Ma che cos’è la meditazione?
E’ un’arte, un qualcosa di estremamente semplice e al tempo stesso complicato, almeno per noi, facente parte originariamente della nostra stessa natura animica, ma poi nel tempo, dissoltasi rapidamente e inesorabilmente.
Perché?
Perché originariamente essa ci appartiene, quando nel puro stadio animico trasmettiamo o meglio partecipiamo all’estasi e all’essenza divina e siamo ascolto assoluto e gratitudine piena.
Il problema, come vado sempre ripetendo, è il dopo nascita, quando lentamente, ma, inesorabilmente, come pare ormai da secoli, ci smarriamo, ci smagnetizziamo, perché fondamentalmente veniamo diseducati.
Viaggiamo circondati da elementi e stimoli disturbanti, che tendono a farci perdere ogni forma di attenzione sia a noi stessi, che all’altro.
Questo comporta una difficoltà di concentrazione e di amorevolezza sia personale, che verso gli altri.
Sui social parliamo in molti, tutti contemporaneamente e questo crea o accentua l’autodistruzione del processo di ascolto.
La meditazione è ascolto in gratitudine, vale a dire è mettersi ad ascoltare con la massima benevolenza, perché siamo in pace in piena e perfetta amorevolezza e quindi pronti a ringraziare e ad accogliere.
Chi è contento non è altro che amore.
Forse è per questo che abbiamo e viviamo ed alimentiamo una società così assente, nevrotica e cattiva: perché non ci amiamo e non sappiamo, né possiamo assolutamente dare agli altri, ciò che non ci appartiene, che ci è sfuggito di mano, come un palloncino.
Chi ama non è neppure colui che ama, è amore e basta.
Ama per l’amore in sé, perché è questo il modo in cui manifesta la propria gratitudine all’esistenza.
Questa persona vive in una sinergia talmente dolce, pacata, completa, con il tutto, con l’Universo, che questa è la sua gratitudine, la sua preghiera, la sua modalità di essere e di esistere.
Perplessi?
Beh, è normale che lo siamo, perché ora sicuramente, mentre leggete, ci riaffiorano scene classiche, di ordinaria e comprovata pazzia, a cui assistiamo quasi quotidianamente, sempre se non ne siamo gli artefici o i partecipanti in qualche maniera e misura.
Persone che si insultano, che si spazientiscono con nulla, che ti mandano a quel paese al minimo rallentamento o lungo la fila del supermercato, o allo stop o perfino mentre stiamo acquistando i biglietti per un film, quindi mentre siamo sul punto di concederci un po’ di sano relax.
Siamo perennemente sofferenti e insofferenti, un po’ schizzati e sicuramente poco attenti ed amorevoli sia verso noi stessi, che verso gli altri.
Amare per l’amore in sé???
Ma cosa ci stiamo dicendo???
Il vero!
Quello che potremmo e dovremmo essere …, perché siamo stati originati e programmati per esserlo, se solo non ci fossimo discostati così tanto dalla nostra “vera natura”
Il “folle di DIO”, proprio come san Francesco o Madre Teresa, o altri, ama il mondo intero e non chiede nulla in cambio.
Da’ semplicemente, perché ha ricevuto così tanto dall’esistenza che pensa di doverne condividere un pò.
E in questo modo accade quel miracolo che tutti vorremmo, che tutti ci auspichiamo, a cui tutti ambiamo: il miracolo del ricevere amore, fortuna, denaro, attenzioni, pace…
Ma come è possibile?
Il miracolo è proprio qui, sta nel fatto che più condividiamo e più ci torna indietro e chi ama da folle, da e riceve.
Quando impariamo o meglio impareremo, il segreto e la matematica del condividere, non potremo più essere pazzamente avari, ma diventeremo amorevolmente e follemente prodighi, cioè continueremo semplicemente a condividere sempre di più, perché più condividiamo e più otteniamo, a nostra volta, in cambio.
Cosa possiamo condividere??
Condividiamo la pace, la nostra beatitudine, condividiamo il nostro amore e l’amorevolezza, oppure l’attenzione o la nostra comprensione.
Condividiamo tutto ciò che possediamo, tutte le nostre ricchezze interiori.
È proprio questo tipo di condivisione che intendo quando dico che l’uomo felice diventa l’amore stesso.
Non è un passaggio così complicato, ma richiede di modificare alcune nostre fasi mentali e di riuscire a lasciar andare un qualcosa che ci appartiene ormai in maniera serrata e distruttiva: l’infelicità, per fare un esempio …
Cambiamo il nostro stato mentale dall’infelicità alla felicità e osserveremo il miracolo: l’amore inizierà a fluire dentro di noi in migliaia di fiumi, in una miriade di dimensioni e di prospettive diverse.
La vita, quando questo accade, diventa un tale splendore, che l’intelletto si spaventa e non capisce più nulla, perché è insondabile per la mente, è un grande mistero sacro e profano al tempo stesso, è l’estasi suprema, come direbbe Osho.
Yogananda ci dice:
“Se vuoi essere triste nessuno al mondo può renderti felice.
Ma se decidi di essere felice nessuno e niente può toglierti la felicità!”
Siamo talmente abbarbicati sul nostro monte dell’infelicità, ormai cronica, che scendere da lassù, richiede un atto di forza, di pura e semplice forza.
“Una forte determinazione di essere felici vi aiuterà.
Non aspettate le circostanze per cambiare, credendo erroneamente che in esse stanno le difficoltà.
Non fate dell’infelicità un’abitudine cronica.
Ho ripreso da Osho alcune validissime riflessioni a questo proposito, legate alla nostra modalità ed accoglienza della meditazione, rispetto all’oriente.
È una benedizione per voi stessi e per gli altri se siete felici.
Se possedete la felicità voi possedete ogni cosa”.
Sono parole meravigliose, ma senza senso, soprattutto senza futuro, se non ci attiviamo per mettere in atto tutto questo e al più presto.
Felici?
Ma come?
“Impara ad essere calmo e sarai sempre felice.” ci suggerisce.
Questo è, per esempio, l’eccelso consiglio di Yogananda.
“La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata se così egli vuole;
essa non dipende da vittorie esterne ma interne.”
Sì, perché la battaglia più grande che combattiamo è proprio con noi stessi, con le nostre testardaggini, con gli schemi vecchi di generazioni, quelle che ci tramandiamo di padre in figlio in maniera diretta, senza nessuna tassa di successione e con un esito sempre estremamente favorevole.
La meditazione è quindi un eccellente supporto, ma è il nostro punto di arrivo, non di partenza: prima dobbiamo scoprire quindi chi siamo veramente, lavorare su di noi, per essere liberi, perché allora e solo allora siamo positivi, siamo Amore puro, siamo “educatamente noi stessi “.
Le diverse tecniche delle visualizzazioni e delle affermazioni positive, sono importanti, ma non sono tutto e non sempre possono risultare funzionali se la persona non si cerca, poiché il lavoro vero da fare non è a livello mentale, ma su piani molto più alti e profondi.
Dobbiamo lavorare per estirpare, per cambiare gli schemi di pensiero limitanti, radicati dentro di noi, in maniera devastante.
Ci sono diverse tecniche, diversi indirizzi e varie discipline per lavorare su si sé, ma possiamo anche partire dalla pratica della meditazione, solo se la utilizziamo veramente in tutta la sua potenza, come strumento utile per rientrare nel nostro spazio interiore.
Lo scopo è quello di andare oltre la mente e iniziare a scoprire parti di noi seppellite, più profonde e più potenti sul nostro sé e sulle sue dinamiche.
La scienza sembra aver dimostrato quello che gli insegnamenti spirituali tramandano da sempre e cioè che attraverso lo Spirito si modifica la struttura biologica del nostro corpo.
Parliamo di studi fatti proprio sia sulla meditazione , che sul pensiero positivo, che pare possano favorire la guarigione e una vita più lunga a chi li mette in atto.
Citiamo un articolo che condivide studi e ricerche, sottolineando il rapporto tra Spirito e corpo e gli effetti positivi di alcune attività nel processo di guarigione.
In particolare, se vogliamo documentarci, ci sono 2 psicologi, Philipp Keune e Vladimir Bostanov, che avrebbero fatto un interessante scoperta, facendo un esame neurologico ai propri pazienti, sia prima che dopo un corso di meditazione.
L’esito è stato stupefacente, perché avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano, proprio valutando i risultati di come il cervello, dopo un corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività.
Il cervello dei soggetti che meditavano, aveva acquisito una modalità diversa di operare, cioè non rimuginava continuamente, quindi riusciva ad indirizzare tutte le risorse e l’attenzione liberate dai pensieri bui e tom tom, sul test, consentendogli un’efficace concentrazione.
“Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato il Dr.Keune – e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”.
Lo sappiamo che in molti ospedali universitari oggi gli psicologi ed i medici stanno finalmente lavorando per abbinare alla medicina tradizionale, anche le tecniche meditative
Al Massachussetts General Hospital di Boston è stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni.
La loro diagnosi era di disturbi d’ansia generalizzata.
Anche qui, per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene.
Il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva: c’erano zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) che registravano un’irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento.
Buoni gli esiti anche sui centri preposti alla paura.
Molto bella e particolare è anche l’esperienza di una psicologa, se non ricordo male Bethany Kok, che sta portando avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata.
Queste persone erano state poi portate a fare un corso di meditazione, a cui aveva aderito metà del gruppo.
Con l’attività “alternativa” alle cure tradizionali, si imparava ad esprimere le proprie emozioni con amore, gentilezza e compassione.
Il risultato della ricerca è stato divulgato attraverso la rivista Psychological Science, dove si diceva che il tono del nervo vago, di coloro che meditavano, era aumentato in modo significativo.
Sappiamo che qualcuno sostiene che sia proprio il nervo vago a collegarci all’Anima.
“È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli fa, – e l’anima può cambiare il corpo.
“Per guarire con lo spirito dobbiamo avere una eccellente connessione tra anima e corpo”, forse per questo, sconnessi come siamo oggi, siamo anche affetti da numerose patologie, che spesso riteniamo ereditarie o familiari.
Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici.
Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno addirittura studiato le fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che, in genere, sorridevano.
Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009.
Il risultato a loro è parso sorprendente, ma la cultura orientale lo ripete da tempo immemore: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso, rispetto a chi non sorrideva mai o raramente.
Anche la fede garantisce una maggiore serenità, infatti in un altro studio americano, su 3851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga, addirittura con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%!
Noi troviamo solo un riscontro, mentre gli scienziati rimangono giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano, perché la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.
Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria.
Così contrasta attivamente gli stati di tensione e di esaurimento e non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo, per esempio il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.
Tutta sta chiacchierata oggi, per ricordarci i 101 punti a favore della meditazione, senza contare quella per noi primaria, vale a dire che, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio noi stessi, il mondo rendendoci più sereni e amorevoli con noi stessi e tutta l’altra parte del pianeta …
Ma quella è, per alcuni di noi, ancora oggi, tutta un’altra storia …
Amorevolmente ti**** degli Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



l’ho trovato semplicemente bello…è stata un’ amica a mostrarmi il sito e ne sono entusiasta. Avendo già vissuto delle esperienze con gli angeli, li invoco sempre i miei pensieri sono pieni di loro e la coroncina di s. Michele la recito tutti i giorni. Vorrei con tutto il cuore sentire la loro voce ma questo non mi è dato, anche se lo desidero ardentemente. Ho parecchi libri che parlano degli angeli e leggo tutto quello che parla di loro, sono come un pozzo senza fondo. La ringrazio per avermi mandato la preghiera, è a dir poco bellissima, è entrata nel mio cuore. Affezionatissima ANNA
Grazieeee Anna, per questo straordinario riscontro e questa tua gioiosa presenza al mio blog, che contiene tutta la mia amorevolezza ed il mio legame amoroso con loro, mio maestri, fratelli e dolcissimi mentore, sempre.
Bravissima!!!
Recita la Santa Coroncina e fallo con grandissima devozione sempre; questo ti preserverà da ogni possibile disturbo e distacco, da questo periodo presente e a venire.
Non preoccuparti del fatto che non odi la loro voce: la tua dolcezza fa sì che essi ti guidino, senza che te ne avveda, ispirandoti sempre.
Con grandissimo affetto ti abbraccio gioiosamente