Urge mettersi in equilibrio

“Ho scoperto presto che non si può cambiare il mondo.
Il meglio che si possa fare è imparare a convivere in equilibrio con esso.”
Henry Miller

Abbiamo a volte tanti io, cioè varie parti di noi.
Alcune più disciplinate, altre meno e questo ci genera scompensi e spesso da vita a “caratteri” veramente unici e un po’ sopra le righe.
Per essere in perfetto equilibrio, dobbiamo attivarci come nelle posizioni Yoga, per riuscire a stare bene e muoverci armoniosamente con e verso gli altri …
Se non siamo capaci di trovare un accordo interiore tra le diverse parti che ci compongono, difficilmente saremo in grado di star bene con gli altri e soprattutto di saper e poter vivere, al meglio,  in modo autentico con chi ci vive accanto o condivide in maniera più prossima, con noi, un tratto di cammino…
Per mediare tra più parti, infatti, è prima necessario sviluppare in noi la capacità di riconoscerle, osservando gli altri, certo, ma soprattutto guardandoci dentro con determinazione e coraggio.
Chi è disposto a farlo, in profondità, senza giudizio, può arrivare a capire e quindi realizzare appieno, chi è  cosa desidera realmente dalla Vita e da se stesso.
Se mi conosco mi evito, o meglio evito e lavoro su quelle parti di me che non “funzionano al meglio” e quindi miglioro anche e sicuramente il mio mondo relazionale, oltre che tutta la mia Vita in generale.
Riesco a capire le mie emozioni e quelle altrui e, quindi, a confrontare i propri desideri con quelli dell’altro e a trovare un sano equilibrio.
Molti di noi, invece, non sanno o non desiderano riconoscere alcune parti di sé e viaggiano unicamente spinti dal desiderio e tentativo di compiacere la famiglia, la società, facendosi accettare da madre, padre, zii, fratelli/sorelle, cugini, vicini e lontani  e poi dal compagno.
Ma che tipo di equilibrio potremmo raggiungere con l’altra persona prossima, se prima non permettiamo alle nostre componenti più autentiche di emergere?
E’ importantissimo per questo lavorare su di sé ed un folle lo sa benissimo …

  • Dare a noi stessi il giusto valore

quindi fidarci e dare importanza alle nostre capacità, compresa quella di negoziare, di entrare in contatto, di saper comunicare per trasmettere e condividere efficacemente.

  • L’autostima.

Ci guardiamo mai in giro?
Sembra che il gruppo umano sia spaccato in due: chi ha troppa autostima e chi sembra averla persa, averla dimenticata da qualche parte, come le briciole di Pollicino …
La troppa autostima e la troppo poca sono due facce della stessa medaglia: una ci porta alla megalomania, l’altra alla depressione, al rifiuto di quella componente asettica, senza colore di noi.
Tutti siamo compresi in questa tensione, in questa forbice, e quindi dobbiamo spicciarci a cercare la giusta via, in qualsiasi parte della forbice siamo compressi; prima dobbiamo riuscire a cogliere il vero senso della parola valore, mediando e negoziando e poi lavorarci, con il supporto dell’anima.

  1. A) Se pensando al valore noi intendiamo l’affermarsi, per esempio cercando in qualche modo, anzi in qualsiasi modo, l’ammirazione dell’altro, siamo sulla strada del narcisismo, dell’eccesso, quindi saremo e resteremo facilmente vittime dei desideri altrui, delle proiezioni e degli schemi della società, delle aspettative; se al contrario cerchiamo di imporci, rischiamo di usare gli altri, come fossero strumenti, io mi immagino spesso, a questo proposito,  i coperchi delle pentole della cucina.
    Strano come paragone?
    Non proprio.
    Chi vuole modificare l’altro lo comprime, lo usa, cerca di adattarlo ai suoi schemi- pentola, alla sua lettura della vita e solitamente queste persone, lo fanno per raggiungere i loro scopi sia in amore, che in altri settori, o campi della vita relazionale, affettiva e lavorativa.
    Mai sentite certe ragazze dire, senza ritegno alcuno, di fronte al compagno, “diverso sicuramente da lei” : “Poi lo sistemo io, vedrai che con me cambia, ah, se cambia!”
    Beh, anziché farlo cambiare, perché non cambiare proprio persona?
    Quello che ci accaniamo a  fare è assurdo: è come acquistare un ‘acqua di rose e pretendere di trasformarla in un vetiver …
    Assurdo!!!
    Quindi, parlo anche di questo aspetto, parliamo di un potere questa volta non di sottomissione, ma al contrario, impositivo, esercitato verso l’eterno per controllarlo, ricompattarlo secondo le  nostre ambizioni, le nostre vedute, i nostri modi di essere e di fare.
    E come?
    Semplicemente utilizzando tutte le strategie possibili, che vanno dalle forme di comando impositivo, al ricatto, al compiacimento utile per i nostri scopi, per poi, magari, sottrarci, a nostra volta, in maniera assurda,  in altri momenti a chi ci pone sfide, a cui non vogliamo sottendere in nessun modi.
    Cambiare gli altri sì, metterci in gioco in prima persona …, anche no!
    Questa è la strada sbagliata.
  2. B) Se invece consideriamo il valore come consapevolezza della nostra unicità, della nostra autenticità, allora siamo sulla retta via, e questo aspetto è straordinario e non deve mai mancare: è quello che permette la ricerca dei nostri differenti sé, la loro armonizzazione e, di conseguenza, l’incontro fatto in maniera unica e costruttiva con l’altro.
  • Il lavoro su noi stessi.

Già, il primo negoziato è proprio con noi stessi, con le nostre mille sfumature, quelle che a volte apprezziamo, altre non comprendiamo, altre ancora vorremmo non avere proprio e asportare.
E’ quel magico e dovuto e amorevole lavoro su di noi per cercare il giusto equilibrio tra i nostri vari “Sé”, è la ricerca continua di un sempre nuovo equilibrio tra la propria verità e l’ascolto sia di noi che dell’altro.
Il primo aspetto su cui dovremmo lavorare ha a che fare con l’autenticità, che non è necessariamente la coerenza, quanto piuttosto la disponibilità ad aderire a tutte le parti che compongono il nostro sé, cioè l’accogliere quello che siamo e come siamo …, includendo anche quelle meno desiderabili o  meno ammirevoli.
Ognuno di noi, infatti, è  una creatura complicata, con un insieme di parti complesse, a volte addirittura discordanti, anche perché sia positive che negative.
Conoscerle o meglio ”riconoscerle”, che vuol dire prenderne atto e accoglierle, ci aiuta a creare quell’unità, quella coesione che ci “tiene insieme”, ci rende unici e ci permette, poi, di negoziare con l’altro, di accoglierlo a sua volta, di scambiare veramente il nostro “noi” con il suo sé.
E’ facile?
Assolutamente no!
Perché?
Perché è un atto di amorevolezza incondizionata verso di noi e poi, di conseguenza verso l’esterno, verso l’altro e gli altri…

Noi rifiutiamo molti aspetti utili nella nostra Vita ed in particolare non amiamo, perché non veniamo allevati ed educati a questo, certe fatiche che ci appartengono, quindi tendiamo a trasporre sugli altri, sul contesto, sulla famiglia e/o gli amici le nostre faticose manchevolezze e le pesantezze della Vita.

In realtà dovremmo stamparci a chiare lettere sulla fronte ed imparare, per essere Folli, che:
“…tutto ciò che ti accade l’abbiamo creato noi, l’abbiamo attratto nella nostra vita per effetto di risonanza e molto probabilmente ci sta servendo per imparare qualcosa!” e allora dismettere l’abitudine di incolpare tutto e tutti per ciò che ci appesantisce e ci zavorra, per entrare nell’ottica ( come dissi nell’articolo del 3 agosto scorso, a proposito di noi Folli) “ … che siamo e dobbiamo sempre essere pienamente e perfettamente responsabili di noi!”

Spesso però non riusciamo a fluire in modo naturale con gli eventi della nostra vita e facciamo attrito. In questo modo blocchiamo la nuova realtà che potrebbe entrare nella nostra vita, rimanendo invece aggrappati a quella a cui siamo tanto affezionati.
Ma non disperiamo, abbiamo un grande strumento dalla nostra parte: la forza di volontà.
Attraverso la nostra forza possiamo creare, trasformare qualsiasi cosa.
Quindi?
Quindi diamoci da fare e creiamo un perfetto incantevole equilibrio tra le varie e multiformi parti di noi e poi viaggiamo leggeri e accoglienti, verso l’altro, la Comunità.

Con amorevolezza ti****degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Ilenia

    Ciao Ti, sempre presente nel leggere i tuoi bellissimi articoli. Proprio stamattina mi sono svegliata con la consapevolezza che devo trovare piu’ equilibrio nella mia vita interiore e ho pregato Dio e gli Angeli di essere aiutata e supportata in questo. Apro facebook e mi spunta davanti il tuo articolo…. non credo sia un caso, forse il Cielo vuole dirmi che mi sono vicini e posso riuscirci? Un abbraccio Ti

    • *** ti degli Arcangeli

      Sììììì!
      Nulla veramente succede per caso e la risposta che hai ricevuto, ne è un chiaro esempio.
      E’ bellissimo Ilenia la consapevolezza a cui sei giunta stamattina e l’incoraggiamento che hai avuto subito dopo attraverso l’articolo, ad hoc, per te …
      Sì, essi danno per scontato che ce la farai.
      Non mollare mai e procedi con Amore, verso il Cielo.
      Un abbraccio dolcissimo

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