9 passi per riappacificarsi con se stessi

“Il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro;
sono molti quelli che che preferiscono incontrare il loro acerrimo nemico
in campo aperto,

piuttosto che il proprio cuore nell’armadio.”

Il confronto è il ladro della gioia” diceva Theodore Roosevelt e da buon illuminato, aveva ragione

Trascorriamo spesso, gran parte della nostra vita cercando di realizzarci e per farlo adottiamo il principio costante del confronto con gli altri.
Siamo in genere incapaci di cogliere la “nostra unicità”.
Questo processo destabilizzante, inizia solitamente all’interno della famiglia, per poi uscire fuori negli altri ambiti in cui siamo soliti vivere e muoverci.
Questo processo si accentua solitamente da adolescenti con la scuola, lo sport e l’aspetto fisico, che cambiando ci crea scompensi.
Invecchiando, se abbiamo fatto del confronto un’abitudine, perdiamo di vista, letteralmente tutte le possibilità che potremmo avere.
A proposito di cosa facciamo scattare il confronto?
Di tutto!!!
La professione, lo status sociale raggiunto, la casa, il reddito, l’auto ….
Sono infiniti gli aspetti che possono diventare oggetto di confronto con gli altri e altrettanto infinite le persone con cui far scattare questo paragone.
E’ un processo spesso irreversibile, che non ci consente l’autorealizzazione.
E’ una tendenza umana, simile a tanti altri meccanismi, ma più destabilizzante di altre, soprattutto perché ci induce ad allargare sempre di più la cerchia di persone con cui confrontarci.
Quando ci muoviamo in questo modo ci sminuiamo e creiamo una situazione di “disagio” interiore, una sorta di ingiustizia, almeno una parte di noi la vive in questo modo, anche perché confrontiamo una parte che riteniamo la peggiore, con ciò che riteniamo il meglio dell’altro.
Praticamente è come se paragonassimo uno stagno alle acque che circondano Goa.
I confronti ci sminuiscono e tolgono tempo prezioso, che potremmo impiegare in modo di gran lunga migliore.
Una passeggiata?
Due risate?
Un po’ di cultura?

La verità è che siamo persone troppo uniche per poterci confrontare in maniera equa e costruttiva.

Viviamo per uniformarci a degli standard ideali che noi stessi abbiamo favoleggiato.
Ognuno di noi possiede talenti e sa attivare dinamiche che non appartengono a nessun altro, eppure non ne siamo assolutamente consapevoli e viviamo alla ricerca dell’Eldorado altrui.
Se i doni appartengono soltanto a te come puoi pensare di paragonarli a quelli di altri?
Facciamo scattare, ogni volta che scivoliamo in queste dinamiche, situazioni dalle quali non abbiamo nulla da guadagnare, ma molto da perdere, soprattutto in fiducia in noi stessi, autostima, consapevolezza e quel briciolo di giusto orgoglio di sé.
Siamo in genere insoddisfatti ed aggressivi, proprio per questo: ci confrontiamo in maniera esagerata, continua, svilente, infinita.
Non c’è fine al possibile numero di confronti.
L’abitudine stessa di farlo, non cesserà mai, una volta attivata, neppure quando risulteremo vincitori, se non ci attiveremo per ottenere il riscatto di noi stessi da queste forme di auto plagio.
Ci sarà sempre per noi, qualcuno o qualcosa rispetto al quale paragonarci.
Il confronto è un qualcosa di ingestibile, che ci fa puntare, oltre tutto, l’attenzione sulla persona sbagliata.
Noi dovremmo invece scegliere e attivare, come unica possibilità, quella di esprimerci al meglio e di saper controllare la nostra vita.
In realtà rarissimamente e per pochi è così …, perché quando ci si confronta costantemente con gli altri, sprechiamo energia preziosa concentrandosi sulla loro vita, per conoscerla al meglio, piuttosto che sulla nostra.
I confronti spesso sfociano nel risentimento.
Non ci accettiamo, perché ci sentiamo privi delle cose che gli altri possiedono, a nostro dire, quindi siamo rancorosi dentro e sfoghiamo questa rabbia su chi ci ama.
E’ puro risentimento verso noi stessi e verso gli altri.
I confronti ci privano della gioia.
Non aggiungono nessun valore, contenuto o significato alla nostra vita, CHE PERDIAMO DI VISTA.
Pensiamo poi cosa accade alla nostra esistenza quotidiano.
E’ come se volessimo essere le fotocopie di altri.
Perdiamo equilibrio e la “bellezza e creatività che ci appartiene”.
Ci allontanano soltanto da noi stessi e dal nostro successo personale.
Quanti corsi per essere bravi a …
Non dico che non siano utili, ma il problema che ci allontanano dai doni individuali, quelli veri che abbiamo dentro, per puntare su dinamiche, strategie, modalità, modi di fare ed essere che ci standardizzano e deprivano di noi.
Per essere un buon insegnante devi essere fatto così.
Un bravo papà è cosà …
Un manager parla, si muove, si veste così …
Un networker cosà …
Ma ci siamo mai accorti che i veri talenti, le persone “geniali” escono da qualsiasi standard nazionale ed  internazionale’???
Come possiamo pensare di addestrarci ad essere tutti uguali e a muoverci tutti allo stesso modo per raggiungere il meglio ed il successo???
Sarebbe come voler avere l’eccellenza dall’uniformità.
L’eccellenza si distingue, vive di vita propria, sa sfruttare ogni aspetto di sé, andando contro corrente …
Quando ero una bambina piccola, io dicevo di me stessa che ero “nata capovolta”.
Accettarmi ha fatto di me uno strumento straordinario … così come per tutte le altre persone che si “realizzano veramente”.
Un conto è l’accogliere il consiglio che potenzia il tuo essere, i tuoi doni… un altro cercare di essere ciò che ti dicono tu debba essere per realizzarti.
Gli effetti negativi del confronto sono ampi e di vasta portata.
Come riuscire, allora a crescere, a liberarci da questa abitudine così controproducente di volere sfondare, seguendo informazioni e pensieri univoci o confrontandoci ai prototipi preconfezionati?

1. Prendiamo consapevolezza degli effetti dannosi di qualsiasi confronto.

Cerchiamo di realizzare quante volte ci confrontiamo in una giornata e con chi.
Appuntiamocelo bene su un foglio.
Diamo uno sguardo attento alla lista.
Quali effetti negativi mi può procurare nella vita il voler assomigliare al pensare di poter essere come mi viene detto da …
Rendiamo prioritario l’obiettivo di rimuovere ogni forma di paragone dalla nostra esistenza.

2. Riconosciamo il giusto valore ai talenti e alle capacità che possediamo.

Saremo magari meno belli, meno sciolti nel parlare, più timidi, ma anche noi abbiamo qualche virtù o siamo rape?(A parte che anche le rape hanno le loro belle qualità!)
Se siamo insegnanti, madri, studenti, operatori di servizio, postini, scrittori, artisti
Insomma, qualsiasi cosa siamo, già possediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per amare, realizzarci, contribuire e condurre un’esistenza piena di significato.
Abbiamo tutto il necessario per realizzare del bene nella nostra piccola parte di mondo.
Accorgiamocene!
Questo significa che per condurre un’esistenza piena di significato dobbiamo solamente concentrarci sulle risorse e sulle tue capacità personali, senza bisogno di confrontarci con nessun altro.

3. Pretendiamo da noi stessi ciò che non può essere misurato con gli altri, perché quello è il dono unico che ci appartiene.

Alcuni dei più grandi tesori di questo mondo sono nascosti alla vista: l’amore, l’umiltà, l’empatia, l’altruismo, la generosità.
Questi sono doni così preziosi che sfuggono a qualsiasi misurazione, paragono o confronto e possono e devono diventare le leve della nostra realizzazione a qualsiasi livello, a qualunque grado.

Coltiva questi valori con tutte le tue forze e fanne l’espressione unica del tuo successo!!!

4. Diminuiamo la competitività!

Ci possono essere circostanze in cui la concorrenza è appropriata e finanche opportuna, ma la vita non rientra affatto in questo genere di categoria.
Apprezziamoci di più!
Prima smetteremo di competere con gli altri per “vincere”, o meglio con noi stessi, prima potremo cominciare a lavorare in noi e poi insieme per rendere migliore il mondo in cui viviamo.
Il primo e più importante passo per superare l’abitudine di competere è quello di apprezzare ciò che abbiamo e complimentarci con gli altri per il loro contributo.

5. Gratitudine e riconoscenza, siano le nostre uniche “armi”.

La gratitudine ci rende speciali, ci costringe sempre a riconoscere tutto ciò che nasce dall’Amore vero, ci arricchisce, ci fa cogliere il bello e il buono dentro e intorno a noi.

6. Accettiamoci!

Nessuno è perfetto o forse sarebbe meglio dire che questa affermazione fa parte del “vecchio schema”, quello scaturito appunto dal confronto.
Se siamo fatti così, vuol dire che la nostra natura è quella.
Se smetto di osteggiarmi e mi apprezzo quello che ho dentro di buono e bello ha finalmente tempo, spazio e forza di uscire e sbocciare come un meraviglioso fiore .
I pregi e i difetti appartengono ad una classificazione umana e terrena.
E’ molto bella e meglio la dizione “diversamente abile”
Non c’è trionfo senza ostacoli da superare, nessuna resistenza immune da dolore e difficoltà.
Chiunque incroci il nostro cammino può essere amico o nemico; questo siamo noi a determinarlo, oppure lui.
Piuttosto che vedere l’altro come un concorrente, fanne oggetto della tua gentilezza e se non ricambia mollalo, lascia che faccia il suo percorso senza nessun rimpianto
L’arsura è solo figlia del deserto

7.Camminiamo, passeggiamo sempre!… in tutto 

La vita è cammino, lo sport è cammino.
La prossima volta che ci ritroveremo a confrontarci con gli altri, cambiamo ambiente; alziamoci facciamo una bellissima mittica magica passeggiata … per non cadere nelle reti del confronto, che qualcuno sta tessendo.
Camminare all’aria aperta fa bene, perché dovrebbe aiutarci a cambiare il modo di pensare, portando in noi riflessioni più divine, dinamiche, illuminate.

8.Seguiamo l’arte che abbiamo dentro, in esclusiva.

Come abbiamo visto, paragonare la nostra vita a quella degli altri è piuttosto controproducente.
Al contrario, trovare ispirazione e imparare dagli altri è cosa del tutto saggia.
Lavorare sodo per imparare dagli altri, MA RIMANENDO SE STESSI, è ciò che fa la differenza.
Chiedere, ascoltare, osservare, lasciarsi ispirare da chi ci governa, con umiltà, apertura vera ci rende forti nella Luce e fedeli a noi stessi, cioè a ciò che Dio ci ha data perché lo facessimo fruttare.
Se non ci rendiamo conto di essere figli di Dio e lo eliminiamo dalla nostra vita, rincorrendo solo gli esempi umani cadremo in depressione, vivendo nella confusione più totale e dipendenti

9. Se abbiamo bisogno di confrontarci con qualcuno, confrontiamoci con noi stessi.

Ops … qualcuno forse lo troverà ardito, ma è la verità.
Un obiettivo nobile e significativo è solamente quello di sforzarci di essere la migliore versione di noi stessi, cercando di migliorarci un pochino ogni giorno in ciò che ci appartiene e siamo.
Ad ogni livello, mentale, fisico e spirituale.
Se non lo facciamo, creiamo tempesta intorno e dentro di noi e perdiamo di vista chi ha detto e fatto… arrivando ad accusare gli altri dei nostri fastidi interiori.
Questo va a beneficio anche degli altri.

Lavorare sodo per prenderci cura di noi, impegnandoci a crescere un pochino ogni giorno.
Imparare a celebrare i nostri progressi, piccoli o grandi che siano, senza doverci preoccupare degli altri e del loro giudizi, restando al fianco di amici e persone che ci amano e sostengono, senza esprimere mai giudizi sul nostro operato, né tentando di ostacolarci o di bloccare le nostre iniziative.

Aiutare anche gli altri nel loro percorso con serenità mai giudicante è un passo che ci appartiene nel momento in cui siamo leggeri e cresciuti dentro, capaci quindi di riconoscere e celebrare al loro fianco anche i loro sforzi e successi o le loro intuizioni.

Se di fronte all’entusiasmo di un’altra persona, che ci rende parte di un suo progetto,  vediamo subito le possibili difficoltà che l’altro potrebbe incrociare … beh, dobbiamo lavorare parecchio ancora e imparare ad osservare l’amorevolezza, l’unica capace di farci cogliere, capire e vivere la leggerezza e la semplicità.
Chi da piccolo ha piccolo ha ricevuto solo obiezioni e visioni genitoriali di possibili difficoltà, crescerà insicuro, incerto sulle proprie gambe e casinaro, cioè vedrà la vita con la stessa lente.
Vogliamo crescere così i nostri meravigliosi figli della Luce? NOOOO!
E se ci stiamo accorgendo che noi adulti siamo frutti traballanti,  di critiche continue avute nell’infanzia e oltre, assoldiamoci da queste forme di schiavitù celata, trasmessaci magari inconsapevolmente
Qualcuno, pensando di spronarci, amorevolmente, può avere leso la nostra ricerca “di noi stessi”, la nostra autostima, oltre che la libertà espressiva ed interiore e se ora ce ne stiamo accorgendo o già ce ne siamo resi conto da tempo, sappiamo cosa fare
E’ tempo di volare, la Luce ci aspetta
Non è forse questa una piccola ricetta per la nostra GRANDE felicità e realizzazione?

Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php