
“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare
nasce da un minuscolo germoglio.
Una torre alta nove piani
incomincia con un mucchietto di terra.
Un lungo viaggio di mille miglia
si comincia col muovere un piede.”
Oggi partirò raccontandovi una bellissima favola di Rodari, tratta da “Le favole al telefono”, dal titolo:
“LA STRADA CHE NON ANDAVA IN NESSUN POSTO
“All’uscita del paese si dividevano tre strade:una andava verso il mare,la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.
Martino lo sapeva perchè l’aveva chiesto un po’ a tutti e da tutti aveva avuto la stessa risposta:
-Quella strada li? Non va in nessun posto!E’ inutile camminarci.
-E fin dove arriva?
-Non arriva da nessuna parte
-Ma allora perchè l’hanno fatta?
-Manon l’ha fatta nessuno, è sempre stata li!
-Ma nessuno è mai andato a vedere?
-oh sei una bella testa dura!Se ti diciamo che non c’è niente da vedere…
-Non potete saperlo se non ci siete stati mai.
Era così ostinato che cominciarono a chiamarlo “Martino Testadura” ma lui non se la prendeva e continuava a pensare alla strada che non andava in nessun posto.
Quando fu abbastanza grande da attraversare la strada senza dare la mano al nonno, una mattina si alzò per tempo, uscì dal paese e senza esitare imboccò la strada misteriosa e andò sempre avanti.
Il fondo era pieno di buche e di erbacce ma per fortuna non pioveva da un pezzo così non c’erano pozzanghere; a destra e a sinistra si allungava una siepe ma ben presto cominciarono i boschi.
I rami degli alberi si intrecciavano al di sopra della strada e formavano una galleria oscura e fresca nella quale penetrava solo quà e là qualche raggio di sole a far da fanale.
Cammina e cammina…la galleria non finiva mai,la strada non finiva mai.
A Martino dolevano i piedi e già cominciava a pensare che avrebbe fatto bene a tornarsene indietro quando vide un cane.
-Dove c’è un cane c’è una casa- riflettè Martino- o perlomeno un uomo!
Il cane gli corse incontro scodinzolando e gli leccò le mani,poi si avviò lungo la strada e ad ogni passo si voltava per controllare se Martino lo seguiva ancora.
-Vengo!Vengo!-diceva Martino incuriosito.
Finalmente il bosco cominciò a diradarsi, in alto riapparve il cielo e la strada terminò sulla soglia di un grande cancello di ferro.
Attraverso le sbarre Martino vide un castello con tutte le porte e le finestre spalancate e il fumo usciva da tutti i comignoli e da un balcone una bellissima signora salutava con la mano e gridava allegramente:
-Avanti!Avanti,Martino Testadura!
-Toh!- si rallegrò Martino- io non sapevo che sarei arrivato..ma lei si!
Spinse il cancello, attraversò il parco ed entrò nel salone del castello in tempo per fare l’inchino alla bella signora che scendeva dallo scalone.
Era bella!
E vestita anche meglio delle fate, delle principesse e in più era proprio allegra e rideva.
-Allora non ci hai creduto!
-A che cosa?
-Alla storia della strada che non andava in nessun posto
-Era troppo stupida e seconso me ci sono anche più posti che strade!
-Certo!
Basta aver voglia di muoversi!
-Ora vieni ti farò visitare il castello.
C’erano più di cento saloni zeppi di tesori d’ogni genere, come quei castelli delle favole dove dormono le belle addormentate o dove gli orchi ammassano le loro ricchezze.
C’erano diamanti pietre preziose,oro,argento e ogni momento la bella signora diceva:
-Prendi! Prendi quello che vuoi! Ti presterò un carretto per portare il peso.
Figuratevi se Martino si fece pregare! Il carretto era ben pieno quando egli ripartì.A cassetta sedeva il cane che era un cane ammaestrato e sapeva reggere le briglie e abbaiare ai cavalli quando sonnecchiavano e uscivano di strada.
In paese, dove l’avevano già dato per morto, Martino Testadura fu accolto con grande sorpresa.
Il cane scaricò in piazza tutti i suoi tesori, dimenò due volte la coda in segno di saluto, rimontò a cassetta e via, in una nuvola di polvere!
Martino fece grandi regali a tutti, amici e nemici e dovette raccontare cento volte la sua avventura e ogni volta che finiva, qualcuno correva a casa a prendere carretto e cavallo e si precipitava giù per la strada che non andava in nessun posto.
Ma quella sera stessa tornarono uno dopo l’altro con la faccia lunga così per il dispetto: la strada per loro finiva in mezzo al bosco, contro un fitto muro d’alberi, in un mare di spine.
Non c’era più nè cancello, nè castello, nè bella signora perchè certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova e il primo era stato Martino Testadura.”
Bella storia, vero???
Martino Testadura non si era fatto influenzare dagli altri, aveva voluto accertarsi di persona e scoprire se davvero la strada non portava in nessun posto.
La sua curiosità era stata premiata e la sua voglia di pensare con la propria testa, di non seguire il gregge a priori.
E’ una storia magica che ci fa veramente pensare …
Chi è Martino?
Cosa rappresenta?
Quale insegnamento vuole offrirci?
Martino è un “testadura”, uno che non si lascia omologare, soprattutto dalle frasi fatte, spesso senza “logica”, ma accettate per convenzione sociale.
Lui è la PARTE VERA DI NOI!!!
Quella del Guerriero che non si arrende, che sa che non esistono strade impossibili, che non approdano a nulla, perché il solo fatto che esse ci siano, significa che qualcuno le ha generate e che da qualche parte approderanno, sia essa, una radura, un paese, un precipizio, una scogliera o altro …
Quante volte abbiamo avuto davanti a noi una strada mai battuta e l’abbiamo disattesa perché chi ci stava intorno ci invitava a desistere o noi stessi temevamo il peggio???
“Non avrai ciò che gli altri non hanno, se fai quello che tutti fanno” … e Martino fa …
Segue la “legge interiore”, quella che ti induce a fare ciò che gli altri mai farebbero …
Che cosa rappresenta questo ragazzino???
La Libertà, l’Intraprendenza, la Gioia piena, … il Coraggio, …il saper Essere e Mettersi in gioco sempre, al di là di ogni possibile limite …
Cosa vuole offrirci???
Lo stimolo a superare ogni blocco, ogni pensiero, ogni paura …, ogni stupida convenzione e vecchio schema …
Martino è per noi un coach d’eccezione, colui che ci ammonisce per tutte le volte in cui non facciamo le cose e poi ce le portiamo dentro come macigni.
Quello che dovremmo fare è invece quello di vivere il presente, facendo delle azioni volte al “fare”, intraprendendo le strade, anche se mai battute da altri …
Non importa se sbagliamo e commettiamo degli errori.
Solo chi agisce sbaglia.
Dall’errore si impara e si migliora moltissimo e si diventa “maestri” per chi vivrà la stessa occasione.
Se vogliamo dare un significato alla nostra vita e vogliamo arrivare ad avere i capelli bianchi senza rimpianti, allora dobbiamo affrontare ogni nuovo sentiero che la vita ci propone e ci riserva, quindi ogni cambiamento.
Quando?
Subito!!!
Il momento giusto è adesso.
Non aspettiamo di guardarci indietro per fare un monologo “cosa potevamo fare e non abbiamo fatto”; impariamo da Martino che appena capace di camminare con le sue gambette parte e va temerario, senza paure, né rimpianti.
Non permettiamo ai mancamenti di offuscare la nostra vecchiaia, cerchiamo di tirare fuori il coraggio che è dentro di noi e andiamo alla scoperta di tutte le nuove strade possibili a tutti i livelli; lavorativi, economici, familiari, relazionali …
Non ci sono limiti, se non quelli che noi stessi scegliamo e ci diamo …
Il cambiamento spaventa, lo so, ma mettersi in gioco e capire fino a che punto siamo in grado di fare cose nuove, permette di abbattere i nostri limiti, limiti che spesso sono solo dentro la nostra testa, in maniera più o meno cocciuta.
Pensiamo per un attimo a quando abbiamo fatto qualcosa che non avevamo mai fatto o che ha infranto le “convenzioni sociali” a cui bene o male apparteniamo.
Anche a livello affettivo siamo pieni di “blocchi” ……
Ci fissiamo limiti per amare, modalità, canoni maschili e altri femminili: è così che un uomo può scegliersi una compagna giovanissima, mentre per una donna questo non è ancora possibile …
Avete visto che bella la coppia Mannoia e Carlo di Francesco???
Ventisei anni di differenza e un amore che dura da dieci.
Ma dove sta scritto che questo non possa essere???
Dentro le nostre strade “che non conducono da nessuna parte”, quelle che solo i Martino sanno intraprendere e vivere con leggerezza, sapendone trarre tutte le gioie ed i tesori possibili …
Non ci è mai capitato di raggiungere un obiettivo insperato???
Come ci siamo sentiti poi???
All’inizio potevamo anche essere spaventati, ma poi una volta fatto il primo passo, gli altri sono venuti da soli e ci siamo ritrovati a guardare quella barriera ormai a pezzi che giaceva ai nostri piedi e abbiamo detto sorridendo:
“Beh, tutto sommato non era poi così difficile, come pensavo”.
Non aspettiamo ancora.
Il momento giusto è adesso, è proprio nel qui ed ora.
E così che per noi, con la simpatica storia di Martino Testadura emergono tante riflessioni e tanti spunti che si moltiplicano fra loro, come tanti cerchi concentrici che si espandono fuori, dentro, ovunque.
Anche quando ci fanno o tenteranno di farci credere che è meglio seguire acriticamente il gregge, che è meglio essere omologati, che intanto c’è chi pensa per noi, se abbiamo la forza delle parole, della curiosità riusciremo a non farci abbindolare dagli innumerevoli pifferai magici di turno.
Attraverso il piccolo Martino, Rodari ci porta un importantissimo messaggio del Cielo, insegnandoci una grande lezione per la nostra Vita e crescita …
“Quando qualcosa viene da dentro, quando fa parte di te, non hai altra scelta se non viverla, esprimerla.”
Martino sente di dover percorrere quel cammino e vi si avventura …
Pensiamo quante volte noi, al contrario, rinunciamo al meglio, perché ci sentiamo anche solo obbligati verso un luogo, un fatto, una persona …
Sono le nostre barriere, le difficoltà tipiche della persona, soprattutto adulta.
Oggi desidero condividere con voi alcune frasi zen che ci aiuteranno a vivere in modo diverso, più dinamico e proficuo; farle nostre significa offrirsi la possibilità di cambiare la nostra prospettiva di vita, aprendoci ad una visione più positiva e costruttiva dell’esistenza, solitamente affrontata in maniera così piatta, standardizzata e spesso anonima.
Si tratta di non camminare più solo lungo il sentiero che conduce in città o al mare, ma di avventurarsi lungo la “strada che non va in nessun posto”, secondo le persone omologate.
Eccole!!!
Ricordiamoci sempre che “ … la tentazione di arrendersi è molto più forte quando si è in prossimità della vittoria”, è la tentazione del buio di trattenerci dall’entrare nella Luce, quella piena.
“Il viaggio di mille miglia comincia con il primo passo”: il più faticoso, indubbiamente, … ma il primissimo, di una lunga serie …
Di fronte alle asperità del viaggio, fai tua la verità che “il forte supererà un ostacolo, il saggio, l’intero percorso.”
Abbi chiaro che “non devi aver paura di posticipare, ma abbi il timore di fermarti”, non lo fare mai …
Sii certo che, “nonostante tu sia inciampato e caduto, ciò non significa che abbia intrapreso il cammino sbagliato”, anzi: più il sentiero conduce a grandi tesori, più è lastricato di fatiche e tentativi di rallentamenti …
Sappi che i “maestri si limitano a spalancare le porte, il resto del cammino lo farai da solo” se lo vorrai e ti impegnerai per farlo.
“Nessuno torna da un viaggio come prima di partire”, perché tutto ci arricchisce.
“Colui che è riuscito a spostare la montagna ha iniziato spostando piccoli sassi”, quindi non pensare che non ce la farai: parti con il coraggio e l’ardire di Martino.
Soltanto una cosa vale la pena ripetersi: “cammina e lascia che il cammino si costruisca mentre prosegui; non esiste un cammino già fatto”.
Raggiungere la somma realizzazione della verità sarà faticoso, dovrai creare il percorso camminando da solo: esso non sarà lì pronto ad aspettarti.
Succede proprio come in cielo: gli uccelli volano senza lasciare tracce.
Non li puoi seguire: non ci sono impronte dietro di loro.”
La mia speranza è che queste frasi ci aiutino a trovare il coraggio e possano rispondere a molti dubbi, consentendoci di aprire la mente per fare quei passi necessari per andare avanti.
In modo sano, ma soprattutto pieni dell’essenza migliore della vita, noi stessi e il nostro grande coraggio.
Sicuramente tentare strade nuove porta a grandi scoperte, pur comportando parecchie incognite e a volte grandi rischi.
Ma proviamo a riflettere su questo aspetto : vale la pena rischiare?
Decisamente sì, perché le GRANDI imprese hanno sempre richiesto un briciolo di “follia divina” e tantissima voglia di mettersi in gioco e ritrovarsi nella propria unicità …
Al suo ritorno Martino fu acclamato da tutti ed il suo racconto spronò gli abitanti del paese, ora avidi delle stesse ricchezze, a percorrere quella strada, ma guarda caso non trovarono più né la villa in cui era stato ospitato Martino, né il passaggio per raggiungerla.
In realtà solo il ragazzino aveva goduto di questo privilegio, perché aveva creduto ciecamente che quella strada portava ad una meta .
Certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo “una strada nuova”.
Vogliamo essere pionieri o viandanti comuni di un sentiero affollato e normalmente normale???
Cerchiamo di scoprire tutti i colori della vita, attraversando il ponte Arcobaleno e percorrendo il suo cammino, verso la vera Luce…
Ce lo meritiamo.
Buona passeggiata a TUTTI!!!
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Questa storia non la conoscevo , ma l’ho trovata interessante