
“Non sono capace!”
“Io non valgo nulla!”
“Non ci riesco!”
“Sono fatto così!”
Queste, sono oggi o meglio da un po’ di tempo, affermazioni piuttosto ricorrenti e frequenti sulle labbra di molte persone.
Cosa sono?
“Dati di fatto”, risponderà qualcuno.
“Verità!”, farà eco pensando a sé, qualcun altro.
“Eh, la verità sacrosanta, perché io sono così!”.
No! Queste non sono constatazioni frutto di un riscontro reale del “tuo profilo” social e neppure del tuo profilo psicoattitudinale, ma bensì sono credenze, credenze sulla propria persona e alcuni aspetti ad essa legati.
Vanno eliminati? Eh sì, sarebbe meglio di sì, se vuoi oltrepassare la soglia che il periodo storico attuale ti sta prospettando e farlo comporta l’ascendere di un’ottava, cioè elevare la propria anima, la mente e il cuore, oltre le vibrazioni, piuttosto basse, attuali.
“Altrimenti cosa mi succede?”, ti starai chiedendo ora…
Ti succede che resterai tra i non speciati e quindi sarai un eccellente cibo per le “presenze” particolari, che si aggirano tra di noi, di cui ho già ampiamente parlato nei vari articoli, (dal 30 marzo in poi) pronte a nutrirsi di persone arrendevoli, depresse, che non accendono la propria speranza, non intensificano l’amorevolezza interiore verso di sé e verso gli altri, e quindi conservano la piena chiusura del proprio chakra cardiaco.
Il tuo chakra governa la tua luce interiore, quindi senza di lui rimani preda facilmente delle paure collettive, delle parole affaticanti e produci e nutri le parti meno evolute di te, in un crescendo autodistruttivo.
“Sì, ma …”.
Non ci sono ma.
Ci sono invece semplicemente Anime incarnate, che vivendo nella dualità, hanno un “valore animico” inespresso, perché non conosciuto, non alimentato, non attivato al meglio, le quali hanno tutta una Vita per evolvere e rendere migliore il proprio sé, in una piena fusione delle due parti: umana e divina.
Quando ti metti l’autocertificazione Doc e Dop che sei un reietto, che non ce la fai, è come ti mettessi al collo una bella piastrina identificativa con scritto tutto questo e ti dessi il permesso di essere il peggio di te.
Una cosa è dire che sei perfettibile, un conto è dire ,di te stesso, che sei incapace, una nullità.
Sono due cose ben diverse e ben distinte.
Il primo, oltre ad essere un’affermazione estremamente positiva, rappresenta un punto di partenza per un cambiamento evolutivo e di ascesa; il secondo è invece un’affermazione, attraverso la quale tu attesti a tutti i destinatari, che quello è, semplicemente,il tuo punto di arrivo.
Si tratta di una tua credenza, che ufficializzi, quindi rinforzi e suggelli attraverso la tua parola e la tua mimica corporea o uno scritto, se lo scrivi.
Nel momento in cui questo accade, tu autorizzi le altre persone a prenderne atto e trasformi la tua credenza in una sorta di constatazione pubblica, e dai a chi la riceve, il diritto di riconoscerti così.
Se tu ti dipingi così, il pubblico non può che vederti così, non può che accogliere la tua richiesta.
Immagina di essere un pittore e di esporre in una galleria un tuo autoritratto.
Se tu affermi di esserti dipinto in un momento in cui eri depresso, oppure arrabbiato, scontento, cosa vedranno i visitatori, nella tela, secondo te?
Magari qualcuno dentro di sé esprimerà la sua perplessità in proposito, ma visto che ne sei l’autore e dai questa chiave di lettura del dipinto, la accoglierà.
Credenze ce ne sono molte.
Una credenza molto pericolosa, che serpeggia bene tra di noi è quella relativa a certe domande che dovremmo porci, ma preferiamo evitare con cura.
“Valori? Ma i valori non esistono! Almeno non esistono qua, sulla terra, tra di noi!”
Che bomba.
Da tempo stiamo giocando nell’area sbagliata del campo da gioco, un campo sul quale, se non te ne sei ancora accorto, si sta giocando una partita molto impegnativa, un incontro tra il buio e la luce.
Ogni affermazione simile a quella, ripetuta a dismisura, distrugge un pezzo dei valori che ancora abbiamo.
Ogni volta che pronunci quella assurdità, pigi il pulsante del tuo telecomando (Leggi l’articolo “Cambia il tuo telecomando”, se non lo hai fatto)e “Pofff”, distruggi un valore, passi su un altro canale.
Spero che tu stia realizzando quante parole, quanti luoghi comuni, quante credenze non ci stanno elevando e consentendo di evolvere, ma c stanno portando a giocare a favore della nostra resa e della nostra involuzione spirituale ed umana.
Comprendi bene che il distruggere se stesso, affermando di essere una nullità è impegnativa, ma distrugge bene o male solo te, ma affermazioni di questo tipo, già vanno a danneggiare quel substrato necessario al benessere comune, quindi creano un danno ingente, un danno che tocca tutti, nessuno escluso.
Noi STESSI siamo un Valore, è una nostra caratteristica animica inalienabile.
Chiederti se esistono valori quaggiù o negarli, significa non riconoscersi e questo è inconcepibile.
Ci tira le fila del gioco perverso in essere, ha tutta convenienza a far proliferare tutte queste credenze e a sostenere domande ed affermazioni di questo tipo, perché ti portano ad affermazioni di questo tipo e a pensieri distruttivi, a parole forti deleterie a segnare punti nella rete avversaria.
Dubbi, domande, incertezze che poi generano inimicizia interiori.
Se dici che non vali nulla, tu “decidi di credere che tu sei così”, e ti autorizzi a sponsorizzare questa tua convinzione.
E agisci di conseguenza.
Se tu neghi l’esistenza di valori nella vita terrena, previe tutte le domande interiori di rito, tu decidi di credere che esse non esistono, quindi tu che le incarni, che le manifesti, che sei un Valore, non esisti.
Sono conseguenze enormi.
E’ grave se ciò viene da te, cioè se sei tu a costruirti da solo tutta questo iter che conduce alla credenza e poi alla ufficializzazione della tua scelta, ma ancora più grave è se vieni indotto a farlo, da altri e poi tu lo accogli e nonostante qualcuno te lo esemplifichi e ti dimostri il contrario, ti intestardisci nel mantenere in essere questo pensiero, questa credenza o qualcosa di similare.
Vuoi farti un favore?
Beh, come sei arrivato a formulare tutti questi pensieri e credenze distruttive, puoi decidere di formularne altre, che annientano le precedenti.
Qui non devi seguire la tua sensazione, perché quando hai dentro delle credenze , tutto si altera e la credenza predomina su qualsiasi altro tuo modo di sentire, devi semplicemente decidere, che è diverso.
Devi far cadere la testa alla “stupidata” che ti governa, perché decidere significa TAGLIARE.
Vuol dire che ora dici basta, stoppi, chiudi la porta ad affermazioni di questa portata e quindi, automaticamente apri la porta al tuo vero sé e al tuo dentro, che non aspettava altro.
Le credenze sono un qualcosa di falso, corrotto, deleterio, tendenzioso, distruttivo. Ti negano.
Quando ti accorgi che hai dentro i tuoi pensieri delle credenze, non vai a negoziare con te stesso per trovare alternative, per capire il perché ti sono arrivate, il come le hai costruite o altro.
Semplicemente tagli loro la testa.
E’ un’operazione, rapida, necessaria, sublime.
E’ come andare a tentare di spiegare e convertire una persona dipendente da qualcosa, sulla bellezza della non dipendenza, oppure cercare di inculcare la valenza del rispetto dei diritti umani, in una persona a capo di una associazione anticostituzionale, di tipo criminale.
La credenza è sullo stesso piano di queste due figure. Entrambi hanno già scelto, la loro è una decisione forte, presa e spesso molto a ritroso nel tempo, quindi ben radicata e difficile, se non impossibile da estirpare.
NON converti nulla di lei.
La devi tagliare, seccare come fosse un’erba infestante.
Stop.
Ogni volta che ti riaffiora alle labbra, la vecchia credenza, la devi tagliare. Stop.
Noi siamo come matriosche, le bambole una nell’altra.
Una credenza lavora su tutti i tuoi corpi.
Blocca i meridiani.
Crea una tensione interiore che arriva ai muscoli, agisce sul fegato, sul sistema biliare, sui reni.
E’ come se tu ti uccidessi da solo.
Ti avveleni un po’ per volta, giorno dopo giorno, negandoti la possibilità di essere, di valere, di affermarti e di stare bene.
Ecco perché non è possibile cercare di andarci con le buone, perché lei ha lavorato e creato conflittualità interiore di una tale portata, che tutto il tuo essere non è nelle condizioni di affrontarla con le terapie alternative: va asportata in toto, senza pensarci sopra un secondo di più. Prima lo fai, prima ti restituisci il diritto di vivere, prima lo fai e prima sei e ti dai valore.
Se ti senti uno schifo, e te lo riconosci, quello sei e quello diventi.
Devi dire di no!
Nell’immediato, senza transazioni, patteggiamenti, cure alternative di sorta.
Se una persona aggredisce chi ami, tu cosa fai?
Ti metti a cercare di farlo smetter con le buone parole, redarguendolo, invitandolo a non farlo, oppure intervieni e lo allontano, spintonandolo anche , se è il caso?
E per questo non ti senti un criminale, un poco di buono, giusto?
Ti sentiresti e saresti fuori posto se tu non fossi intervenuto in maniera diretta, immediata, per farlo smettere.
Se ami l’altro, intervieni, fosse anche solo amore “sociale”.
E allora, perché non agisci allo stesso modo per difendere te stesso?
Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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