Mi alleno al mio sommo Benessere

Benessere, cioè “essere nel bene”.
Ma che cos’è, oggi come oggi, che ti fa stare nella condizione di “stare bene”?
In genere ben poche cose.
Il Covid19 è ancora il grande argomento delle giornate sociali, la mascherina ti manda in asfissia e non fa vedere il volto e l’espressione del tuo volto e di quello delle altre persone; anche le attività, in generale, sono parecchio toccate da una situazione surreale, comunque voluta e ben organizzata, per cui i pensieri vanno nella direzione “prestampata”, cioè di conseguenza.

Stare bene è strettamente legato a tutta una serie di vissuti e di condizioni necessarie per avere un animo sereno e una modalità positiva di pensare e di agire.
Il tuo “pensiero”, dovrebbe essere, soprattutto in  questo momento, solo positivo,  perché possa risultarti utile, quindi capace di lavorare per il tuo bene.
Se pensi correttamente hai a tuo sostegno uno strumento magico, uno strumento che lavora per il tuo benessere, se lui stesso non si trasforma nel tuo benessere medesimo.
Il pensiero. Quale pensiero? Quello che ti rende “umano”.

Quando provi malessere, significa che ti stai servendo di un pensiero non buono, quindi stai generando un cattivo pensiero, cioè un pensiero che mentre prende forma nella tua mente, fa sbocciare in te un sacco di emozioni impegnative, le quali origineranno moltissimi altri pensieri- risposta, ciascuno dei quali funzionerà allo stesso modo, in un ciclo sicuramente non virtuoso.
Ogni pensiero buio, scende nel tuo profondo e lo ferisce, arrecando solo male al tuo essere.
Purtroppo è una nostra prerogativa umana, quella di abbandonarci a un’infinità di pensieri, a ciclo continuo, come si trattasse del ciclo dell’acqua: un pensiero smuove emozioni, le emozioni portano a risposte, le quali supportano poi altri pensieri in una catena infinita di faticosi stati e di un immenso malessere, che tocca ogni ambito della vita, incluso quello spirituale.
Questo non accade quando invece “origini” pensieri “veri”, cioè frutto della verità, non della supposizione.
Il vero pensiero ti “nutre”, è simile alla filosofia, cioè all’amore per la conoscenza e alimenta tutta una serie di condizioni positive, che ti innalzano, ti sostengono e ti fanno stare al meglio.
Lì non c’è spazio per nessuna forma di aggressività o guerra; lì c’è solo ciò che “ti edifica” e ti fa stare al meglio.
Allora ti trovi a vivere in una sorta di Oasi personale, dove non lasci spazio ai disagi futuri, dove non supponi come e quanto sarà catastrofico il nostro futuro, né economico, né umano, né relazionale.
Vivi in un qui ed ora carico di serenità, quasi fuori dal tempo, nell’affido e abbandono totale all’armonia universale.
Senti, per esempio, le persone parlare di crisi economica, ma è come se ti parlassero di un qualcosa che sta avvenendo o avverrà nell’isola di Bora Bora.
Non ne vieni toccato, non ne viene ghermito, non ne sei preda.
La tua testa rimane sgombra da ogni e qualsiasi considerazione in merito e non pensi né ai tuoi sudati risparmi, né al posto di lavoro, né a licenziamenti o cose simili.
Tu non pensi che stia accadendo e quindi per te non accade, non gli dai spazio, perché tu sei nella piena “fiducia” in Dio, ti senti parte di Lui, quindi ti senti perfettamente amato e protetto.
Non si tratta di una sorta di “estraneità” forzata, legata ad una non accoglienza “timorosa”, ma al contrario della “certezza” che Tutto è e sarà solo nella massima perfezione divina.
Si tratta della condizione amorevole e benevola di Madre Teresa di Calcutta, in mezzo ai suoi lebbrosi, quando essa se ne prendeva cura, senza minimamente porsi il pensiero del contagio.
Lei prestava le sue mani a Dio e quindi non “temeva alcun male”.
E’ vivere nell’affido totale, condizione quasi impensabile per noi.
Siamo esseri “comunitari” per origine e quindi ogni forma pensiero che ci aggredisce e ci induce a generare altre forme pensiero disgregative e aggressive, non solo ci danneggia, ma danneggia questo nostro lato fondamentale
, quindi ci porta ad andare contro la nostra stessa essenza e questo ci fa stare male.
Quando pensi bene il tuo cuore e il tuo intelletto, la tua mente, stanno insieme, sono in sintonia e in perfetta pace.
E’ un’intelligenza intuitiva, un’ottava sopra, ed è potentissima.
E’ l’esperienza che vivi quando, in un certo contesto, ti trovi a fare la cosa giusta, senza pensarci, senza costruzioni di sorta. Hai delle consapevolezze di base e le attivi, ma il resto viene da sé.
Non ci avevi pensato, non avevi preventivato, ma la tua risposta c’è ed è calibrata su tutto quanto è in essere ed è perfetta per quel contesto.
Un esempio?
Una situazione di emergenza ti induce a metterti in gioco.
Se ti fermassi un istante a pensare, ti sentiresti subito inadeguato, incapace, fuori luogo, invece ti abbandoni all’emergenza e fai esattamente la cosa giusta, nel momento giusto.
E’ l’affido e l’accoglienza di un “consiglio divino” che ti giunge attraverso le più svariate modalità, modalità che tu accogli ed i cui frutti sono visibilissimi.
Se ti vuoi occupare degli altri, devi prima aver fatto pace con te stesso ed aver messo apposto tutto dentro di te.
In te, non ci devono e non ci possono essere in atto traslochi, guerre, conflitti, dissapori di alcun genere.
Tu, in “stato di grazia”, sei predisposto e pronto al lavoro per gli altri.
Allora, anche senza scegliere la strada di San Francesco o di Madre Teresa di Calcutta, tu diventi un punto di riferimento, sei un sole, un centro di attrazione pura per chiunque ti osservi; sei solare, positivo, propositivo, e chiunque, sia che si tratti di una persona positiva, sia che si tratti di una persona meno positiva, si sente attratto da te e si chiede il motivo di tanta serenità.
Tu appari come un gioiello di rara bellezza, soprattutto in una società così affaticata come quella odierna, la quale ha urgenza di fari, di fanali, di segnaletiche di questo tipo, per trasformarsi correttamente ed evolvere.
Quando ti trovi in questo “stato di Grazia” molti ti additano; qualcuno prova fastidio verso la tua serenità, ma ben presto chi è come te o alla ricerca esattamente di quello stato di quiete, che tu rappresenti, stai tranquillo che ti si avvicinerà e chiederà la “medicina” del tuo cuore.
Tutti vogliamo stare bene, ma nessuno ci educa a come fare e cosa fare per esserlo.
Il buon pensiero, ma dovrei dire semplicemente il pensiero, perché pensare significa portare avanti la giusta filosofia, attrae perché tutti vogliamo stare bene, il problema è che lo vogliamo, ma lo evitiamo nella maniera più cocciuta possibile, rimanendo ancorati ai nostri giudizi, alle nostre convinzioni, scegliendo le parole sembrerebbe a caso, anche se poi non si tratta di un caso, ma del frutto della nostra sporcizia mentale, dei nostri pensieri azzeranti.
Fin da piccolo ti ancorano e ti inculcano certe convinzioni, che segneranno tutto il tuo percorso terreno e faranno la differenza.
Nessuno  dovrà mai azzardarsi a toccarle, senza il tuo consenso e anche quando glielo permetterai, quando ti parrà che si avvicinino troppo o stiano esagerando, sarai molto reattivo e metterai subito una palizzata, erigerai subito un muro.
Anche aiutare non è così scontato e così fattibile.
Per prima cosa l’aiuto può accadere e essere messo in atto, se la persona te lo richiede,
ma anche in quel caso dovrai starci attento perché spesso la richiesta sottintende un certo tipo di attesa e se la tua risposta esulerà dalle fantasie altrui, potrà poi essere bloccato e vederti revocata nell’immediato la richiesta stessa di aiuto, di sostegno.
Nella realtà noi dovremmo poter chiedere e stop, cioè chiedere lasciando all’altro la possibilità di fare, di dire, di muoversi in estrema e massima libertà, ma così non è.
La situazione ottimale è solo quella di “essere presente a ciò che c’è”, questo sia da parte del richiedente che di colui che offre.
Quando hai una sensazione negativa, di qualunque tipo, significa che dietro c’è un pensare nella maniera meno costruttiva possibile, c’è un modo di pensare male.
Esempio?
Se muovi degli oggetti pesanti e ti prendi uno strappo alla schiena, puoi reagire poi in due diverse modalità.
A) Ne prendi atto e quindi dici, con serenità, a chi ti chiede cosa sia successo, che hai sollevato in maniera scorretta un qualcosa e quindi ora hai dolore.
B) Ti lamenti e non accetti, quindi neghi di esserne in qualche modo  l’artefice, per cui vai ripetendo: “Non può succedermi questo!”, “Non è giusto!”,  “Ho solo fatto un movimento intenso…”.
Oppure assumi dei cibi, che sai perfettamente non essere idonei per te, ma lo fai e poi te ne lamenti e te ne stupisci.
Pensare bene significa inquadrare bene le cose, che non è giudicare, ma essere consapevoli, sapere e prenderne atto.
Se mangi troppo, devi assumerti il carico di questa cosa, sapendo che riempi una parte di te per un qualche motivo e scovarlo.
Il giudizio è fine a sé, anzi deleterio, perché implica il tuo accanimento verso quella parte di te e quindi non ti consente di stare in pace e di “risolverti” pacificamente; al contrario il prendersi in carico, significa che ti avvedi delle dinamiche in essere, le inquadri, le accogli e in qualche modo le affronti.
E’ tempo di far crescere il cuore e con il cuore far riemergere nella giusta modalità varie parti di noi, per stare bene.
Un chakra cardiaco aperto, comporta l’agire in maniera costruttiva in ogni situazione, quindi un saper apprezzare se stessi e gli altri, uno scegliere sempre le parole migliori e originare dei buoni pensieri.
Non è poi così difficile, come puoi pensare in questo momento, se segui gli schemi ordinari, cioè quelli che seguono molte persone; sicuramente dovrai mettere in atto una “tua pratica trasformativa”, capace di liberarti dalle dinamiche del pensiero vincolanti, ma ne varrà la pena e ti porterà a tante novità veramente nuove ed insperate, che cambieranno in meglio ogni istante della tua Vita.

Arriverai così a farti carico del tuo cuore, dei suoi desideri, dei suoi bisogni e ti occuperai maggiormente delle sensazioni d’amore e d’affetto, che ti renderanno capace di dare a te stesso e al prossimo, ciò di cui hai ed ha bisogno e non ti creerai mai quelle situazioni di vuoto, da colmare con il cibo, il pettegolezzo, le brutte parole ed i pessimi pensieri.
Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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