Puoi amare la Vita come la Morte

Nascere e morire sono due momenti veramente unici nel nostro percorso animico e per questo sono avvolti sia da emozioni umane, che da grandi grandissime emozioni spirituali, che vanno ben al di là del nostro modo ordinario di partecipare ad un evento.
Quando sei giunto quaggiù, forse non sai e sicuramente non ricordi, che avevi intorno a te, moltissime persone, cioè Anime incarnate e altrettante, se non superiori, Anime di Luce, cioè Angeli, questo perché si tratta di un momento molto speciale, che viene festeggiato da entrambi i Mondi.

Il Mondo Umano festeggia e solitamente festeggia solo l’arrivo di un corpo in questo grande palcoscenico, dove si orchestra una Vita materiale, ormai in gran parte staccata dal Divino.
Chi ti ha festeggiato, lo ha quindi fatto pensando al tuo corpo e al perpetrarsi della sua vita fisica, che si prolungava e prendeva forma in te e attraverso te.
Ben pochi hanno le dovute consapevolezze e quindi vivono la nascita nel su vero e pieno valore.
Nascere è uno dei “fenomeni più straordinari” che possiamo attraversare, sperimentare, sia come soggetti che come oggetti, perché rappresenta il “vivere”  l’arrivo di un’Anima in un Corpo fisico.
Un’Anima riceve un “cappotto”, il suo nuovo cappotto, con cui dovrà vivere un’esistenza rinchiusa nella fisicità, cioè in un corpo, maschile o femminile,  un corpo che l’ha separata dalle sorelle e dai fratelli d’Anima che le stanno intorno.
Questa condizione terrena, servirà all’Anima per mettersi alla prova e, come fosse un giocatore di pallacanestro, allenatosi a lungo, giocare al meglio tutte le partite che le verranno prospettate.


Vincere la partita, ogni volta che scenderà in campo, è il suo grande obiettivo primario; l’Anima ora dovrà misurarsi e segnare a sua favore, e a favore della sua squadra d’origine, celeste, contro gli avversari diabolici, ogni volta che le verrà chiesto di scendere in campo.
I punti totalizzati nelle singole partite e negli infiniti campionati che costelleranno la durata della sua esistenza terrena, le consentiranno di accumulare e totalizzare punti preziosi per la sua evoluzione, come fosse veramente un giocatore che acquista fama e notorietà dalle sue prestazioni agonistiche, e quindi di poter far ritorno alle sue origini extra corporee in uno stato di “maggiore Luce”.
Più Luce acquisti, più si accorciano le distanze con l’Uno, con tuo Padre.
Gli incontri che vivi sul campo, contro le varie squadre avversarie, sono indispensabili e non sono mai frutto del male o fine a sé, ma sono le tue vere occasioni, per dimostrare chi sei e quanto vali.
Oggi ti accolgono come corpo, non come Anima.
Quaggiù, dove la corruzione è grande, tu vieni festeggiato da un padre, che in genere, dimentico delle sue origini divine, prova solo la gioia di stringere un frutto venuto dal suo albero, e vieni festeggiato da una madre, orgogliosa di averti fatto uscire dal suo ventre, così piccolo e perfetto; lei ti avvolge con le sue braccia cariche d’Amore terreno, vivendoti come un suo prolungamento, come parte di lei, come un qualcosa che in qualche modo, essendo stato prodotto ed espulso da lei, le appartiene.
Ma così non è.

La gioia terrena dovrebbe essere grande, perché ogni corpo che si origina, racchiude un’Anima ed è lei la grande festeggiata, lei che viene per giocare, con ogni tempo e stagione, rinchiusa dentro un corpo, tutto da “studiare e da vivere”, un corpo che la limita e la arricchisce al tempo stesso.
Quel corpo, come fosse una navicella, dovrà imparare a pilotarlo, a gestirlo nelle diverse situazioni, a prenderne il controllo e a servirsene per i suoi numerosi incontri e scontri.
Il tempo messo a tua disposizione, come durata complessiva, varia da un’incarnazione all’altra e dalla importanza dei vari incontri che sosterrai.
Ogni nascita, come ogni morte, dovrebbe essere accolta come  un “evento universale straordinario”, perché comporta l’entrare e l’uscire da un corpo, cioè il passare da una realtà ad un’altra, quindi richiede e necessita di molteplici presenze, sia del mondo fisico, terreno, che del mondo animico.
Il Mondo Divino partecipa alla gioia di questo evento, con numerose presenze angeliche, perché si tratta di un’Anima, una Luce, intrisa d’Amore, che riprende un’esperienza particolare, in un piccolo corpo, grazie al quale vivrà un cammino unico ed importante, perché quelle settimane, mesi, anni di permanenza lì dentro, in quello spazio angusto, consentirà a quell’Anima di aumentare le proprie consapevolezze animiche, di accrescere enormemente il proprio stato di Luce e accorciare così le distanze dal proprio Creatore, cioè da Dio, fino a, se avrà ben lavorato, rientrare nel suo abbraccio unico di fusione.
Problemi? Sì tanti.
Perché?
Perché non esiste una “comunione d’intenti” tra le persone e gli Angeli e Arcangeli che festeggiano.
La terra, in genere, festeggia ormai da tempo, nonostante i sacramenti, un corpo, mentre il cielo, continua a festeggiare il “viaggio animico”, com’è e com’è giusto sia.
Siamo Anime in viaggio dentro un corpo, non corpi che si concedono viaggi esperienziali, di tipo spirituale.
Questo cosa comporta?
Che le attese del Cielo sono giustamente molte, ma il raccolto poco, pochissimo.
Quando un’Anima giunge o riparte, ha bisogno di estrema protezione e quindi le presenze sono veramente molte.
Dal punto di vista umano, quando arrivi trovi due genitori e un gruppo più o meno nutrito di parenti, ed amici.
Dal punto di vista animico, hai accanto vari Angeli, che appartengono ai Cori più elevati, oltre all’Angelo prescelto, il quale ti resterà accanto nell’esperienza terrena e oltre, e ti accompagnerà in ogni singolo istante, sia gioioso che affaticante, sia in salita, che in discesa.
Perché?
E’ un’esperienza magica, lo ripeto ancora e quindi la possiamo paragonare ad un vero e proprio “concerto” con strumenti meravigliosi e di varie origini.
Nell’istante in cui tu apri i tuoi occhi, rinchiuso in questa piccola scatola, tutti gli strumenti, in sincronia perfetta, elevano il loro canto di gioia e lode per te che stai per compiere un cammino che tutti si augurano sarà fruttuoso e carico di soddisfazioni e di bene, per tutti.
Questi Angeli sono luminosissimi, sono gli Angeli “ostetrici” ed “i ginecologi di Luce”.
Ti accompagnano e con grandissima dolcezza ripongono la tua Anima in quel pezzo di carne e poi assistono alla tua nascita ad un nuovo tipo di “Vita”, di Amore e di Luce.
Sono le tre fatine della storia della “Bella addormentata nel Bosco”.
Ti guardano con trepidazione e seguono e aiutano qualsiasi movimento dei medici, che aiuteranno il tuo corpo, in cui è racchiuso un involucro eterno, meraviglioso e d’inestimabile valore, a vedere la luce del mondo, emettendo il primo strillo per la nuova Vita.
Questi Angeli sono straordinari e sono avvolti in una Luce senza uguali.
Essi toccano il cuore delle persone presenti, che partecipano all’evento, affinché lo vivano al meglio e possano far sentire alla piccola Anima in arrivo, tutta la gioia e l’Amore di cui ha bisogno, soprattutto in un frangente così delicato e limitante.
Immagina quale sgomento hai provato, come Anima, nell’istante in cui ti sei trovato, dalla tua massima e somma espansione nella Luce, nell’Amore e nel Benessere divini alla costrizione dentro un corpo, una scatola, che centimetri in più o in meno, era comunque piccolissima.
E’ la medesima sensazione che  accompagna un pesce, un uccello, un gatto, insomma un animale che si serve in maniera illimitata dello spazio, quando tu lo “costringi” a vivere dentro una boccia, una voliera, un appartamento, una stanza …
Hanno bisogno di attenzioni e valide motivazioni per farlo, per adattarsi, per restare lì.
L’Anima ha contribuito in qualche modo alla scelta, ma , l’esperienza reale è comunque diversa, rispetto all’ipotesi iniziale.
Immaginiamo quando l’arrivo non è stato genitorialmente desiderato, atteso, accolto, cosa non abbia già smosso dentro quella scintilla di pura Luce, abituata a percepire la minima vibrazione in essere, e che originerà una nuova persona.
Ecco che quindi è una cosa eccellente, a cui nessuno ci educa, quella di invocare gli Arcangeli e gli Angeli preposti alle nascite, perché il cuore dei futuri genitori e dei presenti, tutti, nessuno escluso, vibrino su alte e buone frequenze di accoglienza, di amore e di Luce divini.
Chiederlo come genitore/i o come persone presenti “consapevoli”, alla grandezza di quanto in essere.
Gli specialisti medici, sia celesti che terreni, stanno cooperando alla “nascita”; i divini ci “sono”, i terreni, purtroppo, lo fanno spesso, nella più completa e assoluta “estraneità”’ , come un puro lavoro, fine a sé.
C’è un senso di forza emotiva, che comunque, anche negli ambienti meno spirituali, viaggia tra tutte le persone presenti, e addirittura lungo le corsie dell’ospedale; si tratta di un’energia che è comunque frutto del lavoro degli Angeli di Luce, preposti, che “controllano l’evento”, nonostante la possibile assenza di richieste esplicite degli uomini e l’estraneità al valore di quanto sta accadendo in quella piccola sala parto o di patologia neonatale o pediatria.
Ti può capitare, se lavori in un reparto neonatale, di sentire le tue mani in certi momenti, come fossero guidate ed avvolte da altre mani impalpabili, ma presenti.
E ci sono.

Sono le mani degli Angeli che ti vengono in aiuto, mani che ti stanno sostenendo nel dare forza, Luce ed energia ad un piccolo corpo che si affatica, un corpo che sta vacillando e ha quindi bisogno di un’attenzione maggiore.
Tu allora partecipi al lavoro dell’Angelo o dell’Arcangelo e presti le tue mani al suo intervento.
Se ti capitasse una situazione del genere, soprattutto per chi lavora nelle pediatrie o nelle patologie neonatali, non spaventarti, ma chiedi di essere un buono strumento per il suo lavoro; te ne sarà molto grato.
Lavorare in sinergia con loro è importantissimo, soprattutto quando ci troviamo a prenderci cura di chi arriva o di chi parte.
Infatti il secondo momento straordinario, è appunto la Morte.
E’ in questo frangente che di nuovo intorno all’Anima si raduna una moltitudine di persone fisiche e di anime di Luce.
L’Angelo Custode è la grande presenza, ma con Lui in perfetta di sinergia, ad accogliere la Morte, che si riprenderà la parte fisica, ci sono le massime onorificenze di Luce, affinché l’evento avvenga secondo le dovute modalità.
Gli angeli Infedeli non devono trovare spazio, per raggiungere il cuore dell’Anima che riparte.
Per questo l’Angelo Custode veglia incessantemente e intercede per il suo protetto.
La Morte è un passo in avanti, lungo il nostro cammino evolutivo; è un momento in cui, togliendo il cappotto ci eleviamo, rientriamo in una dimensione più consona, quindi ci sentiamo in uno stato di benessere, come il pesciolino liberato in pieno oceano.
Questo, da un lato, ci genera un senso di liberazione, ma dall’altro rappresenta anche un momento di mancamento, un momento di “smarrimento”, possibile, soprattutto per le Anime che non hanno seguito un iter temporalmente regolare d’invecchiamento fisico/corporeo, e di debilitazione, legato magari alla malattia, ma che sono passate in maniera repentina attraverso un incidente o un’esperienza che le porta a togliersi il cappotto in maniera imprevista e repentina.
Lo smarrimento può esserci e va fatto rientrare con garbo, per il bene dell’Anima e nostro.
Cosa significa?
Significa che l’Anima smarrita non vuole andarsene
, e spesso reagisce così, perché non capisce cosa le stia succedendo, oppure perché non vuole accettare quanto è avvenuto.
Lo smarrimento vero lo possiamo paragonare alla condizione che tu sperimenti quando ti svegli improvvisamente nella notte, durante il sonno, magari in seguito ad un sogno, e per una frazione di secondi, non riesci ad orientarti: non ricordi dove sei, che giorno sia e cosa ti stia succedendo.
E’ naturalmente un istante, nel dopo sonno, mentre si protrae  e si può protrarre ad oltranza per alcune Anime, che hanno sperimentato un tipo di morte improvvisa, se non interviene qualcuno in loro supporto.
Noi siamo in genere abituati ad un iter religioso, che ha la sua valenza ed importanza, soprattutto se la persona appartiene ad un certo credo, ma ricordati che è una buona pratica, da non sottovalutare e che non a tutti è dato vivere, quella di ”accompagnare” una persona a noi cara sempre, soprattutto quando la partenza è immediata e non preannunciata.
Se non abbiamo consapevolezze in questo senso, è meglio allora non improvvisarsi “apprendisti stregoni”, ma chiedere al suo e al tuo Angelo Custode e agli Angeli ed Arcangeli presenti all’evento, di fare tutto il necessario, secondo il volere e la concessione divini, affinché l’Anima stia bene e segua il suo percorso, oltrepassando la soglia e andando oltre, facendosi carico delle dovute consapevolezze di “Sintesi” del suo cammino terreno e di “piena comprensione” dell’accaduto.
La morte è un viaggio straordinario, ma va vissuto bene, con consapevolezza e la dovuta assistenza.
Qualche Anima, vissuta in maniera caotica, e spesso in maniera estremamente problematica e fisica, si rifiuta di partire e questo solo le Creature divine  sanno farsene un buon carico, nel rispetto pieno del Volere Divino e animico.
Nella nostra cultura la morte è un elemento temuto e visto come un qualcosa di ingiusto, di immotivato, di temuto.
Non cogliamo la presenza dell’Anima, quindi abbiamo una consapevolezza che si limita solo all’esperienza terrena e per tanto la Vita la percepiamo sempre come troppo breve, troppo faticosa e poco edificante.
La morte è allora la nemica, è colei che arriva sempre quando non la vorresti, e pone fine a una vita che ti sembra sempre appena iniziata, anche se hai 103 anni.
La sensazione è di avere ancora tanto da dare, da dire e da fare.
Perché?
In genere rispondiamo dicendo che noi uomini desideriamo e cerchiamo l’immortalità fisica e questo è in gran parte vero, innegabile.
Ma in realtà l’aspetto è ancora più complesso, perché c’è una parte disattesa di noi, che ci raggiunge, nostro malgrado, dandoci un’informazione ben precisa.
L’Uomo, se durante la vita terrena, non ha mai veramente espresso la sua parte animica, partendo proprio dal momento in cui nacque a quando se ne sta andando, sicuramente coglie, percepisce “una grande assenza nel suo vissuto”, perché ha tutto il lato animico, che avrebbe dovuto essere il predominante e guidare ogni cosa, che è rimasto imbavagliato, che non si è mai espresso realmente e pienamente e quindi ancora reclama di scendere in campo e di poter vivere la “sua Vita”.
Tu pensi di sentire dentro l’amarezza del corpo che perde la vita, mentre in realtà stai percependo soprattutto il dolore e la fatica dell’Anima, che sta per ritornare al Padre senza che tu le riconoscessi il diritto di scendere in campo e partecipare a ogni tua partita.
Tu non glielo hai mai permesso, non glielo hai mai concesso.
E’ lei, più che il corpo, che ti fa cogliere di “aver vissuto a metà” e di aver ancora tanto da dare, da dire e da fare.
Un conto è vivere con la marcia dell’Amore ingranato, un conto è farlo con freno a mano tirato.
La vita se non è vissuta nella tua interezza è solo esistenza e sopravvivenza.
Vivere appieno è tutta un’altra cosa.
Sei stato come il più grande dei pittori, che anziché dipingere con i suoi meravigliosi pennelli, le sue spugne, le sue spatole, ha dipinto usando i suoi gomiti.
Non hai dato spazio alla “vera Arte” che vive dentro di Te e che ti rende unico.
Cosa si deve fare allora?
Vivere dando spazio all’Anima e facendoti finalmente carico dell’importanza di nascere bene e morire “meglio”.
Vivere sentendo la morte come un’amica, una parte del vivere, ma questo può accadere solo se hai vissuto bene e intensamente ogni istante, tanto da non avere nulla da recriminare e di cui dispiacerti, perché tutto ti è appartenuto e te lo sei concesso.
Ogni momento è stato tuo e di chi ti viveva accanto.
Ogni ora è stata partecipata e ogni respiro parte vera di te.
Certo, il momento della partenza, non sarà comunque uguale per tutti.
Chi parte o chi resta potrà sentire il distacco e provare fatica o dolore, ma sarà sempre un qualcosa di più lieve, di più accessibile, di più “umano”.

Se hai dato tutto l’Amore a chiunque hai incontrato lungo il tuo cammino, non hai nulla da recriminare e da rimproverarti e anche se i saluti possono essere faticosi, sai che una parte di te risplende comunque nell’Anima dell’altro e viceversa e questo non è un dispiacere, ma un dono sommo.
Con grande Amore Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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