A Tu per Tu

Oggi voglio chiedere a un noto personaggio spirituale, di rispondere per noi ad alcune domande legate alle pandemie. La domanda iniziale, visto il periodo e le fobie generali, che sembrano andare per la maggiore, sarà quindi la solita:

D: “Come possiamo evitare l’epidemia?”

“Stai facendo la domanda sbagliata. La domanda avrebbe dovuto essere così:

Di ‘ qualcosa sulla paura di morire nel mio cuore a causa dell’epidemia?”

D: “Beh, effettivamente, la paura dilaga e tutte le procedure ministeriali e sanitarie, in essere, non fanno che incrementare questa sorta di frenesia collettiva, di paura atavica, che spinge le persone, da un lato, ad essere intransigenti, con chi non sembra adeguarsi ai provvedimenti, e dall’altro a vivere in una sorta di fobia del virus, del contagio e del futuro, che ci viene prospettato come catastrofico.”

“Convieni con me che allora la domanda esatta dovrebbe essere:
“Come salvarti da questa paura?” Perché è molto facile evitare il virus, ma è molto difficile evitare la paura presente dentro di te e nel mondo.

Le persone moriranno più a causa di questa paura che a causa dell’epidemia.

Non c’è virus in questo mondo che è più pericoloso della paura. Capisci questa paura, altrimenti diventerai un corpo morto prima che il tuo corpo muoia.”

D: “Beh, ma il virus c’è stato, quindi …

“La paura non ha niente a che vedere con il virus. L’atmosfera spaventosa che state guardando in questo momento è una follia collettiva, che diminuisce sempre, dopo un po’ di tempo.

I motivi continuano a cambiare, ma questo tipo di follia collettiva continua ad essere rivelata di tanto intanto.  Molte persone o ricevono aiuto o muoiono. Già è successo mille volte e continuerà ad accadere.”

D:“Effettivamente fa parte di un processo naturale, normale, quello di dover morire. La modalità varia, ma l’effetto è identico, quindi se osserviamo quanto è successo da questo punto di vista, morire per un arresto cardiaco o per un virus poco importa…Quello che ci divora, e che non gestiamo, è invece la paura che accompagna questa fase, una paura sostenuta e alimentata da un contesto normativo e informativo, che sembra solo, molto attento a mantenere questa sorta di “delirio collettivo”, o sbaglio?”


“E continuerà a meno che non capiate la psicologia della folla e della
paura. Normalmente sei il proprietario della tua paura, ma nel momento della follia collettiva la tua proprietà può essere toccata.

La tua consapevolezza può essere persa completamente. Non saprai nemmeno quando avrai perso il controllo sulla tua paura.”

D: “Eh sì, ho visto amici, che mai avrei pensato, non tendermi più neppure la mano per un saluto…”

“Poi la paura può farti qualsiasi cosa, in una situazione del genere puoi anche toglierti la vita o quella degli altri.

Succederà così tanto nei prossimi tempi: molte persone si suicideranno e molte persone ne uccideranno altre.”

D: “E come possiamo difenderci, cioè evitare questo “contagio silenzioso” da parte della paura?”

State attenti. Non guardare nessun video o notizie che inducono paura.

Smettila di parlare dell’epidemia – ripetere la stessa cosa ancora e ancora è come auto-ipnosi. La paura è una specie di auto-ipnosi. Questa idea causerà cambiamenti chimici nel corpo.

Ripetendo la stessa idea, ancora e ancora, questo cambiamento chimico a volte può essere così velenoso che può anche ucciderti.”

D: “Esiste un modo per alzare le difese “naturali” o meglio un magari spirituali, contro la paura?”

La meditazione diventa un’aura protettiva intorno al cercatore, che non permette di entrare all’interno all’energia negativa.”

D: “Cosa è successo quindi, visto il numero di persone che comunque medita?”

“Ora l’energia di tutto il mondo è diventata irrazionale. In questo modo si può cadere in qualsiasi momento in questo buco nero. Seduto sulla barca della meditazione puoi evitare questo.”

(…) Finché la morte non arriva non c’è alcun significato di temere ciò che è inevitabile.”

D: “Ma che cos’è la paura?”

“La paura è una specie di follia e prova il fatto che la vita è stata vissuta nel modo sbagliato.

D:” E la morte, la morte è un problema!?”

“La morte non è un problema per chi vive la propria vita ogni momento. La paura non risolverà nulla e non c’è cura per la morte.

Se non muori di pandemia, allora dovrai morire comunque un altro giorno, e quel giorno può essere da un giorno all’altro.”

D: “Consiglio per l’uso?”

“Ecco perché: tenetevi pronti.
Non abbattere la tua vita.”

Bene, l’intervista riportata sopra è un’intervista reale, da me riproposta in modo personalizzato, cioè semplicemente aggiungendo alcune mie domande alle sue parole, riportate in maniera del tutto “integrale”.
Perchè? Per rendere più chiare ed esplicite le sue risposte.
Di cosa si tratta?
Si tratta di una vera e propria intervista, fatta parecchi anni fa, a una delle grandi Anime che sostengono e guidano il nostro Blog: Osho.

Da alcune settimane, e per l’esattezza dall’insorgere della situazione considerata come Pandemia, io e le mie nuove collaboratrici, vi stiamo proponendo il suo pensiero, attraverso la voce di Gende, affinchè ci guidi per uscire al meglio da questa “follia collettiva”.
Credo che le parole, di questa “Grande Anima”, vadano ora accolte e nutrite per non lasciarci divorare dalla paura e per prendere parte con la “dovuta serenità” a questo evento, presentato anche dagli organi di informazione ufficiali come straordinario e ingovernabile, mentre in realtà fa parte della normalità e del vivere stesso.
Non è più tempo di lasciarsi andare a frasi fatte, a sospiri, ad a gesti inconsulti, che attestano una sorta di “patofobia” che si alimenta della “follia collettiva”; la follia si nutre della nostra paura e anche di tutte le nuove disposizioni, che vengono accolte in maniera passiva e messe in essere come fossimo degli automi, incapaci di qualunque forma di valutazione “spirituale”, prima ancora che mentale. Basta!
E’ tempo di Vita vera.
A te decidere cosa fare e come comportarti.
Forse è giunto il momento di dire quello che pensi e mettere in atto quello che ti fa stare veramente bene; se una cosa ti fa stare al meglio, sappi che risponde sicuramente al tuo bisogno di benessere e a quello reale dell’altra persona.
Se ti senti soffocare sotto quella striscia di tessuto, non stai facendo il tuo bene e quindi neppure quello di chi incontri. Il corpo non mente e ti sta parlando, anche se nessuno ti ha “educato” a dargli ascolto. Prova a fidarti nuovamente di lui.
Di cosa abbiamo bisogno ora più che mai? Di abbracci, di stare insieme, di respirare la vita e la polvere come facevamo e come facciamo da secoli, di semtterla di accondiscendere ai dettami, senza “ascoltarci”.
I valori ed il rispetto sono ben altri e partono da te, dal tuo profondo e non hanno nulla a che vedere con la “costrizione”, i sospiri, le fatiche collettive.
Il dolore e la prova servono per “unire”, non per “il distanziamento sociale”. Pensaci.

Abbiamo bisogno di guardarci finalmente in viso e di poter sorridere a 360*denti e vedere i nostri volti riflessi ancora nelle vetrine.
Ti degli Arcangeli

Per chi desiderasse una forma alternativa e libera di cultura e formazione, partendo dalla “Crescita Spirituale”, sono felice di proporre …

https://blog.uam.tv/arcobalenodiluce

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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