
Parola d’ordine?
Tutto sotto controllo!
Quante amiche e conoscenti mi dicono con gioia che per stare bene devono tenere sempre tutto sotto controllo.
Si definiscono a sera affaticate, ma credono fermamente che il loro ruolo di donna sia proprio legato a questo aspetto: una femmina deve gestire e controllare la vita di tutti gli altri.
Brrrr…
Controllare cosa?
Come se la Vita non fosse già complicata abbastanza, dobbiamo pure, come il miglior generale napoleonico, tenere tutto strettamente sotto la nostra “super visione”.
Non sapevo che il buon dio ci avesse messo al mondo per manipolare il nostro prossimo e tutto l’entourage.
Anche tu saresti venuta al mondo per fare la bigliettaia? Per verificare, programmare, gestire, manipolare, stressare la vita di chi ami?
Queste non sono le mansioni richieste e parte del tuo Meraviglioso Proposito Divino, ma auto costruzioni e costrizioni, puramente terrene.
Il tuo compito non è quello di sostituire San Pietro quaggiù, perché lo fai? Cosa ti offre questa modalità di vivere ogni istante della tua giornata in questo modo?
Beh, so cosa significa, perché lo vedo attraverso te.
Voler controllare la vita al mondo intero, significa che non riesci a gestire un granello di sabbia che si conficca nella tua giornata perfetta; significa che anche la cosa più piacevole del mondo, come un invito improvviso per una bella cena, non ti va proprio a genio, perché ti comporta il rivedere impegni di mezzo mondo, vale a dire di tutte le altre persone a cui tu cerchi di gestire la vita.
Non ti permetti di fare nulla che non sia puntualmente annotato nella tua testa e quindi arrivi a sera, rigidamente, esausta, con la testa che frulla, ricolma di orari e date, appunti, al pari della migliore agenda dell’anno, e la schiena che ti duole terribilmente.
Se qualcosa accade al di fuori della tua tabella di marcia, hai la sensazione che la volta del cielo stia per piombarti in testa.
Ma così non è.
Rilassati.
Piantala di far alzare il tuo compagno a pulire le griglie di casa ogni sabato mattina, puntualmente alle 6.
Goditi di più le giornate, vivi di più la tua casa e la cucina, respira!
La tua parola d’ordine è appunto “ordine”, perché temi sempre che qualcosa di non calcolato possa sconvolgere le tue giornate e questo non solo non te lo puoi permettere, ma non vuoi che ti accada, nella maniera più assoluta.
Tutto deve filare al meglio o la tua testa schizza immediatamente verso le peggiori ipotesi e soluzioni.
Non riesci a respirare e non conosci un attimo di tregua; la tua spina è costante ben inserita nella presa e il solo pensiero di toglierla, ti genera ansia.
Nemmeno in vacanza la pianti e taci.
Tutto, grazie a te, è sempre sotto controllo, dal bagnetto del più piccolino, all’ora di equitazione della grande, per non parlare del tuo uomo a cui dici ancora quale costume indossare e quale camicia abbinare.
Potresti ricevere la nomination a “Miss Ansia” , il tuo soprannome.
Hai figli un po’ schizzi o apatici, un marito accondiscendente, una suocera arrendevole e un cane arruolato.
Non serve cercare di farti desistere e proporti di delegare, perché nessuno fa nulla bene come te.
Perché parlo al femminile?
Perché l’ansia da controllo è prevalentemente femmina.
Perché non riesci a vivere semplicemente, lasciando andare tranquillamente le cose e consentendo alle persone maggior autonomia?
Le motivazioni sono tante e tante sono, purtroppo, le signore che soffrono di questa “sindrome dell’orologio svizzero”, mi permetto di chiamarla così.
In genere, quando ti senti poca cosa, e non hai autostima, avendo la ferma convinzione che tutto per te sia complicato, tremendamente complicato, ti nasce dentro tanta paura di non essere all’altezza e tu, per gestirla nel migliore dei modi, pianifichi tutto, proprio per evitarti sgradevoli sorprese, per evitarti quegli imprevisti, che potrebbero far emergere tutta la tua fatica .
Non hai cattive intenzioni, cerchi solo di creare tutti i presupposti perché tutto scivoli via al meglio, senza complicazioni.
La novità non la conosci, quindi la temi.
Hai bisogno di sentirti sicura.
Temi di non saper fare, quindi pianifichi nei minimi dettagli in maniera inflessibile, quasi maniacale.
Vivi nello stress, ma non ti fidi di nessuno e quindi sei pronta a soccombere, ma mai a delegare.
Sei estremamente responsabile di tutto e per tutti.
Come stai?
A tuo dire bene.
Nella realtà male dentro, perché non c’è nessuna partita che tu non debba giocare, mai.
C’è in questo modo di vivere, che caratterizza molti di noi, un passato che incombe e spinge a voler fare tutto in maniera ordinata e perfetta, per non inciampare mai.
Oggi io ti propongo di sciogliere le briglie e iniziare a respirare.
Lo so, sei tu che devi scegliere e non è non sarà semplice cambiare, perché essere così sembra esserti entrato nel DNA, è un qualcosa di laborioso, quasi ingestibile questo tuo modo di agire, di fare, di muoverti, ma se ti ascolti, ti accorgerai che hai bisogno, ne stai morendo e quindi è giunto il tempo di invertire la rotta e di cambiare.
Scegli di stare meglio.
Incomincia a fare semplici esercizi in cui immagini le cose da un’altra prospettiva.
Un esempio?
Anziché pensare che se fosse tua suocera a ritirare il bimbo dal nido, cadrebbe loro mezzo tetto sul capo all’uscita, incomincia a visualizzare qualcosa di buffo che potrebbe accadere, con grande gioia del tuo bimbo.
- Lascia andare!
Parti dal presupposto che se non lo decidi da sola, presto l’Universo farà in modo che tu sia costretta a farlo.
Pensa che mentre ora vuoi controllare tutto e sei sempre presente, una malattia potrebbe tenerti lontana dai tuoi piccoli e spingerti a non provvedere per un po’ a loro.
Perché? Perché tu li stai deresponsabilizzando, stai facendo tutto tu e questo per il ciclo generale è inammissibile.
Lascia quindi che le cose vadano un po’ di più da sole.
Il mondo è vero che non è perfetto, ma proprio per questo, anche tu devi concederti di non esserlo e comprendere che questo non è uno dei tanti compiti che il buon dio ha affidato a te: sei una persona, non un orologio.
Devi vivere!
Molla!
Devi arrivare a sera serena, devi gioire anche di quegli imprevisti che, osservati con altri occhi, sono veramente buffi.
Quando?
In qualsiasi momento.
Per esempio, se accade che tuo marito, prima di bere il probiotico, a cui tu ha già tolto il tappo, lo agita senza accorgersi di questo particolare, facendo arrivare gli schizzi fino al cielo, anziché affrontarlo come una scimmia urlatrice, guardalo così, pieno di schizzi e sappi ridere dell’aspetto buffo di questa situazione.
Devi, come un tempo, da bambina, riuscire a vedere il lato comico delle cose, riuscendo di nuovo a godere, giocare, ridere e sorridere dei momenti “matti e divertenti” della giornata.
Goditi la Vita! Lei passa rapida e non ti permette fermate doppie.
Sorridi!
E’ per questo che sei venuta, per portare gioia, non urla e spari. - Ridistribuisci!
Anziché lamentarti, chiedi a ciascuno di fare la sua parte.
Avrai più tempo. Sarai più serena. Ti sentirai più tranquilla ed in equilibrio. Se tu non fai, ogni persona che ti vive accanto, nella maniera e nella misura che le competono, si ripiglierà il suo zaino e lo porterà da sola e le tue spalle e la tua colonna vertebrale ti ringrazieranno, per il resto dei tuoi giorni. - Impara a delegare, è tempo.
Visto che questo è l’aspetto più impegnativo, per te, cerca il lavoro di squadra e datti la possibilità di lasciare che una persona, che sa fare quello che tu temi di non riuscire a fare nel migliore dei modi, si esprima e possa dare il suo contributo, sentendosi utile.
Qual è per te una delle cose peggiori? Sentirti inutile.
Pensa quante persone tu metti nella condizione di sentirsi escluse, inutili, incapaci, proprio quello che tu non desideri vivere, nella maniera più assoluta e purtroppo loro lo vivono, lo sperimentano a causa delle tue scelte.
Molla! Fai le cose con loro, non al posto loro, e lascia che ciò che ti angoscia lo facciano proprio loro. Vedrai la gioia sul volto delle persone che ora starai gratificando e sentirai la leggerezza delle tue spalle, non più gravate dalla fretta e dalla paura di sbagliare, di non farcela, di soccombere con un bel imprevisto. Improvvisa per la prima volta questa trasformazione e guarda il bello della Vita che ora ti abbraccia e ti appartiene.
Amorevolmente, Ti degli Arcangeli
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