Ama il tuo gatto protettore

C’è stato un tempo in cui gli Uomini “curatori” venivamo amati e onorati, perché considerati strumenti di Dio. Ce ne furono altri, in cui vennero perseguitati e considerati figli del male.
Fu allora che essi presero con sé un gatto per poter continuare a servire Dio, all’insaputa dell’Uomo “ignorante”, un Uomo che non vedeva oltre il proprio naso, forse perché aveva perso Dio.

Si racconta che un tempo lontano, gli Spiriti guaritori, incarnati, utilizzassero i cristalli per svolgere al meglio il proprio lavoro, e li utilizzassero proprio come canale di guarigione.
Già all’epoca però, alcune persone, dopo aver usufruito dei loro servigi, spesso li additavano come figli dei demoni e per questo, quando un guaritore visitava certe case o si addentrava nei luoghi remoti e giungeva presso certi villaggi, era solito concentrarsi e ascoltare i consigli della propria guida interiore.
Se qualcosa lo preoccupava, egli sentiva che non avrebbe dovuto e potuto servirsi dei suoi cristalli, i preziosi alleati che Dio gli aveva fornito e così faceva.
Le energie presenti lo mettevano in guardia ed egli comprendeva che lì vivevano sicuramente persone diffidenti e grette che, nonostante i benefici avuti, avrebbero potuto poi pensare e dire che il curatore si era servito della magia nera.
Così, non potendosi avvalere di questi preziosi collaboratori, i guaritori avevano preso con sé dei gatti, che pur apparendo come semplici animali da compagnia, eseguivano, in realtà, la stessa identica funzione dei cristalli.
La gente allora, vedendo solo ciò che gli occhi vedevano, ossia un uomo con il suo gatto, permettevano ai guaritori di trattarli e li accoglievano serenamente nelle proprie case.


Le persone non avevano paura dei gatti e l’Uomo che li teneva con sé, era solo uno dei tanti umani, appassionati di gatti e nulla più.
E’ proprio così, che i nostri amici gatti, sono entrati nei guinness dei curatori “segreti” e sono stati utilizzati nei secoli, numerosissime volte, durante le guarigioni.


Allora la guarigione veniva offerta a tutti, anche ai non credenti.
Oggi, al contrario, se un uomo non crede in te, non accedere alla sua casa con i sotterfugi di un tempo, ma vai oltre, portando con te il tuo “sapere e le tue grandi doti”. Egli non saprebbe trarre alcun beneficio dalle tue fatiche.


E’ tempo che tu offra le tue cure e la tua presenza solo a chi crede in Dio e quindi in Te, in qualità di suo meraviglioso e umile strumento.
Non serve a nulla offrire supporto, aiuto e sostegno a chi non vuole essere aiutato.
E’ giunto il tempo del cammino “condiviso” solo con le Anime, che appartengono o desiderano appartenere alla stessa Luce.
Chi non vede oltre il proprio naso, deve rimanere e muoversi a vista.
Così ha scelto e per questo si è attivato.
Lascialo con amorevolezza alle sue credenze e ai suoi discorsi, alle sue convinzioni, ai suoi credo, perché c’è già molto da fare e non serve perdere tempo, ma è importante usarlo bene e in maniera proficua.

Ci sono dei testi, provenienti dalla Thailandia,  che sono realizzati con la tecnica Samut Khoi; si tratta di una lavorazione della carta, molto particolare e laboriosa, grazie alla quale è possibile avere della carta, partendo dalla corteccia  dell’albero Khoi.
Sembra che si possano così creare pagine immense, alcune lunghe più di 18 metri, con cui si crea un foglio di carta Khoi, ripiegato poi come fosse una sorta di ventaglio.
Con questa carta e questa tecnica, sono stati realizzati dei manoscritti, dedicati appunto ai nostri amici gatti.

La curiosità è che pare siano stati scritti in epoche diverse, sicuramente da autori diversi, ma questi “libri dei gatti” sembrano continuare la narrazione ,come fosse una sola entità, un solo scrittore a dettarne e condividere con noi i contenuti.
In questi libri ci sono dei disegni e delle brevi descrizioni, fatte in rima, una tecnica che amo, e servono per descrivere le diverse caratteristiche delle razze feline, in particolare dei gatti conosciuti nel Siam.
Alcuni di questi curiosi e preziosi libri sono custoditi a Bangkok mentre altri li puoi trovare nel Regno Unito, una terra che, guarda caso, ama in maniera particolare i gatti.
Sono una vera raccolta, che risale al 1350 circa, e contiene la descrizione di 23 razze diverse di gatti.
Lì si dice che esistono 17 razze di gatti, che  portano fortuna, e ben 6, che sembra portino sfortuna.
Un’ulteriore curiosità, è che sembra ci sia un allevatore di gatti che ha passato gli ultimi 50 anni a cercare di preservare alcune razze Thai e che si è adoperato per far rinascere quelle estinte, cercando di rintracciarle ovunque.
Forse, questo allevatore, in un’altra epoca e in altre incarnazioni, è stato un grande curatore, ma la cosa è sicuramente onorevole.

Se hai un gatto e ti prendi un po’ di tempo per giocarci ed osservarlo meglio, ti puoi sicuramente accorgere della somma differenza che passa tra lui e il cane; i gatti sono creature più leggere, a volte apparentemente assenti, ma in realtà sempre “molto presenti”.
I gatti sono creature affascinanti e strabilianti, tanto che in Egitto erano addirittura considerati animali sacri, mentre per il buddhismo hanno un grande significato, una certa importanza.
La Spiritualità viene spesso raffigurata con le sembianze di un gatto, questo perché il gatto ti trasmette un senso di armonia, di pace, di calma, di pacatezza, cioè quell’equilibrio che solo le persone centrate e in connessione col proprio sé interiore, possiedono e possono quindi riconoscere e capire nel proprio gatto e riscontrare nei gatti, in generale.
C’è una sorta di leggenda buddhista sui gatti, che racconta di un ricco feudatario, che dopo esseri rifugiato sotto un albero, che si trovava proprio vicino al tempio Gotoku-ji, vide il gatto del monaco, che lo chiamava e così lasciò l’albero e andò verso di lui.
Un attimo dopo l’albero fu colpito da un fulmine.
Il ricco signore, scampato alla morte, fece amicizia col povero monaco e grato per l’aiuto avuto, portò prosperità al tempio.
Quando il gatto morì, probabilmente in suo onore, sembra sia stato costruito il primo Maneki neko, il gatto “che saluta”, quella simpatica ceramica che avrai sicuramente visto fare sfoggio di sé, in certi locali asiatici.

In Thailandia il buddhismo Theravada, che letteralmente significa “la scuola degli anziani“, sostiene che i nostri amici gatti siano portatori di pace e di unione, tanto che spesso, nei templi ed anche nei giardini mettono le statue che rappresentano il Buddha vicino a quella di un gatto.

Si diche che un’Anima evoluta, che ha raggiunto alti livelli di spiritualità, quando il corpo muoia, abbia la possibilità di trasferirsi in un gatto e quando anche il gatto cesserà la sua vita su questa terra, quell’Anima salirà per sempre in una dimensione illuminata.

E’ per questo che, nella tradizione thailandese, un tempo, proprio come accadeva in altre culture che onoravano i gatti, nella cripta insieme al corpo defunto, mettevano anche un gatto vivo.
Tranquillo, non era per farlo morire di stenti!
Veniva creata una piccola fessura nello spazio sepolcrale, in modo che l’animale, potesse uscire e lasciare indisturbato la tomba; quando però il gatto usciva, attraverso quella porticina, si credeva che in lui avesse preso dimora l’Anima del congiunto che, così reincarnata nel corpo del gatto di casa, si preparava negli anni a venire, alla sua nuova morte fisica e quindi alla definitiva ascesa per la dimensione illuminata.
Ma ora ecco la storia tanto attesa…

Piaciuta? Spero di sì e sarei felice se tu la volessi scaricare e condividere con qualche mamma per i suoi bambini, soprattutto se amanti dei gatti e delle favole e delle fiabe o con qualche nonna o zia, innamorata dei propri nipoti  e dei gatti.
I gatti sono sicuramente spiriti unici, perché liberi e forse è anche questo alone di libertà, questa idea che ci accompagna guardandoli, che li rende così speciali in nostra presenza.
Abbiamo molto da apprendere da loro, soprattutto in queste giornate umanamente così faticose, in cui è facile lasciarsi prendere dal tumulto esterno: un gatto non fa nulla per compiacere, ma fa quello che sente di volere e dover fare e questo gli permette di esprimere appieno la “sua libertà” interiore.
Non ha padroni, sebbene in realtà viva con qualcuno.
Non è mai trasportato dall’ego, ma è armonioso, affettuoso, fedele e pronto a capirti, più di quanto tu sia disposto e in grado, forse, di capire lui.

Freud diceva: “Il tempo passato con un gatto non è mai tempo perso.”

E aveva perfettamente ragione. Coccolalo! Osservalo e amalo, perché lui, sicuramente lo fa con te.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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4 commenti

  1. Valentina

    Bellissimo articolo Ti!!!
    A me è capitato un giorno che una gattina in un momento un po’ difficile che avevo male al collo, è salita sulla schiena e si è messa per un po’ di tempo sulla parte che mi faceva male e come per magia il dolore è passato… animali davvero adorabili dolcissimi e di una grande sensibilità.
    Grazie di cuore!
    Un abbraccio dolcissimo

    Grazie di cuore!!!

    • *** ti degli Arcangeli

      Ciao Valentina!
      Sì, il gatto è un Amico capace di fare vere “magie” e di cogliere le nostre fatiche e lenirle.
      Namasté!

  2. Stefy

    Bellissimo l articolo e carinissima la storiella ❤
    Fin da piccolina amo i gatti e non riesco a vedere la mia vita senza la presenza di questo animale
    così particolare.
    Grazie Ti

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie!
      Continua ad amarli, soprattutto in questo periodo, così particolare; la loro presenza è molto importante e di “valore”.
      Om Shanti!!

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