuseppe le parlò della sua morte, era “contemplativo e Divino”, qualcosa di sconosciuto alla massa umana, ma non a Loro, abituati a vivere in Presenza. Giuseppe, come Uomo di Fede e di Dio era ancora prestante, anche se la narrativa popolare lo ritrae con i capelli incanutiti e i movimenti più lenti, perché questo è ciò che l’Uomo si aspetta e s’immagina quando si parla dell’avvicinarsi della morte corporea, ma non era così. Sia Lui che Maria, vivevano nella Contemplazione Divina, nella pienezza e dunque aveva corpi sani, specchio dell’Amore e dell’Armonia che li partecipava entrambi. Era solo che il suo mandato stava scadendo, perché tutto ciò che Giuseppe doveva portare al mondo stava per completarsi e manifestarsi e dunque era terminato il suo tempo tra gli uomini.
Né la notizia avuta, né le numerose settimane a seguire, in cui il Marito e Padre la lasciò sola con Gesù, per il viaggio in qualità di Profeta, la videro turbata. Maria prova un Amore Immenso per il suo Sposo, ma conosce molto bene le dinamiche Divine e ha un Cuore Fedele al Padre Supremo e al suo Sentiero. La morte è per lei qualcosa di naturale, così come la separazione fisica, che non tocca la “presenza” sottile di un’Anima.
Per questo diede il suo appoggio a quella partenza, nonostante l’avvicinarsi del tempo della sua morte, e una volta che Giuseppe fu rientrato, visse le settimane successive con la stessa Presenza attenta e dolce, di sempre.
La Morte di Giuseppe
A poco a poco lo stesso Giuseppe asseconda con dolcezza il processo naturale, lasciando che le energie vitali lo abbandonino, per permettere la sua partenza.
Il giorno in cui Giuseppe li lasciò, Maria lo serba ancora dentro il Cuore, con la medesima tenerezza e la dolcezza che lo contraddistinse. Tutto era stato apparecchiato senza fragore, l’Angelo che presiede la Morte si era già manifestato ed erano dunque Tutti pronti a questa partenza preannunciata.
Quando Giuseppe chiuse per sempre i suoi occhi, Maria era in uno stato di Grazia e quella separazione era scevra da qualunque ombra di sofferenza o di attaccamento. Non fu la solita morte umana, colma di dolore per la separazione, ma un Inno di Gratitudine e di Amore al Padre, per Colui che l’aveva resa Madre e che sempre aveva “condiviso con Lei” la Potenza della Divinità.
Maria lo guardava sul letto di morte, con un lieve sorriso, nel quale stava racchiuso Tutto. Sapeva che la sua Missione era stata espletata fino all’ultimo istante con grande Amore e Dignità e questo la colmava di Pace e di Amore Cosmici. Giuseppe, poco prima di esalare l’ultimo respiro, le aveva ricordato quel che già le aveva detto, cioè dopo la sua partenza definitiva, di spostarsi in Betania e di lasciare che Gesù partisse per l’Oriente, perché là doveva trovare il suo Amato Istruttore, Colui che nella notte già gli parlava di Dio e del suo Cammino, il Direttore Divino preposto alla sua Santa Espressione.
In Cuor suo Maria, sapeva anche che questa visitazione della morte, poteva essere un piccolo anticipo dell’altra morte, di cui già tutto Essi sapevano e dunque doveva viverlo come una sorta di “piccola prova” di quanto l’attendeva. In Verità non la visse come una Prova, ma come l’accompagnare e il prendere , in modo “naturale”, al meritato rientro a casa di Colui che sappiamo essere Saint Germain, in una delle sue numerose incarnazioni.
Giuseppe, in quel frangente, fece una richiesta al Divino e Sommo Creatore offrendosi come aiuto per l’Evoluzione su questo Pianeta che avrebbe dovuto ritrovare la sua Felicità e la sua Dignità. Desiderava che l’Uomo potesse affrontare la Vita e la morte con la medesima Fede e Certezza nella Vita Eterna, che Lui aveva sempre avuto e nutrito in Cuor suo.
Entrambi, sia la Dolcissima Maria, chinata serena sul suo Sposo in partenza, che lo Sposo stesso, sapevano che Coloro tra gli uomini che avessero realizzato al meglio il loro Cammino, potevano passare in piena Coscienza Divina nell’Aldilà, con la medesima Pace e lo stesso Sentimento di Pienezza Perfetta, che tutti Loro quel giorno, stretti attorno al letto di Giuseppe, stavano provando.
Giuseppe ignorava, mentre si rivolgeva al Padre, che anche Maria stava esprimendo al Padre Celeste, in Cuor suo, la medesima cosa. Questa Richiesta Santissima, fu accolta con Tenerezza dal Grande Padre e infatti oggi, San Giuseppe, nelle vesti di Saint Germain e con l’Ausilio di Madre Maria e di moltissimi altri Esseri di Luce, presiede questo risveglio e questa Meravigliosa Evoluzione come Patrono del “Transito in forma Divina”.
Gesù
Gesù, dal canto suo, era serenissimo e innamorato della Vita: dentro di sé aveva già ricevuto da Maitreya, il suo Maestro o meglio il suo Istruttore Cosmico, il Potere incarnato del Cristo Cosmico che avrebbe poi manifestato all’Umanità, nei tempi a venire, con la sua morte Sublimata attraverso la Resurrezione.
Papà Giuseppe era stato per Lui un Istruttore e un Esempio della Figura immensa del Padre Divino, sulla Terra.
Quando la sua formazione l’aveva portato a conoscere e ad accogliere Maitreya, come suo Nuovo Maestro, il compito del Padre terreno si concluse. Giuseppe allora, compì l’ultima fase del suo incarico terreno.
Con il suo ultimo Viaggio per le Terre del Pianeta, parlò di lui in qualità di Profeta alle folle, perché la gente potesse accoglierlo e ascoltare i suoi ammaestramenti, trovò Giacomo e Giovanni e li preparò al loro ruolo Divino e poi radunò i futuri Discepoli, coloro che avrebbero seguito Gesù, come il Loro Rabbi.
Dopo la morte del Padre, tutto avvenne come era stato programmato dal Sommo Padre Celeste. Gesù partì per l’Oriente e Maria andò in Betania.
Il Viaggio in Betania
Maria fece un incontro in questa Terra, che le sarebbe servito dopo la partenza del Figlio. Tutti starete pensando a una figura carismatica, mentre in verità si tratta di una montagna, un Luogo che diverrà una sorta di Santuario per Lei e per gl’incontri con il Cristo Risorto.
Il Monte di Betania esercitò subito un fascino particolare su Maria, che iniziò a percorrerlo e frequentarlo sia per la raccolta di frutti ed erbe spontanee, che per la Preghiera.
Si sentiva attratta fortemente da quel luogo e lì le apparizioni degli Arcangeli s’intensificarono. Loro le stavano accanto durante la sua salita, in Devozione spontanea al Padre Madre e la guidavano a creare quello che ben presto comprese essere il Modello di Luce per Lui, il Figlio.
Stava approntando, attraverso un Culto personale, un Sentiero di Luce straordinario che il Figlio, nei giorni della sua condanna terrena, avrebbe ricalcato per arrivare a tanto. Lì infatti Gesù sarebbe asceso alla Gloria, avrebbe ritrovato la sua Perfezione Cosmica, proprio al culmine del suo mandato.
Con calma, in una concentrazione Potente, Maria ogni giorno prese l’abitudine di salire su quella collina da sola.
Mentre ascendeva, Pregava il Padre ed Elevava mille Invocazioni a favore della prova che attendeva il Figlio.
Immaginala e seguila lungo questo sentiero solitario, immersa in una costante ed estatica Preghiera al Padre. Invocava per la sua Vittoria e intanto lo “Immaginava” Vittorioso.
Anche il paesaggio serviva, perché a tratti era brullo, proprio come sarebbe presto stata la via che Gesù avrebbe dovuto percorrere, durante l’incarcerazione, la condanna e la morte.
In che cosa consisteva questo Modello?
Era l’Immagine di un Gesù che riusciva a percorrere Vittorioso il sentiero delle sue prove, proprio come Lei riusciva a salire malgrado la calura e il clima e nonostante la ripidità, a tratti, del Cammino.
Lei e Gesù “uniti”, lungo un sentiero selvaggio.
Maria lavorò come è solito fare un Ragno che crea la sua tela, una tela che poi il Figlio “avrebbe abitato” a breve.
La Natura del Luogo, ormai santificato dalle sue Numerose Preghiere, manifestava la durezza delle esperienze che l’Essere Umano distante da Dio, avrebbe creato al Figlio, che ne sarebbe uscito comunque Vittorioso, proprio come Lei che, nonostante tutto, arrivava ogni giorno a quella Cima, in Nome di Gesù.
Fu anche così che costruì un Sentiero di Vittoria per il Figlio Cristo.
Maria attraverso la Parola Eletta, la Preghiera, con il suo Corpo fisico, proprio come aveva fatto nel momento in cui lo aveva dato alla Vita terrena, con la sua Vita e la sua applicazione costante, costruì un Sentiero di Piena LUCE per Gesù, servendosi del sentiero tracciato dai pellegrini e dal suo stesso passo quotidiano, lungo il fianco della Collina.
Questo viaggio fin sulla cima, continuerà con il Discepolo Giovanni, dopo l’Ascensione del Cristo. Qui ci saranno le apparizioni attraverso le quali il Figlio la guida nel creare, educare e mantenere la Comunità Futura, inclusi coloro che ritorneranno come i Veggenti, nei diversi secoli.
Era divenuto un luogo Estatico e Magico, straordinario e Maria se ne nutriva a sua volta, per il suo operato.
Una volta sulla Cima, durante la costruzione di questa Santità del Luogo, Maria creò un altro Sentiero, attraverso i Piani Astrali e Psichici, chiedendo l’aiuto di Vesta, la Dea del Sole, Madre della Terra.
Grazie agli Angeli e agli Arcangeli unì la sua Coscienza a quella della Dea del nostro Sole e lo fece con una tale Forza e Fede, che pochi anni dopo il Figlio avrebbe camminato nello stesso identico posto, in pieno trionfo sulla Morte.
Lo stesso Gesù camminando su quel Sentiero, lo sentirà appartenergli, tanto era grande ciò che Maria aveva creato con l’Ausilio del Cielo tutto.
🌿Maria e il Regno Elementale
Ho già scritto in merito a questo, ma desidero arricchire un poco questo Straordinario legame, che ancora oggi consente a Madre Maria di Tessere il Cuore di ogni Uomo, prima della sua Nuova incarnazione.
Quello che scrivo arriverà diritto ai Vostri Corpi Emozionali e porterà nuovi Frutti.
Maria fu a lungo “istruita” nei Templi della Natura, perché potesse sostenere il Concetto Immacolato del Maestro Gesù . Lo doveva “contenere in Sé”, per condividerlo al Figlio.
Il Regno Elementale, per sua “natura Divina”, ricalca, riflette passo passo quello che vede.
Si “trasforma” in ciò che attira la sua attenzione.
Questo significa che se vede un’azione umana “prepotente”, lui diviene a sua volta prepotente. Imita, fa la medesima cosa. Per questo gli Angeli, i Direttori e i Cohan hanno lavorato tantissimo, soprattutto negli ultimi 2000 anni per “contenere ogni reazione” appresa dall’Essere Umano.
Maria aveva anche preso parte a una Scuola Iniziatica Femminile.
Le 8 Fanciulle, tra cui appunto Madre Maria, quando giunsero a un certo punto del loro educandato presso il Tempio, ciascuna di loro divenne l’educatrice di 8 o 10 piccoli Elementali.
Nonostante l’ammirevole formazione di Maria, e il suo vissuto come Elementale, fu per Lei un periodo curioso e carico di crescita, sebbene avesse stazionato a lungo, nel suo Processo d’individualizzazione nel Regno Naturale.
La prima cosa che gli Elementali fecero fu quella di assumere le sue sembianze. Lo stesso accadde alle altre sue compagne istruttrici.
Maria li osservava e loro osservavano lei con le stesse sue movenze.
Era come se la giovane Maria si vedesse riflessa contemporaneamente, in 8 o 10 specchi.
Fu un momento che ancora oggi Lei ricorda con un certo divertimento e con stupore, ripensando a quello che provò di fronte a questa situazione.
Fu portata a credere che le avessero assegnato degli Elementali che avevano in qualche modo affinità con la sua Natura, per creare un lavoro Armonioso e proficuo.
Per parecchi mesi in cuor suo andava custodendo questa verità, con ferma convinzione, finché si accorse che veniva “emulata” in tutto e non c’era crescita.
Era come avere delle marionette vestite come lei, agghindate come lei e che si muovevano come lei era solita muoversi.
Maria racconta questo per esemplificarci qualcosa che può essere importantissimo per la nostra Evoluzione. Lei esteriorizzava in maya tante forme simili a lei. Gradevoli, ma senza crescita Divina.
Il Sacerdote le aveva chiesto di fare in modo che gli Elementali generassero altre forme di Vita Naturale.
Alcune sue compagne, avevano esteriorizzato copie che presentavano le loro fragilità, mentre Maria aveva prodotto copie Armoniose e Cariche di bene, ma comunque infruttuose, almeno secondo l’incarico ricevuto.
In entrambe le situazioni tutto stava avvenendo fuori dalla progettualità Divina richiesta dai Sommi Sacerdoti del Tempio.
Maria c’invita a Pensare!
Dopo parecchi giorni Maria capì che il Cielo ci offre lo scheletro della trama e poi tu, Uomo lo devi sviluppare e rendere “completo”. Sono i famosi talenti della Parabola, che qualcuno nasconde sotto terra e qualcun altro si attiva a far fruttare.
Se gli Elementali erano preposti a creare frutti, fiori, bacche… andavano indotti a fare quello.
Maria era decisa a superare questa prova e così esaminò le sue Esperienze pregresse, molto determinata.
🌿Osservandolo capì che il Regno Elementale, possiede una Natura che “RIFLETTE”.
🌿Lei si era specchiata. Era tempo che creasse dei MODELLI diversi da Lei, Divini, che gli Elementali Modellassero anch’essi.
🌿Intuì che doveva perdere se stessa e offrire una “forma” più potente della sua personalità umana, così che gli Elementali ricalcandola, creassero quello che serviva nel loro Regno, che fosse un ortaggio, oppure un fiore o un frutto.
🌿Maria scelse un tipo di Felce, una piantina semplice, ma utile.
🌿La esteriorizzò attraverso la sua Coscienza, portando gli Elementali a riprodurla.
Come fece?
Creò nel suo pensiero e nei suoi sentimenti l’immagine di una felce e rimase concentrata a tal punto su questa Immagine, da sparire agli occhi degli Elementali che, puntati sulla felce, iniziarono a riprodurla.
Fu un Dono fatto alla Terra e un passo Grandissimo di Maria che allo stesso modo, cioè applicando la medesima tecnica, riuscì in seguito, come Madre, a dare a Gesù un Corpo e una natura incontaminati e a creargli oltre all’Immacolato Concetto, il Sentiero di Luce finale.
La Parola, il Decreto e la Preghiera sono stati gli Strumenti vitali di Tutta questa sua Creazione come Madre.
Sparire per un Modello, per un Concetto Divino era quello che Dio le chiedeva per essere Servizio.
Maria toglieva di mezzo il suo ego, la sua personalità e solo così riusciva a “imprimere nelle Coscienze la Forma Utile”. E’ la cosa che viene chiesta a chi Cammina e presta Servizio in ambito Spirituale. Fin tanto che si cerca di proporre il proprio modello, si creano dei cloni sia tra i discepoli, fatti a tua immagine e somiglianza, che in astrale, dove crei un tuo corpo educante deformato perché rispecchia rispecchia la propria natura egoica e non il Divino.
I suoi piccoli alunni, smisero di fotocopiarla, di Essere piccole “marie” e iniziarono ad Essere l’Incarnazione della Forma Divina, che Maria aveva proposto. Aveva creato il Modello Divino
Fu così che Maria capì il senso, che governa il Vero Maestro Radioso
Con Amore, Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜