“Nutrendo i bambini di Luce d’Amore,
le loro e le nostre paure moriranno di fame …”
I bambini presso tutte le culture ed etnie sono sempre stati dichiarati e visti, e lo sono tutt’ora come il futuro del Mondo.
Farsi carico della loro educazione è impegnativo, perché significa far riaffiorare ciò essi sono e dare l’input affinché si attivino ad Essere.
Sappiamo che vengono al mondo bambini con una marcia in più, di cui il Pianeta e la Vita in generale necessitano e che le responsabilità che nutriamo nei loro confronti sono ancora più grandi.
Possiamo educarli da tanti punti di vista, non ultimo l’aspetto emotivo, che è forse il più interessante tra gli aspetti, di cui farsi carico nell’educazione dei propri figli e/o dei propri alunni, se insegnante- docente.
Accompagnarli significa dare loro la possibilità di controllare la propria natura, esprimerla, evitando tutte quelle contaminazioni, quell’influenza negativa e penetrante dei mezzi di comunicazione, perché le pratiche educative poco corrette o l’assenza di rispetto verso le scuole o la società stanno minando le capacità emotive dei nostri bambini, ormai poco avvezzi a comprenderle, riconoscerle e viverle al meglio.
È inevitabile e auspicabile che si verifichino questi cambiamenti sociali, anzi, vista la trasformazione globale in atto nelle nostre relazioni, bisogna fomentarli, sostenerli ed accettarli, sapendo che quello che abbiamo nelle nostre mani non sono altro che strumenti indispensabili utilissimi e preziosi per potenziare la loro salute emotiva, evitando le fragilità dell’abbandono.
Sono figli dei nostri tempi, grandi “smanettoni e apprezzatori” dei social, quindi molto portati a vivere contatti e relazioni virtuali e poco “allevati ed educati nella realtà vera ed ordinaria, dove la parola, il gesto, … lo sguardo hanno una loro enorme valenza ed importanza.
Giocare, parlare, correre su un prato viene spesso sostituto dai giochi virtuali, dove la relazione emotiva acquista un’altra valenza, altre dinamiche e dove la relazione diretta e lo scambio che ne consegue non esistono o non secondo le modalità dirette.
E’ così che il mondo emotivo rimane latente e spesso faticosamente sconosciuto.
Questo non li aiuta poi nelle varie fasi di crescita e poi, una volta diventati adulti nell’apertura affettiva e di coppia.
Quindi il mondo emotivo ed emozionale è un ambito tutto da osservare e seguire a vista, soprattutto là dove esiste una sensibilità diversa, dando tutte le indicazioni e raddrizzate del caso.
Questo significa che, nei momenti comuni in famiglia e nelle strutture preposte all’insegnamento, che sia sportivo o culturale, poco importa, dobbiamo interagire parecchio con loro, cercando di creare attenzione, consapevolezza e capacità di lettura emotiva, per puntare poi, nella parte pratica ad una crescita, vera, serena …sia nelle relazioni tra coetanei che con gli adulti.
Cosa possiamo fare?
In realtà è molto semplice, vediamolo insieme, per accompagnarli al meglio, soprattutto quando sono bambini “diversamente bambini”.
- Indurli a sviluppare la gioia ed il sorriso, in modo che esse siano il loro ombrello contro la noia e le paure.Dobbiamo cercare indubbiamente di creare un ambiente sereno, dove i giochi e le situazioni di paura e di inutili tensioni non trovano spazio.
Il frastuono va evitato.
Spesso non ci preoccupiamo di quello che accade anche chimicamente dentro di noi e tanto meno dentro di loro, quando ci sottoponiamo alla distruzione totale della serotonina in mille e più modi.
Viviamo in ambienti, rumorosi, acusticamente e visivamente aggressivi, con toni di voce a palla e testi musicali spesso discutibili, per non parlare dei linguaggi verbali e gestuali, oppure dei video molto adrenalici che vediamo e lasciamo vedere ai nostri piccoli.
Iper stimolarli da più punti li porta ad una iper attività.
Il corpo e lo spirito camminano e viaggiano insieme, quindi dovremmo tenerli in perfetta sinergia e curarci anche della serotonina, questo mediatore fisiologico, importantissimo per la regolazione dello stato d’animo, in modo da aiutare il nostro cervello a produrla in modo naturale e costante.
Per regolarla, sicuramente non possiamo avviarli, dopo lo svezzamento, ad una dieta stracarica di grassi e zuccheri, nascosti in tantissimi alimenti e cosmetici utili all’igiene quotidiana e sballottarli qua e là, scecherarli come fossero cocktail della movida spagnola …
Per questo è sufficiente mantenergli una dieta sana, cercare di farli dormire a sufficienza e avviarli a fare un’attività fisica in modo abituale, adeguato e inizialmente non competitivo, perché non tutti nascono con lo spirito di Rambo e con la voglia di primeggiare.
Ci accorgiamo che, indipendentemente dall’età, parlo dai 18 mesi fino ai 13 – 14 anni, farli camminare un pochino o correre è un’impresa tantalica?
Li teniamo troppo a lungo nei passeggini e poi li priviamo delle gambette che hanno in dotazione …
Li sovra alimentiamo.
Li scecheriamo.
Li disabituiamo a dormire, cosa che fa parte innata del nostro “curricolum vitae originario”Affinché i bambini godano di una corretta salute emotiva, dobbiamo introdurre nella loro vita queste abitudini, così che il loro cervello si trovi nelle condizioni ottimali per evitare ogni sovraccarico di energia, derivato dallo stress e dalla paura prodotte da certi modi di vivere e di muoversi.
Bisogna anche dare loro le occasioni per ridere, sorridere, gioire ed essere felici, oltre che cercare sempre di rassicurarli e guidarli a vivere ogni situazione nel migliore dei modi.
Sorridere, giocare a ridere, divertirli e divertirsi in tutti i modi possibili: con l’acqua del bagno, con i piedini, con le mani, correndo insieme, giocando a nascondino …, con lo yoga della risata.
I ricercatori ci dicono che educare i nostri bambini a sorridere è molto importante, così come spingerli a pensare positivo, ad affrontare le cose con la certezza che andranno per il meglio, è davvero utile e si chiama pensiero “positivo”.
Sappiamo che gli esseri umani possono equilibrare i loro livelli di serotonina con un semplice sorriso, anche se può essere successo qualcosa di “impegnativo” …
Quando sorridiamo, i nostri muscoli facciali si contraggono, riducendo il flusso sanguigno delle vene del viso; questo, a sua volta, provoca un raffreddamento del sangue, riducendo la temperatura della corteccia cerebrale, condizione che ha come conseguenza la produzione di serotonina. - Giocare! Farne un vero lavoro, per il loro benessere profondo …
Altra cosa importante: il loro lavoro, da subito, deve essere il gioco.
E’ attraverso il gioco che passa tutto il nostro apprendimento iniziale, sì, ma non parlo dei cellulari, che vengono dati, lo dico con ironia, in dotazione o dote, come ci suona meglio alla nascita…, incluso nella navicella per il trasporto in auto …
Il gioco fisico, reale, non virtuale …
Se esiste un modo meraviglioso per poter articolare l’apprendimento emotivo infantile, è proprio grazie e tramite il gioco.
Tutto passa da lì …
Il modo migliore di insegnare le abilità o come farle emergere è proprio grazie al gioco, il quale gli permette di gestire le emozioni ; in questo modo gli diamo l’occasione, l’opportunità di imparare e mettere in atto nuovi modi di sentire, pensare ed agire, che risulteranno validi e necessari sempre, anche a scuola, in futuro, sul lavoro…
In questo modo gli facciamo anche scoprire l’altro, cioé il pari o la relazione con noi, con l’adulto, che diventa una parte nuova e integrante del suo percorso di apprendimento emotivo, mentre il telefonino o la televisione ed i videogiochi lo isolano e lo allontanano dalle relazioni e da noi, con cui comunque devono mettersi in contatto.
E tutto, senza pratica, diventa faticoso…, mentre così diventa tremendamente efficiente.
Si crea una dinamica attrattiva, curiosità e il bambino impara e si attiva volentieri nei confronti di qualcosa che lo diverte e lo affascina.
La simulazione è molto proficua.
Quando un bambino o una bambina affrontano la paura, non importa ciò che l’abbia originata, è bene aiutarli ad affrontarla e superarla, creando un personaggio di finzione che ammirano e con cui potrebbero identificarsi.
In questo modo, possiamo giocare con i bambini, facendogli pensare, immaginare … come si comporterebbe, cosa farebbe il loro idolo al loro posto, in quella situazione particolare e comunque gestibile.
Un tempo nel mondo dei bambini erano molto presenti le marionette, oggi sono scomparse …
Io ho trovato in soffitta, perfettamente conservato, un teatrino con cui hanno giocato i miei nonni e mi sono resa conto del forte potere taumaturgico di questo gioco, ora in pratica scomparso …
Guardare e proiettare sui piccoli personaggi di legno crea rilassamento, ci aiuta nell’esplorazione corporea, dovendo controllare anche il movimento del corpo, legato alle parole e quindi alle emozioni dei vari protagonisti della storia; è così, che con una storia, anche semplice, possiamo far acquistare al bambino le abilità necessarie perchè sappia e riesca a gestire le sue emozioni.
Si tratta di autoriconoscimento attraverso le marionette…
Questo modo inconsueto di lavorare solleticherà il loro interesse nel lavorare su quelle emozioni più o meno complesse …
Grazie a questo gioco – lavoro, coltiveremo lo sviluppo di una buona autostima, sana e basata sul rispetto di se stessi e sul raggiungimento dei propri successi.
- Aumentare le abilità emotive. Come???
E’ semplice in sé, ma per noi e le nostre modalità di vivere indubbiamente più complicato riuscire a far crescere in modo equilibrato i nostri bambini.
È sufficiente alimentarli d’amore?
Sì, ma deve essere un Amore non fatto solo e tanto di sì e di pulizie emotive, ma al contrario di un Amore giocoso, e al tempo stesso fermo, dove tutto è presente con leggerezza e gentilezza, ma presente, affinché le loro paure ed i loro problemi emotivi muoiano di fame.
Vediamo come e se possiamo farlo con alcune piccole strategie:
- Parlando con loro in modo sereno, delicato ed affettuoso
Quando i bambini fanno qualcosa che non va o si comportano in modo aggressivo, di solito reagiamo allo stesso modo, con un linguaggio aggressivo, prepotente e un timbro di voce molto alto, come fossero sordi.
In realtà non sono sordi fisicamente, ma lo sono dentro, di fronte a quella situazione che li infastidisce.
2. Essere casa, un luogo in cui si sentano protetti e al sicuro, indipendente dal numero di persone e dalle assenze o presenze.
Oggi spesso manca una delle due figure genitoriali, ma questo non significa che non sia possibile costruire la “casa necessaria”, così come la presenza di entrambi i genitori significhi “perfezione e completezza”, quindi equilibrio e serenità.
Una casa si costruisce con le emozioni delle persone.
Non servono a nulla centinaia di giocattoli nella cameretta dei bambini, abitini e novità varie, se non condividiamo con loro il nostro amore i gesti d’affetto e le cure.
Esempio?
Immagini, bigliettini, cuori, colazioni curate, momenti di gioco insieme sul tappeto, contatto fisico … soprattutto nei primi anni, per poi lasciarli sempre più liberi a mano a mano che impareranno ad interagire con i coetanei durante l’esperienza scolastica e oratoriale o di altra natura.
Per questo motivo, il messaggio che dobbiamo trasmettere, di fronte alle grandi marachelle e alle loro reazioni aggressive è del tipo “non va bene quello che hai fatto”, ma in modo da non minare la loro autostima e da non mettere in dubbio i sentimenti che proviamo per loro.
3. Regalare il nostro tempo, interesse e il desiderio di affrontare le sfide che ci propongono insieme
Quello che i nostri bambini vedono in noi non lo vedono in nessun altro e non possono nemmeno immaginarlo, siamo il timone della loro nave, soprattutto nei primi anni, i momenti più particolari, in cui le attenzioni ci devono essere.
Poi, inizieranno ad uscire dal porto sempre più spesso senza di noi, e noi dovremo lasciare che sia, in maniera diversificata, a seconda del soggetto, ma fatto, ed essi sapranno giustamente percorrere e solcare il mare delle emozioni e l’oceano della vita con la leggerezza dell’imprinting iniziale.
Per questo motivo, dopo la nascita è indispensabile regalare loro spesso un po’ del nostro noi e offrirgli una visione del mondo, attraverso noi, più calda e accogliente, in modo che nulla, neppure la cosa più complicata per loro, come la scomparsa di un membro della famiglia sia una tragedia o un qualcosa di incontrollato e ingestibile …che genera paure, rifiuti, traumi …
Crescere non è semplice, ma è fluente, come lo scorrere di un fiume, se sappiamo avere alcune piccole accortezze che, se non ci appartengono, dobbiamo comunque cercare di far scorrere ed emergere dentro, se decidiamo di procreare e/0 prenderci cura dei più piccoli, soprattutto se dotati di una sensibilità “speciale”.
Amorevolmente ti***
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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