
Siamo perennemente alla ricerca di un alambicco per creare oro partendo da qualsiasi metallo o lega possibili, senza accorgerci che ciascuno di noi è e può essere, la migliore manifestazione alchemica di Dio.
Siamo il Sacro Graal, l’opera magna del cielo, se solo assecondiamo la nostra origine e perseguiamo la nostra piena manifestazione interiore.
Non mi interesso di Alchimia nel senso consueto, ma nella modalità e secondo la mia visione della Vita, sì.
La ricerca di cui parlo, potrebbe essere simile a quella di Jung, che partendo da Freud, si è staccato dal suo maestro per creare una sua trasformazione magica in Oro, partendo da un lavoro trasformativo sia di tipo psicologico, emotivo, che olistico/spirituale.
Se penso al senso della ricerca del Graal, immagino questo.
L’Uomo alla ricerca di Sé, del suo Se Superiore e della magica connessione con il suo Creatore, nonché con il Creato tutto.
La speciazione in essere è proprio la tua capacità di ritrovarti, di trasformare te stesso nel tuo meglio, nella tua parte somma, facendo una vera Alchimia del tuo esistere, del tuo “essere”.
Per questo, ogni discepolo, è e sarà meglio del maestro, nella misura in cui, supererà la dipendenza dal suo Maestro, e sarà se stesso.
Se tu riesci a “raggiungerti”, sei e sarai oltre il tuo Coach, perché non sarai più di lui, ma il meglio di te.
Perché non puoi superarlo?
Perché siamo “Unici”, quindi inimitabili, quindi senza cloni e fotocopie di alcun genere.
Quello che tu sei, io non sono.
Quello che io sono, tu non sei.
La trasformazione interiore che tu attui, ti porta al tuo sé interiore, pienamente connesso al Superiore, quindi al tuo Oro.
Proprio come Jung.
Lo scopo alchemico è identico a quello di qualsiasi essere umano: realizzare il proprio centro, il proprio Sé, che vive dentro la materia, come dentro te, me, dentro ciascuno di noi.
E’ possibile fare questa trasformazione?
Sicuramente sì, anzi, è oggi più che mai urgente e necessaria.
In un’intervista il paroliere Mogol, disse a proposito di Rino Gaetano:
“La gente se lo ricorda, passano gli anni e lui diventa importante.
È un’alchimia, è indecifrabile veramente, secondo me è la sua libertà d’artista, la sua non appartenenza a nessun codice.“
Già, sei pura Alchimia, ogni volta che esterni, esprimi te stesso, in piena e unica Libertà.
Abbiamo ricevuto un’identità magica, personale, che fa di noi un pezzo del puzzle cosmico, unico e irripetibile; la società viaggia contro questa “unicità”, a favore di un’oggettività massificante.
Cosa voglio dire?
Che esiste un’alchimia nell’alchimia, per sottrarci alla “nostra vera essenza” e quindi al nostro essere che si “realizza” e crea.
Tutto ci sta portando alla distruzione di questo processo e tenta di sottrarci a noi stessi.
Ora più che mai, ci stiamo lasciando condurre lontano dal nostro Sacro Graal.
Se raggiungiamo, nel nostro contesto odierno, il nostro processo interiore alchemico, otteniamo la nostra Pace interiore, che ci porta sicuramente ad una centratura, ma anche a sentirci “diversi”, staccati dall’Uomo omologato, dalla moltitudine, dai più.
Se ti “raggiungi, sei una sorta di illuminato, di persona oltre, diversa dall’uomo in generale, perché agisci, pensi e ti muovi secondo le vere coordinate superiori, che sovente non hanno nulla a che vedere con ciò che noi predichiamo, facciamo e sosteniamo.
Siamo un popolo di schizzati, intrisi di paure, di pregiudizi e preconcetti.
La rabbia sta lievitando e generando pensieri violenti o arrendevoli, tipici dei depressi.
Una società “gestita” da una sorta di distruzione di massa più sottile, rispetto a quella perpetrata nel secolo scorso, ma non per questo meno pericolosa e subdola.
Non mi sono fumata nulla, né sto dando i numeri.
Sto solo facendo uno spaccato della nostra situazione odierna.
Perché abbiamo così numerosi casi di mancanza di autostima? Perché non coltiviamo il bello dell’individuo, ma cerchiamo di creare una sorta di collettivo in cui se vuoi stare nel gruppo, devi essere così e così e fare cosà e poi cosà.
L’unicità ti porta lontano dall’oggettività richiesta, quindi la devi rinnegare, per essere ammesso nel tuo “sociale”; così vieni accolto in seno ai tuoi pari, ma mortifichi e disconosci una parte di te e ti metti in fila per raggiungere un certo stereotipo che cerchi di fare tuo, senza riuscirci nella maniera più assoluta.
E ti senti come le sorellastre di Cenerentola che volevano infilare il loro piedone in una minuscola scarpetta, di almeno quattro numeri in meno.
Sei sempre o troppo poco o troppo tanto, rispetto alle attese e al campione sociale di turno.E così sei disagio e vivi nel disagio.
I nostri ragazzi ne sono la riprova.
Sono in crisi, crisi estrema e profonda, perché non “reggono il passo”, non riescono ad esprimersi, quindi vivono in una sorta di abnegazione di sé e di frustrazione perenne, nello sport, come in qualsiasi altra forma di competizione.
Essi vengono perennemente “confrontati” a casa, a scuola, all’oratorio e soprattutto nello sport.
Se non possono tirare fuori chi sono, se non è loro consentito esprimere quella parte bambina “iniziale”, che faceva di ognuno di loro il “meglio”, giustamente essi non si sentono ok, non stanno bene e quindi vivono in un falso sé, un falso che, soprattutto in fase adolescenziale o preadolescenziale, li porta a stare immersi nel disagio, in un livello di malessere superiore a quello di alcuni anni fa, quello che noi sperimentammo a nostro tempo.
Noi ci proponiamo alla società con delle maschere, simili a quelle degli attori greci, che celano chi in realtà siamo.
A volte lo facciamo consciamente, altre involontariamente, ma lo facciamo.
Queste maschere si servono sempre di 2 modalità o la fuga o l’aggressione.
Tu hai una parte psicofisica, che deve farti sopravvivere e quindi se ne inventa di ogni colore, per stare bene e farti vivere al meglio e una parte interiore, vera, non fisica, che non pensa a questo aspetto, perché “eterna”, quindi non si cura della tua sopravvivenza, ma di ben altro.
E’ immortale e non ha quindi gli obiettivi dell’altra parte di te.
La personalità, la tua parte psicofisica è quella che deve lottare per stare bene, per essere gradita e gradevole a più persone, in più spazi ed ambienti; lei è quella che combatte per offrirti un posto al sole, al fianco di un compagno, in un ambito familiare, in un luogo lavorativo, e lo deve attuare per tutta la durata della tua Vita, con estrema e somma fatica.
Invece, l’altra parte di te, quella pacata, spirituale, immortale, non ha di questi pensieri, perché comunque lei è destinata a resistere alla morte fisica, a sopravvivere a tutte le intemperie, è nel suo dna, quindi è serena.
La parte psicofisica è la più tartassata, perché dal momento in cui vieni al mondo e apri i tuoi begli occhi sul mondo, lei con quel mondo deve misurarsi e cercare di “andarci d’accordo”, facendosi accettare.
Tutti le chiedono qualcosa e si aspettano da lei qualcosa e lei sente la “grossa responsabilità” di “appartenere”, di stare in quel contesto, di farsi ben volere e accogliere.
Immagina il mondo come deve apparire ad un piccolo, dalla sua culla.
Come? Sicuramente come una giungla, come una sorta di caos prepotente, dove tutto è già indirizzato e governato in un certo modo, secondo determinati principi, valori e regole.
Per fortuna, almeno agli inizi, egli gode ancora della presenza della sua altra parte, quella più interiore, quella legata alla nostra origine divina, che ogni tanto interviene e media ciò che il bambino vive e vede; lei, facendosi sentire, andando a lavorare, può ancora mettere in crisi la sua parte psicofisica e conservarlo genuino ancora per un po’, finché riuscirà a spuntare le sue ragioni su quelle della parte terrena del neonato .
Poi, lentamente, verrà soffocata ed il piccolo passerà a pieno titolo a far parte del suo “gruppo”, vivendo e pensando esattamente come loro.
Lei, l’Anima, vede e sente ogni cosa da un’altra prospettiva, e meno male che questo accade.
E’ lei che rende il bambino generoso, almeno agli inizi, lei che gli fa condividere un gioco, un pezzo di pane, il suo biberon con un altro bambino, anche sconosciuto, senza nessuna remora, né pensiero limitante.
L’Anima non pensa a sopravvivere, quindi offre tutto ciò che ha, con generosità.
E’ una riscoperta che ho fatto in queste ore, pensando a situazioni aggressive che sto mio malgrado ricevendo e alla mia risposta: ho acquistato, nonostante tutto un pensiero, un piccolo dono per chi mi sta vicino, includendo anche le persone aggressive, che mi stanno rendendo la vita un po’ più faticosa rispetto all’ordinario.
Mi sono chiesta io stessa perché non arrivo mai, se non in casi estremi, e concordati con l’alto, con gli Arcangeli, all’esclusione.
Sono fessa?
Forse secondo la logica terrena, quella del nostro lato psicofisico, ma non secondo l’Anima, perché offrendo, appartengo ed applico la dinamica divina, quella angelica e la medesima del neonato o poco più.
Non devo lottare per vivere, perché l’Anima guida la mia parte psicofisica, infatti non mi sento toccata dall’aggressività altrui, se non nel momento dell’attacco diretto, momento nel quale i miei sistemi ricevono e, nel libero arbitrio, devono allinearsi sulla mia connessione e prevalenza, quindi sulla mia estraneità al suo “problema” che lo rende aggressivo, escludente, giudicante.
Se lascio entrare nel gioco, iniziato dall’altra persona, la mia parte psicofisica, reagisco con altrettanta rabbia, oppure posso reagire da Guerriero di Luce e secondo 2 diverse modalità.
A)Posso reagire anche in maniera più estrema, perché so governare e possedere ciò che alchemicamente mi appartiene, quindi indirizzare ogni mia energia sul mio “focus del momento”, e togliere senza pensiero l’altro, che simile ad una zanzara, sta punzecchiando la mia Anima, che non tollera questa intrusione. Senza rabbia o pensiero di sorta, reagisco, con la prontezza, la forza e il senso di giustizia del Guerriero.
B) Un’altra modalità, che mi appartiene e che posso attivare, se sono in perfetto equilibrio animico, è quella del samurai meditante, che non sente nemmeno l’aggressione e rimane nel suo stato di Pace.
Sono quindi, come Guerriero, aperto ad entrambe queste soluzioni, l’una di estrema pienezza interiore, l’altra di azione esterna, là dove l’Anima senta di dover togliere di mezzo ciò che mina la pace interiore.
La personalità è quindi, come ho scritto, “egoista”, pensa a sé, vuole avere il tutto ed il meglio, sempre.
E’ quella che nei cartoni animati, viene raffigurata come la voce del diavoletto, che si oppone all’istinto primario, angelico; lei è quella che, mentre stai mangiando un bel panino o gelato, se anche vedi una persona affamata tenderti la mano, reagisce all’istinto iniziale animico, della condivisione e dell’andarle in aiuto, consigliandoti di tirare diritto e magari ti fa pure pensare che quella persona, anziché stare lì, per strada a chiedere l’elemosina e a rompere i passanti, potrebbe andarsene a lavorare, come fai tu, come fanno tutti.
Chiusa e pretenziosa, questa parte di te, non conosce la generosità, ma il puro spirito del bisogno personale e della sopravvivenza ad oltranza.
L’Anima invece tende ad aprirsi e ad agire sulla personalità, sempre.
Più la ascoltiamo, la sentiamo e più siamo pacifici, stiamo sereni, tranquilli.
Sto parlando di due modi diversi di essere, senza giudizio di sorta, anche perché un Guerriero spirituale, nella sua fase evolutiva, spesso arriva a reagire, ma lo fa non per soddisfare la sua sete aggressiva, ma per spostare, togliere ciò che ostacola.
Non so se riesco a trasmettere questo concetto, perché mi rendo conto che non è facile né parlarne, né coglierlo.
La mia reazione di fronte all’aggressione esterna può essere di natura fisica, personale, quindi identica a quella dell’altra persona o di tipo spirituale, cioè animica, tipo quella del Samurai, per capirci, che era un Uomo spirituale, ma anche un Guerriero pronto a lottare per salvaguardare il bene.
Non combatto per sopravvivere ed avere la tua testa perché tu mi offuschi e potresti togliermi ciò che mi appartiene, ma perché sei in mezzo al mio cammino e turbi la pace dell’Anima, che si muove con la spontaneità della mano, di fronte alla puntura dell’insetto molesto.
Molte cose le puoi assaporare da un punto di vista o dall’altro.
Pensa all’amore stesso.
Di fronte ad una persona che ami, tu puoi agire o sotto il controllo ed il consiglio della tua personalità o della tua Anima.
La parte psicofisica ti spinge ad essere attaccata, paurosa, timorosa di perdere l’altro, perché lei lavora per paura, rabbia, aggressività, mentre l’Anima ti suggerisce e porta ad essere fiduciosa, aperta e non pensa minimamente al tradimento o alla possibilità di perdere un legame.
Il legame lo visualizza nella sua ottica e dinamica estrema, di massima apertura, di eternità.
Lei ha dentro di sé tutto, quindi è parte dell’Amore e non contempla il bisogno, l’attaccamento e/o la perdita.
Quando raggiungi la tua piena espressione hai una tale espansione animica, che stai bene ovunque e non temi nulla.
Hai la percezione che nulla possa capitarti, se non ciò che fa parte del tuo cammino e che ti porti alla tua meravigliosa e continua evoluzione.
Ti senti bene ed a casa, ovunque tu sia.
Qualcuno dice che quando ottieni la tua Alchimia e diventi un Alchimista, questo ti renda un miscuglio di Guerriero e di santità, quindi ti consenta di agire in un certo modo.
Ho parlato di prove che attendono l’Alchimista, di momenti faticosi, nei quali tu bruci varie parti della tua personalità, passando attraverso una vera cruna dell’ago, per raggiungere il tuo vero e pieno possesso di Te, quindi la possibilità di applicare il tuo Libero Arbitrio.
Fino a quel momento non siamo padroni di noi e non riusciamo a staccarci perfettamente dal cammino globale.
Siamo “burattini”, proprio come Pinocchio, alla ricerca di Noi, il Bambino della fiaba, a cui ambisce appunto il nostro burattino di legno.
Per evolvere, l’Universo ti procura grossi scossoni, che ti tolgano dallo stallo e ti spingano a metterti all’opera nella tua “Bottega magica” per creare l’Alchimia, facendo bruciare, sparire, dissolvere le tue altre parti.
E’ così che il compagno ti lascia, perdi una persona che ami, vivi una malattia forte, perdi il lavoro e tanto altro.
E’ tempo che tu faccia l’apprendista stregone, ma nella tua “normalità” sapendo che non lo faresti, se non venissi indotto a farlo.
Così la Vita ti spinge nel baratro per farti risvegliare, con o senza principe.
C’è chi legge questi momenti come “sfiga” e chi come casi, ma così non è.
Chi entra nella dinamica dell’Alchimista, sceglie di iniziare a guardare le cose da un’altra prospettiva, una prospettiva verticale, nella quale, per la prima volta, dallo stato ingestibile, in cui è stato sbattuto, fatto tragicamente scivolare, inizia finalmente a chiedersi il perché di tutto questo, perché gli stia avvenendo, per poi cercare delle risposte.
E’ in questo modo che accedi a quella parte dimenticata di te, quella che ti “trasformerà” o meglio ti permetterà la tua trasformazione in oro, oltre la cruna.
L’Alchimista è la bella addormentata che esce dal suo sonno, perché il Mondo,scuotendoti, ti spinge ad aprire gli occhi e a pensare.
Può anche succedere che tu scelga spontaneamente questa situazione shock, generandola in prima persona. Allora è tutto più attento e proficuo.
Fino a quando non inizi questo percorso, non riesci a gestire i tuoi vari io, le varie sfaccettature che ti appartengono e che ti portano a parlare, muoverti, dire e fare in mille maniere diverse a seconda di dove ti trovi e con chi stai.
Sul lavoro allora ti muovi così e addirittura usi la voce con un certo timbro, una certa inflessione, mentre a casa fai in un’altra modalità e con le amiche in un’altra ancora.
Ma chi sei fino a quel momento? Uno, nessuno e 100.000 di Pirandello.
Come fai ad accorgertene? Perché sono sciolte una dall’altra e ti spingono a fare e poi disfare continuamente. Ti rendono non tanto instabile, quanto incostante.
Vai in palestra perché vuoi conoscere gente, poi, subentrando l’ego, che non ama fare tanta strada, ecco che rinunci alla tua amata palestra, per poi magari fare un corso di fotografia a 70 km, perché ci va l’amica.
Stonata? No, vittima dei tuoi vari io, delle varie persone che convivono in te.
Così ti scopri rispettosa e al tempo stesso pettegola/o e criticona/e.
O ancora ti senti generoso e un secondo dopo tirchio da impazzire.
Perché?
Perché sei tanti io.
E come puoi cambiare, se possibile? Per cambiare devi iniziare ad “osservarti” ad essere presente a te stesso, a guardarti.
Quando cambi diventi te stesso, diventi finalmente “qualcuno” e prendi decisioni.
E sai e puoi influenzare la realtà.
Così ti cambi e cambi la tua realtà circostante, facendo un lavoro psicoanalitico attento e fruttuoso.
Vivi il tuo qui ed ora, in presenza, qualsiasi cosa tu faccia, sempre e sempre in un’unica modalità, ordinariamente “divina”.
Osservandoti poi, riesci a leggere maggiormente anche gli altri, le loro dinamiche, gli aspetti ok e gli aspetti limitanti.
Riesci a mantenerti nella posizione dell’analisi “divina”, anche quando le cose “umanamente” parrebbero dirti l’esatto contrario e spingerti a soluzioni umane molto forti.
Questo significa arrivare ad una chiave di lettura personale, sempre applicabile, in maniera fruttuosa sulla realtà esterna e sulla trasformazione o trasmutazione della tua parte emotiva, perché il pensiero, collegato con loro, crea la realtà.
E’ un lavoro intenso, ben raffigurato nella storia di Pinocchio, dove tu vai a ritrovarti, passando anche per il ventre della balena.
Se vuoi esser alchimista di Te stesso, nessuno può impedirtelo, così come nessuno può indurti a fare questo meraviglioso e magico percorso “riconoscitivo”, se tu non lo desideri e non lo vuoi fare.
Moltissime persone vivono da burattino, inconsapevoli e tranquille e nemmeno le sfiora il pensiero di tutto questo, ma, se tu un giorno hai iniziato a farti delle domande e a guardarti con occhio attento e presenza, tornare indietro diventa quasi impossibile, perché spalanchi quella parte antica, che ti chiama, come la voce nella storia della bella addormentata e che, dovunque tu sia, ti chiama lassù nella tua torre e nessuno può impedire ciò che è in essere e deve avvenire, se non tu stesso.
Dopo questa lunga chiacchierata odierna, cos’altro posso dirti? Svegliati! E’ questo il mio augurio più vero e sincero e trasformati, per essere Alchimia e Alchimista di un Nuovo Mondo.
Amorevolmente ti
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