
Capire questa figura all’interno della fiaba, che ha affascinato e spaventato, parecchie generazioni, non è indubbiamente facile. Malefica rappresenta la donna cattiva, della fiaba de “La Bella Addormentata nel bosco”, una sorta di donna- strega, affamata soltanto di vendetta. E’ così che, nel nostro immaginario, lei risulta il personaggio sgradevole, quello a cui nessuna donna vorrebbe in genere assomigliare. E’ l’ esempio del personaggio femminile completamente identificato con il male, che le sarebbe valso il nome unico e significativo di “Malefica”.
La figura di questa matrigna, in realtà, può essere letta da varie prospettive ed è un “importante” femminile su cui vale la pena ragionare insieme.
Ho già scritto di lei, parlando degli specchi Esseni, ma oggi voglio mostrarti un altro volto di questa antagonista, un volto molto importante in questo periodo.
Malefica è la donna violata, quindi il “simbolo” del femminile che sta male e che, proprio per questa sua condizione, si avvicina in termini “educativi”, alla realtà odierna.
E’ lei, con le sue brame, che all’interno del libro ci insegna come poter trasformare la rabbia femminile, che serpeggia nel mondo.
Ma procediamo con ordine.
Sappiamo che all’interno della storia, tu, in qualità di lettore, provi simpatia per alcuni personaggi, tenerezza per altri, sbigottimento di fronte alla narrazione e una sorta di repulsione, per le azioni e le “parole” della Regina del male, impersonata dalla nostra Malefica.
E’ stato così, fino al 2014, cioè fino all’anno in cui un regista, Robert Stromberg, affidando il ruolo all’attrice Angelina Jolie, ci ha proposto una nuova versione, decisamente particolare, e potremmo quasi dire insolita, di questa figura femminile.
La nostra “vecchia” Malefica è così entrata nella nuova dimensione di Maleficent, con una storia “trasformata” e illuminante.
La sua storia, datata, è apparsa in una nuova veste, una veste utilissima per riscattare questo personaggio e per farti avvicinare al tema del rapporto spinoso tra maschile e femminile e tra il femminile e il maschile, indossando nuove lenti.
Questo film, attraverso le sue immagini, ti ripropone in maniera chiara e proficua, quello che ti serve per riflettere e riuscire a superare, egregiamente, tutte le barriere della ragione e dell’eterno e consolidato pregiudizio esistente da tempi immemori, sulle differenze e divergenze incolmabili tra il mondo maschile e femminile .
La pellicola non ti lascia scampo: le donne, rappresentate dalla Regina, sono creature speciali, molto adirate con gli uomini, perché l’uomo tradendole, ha indotto il sacrificio della parte vitale e gioiosa, amorevole e spontanea della donna.
Il comportamento maschile, nella storia tradizionale, ha quindi impedito a Lei, Malefica, che rappresenta il mondo femminile, di esprimere i propri eccellenti e potenti poteri, come quello di volare e di portare la creatività femminile nella Vita.
Oggi, nella nuova proposta filmica, il regista ci rivela invece, che essendo maturati appieno i tempi, maschio e femmina possono finalmente riconciliarsi e permettere al femminile di recuperare le proprie amate ali.
Nella storia tradizionale tu approcci una Malefica figlia ed espressione del suo tempo o meglio dei pregiudizi del suo tempo, cioè una Malefica antagonista della straordinaria e dolcissima Aurora, mentre nella storia rivisitata, tu scopri i retroscena e quindi puoi rivalutare i comportamenti che l’hanno fatta tacciare come semplice e perfetta figlia del male.
La nuova versione ti stupisce e ti affascina, restituendoti una figura che non è in realtà così ci è stata sempre descritta, ma ha dei comportamenti e degli atteggiamenti, ora finalmente comprensibili e illuminanti.
La Regina, in questo film, ti viene così presentata come una splendida fanciulla, inizialmente bellissima e buona, proprio come la stessa e ignara Aurora, e dotata di ali ampie e maestose.
Il regno dove vive, la rispecchia, perché è un mondo semplice, dove tutti vivono in pace.
Un giorno però, lei conosce un contadino, un certo Stefano.
Tra loro nasce una bella amicizia, amicizia che presto si trasforma in un “grande amore”.
Come tutti i sentimenti, vorrebbe crescere e prosperare, ma qualcuno ci mette lo zampino e li separa.
Stefano, lascia la sua terra, e va al servizio di Re Enrico, che serve fedelmente, com’è nella sua indole, mentre l’amata rimane da sola, nel suo regno.
Lì è ben presto presa di mira dal Re, che desidera le sue terre e per questo schiera i suoi soldati lungo i confini della Terra di Malefica, cercando di avanzare, mentre la fanciulla cerca di difendersi e difendere le terre che ama ed i suoi abitanti.
Stefano è da tempo al servizio del suo avversario, il quale, non riuscendo nel suo intento, arriva a promette ai suoi dignitari che cederà il suo trono, a chi riuscirà a uccidere Malefica.
Stefano è tra i dignitari chiamati a quest’impresa.
Egli, a differenza degli altri funzionari, conosce Malefica, perché i due si sono amati e così utilizza questo antico legame, e la “tradisce”.
Grazie a un sonnifero, la addormenta e mentre la fanciulla ignara riposa, la priva delle sue meravigliose ali, che porta poi al suo re, come prova dell’avvenuto assassinio.
In realtà egli le ha risparmiato la vita, ma ha tradito la sua fiducia e devastato il suo cuore ed il legame che ancora poteva unirli, in cambio di un regno.
E’ una storia indubbiamente antica e che ancora vediamo scorrere sotto i nostri occhi, quotidianamente, quella che vede per protagonisti uomini avidi di potere, pronti a tutto, pur di ottenere fama, denaro, prestigio.
Già in questo credo tu possa cogliere la “similitudine” con alcuni degli eventi odierni.
Stefano è così il funzionario degno del trono e Re Enrico gli concede la mano di sua figlia, Leila. Un matrimonio e un regno avuti con l’inganno e il tradimento.
E’ proprio a partire da questo punto che Malefica, la bella principessa senza le sue “ali”, subisce la sua trasformazione.
L’amore che la legava a Stefano si evolve in una sorta di rabbia, di odio e di desiderio di vendetta, senza precedenti.
La Regina costruisce una barriera di rovi, la brughiera, per rimanere separata dal regno di Stefano, divenuto ormai re e sposo.
Dall’unione nasce Aurora, la figlia di Stefano e della Regina Leila.
Da questo momento, in maniera sempre più intensa, riesci, attraverso la pellicola, a vedere tutta la natura poliedrica di Malefica, la quale, da un lato lancia la sua tremenda maledizione, chiedendo per la piccola un sonno eterno, dall’altro, la limita, offrendo alla piccola la possibilità di salvarsi, grazie a un bacio, dato con vero amore.
Malefica si comporta in modo, distruttivo, come solo un’Anima e un cuore feriti possono fare, ma al tempo stesso limita, contiene questa scelta, percepita come contraria alla sua Essenza animica, mettendo il sortilegio sotto l’egida del cuore, l’unico a cui viene dato il potere di modificare questa sorte.
Stefano sembra “distaccato” dal suo gesto, e completamente addentro al ruolo scelto.
E’ ora un padre, che teme per la sua piccola Aurora, che affida dunque a 3 fatine, con l’intento di proteggerla da Malefica e dal suo sortilegio.
Malefica è forte, potente, e conosce presto il suo nascondiglio; la Regina si rivela alla bimba e la aiuta, indirettamente, a crescere.
Aurora le permette lentamente di “riappropriarsi delle sue ali” e di recuperare quel “debito karmico”.
A poco a poco, la vicinanza di Aurora, permette a Malefica di risvegliare il suo cuore, che prova affetto per questa piccola, frutto di un amore che le ha straziato il cuore.
Lentamente inizia a desiderare l’annullamento del suo maleficio, che rimane però inalterato, fino al giorno della profezia, quando Aurora si punge e, come predetto, cade in un sonno eterno.
Malefica è pentita e sente impellente l’amore per questa “figlia”, tanto che decide di essere lei a baciare Aurora, restituendole la vita.
Quel bacio rappresenta l’esplosione della forza, del potere del suo chakra cardiaco, che solo può annullare ogni forma di sortilegio.
Il chakra si è ridestato dalle sue ceneri, perché Malefica ha “perdonato”, attraverso la bambina, seguita per anni, Stefano, suo padre, l’uomo un tempo tanto amato.
Stefano, preso dal suo “ruolo”, al contrario, si scaglia contro di lei per ucciderla, ma non riesce a fermarla, perché Malefica ha “ritrovato” le sue ali e si avvale di un Amore immenso e tanto grande, che blocca e fa fallire la mano di re Stefano.
E’ una fiaba “speciale”, che quasi in una sorta di “passamano”, avuto dai suoi primi autori, trova in Maura Gancitano, l’autrice pronta a dare al mondo il resto della storia, quella in cui la strega protagonista è descritta come la donna tradita, un archetipo antico, che racchiude in sé tutto il dolore del femminile.
Malefica tratteggiata da Maura, è l’espressione di quella sopraffazione e dominio della società maschile e patriarcale sul mondo femminile, sconfitto nella sua sacralità, e privato delle sue grandi ali.
Malefica ha diversi volti e diverse “storie”.
Lo stesso Walt Disney nella sua pellicola, non le aveva permesso di liberarsi dal male che la domina, mentre la Gancitano lo fa e dimostra che siamo in grado di permettere all’antico archetipo di crescere, di evolversi, conoscendo di nuovo l’Amore e imparando l’Arte divina del perdono; questo consente a Malefica di riappacificarsi con Stefano e di perdonarlo, in una sorta di Ho’Oponopono fatto attraverso Aurora, figlia e discendente di Stefano.
Oggi abbiamo bisogno più che mai di questa riappacificazione.
Il femminile interiore, rappresentato da Malefica, e il maschile interiore, rappresentato da Stefano, che ha assecondato e trovato nel suo Re quella sorta di “richiamo” al soddisfacimento del proprio desiderio e bisogno di potere, oltre ogni emozione e sentimento “creativo e costruttivo” devono rientrare in “equilibrio”, come accade nella fiaba moderna, per consentire la guarigione di entrambi e del nostro Pianeta, che solo così può arrivare al suo equilibrio.
Ti consiglio di cercare e vedere Maleficent e se lo hai già visto, di rivederlo e di lasciare che quelle immagini ti entrino in risonanza, permettendoti questa sorta di possibilità di “guarigione”.
Sei tu a scegliere.
Questa pellicola tentando di provocarti, come spettatore, cerca di portarti a un cambiamento facendoti cogliere che ora il maschile e il femminile sono tenuti a unirsi e lo possono fare, anziché procedere nella loro eterna lotta, come il grande artefice del male vorrebbe.
Certamente le donne, proprio come la nostra Malefica, sono arrabbiate con gli uomini, perché per il potere le hanno private delle loro ali e dei loro doni straordinari, bruciandole e condannandole.
Oggi però tutti abbiamo la possibilità di riconciliarci con il maschile interiore, o con il femminile interiore, rimpossessandoci tutti, delle ali perdute.
Sì, perché anche la parte maschile, in qualche modo, ha smesso da tempo di volare e di amare veramente.
L’Uomo deve superare la sete di vendetta vicendevole: il maschile smettendo di assecondare una pulsione patriarcale che lo spinge, per una sorta di “maleficio antico”, a volersi vendicare nei confronti delle donne, esercitando con la violenza il male.
Le donne, esattamente come accade a Malefica, riponendo la bacchetta magica spuntata, quella che viene utilizzata per scagliare la maledizione contro l’innocente Aurora, pensando così di poter riscattare il proprio dolore.
Quante volte questo antico dolore è stato e viene ancora riversato sulle proprie figlie o su altre donne, in nome di un malessere antichissimo?
Ora, Malefica ci mostra che se lasciamo la presa, è proprio l’amore, quell’Amore che lei riscopre grazie ad Aurora, che ci permette di cambiare profondamente, scoprendo che siamo forti e potenti, non come streghe, ma nella nostra essenza alata, quasi angelica.
E’ tempo di scoprire, come Malefica, che dentro di noi la fata, quella che conosciamo come la madrina di Cenerentola, o della stessa Aurora, non la strega Malefica.
Mentre rivedi il film, ora tu puoi finalmente cogliere che il male non è un qualcosa di insito in noi, qualcosa che avremmo avuto in dotazione, come una sorta di maledizione innata, ma è un qualcosa di “indotto e provocato” da una serie di eventi che hanno scatenato la rabbia, poco conosciuta, poco amata e parecchio deprezzata.
La rabbia esprime molti vissuti non digeriti e tu “devi averne cura”.
La nostra rabbia e il nostro dolore, quelli che serpeggiano ancora oggi, tra di noi, sono dovuti e sono stati “esumati” e suscitati da un’ingiustizia, che abbiamo subito.
Ora, ogni situazione che in qualche modo le ripropone, ricrea in te le stesse identiche dinamiche.
Ma è tempo che la “risolviamo” e ritroviamo le nostre antiche ali.
La storia “moderna” di Malefica ti “purifica” e attraverso questa pellicola, ti fa provare la sua sofferenza e ti guida verso la verità, quella che può portarti a cambiare.
Quando cambi, proprio come Malefica, non hai tanti dubbi, perché vai oltre, sali, entri nell’ottava sopra e quindi procedi lungo il tuo cammino animico, non secondo la logica della mente, ma secondo quella del cuore.
Tu cambi e con questa nuova logica, a cui corrisponde una nuova “vibrazione”, trasformi anche l’inconscio collettivo.
In Lei tu visualizzi una sorta di “farfalla” e di madrina e non più il personaggio malefico di un tempo.
Trasformi la strega cattiva di un tempo, nella fatina di cui c’è bisogno.
E’ un bel salto di qualità e un passo importantissimo per ciascuno di noi.
Come Malefica si riscopre “unita”, parte di Aurora, così le donne devono e possono riscoprirsi finalmente alleate, anziché nemiche.
Dismettiamo il “sortilegio” nato dal “divide et impera!”, è tempo.
C’è in corso una metamorfosi divina, e questa pellicola può aiutarti a divenire consapevole di quello che sto cercando di farti cogliere.
Anche a scuola ho sempre lavorato volentieri sulla rabbia, perché è da lei che tutto prende forma e nasce e quindi è giusto e doveroso conoscerla e averne finalmente cura, come il male non vorrebbe fosse.
Buona visione a tutti!
Amorevolmente Ti degli Arcangeli….
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Ciao Ti!!! Grazie infinite per questa visione così interessante e dettagliata di questa fiaba!!! Aiuta a crescere e risveglia tantissimo il cuore con la tua lettura!!!! Grazie infinite!!!!
Ti auguro tantissimi doni dal Cielo carissima Ti!
Un abbraccio dolcissimo!!!
Grazie Valentina per il tuo riscontro e il tuo gradito augurio.
Om Shanti!
Grazie carissima e dolcissima ti degli Arcangeli❤questa storia incarna perfettamente i nostri giorni donne maltrattate e vittime di violenza inaudita..credo che Malefica impersoni tutta la rabbia che ogni donna sente dentro il proprio cuore ma che con l amore verso i propri figli deve ritornare a volare e amarsi..
Mi ha fatto molto riflettere
Grazie e tanto amore e Luce amici miei❤
E’ tempo del “riscatto”, per sciogliere vecchi nodi e riprendere in serenità la propria strada, dando espressione piena alla propria essenza.
Namasté!