“Tutti i bambini sono degli artisti nati;
il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”
PABLO PICASSO
Cosa può ferire mortalmente il nostro bambino interiore?
Moltissimi eventi, legati solitamente a vissuti di tipo relazionale.
Qualcuno, di cui ci fidiamo moltissimo, a cui affidiamo o affideremmo incondizionatamente la nostra vita e tutto ciò che ci appartiene, in qualche modo riesce a procurarci alcuni tagli che a fatica si rimarginano, soprattutto se, nel frattempo, abbiamo quasi soffocato questa parte vitale di noi.
Ci sono veramente alcuni aspetti della nostra esistenza, che spesso ci impediscono di vivere in tutta tranquillità, serenamente.
Mai notato, tra le nostre conoscenze più prossime, sempre se non ci appartiene, quella strana mancanza di gioia di vivere, quel “pessimismo intenso”, magari occultato dietro un semplicissimo, ma infondato:” Io non sono così, e meno male!!!”, tipico dei “rinneganti”?
Oppure la più genuina rassegnazione??
Tutto questo potrebbe essere legato e dipendente da una o più ferite, riguardanti appunto il bambino interiore.
Si parla di cinque ferite emotive, fondamentali, nate in generale dal rifiuto, dall’abbandono, dal tradimento e dall’aver subito un’ingiustizia o un’umiliazione.
Viverle, sperimentarle, ci porta a cambiare spessissimo modalità …, a sviluppare, di solito, delle maschere per non vederle e per non sentirne il bruciore lancinante.
Queste maschere ci impediscono di visualizzare, di identificare e quindi di sperimentare e risolvere, in maniera consona, le ferite emotive, guarendole a dovere.
Per riuscire a comprenderle e a risolverle è necessario andare molto in profondità, in un viaggio che può risultare parecchio doloroso, ma utilissimo, necessario, perché rappresenta per noi l’unica via di salvezza e di guarigione.
Lise Bourbeau, un’esperta di crescita personale, sostiene che possiamo guarire le nostre ferite emotive soltanto andando alla loro ricerca e facendole riemergere, senza nasconderle.
A suo parere, ognuno di noi nasce con delle ferite emotive e il nostro progetto di vita, consiste nell’andare a scovarle, per guarirle ed essere finalmente felici.
In pratica è un po’ risolvere il nostro karma, per lasciarlo andare, utilizzando gli strumenti che, ciascuno di noi reputa più idonei, al suo proprio caso, infatti la studiosa, fa risalire le ferite che dobbiamo affrontare in questa vita, proprio alle nostre vite precedenti.
Il grado della nostra sofferenza, che sia fisica o psicologica non importa, è comunque indice di quanto siano profonde le nostre ferite personali.
Il processo di guarigione varia e quindi, per qualcuno di noi, può essere molto lungo.
Per guarire le nostre ferite emotive dobbiamo cercare di eliminare i filtri, quasi automatici che frapponiamo, e quindi abbattere le barriere che ci separano da esse.
Abbiamo male dentro e quindi cerchiamo di barricarci dietro convinzioni errate o di nascondere le nostre sofferenze a noi stessi, prima che agli altri.
Prima ho detto che sono 5 le ferite peggiori, che provengono, come ho già scritto, da un rifiuto, dall’abbandono, dal tradimento e dall’aver subito un’ingiustizia o un’umiliazione.
Ecco quindi quali sono le cinque ferite che possiamo provare a cercare dentro di noi.
Complicato vero?
Sicuramente sì, perché spesso sono ferite multiple, difficili da far riaffiorare, perché giacciono seppellite nelle nostre profondità e perché, in genere, le abbiamo occultate talmente bene, da non esserne assolutamente a conoscenza, consapevoli.
Almeno una di queste potrebbe essere presente anche nel qui ed ora, senza che nessuna parte di noi ne sia consapevole.
Vediamole da vicino.
1) Il Rifiuto
Essere rifiutati, ci procura la ferita emotiva più dolorosa e profonda.
Quando l’abbiamo sperimentata, in genere, non arriviamo poi a restituire la pariglia, rifiutando gli altri, ma piuttosto non accettando più se stessi, nutrendo poca autostima e quindi svalutando le proprie capacità.
Non amarsi, però, conduce a non riuscire ad amare gli altri e la situazione in questo modo diventa ancora più tragica.
Le persone con la ferita del rifiuto, in genere, non amano la ribalta, sebbene spesso intelligenti e preparate, e vorrebbero vivere sempre nascoste e sentirsi quasi invisibili.
Se vendessero un mantello che rende invisibili, sarebbe il nostro acquisto principale, se ci appartiene questo genere di “fatica interiore”.
Fuggiamo da tutto, soprattutto dalle grandi sfide, eclatanti.
Scegliamo la solitudine e fatichiamo a gestire le emozioni, lasciandoci sopraffare da queste in maniera spesso pesante e prepotente.
Siamo persone introspettive, dotate di una spiccata capacità di osservazione e di grande intuito, ma tendenti a stare lontano dalle luci della ribalta.
2) L’Abbandono
E’ un’altra gran brutta esperienza.
Se l’abbiamo vissuto, siamo a pezzi e non riusciamo più a trascorrere del tempo da soli, senza qualcuno che ruoti nella nostra vita.
La solitudine pesa ed angustia.
Se ci capita di rimanere da soli, ci mettiamo subito alla ricerca di qualcuno che possa farci compagnia.
Siamo in forte carenza d’affetto e così cerchiamo in continuazione qualcuno con cui dividere tempo, curiosità, attenzioni …
Qualsiasi situazione che possa far sorgere un problema, ci allarma a dismisura e ci porta a volerla gestire subito, nell’immediato.
Desideriamo sostenere qualcosa e qualcuno, per stare in mezzo alla gente e impegnarci per un obiettivo comune, fare parte di gruppi e associazioni che rispecchiano i nostri punti di vista, le nostre opinioni.
3)L’ Umiliazione
Umiliazione?
Altra gran brutta situazione.
Chi ha dentro di sé la ferita dell’umiliazione, solitamente, tende ad impegnarsi al massimo nei propri progetti e a dare tutto se stesso nel lavoro di gruppo, per evitare altre situazioni no.
La preferenza di chi ha sperimentato il floppppp è per i lavori pratici e artigianali, in cui possiamo esprimere le nostre abilità, creando qualcosa di unico, di visibile, di particolare e concreto: qualcosa che difficilmente gli altri sanno fare, proprio perché così evitiamo confronti deleteri.
Siamo unici e gli altri ce lo devono riconoscere.
Ma la ferita dell’umiliazione c’è, comunque, e può portarci a provare vergogna e un senso comunque di inferiorità.
Questo ci spinge, inconsapevolmente, a cercare sempre di accontentare, soddisfare le esigenze degli altri, invece di dare la precedenza alle nostre priorità, alle nostre necessità.
Empatia e ipersensibilità sono tra le caratteristiche principali di ha provato la ferita procurata dall’umiliazione.
4) E cosa dire del Tradimento?
La ferita emotiva del tradimento è puro bruciore, perché è legata alla fiducia mal riposta, alla fiducia che ad un certo punto è venuta a mancare.
Quali tradimenti?
Una promessa non mantenuta o un’aspettativa non data, non fatta raggiungere e/o non raggiunta.
Se abbiamo dentro di noi la ferita del tradimento sicuramente pretenderemo sempre moltissimo da noi stessi, ma anche dagli altri e non ameremo assolutamente mostrare mai anche il più piccolo segno di debolezza.
Le aspettative per il futuro sono sempre attive e talmente alte, da crearci distacco dal presente e farci vivere in tensione e stress continui.
Il tradimento ci fa esigere il controllo pieno e totale di tutto e vivere così è azzerante ed estremamente faticoso, invalidante.
5)Un’altra brutta ferita nasce dall’ Ingiustizia
Le persone che hanno subito un’ingiustizia e che ne sono state ferite profondamente, vivono molto concentrate sui propri doveri, arrivando al punto di privarsi di ogni piacere, perché credono di non meritare qualcosa di bello nella vita e perché sono convinte che portando sempre a termine al meglio i propri compiti, otterranno la perfezione e una specie di riscossa, di riscatto.
A volte le nostre ferite emotive si manifestano anche nel nostro aspetto, cioè nella struttura fisica
Camminiamo in maniera rigida, fiera, eretta, quasi altera e tendiamo ad essere molto precise ed ordinate, sempre.
Come siamo???
Beh, sicuramente parlare di questo ci serve, ci aiuta, ma ci affatica parecchio, per cui … mi accomiato, per oggi, augurando a tutti noi di acquisire consapevolezza a proposito di quale tipo di ferita ci sia stata inferta e abbia danneggiato il nostro bambino interiore, per cercare poi di affrontarla e rigenerare e risvegliare dal torpore il nostro piccolo, cioè la parte vitale e migliore di noi.
Felice indagine e pronto soccorso a tutti!!!
Amorevolmente ti*** degli Angeli quindi
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