“Una chioma rigogliosa cela radici forti e potenti,
con cui l’Albero sfida ogni intemperia e i venti più forti.
Noi siamo Alberi, grandi e secolari,
siamo dotati di un potere eccelso,
ma ci smarriamo nel quotidiano,
dimentichi del nostro valore …
delle nostre robuste e vere radici.
Così,
poco abituati a interagire con la parte più profonda di noi,
siamo preda dei venti e delle bufere.”
Ogni volta che ci accade qualcosa, che siamo protagonisti di un evento, piacevole o spiacevole che sia, noi uomini lo visioniamo e lo sperimentiamo, in modo fisico, mentale, cioè corporeo, soprattutto se interessa tale area, oppure in modo emotivo – psicologico, se l’accaduto riguarda il nostro cuore, la parte più attiva in noi, dopo la mente, in parecchie sitauzioni e contesti quotidiani.
Esistono tra noi, persone più razionali, definite solitamente “mentali”, ed altre “emotive”.
L’inclinazione personale ingenera reazioni diverse, legate appunto ad una di queste sfere, che controllano ogni nostra risposta all’esterno; nella realtà la risposta elaborata, corrisponde a un “insieme ben più complesso e dinamico” di fattori, che entrano in gioco più di quanto si possa pensare e credere, interscambiandosi spesso e ingenerando altre varianti e variabili.
Gli Angeli, oggi, non vogliono però farci soffermare sull’analisi stretta di queste due modalità, ma spingerci a riflettere sul come ogni nostro gesto, situazione, pensiero, parola e “benessere o malessere ” siano in realtà espressione di una parte di noi “dimenticata” o poco considerata, che gioca un ruolo vitale in tutto.
Un mal di testa, per esempio, ci crea, di solito, un fastidio, il quale a sua volta può stimolare insofferenza, nervosismo, spossatezza, bisogno di riposo …
Se si presenta questa forma di nevralgia, noi la affrontiamo in modo rapido, ingerendo una compressa e autodiagnosticandoci fugacemente, un nesso tra l’emicrania e il cibo dell’ultimo pranzo, sicuramente mal cucinato, poco digeribile, oppure la persona che abbiamo incrociato per lavoro e che ci ha affaticato a tal punto da scatenarci questo fastidioso malessere, oppure un colpo di freddo, che oltre ad averci bloccato la digestione, ci ha pure sollevato questo ulteriore problema.
In realtà ci dimentichiamo di noi, del nostro sé, grande, forte, elevato, che ci accomuna agli alberi secolari e che sottende a tutto.
Immaginiamoceli.
Grandi, immensi, maestosi, piccoli, esili, novelli … comunque siano, gli alberi, e a qualunque specie appartengano o qualunque età essi possiedano, sono tenacemente abbarbicati al terreno.
Con le loro grandi chiome, essi affrontano i venti impetuosi, leggeri, secchi ed umidi; in qualsiasi stagione e con qualsiasi clima, essi ci appaiono irremovibili.
Un albero sembra osservi le albe chiare e profumate, i tramonti infuocati, ben connesso alla Madre Terra, e fortemente alimentato dalle sue salde radici; sono loro a compattare il terreno e a renderlo a sua volta stabile.
I disboscamenti selvaggi, infatti generano smottamenti e frane.
L’Uomo, al contrario, dimentico del proprio “vero sé”, ossia delle sue radici “primordiali”, insegue continuamente la sua stabilità e cerca costantemente la sua identità, spessissimo, con scarsi risultati.
Siamo alberi “dimentichi di noi”.
La chioma, che noi consideriamo albero, non sarebbe in vita, se sotto, celato nella terra, non ci fosse l’apparato radicale: esso è, talmente forte, potente, che spesso, anche se il tronco viene abbattuto o muore, da ciò che resta si genera una nuova vita,ancora più tenace e rigogliosa della precedente…
Sono le radici il Vero Spirito della pianta.

E noi? Di cosa ci nutriamo?
Non possediamo forse ramificazioni apicali così forti e diramate, che ci hanno permesso di Esistere?
Sì, ma questo mondo alimentante non sono né le immagini cupe dei telegiornali, né le parole poco positive e destabilizzanti che spesso ripetiamo … ( crisi, abbiamo toccato il fondo, sono stanco, che stress …); non possiamo pescare solo nel torbido e sperare di essere ben nutriti.
Le nostre radici si affondano nei cieli, nell’Universo profondo e radioso.
Da lì proviene la nostra scintilla vitale e lì dovremmo attingere l’Energia per la nostra crescita e forza.
Ciò che il corpo esprime, proviene solitamente da un malore profondo e sottile, che parte dall’anima e si espande in tutto il nostro essere.
Spesso la gola, lo stomaco, gli occhi, le ginocchia … stanno male, perché noi non vogliamo dire, esternare,vedere, guardare,muoverci … per risolvere un contenzioso tra noi e un’altra persona, a cui siamo legati emotivamente o da relazioni lavorative o di vicinato.
Capovolgiamo per un istante la nostra visione unidirezionale e riconsideriamo questo grandissimo aspetto dimenticato e sapremo cogliere la nostra vera forza; cresciuti, riusciremo a cogliere ciò che lo spirito ci comunica attraverso il corpo.
Sapremo ascoltarci e cogliere ciò che ci turba.
Finalmente consapevoli, saremo più sereni ed ispirati nel muoverci, ci lasceremo guidare dall’energia cosmica, con cui saremo semplicemente connessi e riusciremo a soddisfare ogni evento e situazione.
Allora e solo allora, rigenerati, in noi e intorno a noi TUTTO si ridimensionerà e troverà la sua giusta dimensione e dinamica.
Dobbiamo iniziare a spendere più tempo ed impegno per la parte più grande e celata di noi: lo Spirito, la parte radicale indispensabile.
E’ tempo di investire nel nostro benessere spirituale!
Allora anche il nostro fogliame, visibile, sarà più rigoglioso e saprà affrontare e gustare sia la brezza tiepida, che il freddo polare, delle giornate d’inverno.
Chi cresce non teme nessun gelo, perché comprende il valore vero di ogni evento e sa e può, a sua volta, ” essere ombra gentile e sostegno generoso con chi glielo richieda.”
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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