
Viviamo in una società veramente poliedrica, dove assistiamo ad eventi talvolta unici, in senso positivissimo ed altri in senso sorprendentemente poco positivo ed esilarante.
Non vi è mai capitato di trovarvi a contatto con persone saccenti, pesanti, poco attente, prive di qualsiasi predisposizione visibile e di bellezza interiore e/o esteriore, le quali però ottengono ciò che vogliono dalla Vita e da chiunque ruoti attorno ad esse?
Cosa possiedono di così magico e mitico per poterlo fare?
Semplicemente non misurando il proprio reale valore e non ponendosi limiti di alcun genere e natura, essi riescono, a raggiungere traguardi insperati, spinti e guidati solo dal loro ego smisurato, che non conosce la disistima.
Lo psicologo William James è stato tra i primi a studiare questo fenomeno, grazie al quale, le persone con scarse abilità, spesso, hanno una sicurezza di sé, ostentata ed incrollabile, che consente l’inimmaginabile, mentre chi è stimato da tutti ed è ritenuto una persona affidabile, spesso rimane nelle retrovie, perché polemico con se stesso, quindi tendenzialmente portato a diffidare delle proprie qualità.
Sapete da cosa dipende tutto questo?
Dall’autostima!
Ancora, direte voi?
E basta con questa Autostima, ne parlano tutti!
Se non l’abbiamo, cosa possiamo farci?
Beh, se volete voltiamo pagina, ma il risultato non cambia e visto che lasciare il mondo in mano a quattro “palloni gonfiati”, rende tutto più faticoso, rallentato e improduttivo per il Bene, forse vale la pena che prendiamo il coraggio a piene mani, concedendocelo, e, fatte un po’ di iniezioni di “Io valgo”, riusciamo a ripulire l’entourage di questi protagonisti spargi buio, che di confusione ne fanno assai, soprattutto quando rivestono certi ruoli.
Se pensiamo di avere una grande stima di noi stessi, pensiamo a quanti e quali obiettivi abbiamo perseguito ultimamente …
Molti?
Tutti?
Tantissimi?
Pochi?
Nessuno?
Se è così, perché ci ritroviamo così tante volte a non riuscire a realizzare i nostri sanissimi sogni ed obiettivi?
Forse che ci sono piccoli buchetti nella nostra autostima?
Sappiate che oggi vi perseguiterò con questa storia e che se mi seguirete, lo farete a vostro rischio e pericolo…
Rischio?
Sì, rischio di ritrovarvi con più autostima di prima!!!
E’ anche vero che, prima di diagnosticarci una grave forma di depressione o bassa autostima, è meglio se ci assicuriamo di non essere semplicemente circondati e manipolati da vampirelli succhia succhia, che ci bloccano su tutti i fronti e che vanno sterminati, eliminati.
Perché quella è un’altra storia!
Il concetto di Autostima, ha mille sfaccettature e non tutte univoche.
L’atostima è, in generale, la valutazione che una persona fornisce in risposta alla fatidica domanda:
“Cosa ne penso di me?”.
Quindi ha a che vedere con il “Sé percepito”.
La stima di sé ha origine dal confronto tra l’immagine che ciascuno ha di se stesso e l’immagine di ciò che vorrebbe realmente “ essere”.
La bassa Autostima è quindi un po’, come guardarsi in un vecchio specchio, che riflette l’immagine in maniera deformata.
Più ci “percepiamo diversi”, da quello che realmente siamo, minore è la nostra Autostima.
Ma perché l’Autostima è importante, anzi, così importante?
Beh, semplice!
Se abbiamo poca autostima viviamo discosti dal flusso vitale.
In parole povere, chi non si stima abbastanza, non fa, non agisce!!!
Bloccatooooo!
Chi non si stima, pensa di sé, che non riuscirà a realizzare niente, che non riuscirà a scegliere la cosa giusta da fare, perché non sa, non è, non ce la fa …
Senza autostima, viviamo nella costante paura di sbagliare, in una condizione perenne di senso di inferiorità e di rinuncia.
La persona depressa e senza autostima, non riesce ad affrontare con serenità e obiettività i propri problemi, mai!!
La conseguenza di tutto ciò è che non riesce a vivere in maniera soddisfacente e piena la propria vita, se non in rare occasioni o mai.
Capito quindi che cos’è l’ Autostima?
Allora, cosa vogliamo fare?
Procedere con la nostra bassa stima, con le gomme sgonfie o possiamo fare qualcosa di pratico per rafforzarla e far riprendere al meglio la velocità alla nostra vettura?
C’è sempre una possibilità per risolvere le cose e scherzi a parte, bisogna lavorarci.
Per aumentare l’Autostima bisogna chiarirsi un po’ le idee su cosa l’ha determinata nel corso della nostra Vita e su cosa e come lavorare.
La nostra Autostima attinge da due fonti: esterne e interne.
Le esterne ci consentono di integrarci con l’esterno, la cosa a cui puntiamo di più, per non sentirci pesci fuori dall’acqua, dei disadattati sociali, ed è lei, la fonte esterna, che determina l’Autostima.
A cosa è legata?
Prima di tutto all’interazione con i genitori, con la scuola, con i maestri, con i coetanei, con il gruppo sportivo o i sacerdoti, per chi frequenta tali ambienti e persone.
Lei rappresenta come si è sviluppata la nostra individualità in rapporto a come abbiamo interagito e ricevuto dagli altri e quindi dipende dai tantissimi segnali che abbiamo ricevuto nel bene e nel male.
Se siamo stati cresciuti, supportati ed allevati ricevendo fiducia sarà così, al contrario, se siamo stati sminuiti, derisi, sottovalutati sarà cosà.
La stessa cosa, se avremo ricevuto il giusto quantitativo di affetto oppure subito abbandoni e violenze, oppure se siamo stati presi nella giusta considerazione, se abbiamo avuto visibilità o siamo stati dei fantasmi o quasi per gli altri, partendo dalla nostra stessa famiglia d’origine.
Partendo da queste premesse, per poter cambiare ed invertire la rotta, capiamo tutti che ora, per modificare il tutto, possiamo e dobbiamo solo soffermarci e lavorare sulle fonti interne, per ottenere ciò che desideriamo: la tanto agognata Autostima.
Come?
Se vogliamo aumentare l’Autostima, dobbiamo lavorare su questi sei punti ed “allenarci” a rafforzare questi aspetti:
- Vivere in maniera finalmente consapevole
- Accettarci!
- Essere responsabili
- Affermarci!
- Darci un obiettivo
- Integrità personale
Vediamoli meglio, da vicino.
- Vivere consapevolmente.
Significa per ciascuno di noi, essere “calato nel momento” e riuscire ad assumersi la “responsabilità” della propria esistenza e felicità.
Vivere nel qui ed ora!!!
Questo vuol dire mettersi in gioco, sempre, e riuscire ad affrontare le sfide della vita e non evitare anche gli aspetti più dolorosi e minacciosi della vita, mai.
Significa riuscire a capire dove si è rispetto ai propri progetti e verificare se le proprie azioni sono in linea con i propri obiettivi, così come essere disponibili ad ammettere i propri errori, le fatiche, le cadute, per correggerli e sistemare il tiro, per fare centro.
- Accettarci sì, ma come?
Accettarsi vuol dire stare dalla propria parte.
Non essere dei distruttori di sé, non stare in continuo antagonismo con se stessi, vale a dire non generare una guerra civile interiore.
In pratica significa riuscire ad accettarsi per quello che si è ed utilizzare questa consapevolezza come un trampolino, per lanciarsi verso ulteriori cambiamenti, non per affogarsi da soli.
- Essere responsabili, cioè essere disposti ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e del conseguimento dei propri obiettivi.
Assumersi in pratica la responsabilità di essere artefici della propria vita e del proprio benessere.
E’ un punto vitale, veramente e pienamente fondamentale, perché ci rende responsabili dei nostri desideri, delle nostre scelte, delle nostre azioni.
Tutto parte da qui, incluso le scelte generali ed in particolare il nostro studio o lavoro, così come il nostro rapporto con i familiari, oppure gli amici e poi i figli e/o i colleghi.
Ci rende responsabili della nostra realizzazione, del nostro stare bene e quindi della nostra piena felicità. - Affermarci!
Questo significa semplicemente la volontà di volere e potere nella Vita occupare il proprio spazio.
Il proprio spazio?
Sì, perché a volte ci comportiamo come fantasmi e, a differenza dei pieni di sé, tendiamo a sparire, a voler togliere il disturbo, a non creare problemi a niente e nessuno.
Dobbiamo essere apertamente e apertamente noi, quello che si è, pur trattando gli altri con rispetto ed occupare tutto il nostro spazio, come tutti.
Questo significa rendere onore ai propri desideri, bisogni e valori.
L’affermazione di se stessi dichiara con forza che la propria vita non appartiene agli altri e non deve rispondere alle aspettative altrui, cosa che invece accade piuttosto frequentemente, soprattutto in una società piena di pregiudizi e preconcetti, qual è la nostra occidentale. - Darci un obiettivo
Darsi un obiettivo significa vivere in maniera proficua e quindi molto creativa e produttiva: non basta sceglierli, o crearli, vanno raggiunti.
La produttività è la capacità di tradurre i nostri pensieri in azioni e in realtà.
Significa prendersi la responsabilità di formulare consapevolmente i propri obiettivi ed identificare tutte le azioni necessarie per il loro raggiungimento.
A questo concetto è naturalmente strettamente legata l’autodisciplina, ovvero la capacità di organizzare il nostro comportamento sia nel tempo, che nello spazio, per portare a termine i nostri compiti specifici. - Integrità personale
E’ un aspetto molto delicato e complicato, perché rappresenta l’integrazione tra gli ideali, le convinzioni, le credenze e il comportamento.
E’ il momento in cui bisogna riconoscere i nostri valori, abbracciarli, accoglierli come vitali e fondamentali e quindi muoverci in piena e perfetta sintonia e coerenza con loro.
Se il nostro comportamento è in conflitto con le nostre convinzioni, perdiamo sì la faccia, ma non davanti agli altri, ma davanti a noi stessi e questa la vera e unica cosa drammatica che ci possa capitare, perché una parte di noi si aspetta da noi la correttezza piena e dobbiamo assecondarla per essere pienamente e unicamente noi.
Integrità vuol dire coerenza piena e perfetta.
Come possiamo, quindi, allenare e rafforzare la nostra Autostima?
Ora, su ognuno di questi aspetti, chiediamoci a che punto siamo nel realizzarlo.
Se pensiamo di essere lontani dal raggiungimento di alcuni passaggi o di tutti, continuiamo a chiederci come cambierebbe la nostra vita, se solo riuscissimo a mettere in pratica qualcosa di più, anche un 10%
Mumble, mumble, mumble…
Pensiamoci…
Se apportassimo queste semplici, ma sicuramente impegnative modalità, riusciremmo a vivere in maniera consapevole, calati nel “qui ed ora”, in pienezza e benevolenza verso noi stessi?
Saremmo finalmente artefici dei nostri obiettivi e del nostro futuro?
Miglioreremmo il nostro rapporto con gli altri ed allo stesso tempo finalmente avremmo spazio per autoaffermarci e stare bene ovunque?
Credo proprio di sì!!!
Diventeremmo finalmente persone uniche, migliori e responsabili di quanto facciamo per creare il nostro futuro, cioè attori e protagonisti.
Raggiungeremmo la coerenza, quindi un equilibrio inebriante e che infonde benessere, buon senso e quindi capaci di far emergere la nostra vera e piena Felicità interiore.
Finché guardiamo agli altri per provare chi siamo e cerchiamo solo la loro approvazione, stiamo morendo a noi stessi ed impostando la nostra vita in modo disastroso.
Dobbiamo essere completi e in pace da soli, perché nessuno può offrirci questo e avere piena consapevolezza di noi e la convinzione che, ciò che dicono o pensano gli altri, è perfettamente irrilevante; quello che conta è ciò che noi siamo e valiamo e ci concediamo per stare al meglio.
Allora, decisi a cambiare finalmente qualcosa?
Con amorevolezza la vostra ti*** degli Angeli
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