
Sto svolgendo un lavoro molto intenso sul valore delle parole che scegliamo, perchè desidero creare una maggiore consapevolezza sulla forza “attrattiva” che sprigionano.
Ogni volta che che ce ne serviamo, diamo “vita” a certi nostri pensieri interiori, che non sono altro, se non l’espressione dei nostri convincimenti.
E’ il cane che si morde la coda.
Le parole con cui mi esprimo parlano di me, dicono ciò che penso e creo.
Quelle parole creano la mia realtà, la rinforzano e vanno a potenziare ed ingigantire i miei credo, in una spirale senza fine.
Vivi senza pensare alla Divina Provvidenza, ma cercando sempre di sostituirti a chi, lassù, si dovrebbe prendere cura anche di un fiorellino del campo, di una zanzara, e sicuramente di te, essendo tu, una delle sue “creature”.
Se ti guardi intorno e magari ti ascolti, oggi ti accorgerai, a mano a mano andrai leggendo, di quanto siano ridicole certe nostre modalità sia di espressione, che di comportamento e di quali danni vadano arrecando sia alla nostra società, che ai singoli individui e viceversa.
Vivi immerso in un contesto aggressivo, che riconosci come tale in vari frangenti; si tratta di un’aggressività che spazia dalla modalità verbale, per allargarsi a quella gestuale, fino a certi epiteti dissacranti verso chi non soddisfa subito una nostra esigenza, un bisogno del momento.
Impazienti cronici, male auguranti, cattivi, facili all’ira, paurosi e poveri, ci sentiamo però “dei teneroni”, quando proviamo pietà di fronte a certi fatti e persone.
Beh, la pietà non è una gran bella emozione, perché ti mette nella condizione di “valutarti migliore”, rispetto all’altro, quindi non stai agendo secondo i sani principi del cuore, ma ancora una volta stai lavorando di pancia, vale a dire con la parte di te dove germogliano e sbocciano le signore emozioni che ho elencato poco sopra.
Per cambiare sinfonia, devi metterti nella condizione di “aprirti di cuore”, cioè di trasmutare tante cose che nascono in quella zona e che non ti permettono sicuramente di offrire al tuo fuori nulla di magico e di creativo.
Se pensi in un certo modo, parli di conseguenza e ricevi dal tuo fuori “pan per focaccia”.
Quando ti apri, passi dalla pietà alla Compassione, cioé una modalità ben diversa, grazie alla quale vedi nell’altro semplicemente un’Anima, una Persona che può aver scelto di evolversi attraverso la sofferenza e che, proprio per questo, tu non giudichi, non disprezzi, non sottovaluti, ma accolgli in questo suo modo di essere, proprio nella sua “bellezza animica”, una bellezza che va oltre.
Non giudicare ti mette nella condizione di non essere a tua volta “giudicato” e ti arricchisce in tutti i sensi.
Quando riesci a superare quella modalità così espansa, che quasi tutti abbiamo dentro e adottiamo verso il prossimo ed il Mondo, di valutare, giudicare, cricare, spettegolare, vedere il male e un secondo o terzo fine in tutto, di considerare il genere umano alla frutta oppure di dipingerci come poveri e coglioni, allora sei in Paradiso.
Non sto scherzando.
Sei nella condizione “ottimale” per staccarti dal “gregge” e attrarre ciò, che tutti vanno dicendo che non abbiamo più, che ci manca.
Sei nel flusso di chi non prova paura e vive ogni istante, come se la povertà e la crisi non ci fossero e così è.
Stai vivendo secondo la “Legge dell’Attrazione” e quindi sicuramente stai ottenendo solo “benessere incondizionato”.
E’ stato detto:
“Non affannatevi per il domani, perché l’oggi ha già le sue fatiche”, quindi vedi di piantarla di seguire pedestremente questo modo di parlare, perché ti e ci porta ad attrarre solo il peggio.
Vuoi stare peggio?
Segui l’onda.
Vuoi vivere in pace e con tantissima serenità?
Conceditela e togliti dalle labbra e dai pensieri tutti quei luoghi comuni, quelle frasi fatte, quei modi di dire, dietro i quali si celano dei “credo e dei pensieri estremaente limitati e limitanti”, che contribuiscono a generare una società affaticata, depressa e impoverita di tutto.
Se vivo con la “certezza dentro” che nulla mi mancherà, la vita è così che mi tratterà: quando mi servirà una cosa l’avrò.
Il giorno in cui rieci ad alzare la tua asticella e ti impegni per saltare oltre, tutte le condizioni che ti frenavano, si sciolgono, come neve al sole e tu stai bene e ti dimentichi di moltissime cose che un tempo ti affannavano e ti facevano vivere male, perché creavano e rappresentavano un problema.
Guardati intorno.
Partiamo di negozi, dai centri commerciali, dai punti vendita.
Ti offrono merci, puntando sulla parola “meno”, tipo: meno caro, sottocosto, spendi meno, e poi osano dirti che se fai /spendi meno, hai di più.
Di più cosa?
Più povertà e più senso di “inadeguatezza”, le uniche cose che ti “arricchiscono e ti porti a casa, quando ti agganci a queste energie, date da queste espressioni, a questi modi di porporti, di venderti cibo, abbigliamento, oggetti quotidiani e tanto altro.
E’ un “modo esteso”, generalizzato di vivere e pensare, che blocca la legge universale dell’attrazione.
Spirito e materia vanno a braccetto, te lo devi mettere bene in testa.
Quindi se vogliamo partire dalla realtà che stiamo creando, beh, c’è poco da ridere: stiamo creando una “povertà indotta”, contraria al desiderio generale di vivere nell’agio e nel benessere, economico e non.
Chi è ricco dentro si mette sempre in gioco, e rischia.
Rischiando ottiene.
A volte raggiunge ciò che è meglio per lui, altre no, ma non si piange addosso, perché sa che quanto accaduto è successo per un motivo ben preciso, di cui si assume lasua piena responsabilità.
Per questo lo rielabora e ne fa un trampolino per ripartire con la forza delle sue nuove consapevolezze e raggiunge eccellenti traguardi.
Per questo tu vedi che chi è ricco, anche economicamente, lo è sempre di più e chi è povere sta sempre peggio.
Quando hai poco e temi di perdere anche quel poco, tendi a chiuderti e questo ti fa fare esattamente “il contrario”, rispetto alla persona rcca dentro e fuori.
Attivi una sorta di “meccanismo di risparmio estremo”, per cui anche il tuo corpo si attiva di conseguenza e puoi arrivare fino alla malattia fisica, tanto che spesso avrai sentito di conoscenti o familiari che sono andati sempre peggio, fino alla soluzione finale.
Il commento degli inconsapevoli e degli “ignoranti” , nel senso che ignorano, non sanno come funzionano queste cose, è allora “piove sempre sul bagnato”.
Effettivamente è così.
La povertà si espande dentro di te, a 360° e ti fa pensare, agire, respirare, muovere e vivere di conseguenza, fino a toccarti il corpo, attraverso la malattia, che guarda caso, spesso è mortale.
A nessuno vien da pensare che quella morte è “una specie di soluzione finale fisiologica”, ma lo è.
Dentro la persona è talmente spaventata, depressa, timorosa, pensierosa, convinta che tutto cospiri ormai contro di lei e che nulla potrà salvarla, che si spegne, si ammala e muore.
Prova a pensare a qualcuno che hai conosciuto e ti accorgerai che ora la sua morte, la stai osservando da un’altra prospettiva e quindi non ti risuona più come la “cattiveria di un Dio antipatico” fautore dei ricchi, che si accanisce sui poveri, ma come la conseguenza che la stessa persona povera ha cercato ed ha ottenuto.
Questo modo di approcciare la vita, ci viene da un retaggio che ci ha spinto a vedere il ricco come una persona malevola, che si arricchisce a spalle degli altri, un senza cuore, uno che schiaccia, sfrutta, ottiene in maniera disonesta, mentre il povero è onesto, sincero, una persona di valore.
Chi ha diffuso questa forma “pensiero” voleva la ricchezza per sé, non il vero ricco.
Dobbiamo avere la consapevolezza che ciascuno di noi crea la “sua realtà”.
Nessuno può toglierti quello che hai; se lo fa è perché tu in qualche modo glielo concedi.
Quando metto il denaro in banca, io delego la banca ad agire per me, a gestire quel denaro in mio nome.
Essere ricco o povero non dipende quindi da lei, ma me, dalle scelte e dai pensieri che faccio, perché quello che creo, dipende da quello che faccio, ma io faccio o non faccio una cosa, perché ci credo o non ci credo.
Se vedo un oggetto che mi piace e dico a chi mi è vicino:
” Mi piacerebbe, ma non me lo posso permettere”, sto dicendo che:
sono povero, ho dei limiti nell’acquisto, quindi, parlando, emetto un’energia con delle vibrazioni di scarsità, di povertà, di assenza, quindi su basse frequenze.
Mi giudico.
Mi infilo nella classifica ” degli sfigati”.
Visto che quello che hai dentro hai fuori, l’Universo risponde e in maniera adeguata e proporzionale.
Ti mette nelle condizioni, creandoti la realtà di cui tu parli, e che tu stesso generi con le tue parole, la postura, i credo, le scelte; è una realtà che va confermando e rinforzando ciò che hai costruito.
Se pensassimo che ogni volta che ci esprimiamo in un modo, anziché in un altro, stiamo pronunciando una formula magica, capace di avverare quel che stiamo farfugliando, forse ci staremmo un po’ più attenti.
Se scelgo, al contrario di aprire il mio cuore, entro in una dinamica divina, quindi estrema fiducia e pace.
Mi fido.
So che lassù qualcuno veglia su di me, come veglia sui fiori nei campi e manda a me la sua energia migliore, come fa con qualsiasi sua creatura.
In questa magica sinergia, non creo nessun blocco attraverso i miei pensieri e le mie azioni e quindi ricevo quello che mi spetta, che mi fa stare bene ed accresce questa mia condizione generale vantaggiosa e positiva.
Il problema denaro in questa dimensione non esiste.
Ho la consapevolezza che ciò che ricevo non mi mancherà mai ed infatti tutto arriva sempre al momento giusto e nel migliore dei modi.
Vivo bene, emetto energie positive ed alte, vibro in maniera costruttiva, quindi attiro persone, situazioni ed eventi belli, magici, buoni.
So che il mondo reagisce a quello che sono e sento dentro, perché quello che ho dentro, ho fuori, il fuori mi rispecchia, infatti mi commuovo di fronte al sole che nasce, danzo sotto la pioggia, so apprezzare il vento o qualsiasi stagione e situazione, perché sono nella pace creativa e costruttiva.
Sai vedere e apprezzare il fuori, proprio grazie a quello che sei ed hai dentro, perché se dentro ti manca la bellezza, stai pur certo che nessun sorgere o tramontare del sole saprà mai commuoverti o farti stupire.
Il fuori è solo lo specchio di quello che hai e sei dentro, lo ripeto ancora.
Chi legge e vede solo male intorno a sé, vive con il cuore chiuso, vede intorno a sé quello che gli appartiene, non si concede nulla e non riceve nulla.
Anche tu, con il cuore aperto, puoi arrivare a rinunciare ad un acquisto oppure a voler metter da parte due soldi, ma lo fai senza taccagnerie di sorta e sovente con il pensiero recondito di offrirti qualcosa di diverso, come un viaggio, un libro, un qualcosa che ti farà divertire, stare ancora meglio e sovente lo pensi per gli altri, come dono, come ricchezza anche per altre persone, quindi come un seme da condividere o un magico gesto amorevole.
Nella tua testa non esiste allora nemmeno l’oggetto “troppo caro”, perché sai che anche dietro un piccolo biscotto ci sono tante persone, oltre alla Terra, che hanno lavorato per fartelo avere e gustare e che è giusto che tutti abbiano il loro equo riconoscimento.
Allora non giochi a fare il taccagno, né paghi i tuoi dipendenti in ritardo, perché sai che loro sono parte di te, sai che le vostre energie sono connesse, sai che loro ti han dato e tu glielo devi quel denaro, quello stipendio e con solerzia amorevole; come loro ti hanno dato le loro mani per produrre nel tuo nome, tu ora fai lo stesso per loro.
Non mandare messaggi o azioni subliminali sabotanti al tuo inconscio, perché lui ha più potere del tuo conscio e se ti capiterà di non raggiungere un obiettivo, di non avere una cosa a cui tenevi tanto, non è perché quello che ti sto dicendo è una frottola o perché qualcuno brutto e cattivo ha fatto sì che il tuo sogno non si avverasse, ma perché tu non ci hai creduto abbastanza e non hai lavorato in sinergia con l’Universo, per averlo.
La tua parte inconscia per chissà quale suo pensiero, credo o convinzione, non ha sostenuto i tuoi desideri.
Altro è quando Dio ti manda ancora di più di quello che tu speravi.
Allora è pura magia, di cui essere grato, ma per dire grazie e vivere al meglio quella novità, bisogna avere un cuore immenso e talmente aperto ma capire che tu pensavi per te, ancora in piccolo, malgrado la tua apertura, e lui ti ha risposto “in GRANDE” e questo è un magico e meraviglioso onore.
Sappilo riconoscere e gustare, si tratti di una persona da amare, di un lavoro, di una somma di denaro, di un’eredità, di qualsiasi cosa …
Vivi tutto con riconoscenza estrema.
Gusta e vedi ogni cosa, anche se l’hai sudata, come “un prestito” che potrai usare finché vorrai o ti sarà dato, riconoscendogli grande valore e grandi cose ne avrai.
Nessuno può vivere un solo giorno di più, di quanto gli venga dato, né portare con sé nella vita oltre quello che qui dice di possedere, ma può vivere appieno ogni cosa con tutto il suo cuore e la sua Anima, quindi imprimerli dentro e questo gli resterà dentro, eternamente e potrà portarlo con sè, ovunque andrà.
Accogli chi viene a portarti i doni dell’Universo; viene solo per offrirti il meglio.
Sappitelo condere e gustare.
Con Amore
Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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