C’è un legame strettissimo tra la capacità di riconoscere ed esprimere il Valore di qualcosa, dimostrando Gratitudine e il senso di pienezza e di Felicità che ne consegue.
Sovente l’Uomo stenta ad Essere Felice, mancando della sua pienezza e delle Virtù applicate, cioè nutrite ed espresse.
Una Virtù che tutti conosciamo come Gratitudine è tra le elette per ingenerare Felicità e per venirne a sua volta centuplicata, proprio attraverso la Felicità.
Ogni cosa che tocchiamo e che prende parte alla nostra esistenza materiale, è in Verità un essere sottile, animato, che poi si esterna e si esprime nella fisicità attraverso un suo “corpo” materiale a cui l’Uomo attribuisce un Nome e una funzione. E’ così che parliamo di biscotto, auto, oppure di sedia di un’infinità di oggetti e strumenti, che possiamo utilizzare e che abbiamo a portata di mano, per la nostra Vita esperienziale.
Quello che non conoscevo e che ora intendo condividere è come e attraverso chi la Virtù della Gratitudine sia giunta a prendere una Forma Radiosa, e a manifestarsi.
Il Tempio aperto alla Gratitudine
In Australia esiste un Tempio Eterico, dedicato anche alla Gratitudine.
Esso si trova sopra il Monte Kosiusko ed è la sede del protettore del suolo Australiano, cioè di David Lloyd, su cui appunterò il mio interesse, perché la Gratitudine e questo membro di un’antica famiglia londinese, hanno parecchie cose in comune.
Di questo Tempio vi ho già parlato, perché il suo Gerarca è L’Angelo Devico Lemuel e viene conosciuto come Tempio della Forza e dell’Equilibrio Devico. E’ qui che si Onora e si dispensa anche la Vibrazione Potente della Gratitudine a cui la Natura partecipa.
Chi è Lord David Lloyd
Come ho detto David in quella che risulterà come la sua ultima incarnazione, apparteneva a una prestigiosa famiglia che si ritrovò a rappresentare la Corona Britannica in India.
Lì il piccolo David crebbe e a 20 anni, il padre morì, si ritrovò erede di una immensa fortuna.
Fu allora che la sua Vita iniziò a partecipare ad una Sincronicità Universale molto importante.
Durante il soggiorno in India aveva avuto modo di iniziare ad elevare e coltivare la sua Spiritualità e così quando il padre venne a mancare ci fu un Maestro terreno che lo aiutò a rientrare in Inghilterra, indenne, insieme con la madre.
Prima della partenza gli predisse che egli sarebbe Asceso nel Corpo.
Tutto sarebbe avvenuto sopra un Sacro Monte, dove avrebbe incontrato un Uomo, inviato da Dio, gli avrebbe offerto dell’Acqua Radiosa, che lo avrebbe restituito alla sua pienezza.
Questo Elisir della Lunga Vita, gli sarebbe stato offerto in un Calice di Cristallo.
Questa predizione lo catturò e divenne lo scopo della sua Vita.
I Viaggi
Rientrato in Inghilterra, grazie all’immenso patrimonio, iniziò a viaggiare e a scalare le più importanti montagne, soprattutto del Nord America, nella speranza che la Predizione si avverasse.
La cosa Stupefacente di questo suo continuo Viaggiare era lo Spirito con cui intraprendeva queste spedizioni che, sebbene non lo conducessero a nulla di fatto, rappresentavano ogni volta un Tratto di Cammino di fede e di Trasmutazione Interiore, che lo avvicinava sempre di più alla Volontà Divina.
Da ogni viaggio rientrava arricchito e trasmutato. Mai si preoccupò dei costi e del tempo impiegato e mentre i conoscenti vedevano un’ennesima sconfitta, lui ci vedeva un altro importante passo verso l’appuntamento con l’Inviato del Padre.
Questo lungo viaggiare, durato 50 anni, fu infatti il suo Sentiero di preparazione al Grande Evento
L’Incontro Magico
Dopo questo lungo peregrinare venne il tempo di esplorare il Monte Shasta, il Monte Lemuriano.
Fu lì che mentre era assorto in una Preghiera dialogica con Dio Padre Madre, venne avvicinato da un Uomo, che sarebbe poi risultato essere Godfre Ray King, il quale, dopo avergli rivolto la Parola, gli offrì dell’Acqua di una vicina Fonte.
Quando Godfre allungò il braccio per porgere il bicchiere, ecco che avvenne il Miracolo, la trasmutazione: il vetro divenne un prezioso Calice di Cristallo e l’Acqua si trasmutò nella medesima Sostanza Divina, che lo stesso Godfre aveva Ricevuto in Dono e bevuto, molto tempo prima, da Saint Germain.
David dopo aver bevuto, commosso, gli narrò la sua storia.
Allora Godfre, pieno di Spirito Santo, invocò su di Lui la Divina Presenza IO SONO.
Godfre era l’Unica Presenza Evoluta, su questo Pianeta in quel tempo, capace di aiutare David ad Elevarsi ed Ascendere.
Entrambi, in quel giorno, furono in Verità ricolmi di Spirito Santo e Benedetti dal Cielo e ricevettero un’Iniziazione Potente.
Questo avvenimento rappresenta un episodio Magico, perché attesta il Potere del Saper Donare.
Godfre per 1° aveva ricevuto, tempo prima, un Dono Divino.
Quel giorno vide a sua volta un Uomo affaticato e assetato e lo Aiutò, offrendogli della Semplice e Pura Acqua di Sorgente. In quel momento egli compie il medesimo gesto che Saint Germain aveva compiuto con Lui e mette in atto la Legge Universale che “Aiutando ci si Aiuta”.
La Sostanza ricevuta permise a David di Elevare i suoi Corpi Inferiori a tal punto da poter Ascendere portando con sé il suo Corpo fisico. La stessa cosa fu per Godfre, grazie a Saint Germain e alla sua Generosità.
Pazienza, Ricerca e Gratitudine
David aveva lavorato su di sé con costanza e tanta Pazienza, con Buona Volontà, consacrando tutta la sua vita alla Ricerca del Sacro Monte di cui gli era stato predetto.
Quando assistette al Miracolo e Bevendo la Sostanza, vide il suo Aspetto rifiorire ecco che provò una tale Gratitudine verso il Maestro Profeta e verso Godfrei che il suo Corpo di Luce si espanse e la assorbì, trasmutandolo in Luce di Gratitudine, cioè nella Virtù Divina, che da quel momento EGLI INCARNO’.
Non è semplice da spiegare, ma lui DIVENNE la Virtù che ancora oggi lo caratterizza, come Maestro Asceso.
Ecco allora che quando parliamo di Gratitudine e la manifestiamo, parliamo di Lui e dispensiamo al Mondo questa Immensa Virtù, attraverso la sua Essenza.
La Gratitudine incarnata
David è l’incarnazione della Qualità della Gratitudine che aveva contraddistinto ogni esperienza che aveva fatto in quei 50 anni di paziente e costante ricerca del Monte prescelto, per la sua Iniziazione.
Mai si era scoraggiato o lamentato per l’esito della spedizione o per il tempo ed il denaro speso, ma al contrario aveva mantenuto un atteggiamento Interiore di Riconoscenza e Fede, Fiducia, verso il Maestro di un tempo, sapendo riconoscere gli aspetti accrescitivi che aveva esperito, durante ogni viaggio, sovente molto avventuroso.
Per riuscire a manifestare al meglio la Gratitudine, si dovrebbe richiedere a questo Maestro di Luce di poterla a propria volta incarnare, rivolgendogli una Preghiera o Invocazione, attraverso la quale gli si richiede di “pervadere ed intridere” i propri corpi Inferiori al punto da permettere al richiedente di “coltivare” questa Qualità/Virtù.
Servono parecchia umiltà e capacità di Osservazione Amorevole di ogni istante, per Vivere manifestando Gratitudine. L’Uomo, sovente pretenzioso, ansioso, rampante ed annoiato, fatica a riconoscere la Bellezza ed i Doni importanti che la Vita nel quotidiano riserva e dunque ad esserne Felice e Grato.
Per un Essere Umano in carriera, è la materia ad occupare i suoi interessi e quindi sovente non nota quelle dolci e Magiche Offerte che ogni giorno, attraverso i vari regni gli vengono elargite.
David è diventato il Protettore dell’Australia, una Terra dove i Nativi conservano una relazione speciale con il Regno Divino e con la propria Natura, oltre che con ogni altra forma del Creato.
La sua collaborazione con Lemuel, presso il Tempio di Kosciusko ha un senso e consente di ampliare in ciascun Essere devoto le Meravigliose congiunzioni Divine.
La Gratitudine
Avevo parlato in modo espando della Gratitudine nell’Articolo dedicato alla Festa del Ringraziamento, in quanto esiste una connessione Magica tra quella celebrazione e questa Virtù che possiamo vedere come una delle numerose Capacità Innate, sovente smarrite e da riconquistare.
Novembre è il Mese speciale in cui noi celebriamo l’abbandono del Corpo Fisico e guarda caso è anche il Mese Straordinario dedicato alla Gratitudine.
Essere Grati significa in qualche modo riuscire ad esprimere questa Luce d’Amore, che sovente si manifesta attraverso il Dono e la capacità di dare, di offrire.
Il Dare è di certo una parte essenziale, direi integrante della Gratitudine.
C’è chi non sa restituire in qualche modo ciò che ha ricevuto e chi invece, non appena “riceve qualcosa” sente sempre il bisogno di rendere a sua volta nell’immediato, come se l’accogliere, senza restituzione immediata, lo mettesse in una condizione di “debito” verso qualcosa o qualcuno, verso la Vita medesima.
La vera Gratitudine entra invece in gioco quando si Restituisce qualcosa che si è ricevuto in maniera del tutto naturale e non per forza restituendo a chi ci ha donato.
Sovente si crea invece una sorta di Ciclo Divino, Virtuoso, per cui come accadde tra Godfre e David, si riceve qualcosa da un donatore, nella mano sinistra, e si elargisce con naturalità a qualcuno che si trova alla nostra destra, quando si presenta l’occasione.
Quello che restituiamo poi, è a sua volta “aperto”, nel senso che si offre secondo la Creativa della Sorgente che ti alberga dentro. Questo significa che il Dono che porgi all’altro, diventa espressione della tua fantasia, di ciò che possiedi o che puoi donare in quel preciso istante.
Ecco allora che il Dono può essere un gesto inatteso rivolto a un altro Essere umano, oppure si può trattare di una parola, di un gesto speciale, di una canzone, di una poesia o anche di una lettera o un biglietto, un’offerta. In alcuni casi può trattarsi di un regalo che rende manifesto a una terza persona, quella pienezza che si porta dentro il Cuore dopo aver ricevuto in prima persona qualcosa.
E’ nel momento in cui si giunge a riconoscere consapevolmente che si è ricevuto qualcosa di speciale e di prezioso, che mentre lo si riconosce, il Cuore grato lo esterna in qualche modo a terzi, i quali potrebbero appartenere anche ad altri Regni.
Vediamo cosa affermano in merito alla Gratitudine due Grandi Maestri.
La Gratitudine secondo Osho
“Sii grato a tutti, perché tutti stanno creando lo spazio per te perché tu possa essere trasformato – anche quelli che pensi ti stiano ostacolando, anche quelli che consideri tuoi nemici.
Gli amici, i nemici, le brave persone e le cattive, le circostanze favorevoli e quelle sfavorevoli – tutto crea il contesto in cui puoi essere trasformato e puoi diventare un buddha.
Sii grato a tutti. Quelli che ti hanno aiutato, quelli che ti hanno ostacolato, quelli che sono rimasti indifferenti. Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui nascono i buddha, e in cui puoi anche tu diventare un buddha.” Tratto da Osho.com
La Gratitudine secondo Yoganandha
“Non dimenticate, quando incontrate la Bellezza, la bellezza di ogni tipo – lo splendido colore del tramonto, la musica degli uccelli, l’acqua scintillante, il fruscio degli alberi, la brezza leggera sul viso, il sole caldo, la gioia dell’amore e dell’amicizia – di esprimere la vostra gratitudine al Padre interiore per avervi circondato di tanta meraviglia e bellezza e per avervi aperto gli occhi affinché possiate vederla e goderne.”-Paramhansa Yogananda in East-West Magazine 1933
La Felicità
Gratitudine e Felicità sono congiunte e si vivificano e si nutrono in modo scambievole.
La Parola Felice è nata nel mondo agricolo romano, dove venne fatta nascere l’espressione Felix, per indicare un Campo, un Albero, un Orto o un Terreno che davano “molti frutti”.
Quando quegli spazi adibiti alla semina e al raccolto, producevano molto, manifestavano appieno la propria Natura e si Realizzavano, espletavano il proprio “Compito” e dunque erano terreni Felix.
Un terreno cosa deve fare? Attraverso ciò che riceve, Rispondere facendo in modo che la sua Essenza si manifesti al meglio, in maniera “piena”. Allora i latini lo definivano felix, cioè Realizzato, dunque Felice, proprio come il Contadino che partecipava alla realizzazione della sua terra. Fu così che poi la parola venne estesa all’Essere Umano e a molti altri aspetti della sua Vita.
Qui però accadde il fattaccio, perché mentre la terra era lieta e nella sua pienezza, ogni volta che offriva, per l’Uomo non fu così, perché vide la Felicità come qualcosa di indipendente da lui, di esterna, qualcosa da inseguire e da raggiungere e sovente difficile da ottenere, ma soprattutto da mantenere.
Felicità e Morte
Se qualcuno tra voi ha perso una persona di famiglia a cui teneva in maniera particolare, avrà di certo notato che nell’anno successivo a quel cambio dimensionale, che chiamiamo morte, qualunque Spazio e Luogo verde, prossimo alla propria abitazione, che si trattasse di vasi, di piantine sopra un terrazzo, di Alberi nel Giardino, oppure dell’orto o di un frutteto, si sono presentate “molto rigogliose”.
E’ l’esternazione Sottile della Gioia sia di chi se n’è andato e del Cosmo Tutto ed è un chiaro “ritorno” all’antico senso della Parola Felix.
Verde e Cibo, Colori e Rigogliosità in Abbondanza per Festeggiare la pienezza di un Ritorno.
Sovente è anche l’Anima che lascia questa scuola, se è nella Serenità, che chiede alle Maestranze di offrire un Dono a parenti ed amici, che Segnali il BenEssere raggiunto e rappresenti anche un’Offerta Sacra a Madre Terra, un Dono d’Amore.
E’ un Regalo a Tutti coloro che ora è possibile amare ed apprezzare oltre ogni restrizione mentale e i fraintendimenti umani e jumanjici.
Spero che qualcuno abbia notato. Negli Spazi verdi di Casa c’è un Rigoglio NUOVO di Rose, di cavoli, di Erba, di mele, di qualcosa che anche chi ci ha lasciato Amava.E’ Tempo di “NOTARE” questi segnali e di farne Tesoro, perché sono Messaggi Importanti e Richiami nutrienti alla Felicità.
L’origine della Felicità
La radice della felicità è, come ci viene mostrato dalla natura, nel farsi DONO, nel Donare, proprio come Gaia.
La Natura è Felice quando si Esprime in maniera libera, spontanea e fertile, abbondante.
Un Bosco è fertile quando è ricolmo di Funghi, di castagne, di Ciclamini, di more, di fragoline selvatiche, di Fiori odorosi per i pascoli delle mucche da latte.
C’è anche nell’Uomo un’Essenza che lo rende Felix, nel momento in cui la riconosce e la Esprime.
Questa Essenza va espressa come la natura ci mostra, con Naturalezza, come Dono al Mondo, al prossimo, agli altri Fratelli.
Questo TI REALIZZA, ti fa essere appieno come IO SONO, e ti rende come la campagna, come un Albero, come la Terra Felix, cioè un Essere Felice.
Allora provi un senso di Pienezza totale e strepitosa, perché la Vita non è altro che un Giardino Meraviglioso.
Nel Linguaggio Jumanjico si usa la parola “COLTO” per indicare solo persone “istruite”, acculturate secondo le sue indicazioni educative.
Colto è un’altra Parola dei contadini romani, che stava ad indicare ciò che veniva “allevato” in maniera copiosa e fruttuosa.
Dove c’era abbondanza c’era benEssere e l’assenza totale di pensieri e di problemi, perché c’era Cibo per tutti.
Al contrario la Parola Colto è stata ancora una volta inaridita e resa solo espressione di una testa umana, imbottita di nozioni.
Oggi allora è possibile notare professionisti sovente infelici, ma pieni di clienti, di nozioni, di pacchetti di conoscenza e di informazioni, che l’umanità addita impropriamente come “colti”.
Colto nell’antichità era un campo capace di Essere Felix e infatti sovente trovi persone senza cultura, ma parecchio Colte.
COLTO è colui che sa ascoltare e capire la Voce della Natura, quella voce che bisbiglia anche nel profondo.
Colto è colui si dà il tempo utile per ascoltarsi in profondità e riconosce il Valore dell’Esistenza, che Onora e verso la quale prova Gratitudine.
Si tratta di Essere dotato di un’intelligenza Spirituale ed Esistenziale.
Vi è mai capitato di fermarvi rapiti ad ascoltare anziani o piccoli narrare con semplicità della Forza esistenziale che essi colgono osservando la Vita?
Sanno rapirti, perché profondi e Ricchi, Felici nel senso Pieno e arcaico della Parola.
L’Uomo cerca come arrivare ad altri Pianeti che crede disabitati.
Non serve volare altrove, quando non si conosce il Potere e la Profondità della Vita che ci circonda e non la rispetta, né si è ancora in grado di dialogare.
Questa è intelligenza intellettuale, cioè programmata, ed è altro rispetto all’Intelligenza Superiore di cui l’Uomo fu dotato nascendo un tempo.
Vivere significa allora muoversi sospinti da Valori e propositi coerenti, onesti, etici, se ancora possiamo servirci di questa Parola anch’essa parecchio deformata e abusata.
Una domanda amletica
Cosa mi rende Felice?
Prova a fartela e prima di procedere cerca di darti una Risposta.
L’Uomo è Felice quando agisce come la Terra e rende manifesto nell’Abbondanza ciò che lo contraddistingue, che lo caratterizza.
E’ quando fa esperienza di Sé e si sente in Pace, mentre compie qualunque cosa che lo esprime come Essere, che l’Uomo si appartiene come un Essere Felice, cioè fertile.
Allora è consapevole che non è l’innamorata/o oppure il buon posto di lavoro, o la casa o la vacanza che il mondo definisce stratosferica, a dare un senso di pienezza e di completezza alla sua esistenza.
C’è una luminosità dentro ciascuno di noi e tu ti senti Felice quando fai qualcosa usandola con naturalezza. Allora quella Luce intride ogni cosa che pensi, dici e fai e li carica, li arricchisce, li rende unici e tu provi un senso di Beatitudine, di Integrità, di Felicità.
La Felicità non è inseguire dei sogni creati dalla pubblicità.
Inseguire quei sogni è cercare la Pienezza fuori e rincorrendola come fosse la Carota di certi cartoni animati.
Si tratta di una dinamica in cui manca la possibilità di Riconoscere l’esterno secondo la propria pienezza Interiore e dunque anche la possibilità di essere Grato.
Possedere la propria Felicità ed Esserne Grati.
L’Uomo è stato educato dal sistema a vivere nell’attesa spasmodica di qualcosa o di qualcuno che lo completi e lo renda un “campo Felix”.
Si attende la maggiore età, ci si auspica un colpo di fortuna per realizzare dei sogni, si aspetta il grande amore, si rincorre il successo.
La Felicità è indipendente dall’esterno, perché è uno STATO di Coscienza, che ti permette di manifestarti appieno, con naturalezza.
Scatta quando vivi in “simbiosi” con la Vita e dunque ne sai cogliere ed apprezzare ogni respiro, ogni palpito, ogni istante.
E’ anche per questo che l’Uomo ha scelto di partecipare a questa esperienza scolastica, per “imparare come riuscire ad esprimere” la sua Felicità, cioè la sua Essenza, la sua Natura.
Qui ti devi perfezionare e devi apprendere dalle esperienze che scegli di vivere.
Quando impari, progredisci e la tua Felicità acquista una nuova radiosità e tu avanzi e progredisci nel tuo Essere Servizio al Mondo, perché a Luce che sei e che rappresenti, viene nutrita e irradiata tutta attorno, con una forza sempre nuova.
Quelli che le persone allora considerano come problemi per te sono solo “possibilità” per scoprire come mantenerti nella Pace Armonica e/o nel rientrarci, mentre elabori la soluzione al nuovo enigma. La risposta per chi è un Campo felice giunge con molta delicatezza e fluidità, perché qualunque cosa viene fatta drenare, proprio come fa il campo quando la pioggia è battente.
Per trasmutarsi in un campo Felice serve ritornare a dare “Valore” alle proprie Ricchezze Interiori, per gioirne, Benedirle, concedere loro di esprimersi e di manifestarsi. Sono Semi e devono germogliare e portare Frutto per poi Essere condivise, riconosciute anche nel prossimo, Donate e Partecipate.
Le cose Migliori sono dentro l’Uomo e ciascuno è il Campo che Dio Padre Madre ha approntato, che attende solo di manifestare i suoi Frutti Rigogliosi, affinché siano poi Condivisi.
E tu Sia come la Terra un Essere Divino, dunque Felix e Grato.
La staffetta del Dono
La Gratitudine ha bisogno che tu, oltre ad offrire apprenda anche l’Arte di saper accogliere un Dono, gioendo in modo empatico con chi te lo fatto, senza entrare nel bisogno spasmodico di “ricambiare”. Ogni Dono è simile alla Fiaccola che il tedoforo trasmette all’altro tedoforo e come in questo passaggio serve accogliere, per poi offrire a chi verrà.
Per entrare appieno nel Potere del Dono serve allora fare anche questo passaggio, uscendo dalla sensazione occulta di sentirsi in debito e di provare mortificazione, soprattutto quando qualcuno, sfruttando un incontro, ti porge un Dono in maniera inaspettata.
Spesso, proprio mentre lo si riceve, scatta il pensiero di dover in qualche modo Restituire e mentre ci si sente come fuori luogo per non aver avuto la medesima intuizione, già si cerca con affanno un altro possibile appuntamento, in cui poter “rendere il favore”.
E’ qui che serve educarsi a cogliere il Valore del Saper ricevere e del provare Gioia in maniera naturale con chi ha donato, Gratitudine per quanto ricevuto, entrando in empatia con la sua azione spontanea. E’ un gesto che nasce da un “tedoforo” inviato dall’Universo e serve accogliere con Gioia senza paure ed elucubrazioni mentali di sorta.
E’ tempo d’Imparare a Sentirsi DEGNI di Attenzioni e di Cure da parte del prossimo, per poi saperli offrire al prossimo.
Pensa all’ebbrezza che ti ha colto quando magari anche tu hai pensato di fare una sorpresa a qualcuno. Ti sei sentito Colmo di Gioia e hai messo tanta attenzione ai vari particolari, per offrirgli la cosa che avevi scelto o preparato apposta per lui/lei.
Se ci pensi di sicuro ti sentivi elettrizzato anche solo nell’immaginare lo stupore con cui lo avrebbe ricevuto e scartato e poi la grande gioia nel vedere che avevi scelto proprio quell’oggetto.
Quando allora qualcosa d’inaspettato ti viene recapitato, ripensa alla tua ebrezza e abbandona ogni elucubrazione mentale, concedendoti di vivere appieno quel gesto, senza spezzare l’incantesimo originatosi tra voi, ma al contrario partecipandolo. Stai certo che al bisogno, l’Universo busserà alla tua porta e ti guiderà a “restituire” quella Sorpresa Meravigliosa offrendola a tua volta a qualcuno, che in quel momento avrà bisogno di un Pensiero.
I Doni che ci vengono fatti recapitare dal Mondo Superiore, non servono per sopperire alle nostre incapacità o per colmare le nostre frustrazioni, ma sono “premi”, SONO riconoscimenti in merito a step Spirituali, di una certa levatura, che abbiamo esperito.
Mai farsi prendere dal bisogno di restituire la fiaccola al mittente.
E’ un gesto che denota “povertà interiore” a livello Universale, esprime l’incapacità umana di saper accogliere l’Amore che l’Universo, attraverso l’IO SONO di quella persona, ti recapita.
Hai appena ricevuto un Tesoro e lo rispedisci al mittente?
Sta invece Sereno e godi quel premio.
Prima o poi ti nascerà dentro il desiderio di acquistare o di preparare a tua volta un omaggio Speciale per una persona, così senza un apparente motivo, mentre il motivo c’è e l’Universo lo conosce molto bene.
Allora tu sarai le mani di Dio Padre Madre e offrirai un’Energia Regalo Straordinaria e piena di Magica Luce a qualcuno che in quel momento ha bisogno proprio di ricevere la stessa Energia di RICONOSCENZA CELESTE.
E’ una sorta di “Staffetta” e contrariamente a quanto ci è stato insegnato non deve per forza diventare un Reso, ma la contrario è un’Azione aperta al prossimo, che fa fluire l’Energia del Dono, della Gratitudine e della Felicità ad altri Uomini, Donne e Piccoli, creando una Rete Radiosa.
Più ci si apre e si partecipa all’accoglienza di ciò che ci viene donato, più le Energie si sommano, si arricchiscono e si espandono e ad ogni passaggio di mano la Luce che intride un Dono è sempre più Cristica, Ricca e Potente.
Provate a riflettere su questo aspetto, per permettere alla Staffetta della Gratitudine Divina di procedere.
In Gratitudine, Ti degli Arcangeli
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sotto la Voce “Pratiche Spirituali”, in “Ritualità e Feste”
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