Tu Sei un Guerriero della Luce

“Impugna la Tua spada
e danzando alzati!
Riprendi il tuo cammino perché questa è l’ora!
E’ giunto il tempo di avere un nuovo posto dove stare
e soprattutto una forte Luce interiore
perché in Te  i vecchi conflitti non abbiano più modo di esistere …”

Ogni Guerriero nella sua vita errabonda a contatto con mille  e più imprese e paesaggi umani e naturali  ha imparato dolcemente ad amarsi  e a comprendere che solo quando è vivo può portare a termine, sulla Terra, una Missione affidatagli.
Se ci guardiamo intorno, possiamo cogliere la grande difficoltà di compiere questo semplice ed intenso percorso evolutivo: non amarsi e non esserne consapevoli sono passaggi che spesso il Guerriero, così empatico con le tribolazioni altrui, conosce, ha vissuto o vive.
Nel passato il Guerriero si è spesso lasciato condizionare dal senso del dovere a tal punto che non si è amato e ha perso così se stesso, impedendosi di raggiungere la meta.
Così ha mancato il suo bersaglio  e non ha raggiunto l’obiettivo.
Ogni Missione che non è stata  portata a termine resta in attesa di essere completata, per l’eternità.
Questo spiega come mai spesso abbiamo l’impressione di vivere cose già note, di avere familiarità con fatti e persone, provare simpatie e antipatie inpiegabili, oppure avere fobie o paure non chiare, apparentemente sconnesse dal nostro vivere quotidiano attuale.
Siamo tornati e spesso un lungo conto del passato è qui, ad attenderci.
Già, la soluzione ai “nostri pensieri”è spesso nel passato e negli insoluti karmici che ci accompagnano.
Se un’impresa non viene portata a termine si trasforma quindi in una ferita  o in un debito karmico.
Sveglia, è tempo!!!
Saldiamo  e sciogliamo i nostri debiti passati!
Il nostro buon senso, ora,  ci deve guidare!
E’ Lui che ci  suggerisce di alzarci e, sfoderata la nostra antica spada, portare a termine ogni missione lasciata a metà, per non doverla presto  ricominciare da zero, in situazioni ancora più penose, con ferite ancora più profonde e prove ancora più impegnative.
In questa nostra esistenza, non esiste più margine di scelta: è giunto il tempo che ogni nostra risorsa venga messa in gioco e utilizzata al meglio.
Subito.
Dobbiamo riappropriarci di noi.
Dobbiamo crescere rapidamente per rispondere a tutti gli attacchi, le maldicenze provenienti dall’esterno, reagendo e sciogliendo i vecchi legami infastidenti.
Siamo stati investiti di una grande responsabilità e non possiamo esimerci dal fare.
Quando lasciamo agire le tenebre, esse non straziano solo noi, ma avvolgono e contaminano tutte le  persone a noi care o collegate in qualche modo a noi; vediamo il dolore propagarsi in giro e non sappiamo più se fermarci o procedere e se sia più vergognoso subire una sconfitta o lasciare che il male si espanda.
Non dubitiamo: dobbiamo procedere e crescere molto interiormente, per diffondere la Luce e spezzare certi luoghi comuni che rallentano la rivincita del Bene.
Ricordiamoci che colui che offusca si espande senza freni, come la nebbia; avanza silenzioso, senza porsi dubbi e ricopre ogni cosa, senza limitazioni.
Il positivo, al contrario, sembra avvezzo a mille pensieri e timori, che lo rallentano e spesso gli fanno sfuggire il bersaglio.
I dilemmi esistenziali rallentano le reazioni, fanno perdere l’occasione di scoccare la freccia e trasformano il Guerriero in un facile bersaglio.
Se ancora ci succede talvolta di mancare il bersaglio per questi tentennamenti e pensieri rallentanti, dovremmo almeno toglierci dalla traiettoria delle frecce nemiche, per non offrire il fianco al nostro avversario mancato.
Dobbiamo staccarci dagli attaccamenti è ciò è possibile solo se sappiamo agire con fiducia e immediatezza.
Il sussurro dell’attimo deve essere il nostro consiglio per l’azione.
E’ il nostro Angelo che ci sussurra la via o la voce interiore che parla per Lui…
Cogliamo queste parole e trasformiamole in azione.
Quante persone sono saldamente ancorate  a situazioni ammalate, che creano solo disagi e sofferenze, ma non se ne distaccano?
Restano lì impavide, come un bersaglio omaggio.
Non è facile, ma crescere è anche questo.
In una cordata alpina, l’alpinista scivolato senza speranza, recide la corda, piuttosto che trascinare a valle i compagni di via.
Sicuramente la realtà relazionale quotidiana è spesso complicata e per qualcuno disseminata di sensi di colpa, divieti, situazioni ed intrecci umani ancoranti, ma ora è tempo di agire, di prendere le distanze quando e dove sia necessario, se non doveroso.
Se un cordone ombelicale non viene reciso,  ma si aspetta che si dissolva organicamente,  per carenza di nutrimento, il risultato probabilmente ci sarà, ma in tempi lunghi e con pesanti disagi.
Spesso gli affetti sono le corde  peggiori, che ci impediscono di crescere e ci fanno rimanere, come Penelope, in attesa che l’altro rientri dal “suo modo di essere”, che non ci aggrada, ma che accettiamo, con  cento e più scuse.
Giustifichiamo la situazione per non crescere, per  il poco  amore verso noi stessi.
Non ne siete convinte?
Ascoltiamo allora il nostro modo di dipingere talvolta alcune di queste pesanti realtà…e ci accorgeremo che spesso agiamo proprio come l’eterna amante, che “aspettava  il suo Ulisse”, un uomo che non esisteva, se non nei suoi sogni.
“Lui si comporta così,  ma in fondo, è una “brava persona!”.
“Agisce così, ma è stressato”
“Ha fatto .. ha detto…, ma   a modo suo ci ama!”
Vi è forse mai capitato di esprimervi così a proposito di un dolce appena preparato?
Immaginiamo una padrona di casa che ci offre un dolce dicendo:
“Sapete,  “a modo suo,  in fondo in fondo il dolce che vi sto offrendo, è una meringata!”
Non vi viene da ridere? Come vi immaginate quel dolce?
Sicuramente non come un “dolce di meringhe ben riuscito”.
E allora: può una persona “essere definita ma sopattutto accetata come positiva, brava, corretta, buona, generosa, a “modo suo”o “in fondo in fondo”???
Se un uomo beve, alza le mani, insulta, ferisce nell’Anima e non solo,  potremo dire di questo individuo che ogni tanto  si comporta da  persona corretta, disponibile, solerte non che lo sia.
E’ la  “frequenza” di azioni e scelte che ci  rende corretti,  sobri, generosi, altruisti, presenti, gradevoli.
Dobbiamo utilizzare la stessa “limpidezza” di giudizio che poniamo nel valutare un cibo, un piatto, un dolce … anche quando valutiamo fatti, eventi e persone.
La paura, la routine, la “certezza” quotidiana … ci inducono ad accettare compromessi che ci limitano, ci vincolano, ci impediscono “di essere” in questa vita…
Pensiamo e rispondiamoci seriamente:
“Io ho forse qualcosa che mi impedisce di Essere me stesso/A?”
Se sì, “Cosa mi impedisce di Essere?”
Trovata la risposta dovremo agire.
La fuga dal passato,  richiede poi un nuovo luogo interiore dove i conflitti vecchi non possano più trovare terreno e per qualcuno anche un nuovo posto fisico, dove stare nella ritrovata serenità.
Bisogna avere sanato e ricucito le vecchie ferite su cui i conflitti sperimentati si appoggiavano e questo sicuramente richiede impegno,  sofferenza  e lo so, non tutti sono disposti a volerlo sperimentare.
Il Guerriero, invece, nella sua vita avventurosa, è stato ferito innumerevoli volte e non teme il dolore, né della battaglia né quello della guarigione.
Un Guerriero è  splendido sia quando  corre veloce, in groppa al suo destriero, sia quando sta fermo.
Lui sa stare fermo, lo sguardo e il respiro volto all’interno, tutto il tempo necessario a ritrovarsi ed approntare nuove strategie.
E’ in ginocchio?
È solo fermo fisicamente, ma non dentro.
La sua Anima è in continua trasformazione, azione, crescita.
Lui può soffermarsi e lavorare con la calma e la lucidità necessarie, alla cura delle proprie ferite, in modo da ripartire più saggio, sicuro e forte di prima.
Spesso non ha risorse umane, ma il suo Spirito è Grande ed “essendo connesso al Divino”, riceve dall’alto TUTTO ciò di cui ha bisogno.
All’inizio del viaggio era debole e incerto ( pensiamo a San Francesco … e ad altri grandi Asceti …), poi la certezza lo ha lentamente avvolto e conquistato, giorno per giorno, fatica dopo fatica e gioia dopo e gioia .
A volte è stato debole e la sua  debolezza gli ha procurato attacchi che lo hanno reso più debole.
In quelle occasioni è stato come ogni uomo  inerme, scosso, confuso, ottenebrato.
Poi, la Luce lo ha avvolto ed egli si è ritrovato, più forte e temerario di prima.
Anche il Guerriero ha la sua ombra.
Deve viverla, ma non deve permetterle che si estenda e periodicamente lo atterri con mosse sempre più mortali.
Egli sa che nella storia ci fu chi aveva solo un punto vulnerabile nel corpo, un piccolissimo, introvabile punto, nel tallone, e proprio lì venne colpito.
E perse la vita per quello.
Memore di questo non sottovaluta nulla e si affida sempre al Cielo.
Affidiamoci dunque anche noi al Supremo celeste, confdiamo con fede nella buona riuscita di ogni gesto ed azione e la nostra “temerarietà” troverà una risposta positiva e grandi cose ed eventi ne nasceranno…
Forzaaaaaaaaaaaa!!!
Alzati Guerriero, è giunta la tua ora!

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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