Con gratitudine ti****
Riprendiamo oggi il nostro discorso a proposito della Gratitudine e delle modalità più consone per stare bene e riuscire ad essere amorevolmente grati per tutto ciò che la Vita ci offre.
Tutto è più semplice, quando ci sentiamo al meglio, ma per essere in perfetta salute, dobbiamo “prenderci cura di noi”.
Come??
Beh, è importantissimo coltivare uno stile di vita sano e, come abbiamo già detto, essere persone grate ci permette e ci aiuta a mantenerci sani, in buona salute, vale a dire nasce un circolo virtuoso, per cui lo star bene accelera ed aumenta la gratitudine e lei, di rimando, ci fa sentire ancora meglio.
Abbiamo una situazione del “cane che si morde la coda”, ma finalmente con aspetti solo benefici.
Un aspetto altrettanto importante è quello di dormire a sufficienza, di bere molta acqua e mangiare in modo da favorire il nostro benessere, contribuendo a coltivare uno stile sano, dando sempre moltissimo spazio alla riconoscenza.
Il sonno è una componente importante della salute e, quindi della riconoscenza, e prevede, dietro consiglio angelico, di dismettere ogni legame con i social e con tutte le apparecchiature elettroniche, che vanno per la maggiore, con un certo anticipo, rispetto all’orario in cui desideriamo andare a riposare.
Quando ci infiliamo finalmente nel letto, dopo una giornata di eventi gioiosi e non, ricordiamoci di rivolgere un pensiero a chi ci ha Creato, a chi ci ha salvaguardato ( Arcangeli, Angeli, Angelo Custode, Maestri ascesi, Anime beate …) e diciamo grazie, grazie, grazie per tutto.
Non è necessario snocciolare un sermone, basta quel pensiero, quei grazie o quell’Ho’oponopono fatto con Amore a chi non abbiamo “rispettato” o ci ha irritato, infastidito, bloccato o in qualche modo rallentato.
“Cosa?” Si chiederà ora qualcuno …
“Mia suocera mi ha rotto e devo pure farle l’Ho’hoponopono???”
Sì, per sciogliere i fili di energia nera che il dissapore ha generato e che potrebbero creare ragnatele mortali per il nostro futuro e per riconnetterci al nostro e al suo sé superiore.
“Ma io …”
Non ci sono né ma, né forse …
E’ solo Amore per tutta questa situazione, che devo esprimere.
Farlo è un gesto straordinario prima di tutto verso me stesso, prima che per l’altro.
Quindi, il consiglio è: anche sìì!!!
Altro aspetto utilissimo, come abbiamo detto poco fa: l’acqua!
Visto che l’acqua è molto importante nel nostro corpo, è buonissima cosa bere nel corso della giornata, per espellere le scorie e sostenere al meglio tutte le attività corporee che il liquido introitato permette.
Non dimentichiamoci che questo liquido, con il caldo, ha anche una funzione termoregolatrice.
Qualcuno consiglia una media di circa 9 bicchieri di acqua naturale ogni giorno.
Altro aspetto importantissimo è l’attività fisica, il mettersi e mantenersi sempre in movimento, in esercizio. Il movimento ci fa rilasciare le sostanze chimiche ‘della felicità’, cioè mette in circolo le endorfine, che contribuiscono a regolare il nostro stato d’animo e a farci stare bene, come canta Caparezza.
Cosa fare?
Tutti palestrati??
Non serve, basta aiutare il nostro corpo nel muovere al meglio il circolo sanguigno.
All’aperto è eccellente, ma anche la nostra casa si presta molto bene.
Bastano un 30 minuti al giorno, di piccoli esercizi, anche molto semplici, come un po’ di ballo, una corsa, qualche flessione, alcune torsioni … e poi fare un po’ di sano yoga.
Anche il cibo ha la sua meravigliosa importanza: è il nostro carburante e diviene parte di noi.
Assicuriamoci quindi di ingerire cibo che non sia spazzatura, poco elaborato, che aiuti il corpo a funzionare efficacemente e felicemente.
Viviamo di prodotti precotti, preconfezionati, ricchi di grassi, ultra zuccherati e realizzati da macchine, in un sistema neutro, sicuramente asettico, ma poco amorevole.
Se ci crediamo, ricordiamoci che il cibo si intride delle energie circostanti e quindi oltre che il sistema di produzione, è altrettanto importante il come viene prodotto e da chi.
Mangiare molte verdure e frutta è importantissimo, ma dobbiamo tener conto delle sostanze spruzzate contro i vari insetti e le forme di concimazione del terreno; più il prodotto è lontano da noi, più è facile che ci sia una presenza abbondante di veleni.
Meglio quindi meno varietà, ma di stagione, di produzione locale, quindi a filiera breve.
L’eccellenza è il bio, nonostante tutte le critiche e le supposizioni nefaste di moltissime persone.
Ricordiamoci che più è intenso il colore, di frutta e verdura, più sostanze nutritive contengono, come cavoli, peperoni e banane; i carboidrati ‘buoni’ li troviamo, per esempio, nel riso integrale bio, nella farina integrale, nell’avena o quinoa … sempre di produzione alternativa; eccellenti le proteine, come quelle del salmone, oppure presenti nelle noci, nelle carni magre, per chi le mangia, e nelle uova.
Per le uova e la carne, sapete, che non faccio lavaggi del cervello, ma dobbiamo cercare di trovare il meglio, che oggi il mercato offra, perché certi allevamenti sono veramente abominevoli e il prodotto, di conseguenza, è energeticamente intriso del dolore e delle fatiche di questi poveri animali.
Buonissima cosa è cercare di evitare lo zucchero bianco e il sale, almeno in dosi chilometriche.
La nostra dieta deve essere quindi varia, equilibrata, il più controllata possibile, senza eccezioni continue.
Al corpo piace lo zucchero, ma lo mettono ovunque, anche nei prodotti più impensati, quindi evitarlo là, dove siamo noi ad aggiungerlo, ci evita vari fastidi.
Lo sgarro ci sta, ma non deve essere il nostro sempre.
Qualcuno penserà ora, tempo di crisi, che è facile scrivere, ma visti i costi di certi prodotti, non è il caso …
Beh, rispondo che il cibo è il primo “medicinale del nostro corpo”, ne è parte, quindi avrebbe il “diritto” di essere anteposto alle sigarette e a tanti altri piccoli vizi che, oltre a privarci della salute, depauperano in maniera sottile le nostre finanze.
Calcolando una media di 5 euro a pacchetto ogni mese vengono spendiamo 150 euro per danneggiarci.
Non potremmo usarli per qualcosa di gradevole per il palato ed eccellente per il nostro benessere psico fisico e mentale?
Ad ogni persona e al suo senso “di rispetto e amore personale” lascio di trovare l’ardua risposta.
Quando poi ci trasciniamo e nonostante i vari tentativi e propositi di risollevarci, ci sentiamo perennemente stanchi e nulla sembra ruotare per il giusto verso, è arrivato il memento di pensare seriamente di fermarci, stoppare come dico io, e prenderci/concederci una bella pausa.
E’, in genere, un buon modo per tornare in pista e sentirsi meglio.
In questo periodo, intenso, c’è bisogno di uno stacco, di un cambiamento, di novità rinvigorenti, che la routine non possono apportarci…
Una vacanza, una passeggiata, aria nuova, visi nuovi, un po’ di frescura …
A volte si ha davvero bisogno di invertire la rotta e di concedersi una vacanza.
Una vacanza è una pausa dalle attività abituali, non per forza una crociera o un viaggio esotico; si tratta di una parentesi nuova, alternativa, diversa, rispetto al quotidiano, capace di farci recuperare tutta la forza, le energie e quindi la concentrazione, che abbiamo consumato lungo il cammino.
E’ durante questo stacco di spina dalla nostra presa ordinaria, che dovremmo “recuperare” e quindi tornare o addirittura iniziare ad apprezzare le cose ordinarie, solite.
Quando non riusciamo più a svolgere certe mansioni, siamo veramente alla frutta, quindi staccare è l’unica soluzione da attivare e da mettere in pratica.
Quando poi ci troveremo in un’altra realtà, potremo iniziare a sostenerci con un po’ di meditazione e di ringraziamenti per questa occasione, questa “uscita”, questa “boccata d’aria” concessaci dall’Universo.
E’ il momento ideale anche per riallacciare i rapporti, per dire a qualcuno che lo apprezziamo, gli vogliamo bene e che ci manca.
Troppo spesso la vita ci tiene occupati e ci fa “perdere di vista”, anche se viviamo sotto lo stesso tetto, ci frequentiamo o ci cozziamo tutti i giorni.
Dimentichiamo spesso quale dono siano tutte le persone che incrociamo!
… anche i rompiscatole …
Sì, perché anche chi digeriamo poco, in realtà ha un compito, nella nostra “storia.
Le persone ci ricorderanno con più affetto se sappiamo essere loro grati.
Questo atteggiamento accresce un’atmosfera di riconoscenza che si diffonde gradualmente nel nostro ambiente.
Oggi gli smile sono in saldo perenne, … le parole di gratitudine vera, reale, che nasce nel cuore e dal cuore molto meno.
La carta pensiamo sia stata tolta letteralmente dal mercato e quindi non ci sfiora mai, se non certe ricorrenze “impossibili da evitare”, quali San Valentino o il Compleanno, l’idea “folle” di mandare o far trovare un bigliettino speciale per una persona speciale sotto il piatto, sul cuscino, sulla scrivania o dove sappiamo andrà …
Riprendiamo ad Inviare biglietti di partecipazione, di ringraziamento, di vera “vita emotiva”, che abbiamo perso ma che ha un’importanza incredibile.
Noi siamo emozioni! Non possiamo perderle e farle spegnere …
Ne va della nostra esistenza …
Mai provato?
Beh, vi garantisco che è davvero incredibile che cosa riesce a fare un semplice bigliettino!
È un modo per apprezzare una persona che ti ha fatto o dato spontaneamente qualcosa (del tempo, uno sforzo, un regalo), senza che ne fosse obbligata.
Non dobbiamo scrivere un epistolario per ringraziarla: bastano solo poche righe, sufficienti per farle sapere che ci siamo, la ricordiamo, abbiamo gradito quel suo gesto, che per noi ha e ha avuto un significato unico.
Restituiamo, questa è gratitudine!
Essere grati è anche restituire qualcosa alla nostra comunità, ai nostri amici e conoscenti.
E’ quindi entrare nella dinamica dell’attivarsi per il collettivo.
E’ uscire dallo schema, dal pregiudizio per cui i “volontari” esistono, ma fanno parte di un gruppo ristretto di sfaccendati, impiccioni, sfigati o falsi profeti con secondi- terzi o quarti fini personali.
Dobbiamo recuperare l’idea della gratuità amorevole agli altri.
E’ creare nuove realtà e nuove funzionali dinamiche!
Questo non significa che chiunque ci offra qualcosa, lo si debba contraccambiare, immediatamente, in modo da pareggiare i conti con tutti e non “dover” nulla a nessuno.
Non è così che funziona la riconoscenza.
Se una collega mi offre un cioccolatino, non per forza la devo ricambiare, altrimenti…
Esiste anche la “bellezza del ricevere”, dell’essere coccolati, fine a sé …, così come esiste il fare qualcosa, a tempo debito, per le persone che ci hanno in qualche modo aiutato, sostenuto, avvicinato …
E’ orribile la parola “ricambiare o ricambiato” con il senso di cui noi la permeiamo!!!
Non dobbiamo dire che li stiamo solo contraccambiando perché hanno fatto qualcosa per noi, perché così svuotiamo letteralmente ogni gesto del suo significato più vero, amorevole e profondo.
Ancora una volta saremmo centrati esclusivamente su noi stessi.
Ogni cosa va fatta con leggerezza e nel giusto tempo.
Oggi possiamo ricevere quanto riceviamo, gustandocelo e ringraziando solo verbalmente, magari la collega per il gesto amorevole, e l’Universo per il pensiero pervenutoci attraverso lei e domani chissà… magari lei, a sua volta, si sentirà poco bene o avrà bisogno di condividere qualcosa o dovrà chiederci qualcosa e allora, in tutta la “libertà creativa” del momento, faremo in modo di fornirglielo.
A volte qualcuno ci fa una cortesia che non possiamo o potremo poi facilmente restituire nell’immediato e proprio a lei, ma potremo magari restituire quella gentilezza ad altre persone, perché non ci viene chiesto di limitare e riservare il gesto di “reso” solo al nostro mittente: un’azione amorevole è tra due entità, ma fa parte di un discorso globale, più ampio, universale.
Se, per esempio, il nostro docente universitario ci aiuta in maniera impagabile durante il corso di studi e giunti al termine si attiva pure, scrivendo lettere di raccomandazione al Rettore di un’altra Università per un corso ulteriore, facendoci da mentore, noi potremo, in futuro, restituire il bel gesto facendo a nostra volta i mentore per qualcun altro.
Molto importante è anche concentrarsi sull’intenzione per farla propria e poterla trasmettere a livello universale, non più individuale.
Questa concentrazione porta a un’atmosfera di gratitudine che si trasmette alle altre persone attraverso le nostre azioni e parole, soprattutto ai bambini, che hanno una grande apertura a questa modalità, ma sono impoveriti dalla nostra educazione gretta, dal nostro esempio e dalle ristrettezze relazionali in cui li facciamo vivere.
Proviamo semplicemente a ringraziare, ma facciamolo, concediamocelo!
Lasciamo uscire il fiato e questa piccola importante parola, spesso dimenticata.
Esprimendo ad alta voce le parole possiamo cementare il sentimento di gratitudine nella nostra vita.
Non solo: aiutiamo anche gli altri a rendersi conto che siamo grati per quanto hanno fatto per noi.
Inoltre, può aiutarci nelle relazioni, un po’ asfittiche, può farci tornare in pista anche quando la Vita ci ha portato a sentirci ansiosi, poco propensi verso gli altri, che riteniamo magari sempre pronti a sfruttarci o trattarci male.
“Ti ringrazio!” – oppure anche solo un semplice – ”Grazie!” dovrebbe essere il nostro mantra verso tutto e tutti.
Cibo, acqua, sole, pioggia, vento, profumo, lavoro … tutto merita questa nostra “attenzione grata”.
E’ utile ricordarci che è per noi impossibile trovarci nella paura e contemporaneamente nello stato di apprezzamento, per cui se coltiviamo la riconoscenza, possiamo sconfiggere rabbia, ansia, problemi di salute o situazioni di scoraggiamento.
Ringraziamo per ogni servizio che gli altri ci offrono ( il barista, piuttosto che il taxista o il gommista …), perché questo favorirà un’atmosfera di gratitudine che si estenderà anche agli altri, li contagerà, creando una sorta di rete, perché le vibrazioni liete da loro passeranno ad altri, … in una sorta di catena di “contagio positivo”.
Un semplice Grazie è capace di smuovere energie d’Amore e di Gioia infinite e piacevolissime, quindi positive e trasmissibili.
In un Mondo tribolato, propenso a pensieri negativi e poca fiducia, abbiamo un grandissimo bisogno di questa forma di trasmissione buona, che possa bloccare e arrestare il buio, sostituito ora dalla Luce della gratitudine.
A volte può essere davvero difficile essere grati nella propria vita, ma sono proprio questi momenti di fatica a dare maggiore frutto e a richiedere ancora di più il nostro esercizio di gratitudine.
Non è arrabbiandoci o preoccupandoci che facciamo il nostro e l’altrui bene.
Se ci capita qualcosa di poco piacevole, come un abbandono emotivo/affettivo, sicuramente dobbiamo concederci del tempo per piangere ed essere tristi, perché essere grati non significa eliminare le emozioni come la paura, il dolore, la tristezza o la rabbia, ma significa semplicemente renderle più digeribili e gestibili.
Dopo esserci presi il tempo per piangere, è bene iniziare a pensare a quanto questa esperienza ci abbia donato ed anche i vantaggi che derivano dall’averlo terminato, per esempio avere nuovi spazi, poter mangiare quando vogliamo, … e decidere di mangiare quel frutto o cibo che l’ex compagno o compagna non tollerava e quindi non potevano assaporare e per tutto questo ringraziare
Giorno, dopo giorno, scopriremo che possiamo lasciare la nostra roba dove vogliamo e quindi vedere il lato positivo di questa esperienza traumatica.
Ricordiamoci che un lato B esiste per tutto, quindi anche per le pesanti fatiche amorose.
Fondamentalmente, è possibile applicare la tecnica della gratitudine a qualsiasi situazione, basta farlo!!!
L’aspetto fondamentale per noi è quello di “educarci a saperle vedere e riconoscere, il saper trovare quelle situazioni per cui essere grati perché questo, e solo questo, ci renderà soddisfatte e felici.
Qualche consiglio ti?
Beh, sì, facciamo che ci ripetiamo che è utilissimo cercare una persona con cui condividere la prassi della riconoscenza, attivarsi, in una specie di gioco, con qualcuno con cui possiamo parlare delle cose per cui siamo grati e che ci aiuti a capire quando vediamo solo il lato oscuro delle cose e quindi non facciamo altro che lamentarci.
Che dobbiamo sorridere il più possibile e restare positivi, anche con il linguaggio, le scelte semantiche che facciamo.
Poi, è necessario ricordare che solo perché si impara a essere grati non significa che le cose cattive non ci accadano o che non si venga influenzati dagli eventi o non ci si pari davanti un “rompi armonia” formato maxi … , anzi: più cresci e più vieni portato a dare, ma anche a sperimentare …e di questo bisogna prendere nota, perché qualcuno crede che crescere sia avere solo rose meravigliose e profumatissime, senza le spine … ( solo il geneticamente modificato è tale!!!)
La nostra nuova condizione ci può allora solo aiutare a gestire ogni cosa al meglio, in modo che possiamo evitarci il peggio o di uscire di melone, ma non dimentichiamoci che la febbre del figlio quando meno te lo aspetti, la brutta giornata, il gelato che si spalma sulla camicetta nuova le abbiamo e le avremo ancora …
Diversi saranno i nostri tempi di reazione, le modalità ed i tempi di ripresa e non so se tutto questo vi sembri poco …
Ora mi accomiato, per questo giorno, augurandovi solo il meglio, ringraziandovi per la gentilezza e la pazienza accordatami e con Amore grande
Un abbraccio di Gratitudine da ti**** degli Angeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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