Vola leggero nel presente

sole-mare-aquila

” Distendi le tue ali e vola …
Come l’aquila che abbandona il nido,
affidandosi al vento, con divina soavità,
sappi abbandonare il passato,
per librarti nel Vero presente”
Dovremmo vivere con maggiore consapevolezza.

E perché questo accada, dovremmo chiederci con maggiore frequenza:”qual è il segreto della vera vita?”
Fa parte della natura umana la spontaneità del porci domande e più importanti ed essenziali sono, più profonda e significativa diventa la nostra esistenza e la nostra presenza su questa terra.
Il segreto dell’evoluzione sta nella capacità di farsi domande, di voler sapere.
Quando la curiosità ha avuto il sopravvento l’Uomo è cresciuto, ha fatto scoperte, ha creato …
Quando si è assopito, tutto si è addormentato con lui.
Il progresso scientifico e tecnologico, sono radicati e sono stati generati  proprio dall’innata curiosità dell’essere umano, dal  “bisogno” di capire meglio, dal continuo cercare ciò che spesso stava già davanti agli occhi.
Farsi delle domande sul mondo e sulla natura fisica,  aiuta l’evoluzione e la conoscenza scientifica, così come  l’avere frequenti curiosità e domande  sulla nostra parte spirituale ci aiuterà a crescere ed ad evolvere anche in quella direzione, così dimenticata ed essenziale, del nostro essere, esistere.
Siamo  creature strane, perché è proprio in questo ambito che siamo meno prodighi di attenzioni e curiosità, come se non avessimo curiosità o fossimo già perfettamente informati ed appagati.
Forse non siamo così attivi in questa direzione, perché esiste una  tradizione che non incoraggia per niente la voglia di interrogarsi; lei ci fornisce risposte standardizzate, di fronte alle quali sembriamo aver placato ogni sete di verità e di curiosità.
Qualcuno sostiene che le domande sono pericolose.
Si associa la domanda al dubbio e il dubbio alla perdita di fede.
In realtà la domanda dovrebbe servire per allontanare le perplessità e far crescere le certezze.
Tuttavia, il farsi  domande esistenziali, soprattutto se profonde,  è inevitabile, e rimandare o ignorare tale esigenza non ha conseguenze salubri sulla personalità e soprattutto sulle dinamiche educative rivolte ai più piccoli.
Un bambino può far tremare i nostri più antichi pilastri e questo a dimostrazione che noi siamo fontane, da cui scaturiscono domande fresche e continue.
Ma ritorniamo alla  domanda iniziale: qual è il segreto della vera vita?
Credo che per noi, oggi, forse come un tempo, sia imparare a morire, ad accettare la morte e vedere in lei un vero passaggio.
Non parlo solo e tanto della morte fisica, reale, che attende il nostro corpo, quanto di tutta una serie di distacchi, che non ci concediamo mai di raggiungere, di far scattare, di attuare.
Abbiamo una tale paura del “trapasso” generale, che non voltiamo mai pagina, non permettiamo al passato di andarsene, non lasciamo in pratica che muoia, per generar, ogni giorno,  un vero presente.
Un uomo di ottant’anni mantiene vivi nella memoria i ricordi dell’infanzia.
È magari troppo provato per andare in giro, è costretto a letto, stenta a ricordare il presente, ma la sua giovinezza no. Pensa e ricorda con parecchi particolari, fatti, eventi, persone, perfino cognomi.
Di fatto, il nostro passato non muore mai, perché non lo lasciamo mai andare, e di conseguenza tutto continua ad accumularsi dentro di noi e lo spazio per il presente si va restringendo di anno in anno, di mese in mese, di settimana in settimana.
Non permettiamo a ciò che è morto, in senso lato, di essere morto.
Lo ancoriamo, anzi ci ancoriamo a lui, come ad un salvagente sicuro, mentre in realtà egli diviene una zavorra.
Quante funi!
E più sono e più diventa faticoso vivere sotto questo peso.
Ecco perché quando arriva poi il vero momento dell’andare, tutto diventa così pesante, sofferto, difficile.
Potremmo aver vissuto 320 anni, ma ci sembrerebbe lo stesso di avere ancora 300.000 mila situazioni insolute e questo perché sarebbero migliaia gli agganci al passato, mai licenziato.
Questo è il momento per ripensare…, per pensare, per fare pulizia.
Se i nodi arrivano al pettine, è per chiederci un taglio strategico, come siamo solite fare noi donne con i capelli.
Diamo una bella spuntatina alle punte morte, lasciando che ciò che è andato, vada realmente e il presente diverrà più forte, più rigoglioso, più proficuo.
Non è che i ricordi vadano annientati, cancellati, soppressi, non sto dicendo questo.
Sto parlando di saper prendere le dovute distanze.
E’ il dare il giusto valore a ciò che è stato.
E’ vivere intensamente, in piena presenza l’attimo, il presente, lo starci, il riconoscerlo.
Cosa abbastanza difficile, per noi uomini!
Viviamo aggrappati ad altro, impedendo alle pagine della vita di scorrere…
In realtà, se non ti accorgi di questo, non lo ammetti, non ti ritrovi in modo attivo e costruttivo nell’attimo presente;
se non ti abbandoni ad esso, accogliendolo per quello che è, ti muoverai sempre nella nostalgia di un passato illusorio o in vana attesa di un futuro che non esiste.
Vivi!
Cambia!
Trasformati!
Cresci!
Vivere il cambiamento è oggi un obbligo, una risposta, anzi: è la sola risposta alla dinamicità della realtà e del suo divenire.
Non è possibile scrivere nuove storie, su fogli sovrapposti e mai appianati.

Pensaci!!!

 

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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