Oggi ti offro una visione parecchio diversa dall’ordinario, in merito al Corpo Fisico e alle relazioni che intesse con l’esterno.
Immaginati come una spugna.
La spugna è una forma di Vita che s’intride di ciò con cui viene a contatto, se ne imbeve.
Anche tu sei così, solo che spesso non ne sei consapevole.
Pensa a come ti senti e cosa percepisci quando sei in un cimitero, oppure in un ospedale o in certi luoghi sovraffollati e carichi di Energie di tensione e di pensiero.
Riesci di certo a cogliere quello di cui sto parlando, perché anche solo pensare o ricordare certi ambienti, ti riporta alla loro realtà e ti pare di “percepire” le sensazioni e le emozioni che hai provato in quegli ambienti.
Ogni spazio, proprio come ogni persona, è vita ed è dotato di una sua Energia.
Più è gremito di persone, più riflettere l’Energia “complessiva”, quella che potrei anche in questo caso chiamare di “gruppo”, che lo contraddistingue.
Quando entri, ti ritrovi nella stessa condizione della spugna e ne vieni in qualche modo imbevuto e toccato fino a quando non raggiungi un certo grado di Radianza personale. Più il tuo stato vibrazionale aumenta, più la tua Luminosità tiene a distanza le influenze esteriori.
Fino però a quel momento, l’ambiente “dice la sua”.
Per questo sovente, nei miei articoli, ti ricordo di fare attenzione a chi ti sta vicino e alle persone che frequenti.
C’è un altro aspetto, però, di cui credo di non aver mai parlato, ed è ciò che “ricevi” attraverso il “con-tatto” fisico, oltre che lo sfioro e la semplice vicinanza.
Toccare in maniera consapevole
Il contatto fisico con gli oggetti e le persone introduce nel tuo Corpo fisico e nei tuoi Corpi sottili ciò che va o ciò che non va in loro.
E’ così che “assorbi” certe Energie distorte, contaminate o malate, che possono poi arrivare a toccare la tua salute.
Ti sarà capitato di fare assistenza ad un ammalato, ricoverato in un ospedale o in una struttura e di accorgerti di sentirti emotivamente “diverso”, instabile o depresso, irascibile o affaticato.
Questo è normale: hai assorbito l’energia del luogo, della persona che assiti o alla quale sei andato a far visita e di chi hai incontrato.
Ogni soggetto, animato o inanimato, presente in quel locale e tutti gli spazi che hai attraversato, per entrare e per uscire dal complesso, ti hanno in qualche modo “toccato”, rilasciandoti un’impronta di come ciascuno di loro “stava e si sentiva” in quel momento, e l’energia che aveva a sua volta assorbito.
Pensa ad una sedia di un pronto soccorso.
Quante persone si siedono sopra di lei in una giornata?
Quali sono le loro condizioni psico/fisiche?
Come stanno messi, in quanto a sensazioni, emozioni e sentimenti?
Nessuno ci pensa e poche persone ne sono consapevoli, ma quegli spazi sono parecchio “contaminati”, non tanto e solo da forme batteriche, virali, reali o presunte, ma da Energie, di diversa origine e provenienza.
Lì ci sono energie di pensiero, di stati d’animo, di emozioni, di sofferenza, di dolore, di rabbia, d’incredulità o di preoccupazione.
Di certo sono poche o pochissime le Energie di gioia, di spensieratezza o di Amore.
Ecco allora che sedersi, toccare, toccarsi, crea una contaminazione inconsapevole, e reale.
Questa è la vera “contaminazione” da temere e di cui essere consapevoli, non il virus o il batterio.
Un Corpo fa meno fatica a gestire un microorganismo, che una “contaminazione energetica”.
Ogni giorno tocchi ciò che non va, sia in modo diretto, attraverso le mani e altre parti del tuo Corpo, sia in maniera indiretta, attraverso lo stare vicino, a stretto contatto con qualcosa o qualcuno di contaminato o il sostare in “ambienti” a basse frequenze energetiche, contaminanti.
Attenzione, lo ripeto ancora: non ti sto parlando di virus, nella maniera più assoluta, ma di energie dense, basse, negative, che tu, mentre ti esponi, assorbi involontariamente, come fossi una spugna.
Questo non accade, o è meno impegnativo, quando sei carico di Luce e in “stabilità armonica” di Frequenza.
Ogni volta che assorbi, che sia per contatto diretto o indiretto, tu perdi la salute.
Toccare ciò che va!
Proprio per questo devi imparare a “praticare il toccare ciò che va”, quello che funziona, dentro di Te e intorno a Te.
Pensieri, parole, espressioni, cibi, oggetti quando entrano in contatto con i tuoi occhi, con le tue orecchie, con il tuo naso, con la tua pelle, con i tuoi recettori, entrano in te e lavorano, agiscono.
Ecco dunque che “scegliere” dove stare, come e cosa dire, cosa mangiare, chi abbracciare, dove sedersi, cosa toccare… è molto importante.
Senza fobie di sorta, ma con molta naturalezza devi ricordarti che sei una spugna se non hai ampliato la tua parte Radiosa e dunque devi scegliere e cercare di mantenerti morbida, funzionale, profumata, capace di agire al meglio.
Apprezzare aumenta la risposta dei tuoi sistemi
Per questo giova in maniera straordinaria, connetterti ogni giorno, con gli Spiriti Elementari del tuo Corpo, e dialogare in maniera amichevole, con Gratitudine sia con loro che con ogni organo.
Ogni singola parte del tuo Corpo, ti sostiene e lavora incessante per il tuo Bene e la tua Salute.
Entrando in contatto con gli Occhi, con il Cuore, con il Fegato, con i Polmoni, con i denti, e apprezzandoli, con Amore sincero, ti crei degli anticorpi “eterici” straordinari e ti accorgi che in ogni luogo dove vai, porti ora in te le condizioni per il tuo Sommo Bene.
Sei come una Spugna idrorepellente allo sporco e alle contaminazioni.
La presenza
Lavorare in sinergia con ogni parte di Te, crea presenza.
Più la pratichi e più intensifichi una sorta d’attenzione “spontanea”, consapevole.
E’ così che cammini in consapevolezza, tocchi il suolo, gli oggetti, le persone sapendo cosa sta avvenendo. Quando stai facendo qualcosa di “nutriente”, come potrebbe essere mangiare del buon cibo o sorseggiare del tè, con gli amici, tu tocchi sia il tè sia l’amicizia, con Amore consapevole.
Questo ti nutre e ti guarisce.
Quando guarisci da altre possibili contaminazioni, la tua guarigione diventa un contributo “infettivo”, alla guarigione degli altri e della società.
Se hai sofferto in passato, ora sei in grado di guarire te stesso e gli altri, senza parole, senza sedute, solo stando loro vicino, per contatto, per “contaminazione” positiva.
Quando ancora soffri per qualcosa, puoi imparare a trasformare la tua sofferenza in una sorta di introspezione, di intuizione, che sarà di certo d’aiuto ai tuoi amici, ai parenti, ai vicini, ai conoscenti e alla società.
Siamo uno Specchio del Divino
“Il miracolo è camminare sulla Terra” con queste dolci e semplici “consapevolezze”
Questa frase è stata pronunciata dal maestro zen Lin Ci, da cui l’ho ripresa.
In realtà diceva:
“Miracolo non è camminare sull’acqua, o nell’aria, ma camminare sulla Terra.
La Terra è talmente bella.
E anche noi siamo belli.
Possiamo concederci di camminare in consapevolezza, toccando la Terra, la nostra madre meravigliosa, a ogni passo.
Non c’è bisogno di augurare agli amici:
“La pace sia con te”.
La pace è già con loro.
L’unica cosa che dobbiamo fare è aiutarli a coltivare l’abitudine di toccare la pace in ogni momento.»
Non ricordo dove abbia preso questo scritto del Maestro Lin Ci, e mi dispiace non poterti riportare la fonte, ma è qualcosa che avevo copiato perché intensissima, curativa e accrescente.
Ciascuno di noi è lo Specchio del Divino.
Se tu hai “cura” di te, in automatico ti prendi cura degli altri, perché “diffondi intorno a te” ciò che sei e che SAI.
Se sei intriso di “profumo” di Vita e di rispetto, lo espandi e porti questo in dono a chi incontri, a ciò che tocchi e all’ambiente dove sosti.
Se sei carico di pensieri bui e di angosce o dolori è proprio questo che sperimenti e che dissemini intorno a te.
Portare un piccolo in certi ambienti è esporlo a una “fatica inutile e potente”.
La sua “porosità Divina” è intensa, rispetto a quella dell’adulto e quindi lo fai stare male e sottoponi i suoi organi fisici e non a uno sforzo davvero unico e intenso.
I Piccoli e le contaminazioni
Quando vedi un piccino che ti chiede di prenderlo in braccio, piagnucola, si divincola, ti prende il viso tra le mani e te lo sposta e ti chiede:
”Andiamo?” smettila di sostenere che è perché ha fame, ha sonno ed è stanco.
Sì e vero, è in uno stato che lo fa affatica, ma questa stanchezza non è di natura fisica, ma di natura sottile.
E’ in un ambiente che lo “de-prime”, che aggredisce i suoi sistemi sottili a tal punto che il Corpo manifesta un grosso disagio.
Quando questo accade, oltre a rientrare a casa con una certa sollecitudine, e prendersi poi cura del piccolo con una certa attenzione, è bene ripensare al luogo e alle persone presenti e capire il messaggio utile, anche per te.
Stai forse frequentando persone “basse”, energeticamente grette?
Si parla sempre delle stesse cose, senza mai uscire da certi loop?
Che energie si creano e si muovono in quell’ambiente?
Quali giudizi e pregiudizi o preconcetti densi vengono messi in atto e sostenuti?
Un piccolo irascibile e infastidito, ti sta parlando.
Impara a cogliere i suoi segnali e a farne tesoro.
Il suo, oltre che il tuo Corpo eterico e fisico, ti ringrazieranno.
Felice ascolto e buona nuova con-sapevolezza!
Con Amore grande, Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com




Grazie sempre cara Anima di Luce Ti 🤍💜🤍✨️🪶🪶
Sì! Onorata!
Felice di sentirti.
💜🤍💜💎🪶🪶
Grazie Ti, grazie grazie grazie! Mi ascolto con consapevolezza piena… e imparo a dialogare in amorevolezza e gratitudine con L’Elementare e gli organi. Grazie ancora di cuore!
un abbraccio grande grande