
La nostra vita bella o brutta, ricca o avvilente, costruttiva o destabilizzata … è solo il frutto dell’insieme delle innumerevoli scelte, che facciamo.
E’ la somma delle nostre azioni e quindi di ciò che sosteniamo e quindi decidiamo di portare avanti.
È una strada piena di incroci in cui noi orientiamo la nostra direzione, giorno per giorno, in base alla nostra indole.
Quindi la “scelta” è alla base di tutto.
Ma siamo davvero sicuri di scegliere e di poterlo fare?
Noi viviamo in un Paese, in Occidente, dove si professa la libertà individuale, che è quindi al centro del pensiero contemporaneo, ma pongo seri dubbi sulla nostra reale “libertà”.
Qui in occidente, non ci sono imposizioni dittatoriali, che si impongono sul nostro stile di vita, e questo ci fa pensare di essere quindi avulsi da imposizioni, liberi di scegliere.
Ma torno a chiedervi: è veramente così?
Secondo l’analisi psicologica di Jonah Berger la maggior parte delle nostre scelte è di fatto dettata dalla società che ci circonda, senza che ce ne accorgiamo, quindi come avevo scritto sul blog l’ultima volta, noi
siamo subdolamente, ma inesorabilmente, “guidati” in una direzione, anziché in un’altra.
Crediamo di scegliere, ma di fatto seguiamo la corrente invisibile in cui siamo immersi, nostro malgrado.
La scelta è impegnativa e particolarmente infruttuosa e faticosa e lo si nota soprattutto tra i ragazzi, in quella fase adolescenziale nella quale qualcosa dentro ti suggerisce di cercare la tua autonomia, la piena libera espressione “del tuo sé”, mentre il branco ti chiama e non esserne parte, diventa ogni istante più pesante e più faticoso.
Se non è stato semplice per noi, ora adulti, lo è ancor di più oggi, per le nuove generazioni, camminare veramente sciolti da qualsiasi forma di “costrizione” e di subdola manipolazione.
Noi grandi veniamo avviluppati attraverso le dinamiche del nostro modo di vivere quotidiano, mentre per i ragazzi il controllo viene attivato servendosi dei “gruppi dei pari” e dei loro stili di vita.
Il branco “selvaggio” è quindi, in realtà, la trappola peggiore contro la nostra “libertà”, perché viene fortemente strumentalizzato dal nostro mondo adulto.
Qualcuno, attraverso la pubblicità, si insinua in maniera sottile nelle cellule dei più piccoli, che sono alla ricerca della propria identità e della propria massima espressione individuale, facendogli credere di essere pronti e capaci nello spiccare il volo, per uscire dall’orbita genitoriale e dei grandi, per creare un mondo diverso e più libero.
In realtà i giovani, come molti di noi, sono solo pedine di un gioco, più grande di loro, e ogni giorno, soprattutto in questo momento, subiscono i peggiori condizionamenti.
Bisogna smantellare questa partita alla base, perché tutto rinasca, partendo proprio da loro, cioè dai ragazzi.
Ognuno di noi si trova in bilico tra due spinte che ci trascinano apparentemente in direzioni opposte; una è quella che ci guida a distinguerci dalla massa, per rimarcare una nostra identità e personalità, l’altra è quella di integrarci e sentirci sempre parte di un gruppo o di una collettività senza esserne mai esclusi.
Essere fuori è doloroso e quindi meglio l’inclusione, a costo di non ascoltarsi, di tacitare la propria voce interiore, che cerca ancora uno spazio.
Di fatto si finisce quindi con l’assecondare le tendenze del nostro gruppo di appartenenza, anche in modo inconsapevole.
Come ti vesti, che musica ascolti, che serie televisive vedi, oppure che libri leggi e addirittura che lavoro fai o vorresti fare, sono tutte scelte che fai, tutte decisioni che prendi – secondo la tesi di Berger–per condizionamento sociale e non in autonomia.
E’ l’insieme sociale, a cui appartieni, che ti propone il cantante del momento, il piatto del giorno, il vestito dell’ultima sfilata, le scarpe trendy, il linguaggio che va per la maggiore e tu parli, canti, mangi, … secondo il “vangelo” del tuo gruppo di appartenenza.
Tutto è strettamente correlato ad un sociale, che ti manovra in ogni cosa, senza che tu te ne avveda.
Anche scelte importanti e personali come quella del nome di tuo figlio, finisce con il rientrare in questa logica.
Non abbiamo forse le annate dei nomi più gettonati, come “Mattia”, “Marco”, “Luca”, “Ambra”, “Giada”…?
Tu credi di dare un nome originale a tuo figlio, magari non troppo strano, e scopri poi, con grande sorpresa, che molti bambini nati in quello stesso periodo si chiamano proprio come lui, perché il nome era evidentemente nell’aria.
Pubblicizzato da chi?
Anche le tue posizioni politiche sono fortemente influenzate da posizioni, idee, giudizi e valori espressi da partiti, movimenti e personalità (opinion leader) in cui ti identifichi o di cui, in qualche modo, ti fidi.
La tendenza poi, ad essere di sinistra o di destra sembra sia influenzata maggiorente dalla famiglia d’origine, che dà questo imprimatur oppure ti spinge a opporti e quindi a schierarti nella fazione opposta, per partito preso, come siamo soliti dire.
Però il fatto che le nostre scelte siano fortemente condizionate dall’ambiente e non prese direttamente da noi non è sempre necessariamente un male.
Come per ogni cosa, esiste il rovescio della medaglia.
La scelta per qualcuno è veramente pesante, quindi, l’idea che esista “un mal comune, mezzo gaudio”, li fa sentire meglio.
Mi spiego.
Molte persone vivono con difficoltà il peso di dover prendere decisioni importanti, decisioni che andranno a toccare tutta la loro vita, come, per esempio, a quale facoltà iscriversi, oppure che lavoro cercare, quindi sapere che la propria scelta verrà fatta da molte altre persone e che, in fin dei conti, non condizionerà particolarmente l’esito della propria vita gli allevia fortemente il “mal di vivere”.
Per ogni decisione che prendi, per ogni scelta che fai, rinunci a qualcosa, a favore di altro, decidendo tra molte opzioni; questo tipo di scelta non ti crea immensi problemi, perché alla fine, probabilmente, ti accorgi che la tua vita non cambierà comunque più di tanto, perché la nostra indole, la società che ci circonda e il tempo in cui viviamo non sono parametri che possiamo modificare in prima persona, quindi si può fare, perché con il nostro “libero arbitrio guidato”, non ci discostiamo dall’indirizzo generale di chi ci circonda.
C’è un film del finire degli anni novanta, dal titolo Sliding Doors, che racconta la storia di Helen, una giovane donna che lavora nelle pubbliche relazioni, fidanzata con Gerry.
Dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige in tutta fretta verso la metropolitana.
Andando via dal posto di lavoro, sale sull’ascensore e le cade un orecchino e il giovane James glielo raccoglie.
In quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele, e tutto sembra legato alla metropolitana: se Helen sale le accadranno certe cose e la sua esistenza si svolgerà in un certo modo, se invece perderà la corsa, tutto avrà risvolti diversi, ma così non è, perché alla fine, pur per diverse strade, tutto la porterà alla sua vera e unica destinazione.
Burla del destino?
No! Un messaggio ben preciso, che anche Nietzsche, in Ecce Homo, ci racconta, in una maniera abbastanza simile, quando parla della serenità che deriva dall’accettare ciò che ti accade, sapendo che per larga parte non è legato, né determinato dal tuo agire, perché, così sosteneva lui, già scritto da qualcuno per te, ma così non è.
Certo, la Vita non è comunque un qualcosa di semplice, di lineare, né di facile, visto le dinamiche in essere e attuali; sappiamo che lo stesso Nietzsche impazzì, prima di essere riuscito a riconciliarsi col proprio destino.
Nonostante questo, il suo discorso è per certi versi profetico, perché chi si adagia e accetta passivamente va e andrà solo in una certa direzione.
Non ti serve crucciarti per una scelta sbagliata, fatta in passato, probabilmente le cose non sarebbero andate diversamente da come sono andate, ma ora che ne sei consapevole, tutto può cambiare e prendere sfumature e risvolti diversi.
Che senso ha allora affliggersi per le proprie scelte quotidiane se tutto è stato scritto da una mano invisibile?
Serve, nella misura in cui ci rendiamo conto che nessuno ha scritto i paragrafi della nostra vita, se non noi, con le nostre azioni, le nostre scelte, i nostri pensieri, le paure e le emozioni e quindi, visto che ne siamo gli artefici, possiamo scriverne di nuove.
In quanto esseri umani, siamo quindi spesso molto irresponsabili rispetto alle esperienze e alle circostanze che dobbiamo vivere.
Perché?
Perché è sicuramente dura diventare “padroni delle proprie scelte”, perché significa essere responsabili di qualcosa che a volte non ci piace, che ci fa sudare freddo, che gli altri non fanno e non farebbero mai, e che quindi, per la par condicio di gruppo, rifiutiamo.
È così che di fronte a quello che ti accade, incolpi la sfiga, il destino, la mala sorte e chiunque ci capiti a tiro.
Ma c’è forse qualcuno che ha scelto questa vita per te?
No!
Almeno in maniera diretta no.
Le influenze subdole ci sono e ci sono state, ma la scelta ultima è stata tua e solo tua.
La vita che stai vivendo è quella che tu hai liberamente scelto.
Nessuno di noi ha una vita prestabilita, che è costretto a vivere, ma ha la vita che accetta e sceglie di vivere.
Persino le circostanze che ti rendono triste, non devi raccontartela, perché puoi cambiarle. E’ in nostro “potere”, se lo vogliamo.
Il problema è che ti ostini a voler guardare e vedere tutto solo con la lente del brutto, del negativo, in ogni situazione; nel frattempo, vuoi uscire da una circostanza, ma non ti attivi, non ti dai da fare, non ti impegni realmente per uscirne e riuscirci.
Mettiamo che tu non sia soddisfatto, in questo momento della tua vita odierna.
Che cosa stai facendo per trasformarla?
Che cosa ti impedisce realmente di darle una svolta?
Ahi, ahi!
Lo so, raccontarsela è facilissimo.
La crisi, la mamma, la famiglia, la mancanza di stabilità economica… la solfa è pressappoco sempre quella.
E se ti dicessi che cambiare ed essere se stessi è possibile?
Affermazione non veritiera?
No, nella maniera più assoluta.
Hai presente cosa significa trovarsi una mattina con 1000 euro in tasca, tre figlie, piccole, nessun supporto affettivo/ emotivo terreno?
Beh, io da lì, come da altre strade ci sono passata e non me la sono raccontata, mai; al contrario la fatica mi ha spronato a mettermi in gioco e così mi sono sempre attivata, con forza, gioia, determinazione, anche quando le lacrime mi offuscavano la vista.
Non c’è nulla, se tu vuoi, che tu non possa fare per cambiare la tua realtà.
Tre quarti dei limiti che hai, te li “crei/inventi” da solo.
Impara quindi a chiederti in tutta onestà:
“Quelli che ho davanti a me, sono limiti che esistono davvero o sono io ad auto-impormeli, ad erigerli, a crearli per una sorta di “scudo protettivo”?
Mai successo di avere l’allenamento di venerdì e di avere regolarmente la tracheite?
Che sfiga!
Beh, questa è la manifestazione del potere enorme della nostra mente, che è capace di farci ammalare a comando, per farci evitare quell’allenamento di pallavolo, con quell’allenatore pesantuccio, che insulta e non te ne fa passare una.
La stessa modalità, la attiviamo in tantissime situazioni e campi, in maniera inconscia.
Quindi, in tutta onesta, in questo istante, se la tua vita fa schifo, ti stai veramente attivando, dando da fare, senza scaricare su altri, per risolvere tale situazione o ti stai lasciando trasportare dagli eventi?
Non colpevolizzo nessuno, perché conosco la fatica di prendere in mano la propria vita, ma ribadisco che è giunto il momento, per dare una svolta al personale ed anche l sociale, che ha lo stesso bisogno, che ciascuno di noi riscontra nel suo privato.
Tutti i limiti che vediamo, l’ho sperimentato sulla mia pelle, hanno molta più consistenza nella nostra mente che nella realtà.
Quante volte ci facciamo i filmini delle peggiori disgrazie, come se desiderassimo solo attirarle a noi?
Così non va!
Ci sabotiamo, ci auto-limitiamo perché non vogliamo compiere uno sforzo nell’abbattere tutti quei limiti che si ergono di fronte a noi e che, in realtà, possiamo annientare, perché la vita non ci prospetta nulla che non sia fattibile per noi.
Immaginati come un’atleta.
Se sei un maratoneta non ti fa e farà mai partecipare ad una gara di nuoto, così come se sei un nuotatore ti metterà mai in pista per una maratona.
Questo facciamo fatica a coglierlo, ma è così.
Non c’è limite che tenga se tu lo vuoi.
La nostra mente è potentissima e così come ci sabota, se impariamo ad usarla ci può permettere di ottenere qualcosa di buono, facendoci tagliare il traguardo e quindi dare una svolta ok alla nostra Vita
Ci riesci!
Ci riusciamo!
E’ tempo!
Osa vivere!!
“Vivere” è una parola che viene detta alla leggera: tutti sono capaci di vivere.
Ma è davvero facile?
La risposta è “no” e ti diventa chiaro quando non osi farlo, quando rimandi, quando non ti assumi rischi, già perché la vita è anche questo: rischiare.
Perché si tratta di un rischio?
Perché è faticoso, perché la vita non è un’ autostrada, non è una tangenziale in discesa, ma è piena di tornanti, di salite e di ostacoli, quelli che a volte ti fanno girare la testa e ribaltare lo stomaco.
Quando ti attivi, credi in te, non guardi più agli altri e ti assumi il rischio di vivere, sai che stai scegliendo la vita che si presenta davanti a te, in tutta la sua bellezza, in tutta la sua magica armonia e sai anche che non esiste nessun destino che ti obblighi a viverne una vita che non ti va, che ti sta stretta, che non desideri.
Quello è un modo molto comodo di vedere i problemi, scaricando la responsabilità sugli altri e sul destino.
Il destino siamo noi, noi che ce la suoniamo e cantiamo.
“Non c’è possibilità di cambiamento, dunque devo accontentarmi”.
Ma chi l’ha detto?
Non ci sono limiti né di età, né di altra natura, se non quelli che tu ti poni.
Durante tutte le fasi della nostra vita, incontriamo difficoltà, dolori, angosce, perdite, così come gioie, situazioni buone, persone magiche e tanto altro.
Di fronte a ogni evento puoi metterti in ascolto in due differenti modalità e quindi viverli in due modi diametralmente diversi: uno sì e l’altro no ( proprio come la metropolitana del film, che ti ho consigliato), ma in qualsiasi istante, dovunque ti trovi, potrai sempre invertire la rotta e ottenere ciò che il sì ti avrebbe dato di buono.
Ora devi cambiare e avere finalmente la forza e la capacità necessarie per farcela, cercando di vedere sempre e solo ciò che di buono, anche la peggiore delle situazioni, può offrirti e c’è, credimi, c’è sempre, basta solo allenarsi a vederla, cosa che la nostra società non ti induce a fare, perché la nostra è la “cultura degli sfigati”, dei portatori delle croci.
Non imprechiamo mai e non diamo la colpa al destino!
Vivere ha delle conseguenze sicuramente, ma se “cresciamo” nel guardare il lato reale, l’altra faccia del sole o della luna, allora tutto cambierà.
“Può darsi che il destino ti porti ad un bivio, ma sei/ sarai tu a decidere la direzione della tua vita”
È a importante assumersi dei rischi nel vivere per cambiare le situazioni che non ti vanno a genio e mettercela tutta, sempre.
Esci!
Cresci!
Rischia!
Ama!
Uscire dalla nostra zona di comfort e decidere di cambiare tutto quello che ci circonda richiede una grande fatica e rappresenta sicuramente un bel rischio, dato che non sappiamo cosa ci attende, ma questo e solo questo è vivere realmente e va fatto.
Io ho scelto di vivere, non di sopravvivere.
E tu?
Sei disposto a metterti in gioco, a provarci? Il destino è formato dalle nostre scelte, da niente altre che quelle.
Ti ricordi quante volte hai magari detto di voler tornare indietro per cambiare qualcosa nella tua Vita? Non serve.
Momenti passati in cui hai intrapreso azioni di cui non ti sei magari sentito orgoglioso di te stesso, eppure sei tu che l’hai fatto.
Che cosa ti hanno dato quei giorni faticosi?
Solo dolore e rimpianto?
Allora non ti è servito a nulla.
Sicuramente se avessi agito in maniera diversa o avessi scelto alternative differenti, il tuo destino sarebbe cambiato, ma quello era quanto, in quel momento potevi fare, eri in grado di fare, con le consapevolezze di allora, ma ora è diverso e puoi dare un’impronta nuova alla tua esistenza e svoltare, puntando verso nuovissime spiagge.
Il tuo destino non è per sempre.
Il tuo destino non è segnato, come ci viene insegnato.
Sei tu che gli dai forma poco a poco.
Devi scegliere durante tutte le tappe della vita ed ogni scelta ti apre un nuovo sentiero e poi un altro e poi un altro ancora.
È importante che decidi con attenzione e se non è la direzione che pensavi, tu ti prenda il dirito e la responsabilità di cambiare strada.
Se ci dessero l’opportunità di tornare indietro e cambiare qualcosa, anche la modifica del più piccolo particolare comporterebbe un cambiamento totale nel nostro presente.
Dobbiamo capire, dunque, quanto sono importanti le nostre scelte e dobbiamo essere consapevoli che è con esse che cambia il nostro destino.
Ho compreso perfettamente che:
“Il destino non è quel che ti succederà, ma ciò che tu vuoi che ti succeda”.
Ora che sai che il destino dipende dalle tue scelte, assumiti il rischio di scegliere e di sbagliare, se serve, con coraggio, determinazione, forse un poco di incoscienza, ma sappi che hai tutto il coraggio di affrontare la vita e che, se essa non ti soddisfa, puoi trasformarla e avere ciò che desideri.
Non permettiamoci mai di pensare che non ci sia nulla da fare, perché siamo noi ad avere sempre l’ultima parola, quella che ci è stato insegnato che non ci appartiene, ma così, non è.
Hai paura a metterti in viaggio per questa svolta? Beh, ti rammento che qui, nel Blog, hai moltissimi strumenti per farcela, se solo lo desideri veramente (qui trovi le Meditazioni e le Preghiere per rinsaldare il tuo Spirito, e, sempre nella Bottega, tutti gli altri validissimi strumenti per rinforzare la tua muscolatura e vivere al meglio, raggiungendo il tuo sommo Bene), perché volere è potere ed il potere vero è nelle tua mani.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grande Ti!!! Bellissimo e incoraggiante!!!!
Un abbraccio di Luce Grande Immensa
Ricambio con il cuore.