Amare il nemico.

Nemico è per noi chiunque ci risulti in qualche modo ostile.
Anche una situazione spesso la vivi come tale, nella misura in cui non la comprendi e temi o hai la sensazione che ti nuoccia o possa farlo.
Il pensiero comune ci dice che noi possiamo amare gli altri nella misura in cui essi amano noi, il che significa, in parole povere, che ci viene dato di ricambiare con la stessa moneta le persone con cui interagiamo.

Inimicizie ne esistono e parecchie, un po’ in tutti gli ambiti, da quelli più esterni, periferici, quali le conoscenze, a quelli più vicini a noi, come le amicizie e la cerchia dei parenti e dei familiari.
In realtà non esistono solo e tanto i nemici esterni, ma ne esistono moltissimi all’interno di noi e sono proprio loro, quasi sempre, a condurci ad innalzare barriere esterne,  creando vere forme di intolleranza e di rifiuto degli altri.
Cosa ti scatta dentro quando inizi a ritenere una persona “nemica”?
Beh, in primo luogo una sorta di ostilità interiore,
poi del rancore/risentimento, soprattutto verso qualsiasi cosa quella persona faccia o dica( comunque si muova, crediamo e pensiamo, che lo faccia per nuocerci e per infastidirci e con ottimi risultati, secondo noi) ragione per cui arrivi a provare, poi ,una sorta di rancore e di rabbia profondi.
Sei nato nell’Amore e dall’Amore divino, quindi la tua psiche è portata a crescere ed espandersi quando si trova in uno stato di benessere, di incontro e di amicizia universale.
Nel momento in cui tu sviluppi dentro di te queste emozioni (ostilità, risentimento…), le lasci  perdurare e le nutri abbondantemente, le trasformi in sentimenti, quindi in nutrienti devastanti per la tua psiche, nata per altro.
E’ come se ti dilettassi a nutrirti di un cibo velenoso, a cui non sei avvezzo e per il quale non sei stato programmato.
Del resto le religioni stesse, ci richiamano l’importanza del riconoscere l’altro, dell’accoglierlo, del sostenerlo perché questo fa parte dei nostri bisogni umani primari: siamo nati per “amare il prossimo” come noi stessi.
Amare chi ti ama è facilissimo, ma chi ti sta sulle palle non è la stessa cosa.
Il problema è proprio questo: se vuoi parlare di fratellanza, allora devi essere in apertura verso tutti, ma poi incroci quel tipo lì, che si muove come un rinoceronte ed è aggressivo come un gorilla innamorato e tutti i tuoi buoni e bei propositi vanno a quel paese e ti senti autorizzato a stare sulle tue e a dire peste e corna di quel soggetto urticante.


Così, ti crei un circolo “non virtuoso” di incremento costante di azioni e pensieri ostili, persistenti.
In realtà amare l’altro significa che devi amare il “te “, cioè quella parte TUA, che esiste nell’altro.
“Parte mia che  esiste nell’altro? Ma se quello è uno stronzo fatto e finito… Io non sono così!!” starai sicuramente pensando in questo momento …
Eh sì, anche nella persona che tu consideri stronza c’è una parte di te e si chiama Anima.


Abbiamo tutti questa “parte comune”.
Quindi l’invito che ci viene fatto è quello di amare nell’altro quella parte che abbiamo in comune, ma per poterlo fare, tu devi essere in grado di vederla la sua Anima, altrimenti amarla è impensabile ed impossibile.
Lui per te è e resta solo una persona fisica antipatica, saccente, bugiarda e tanto altro.


Quindi il primo passo per amare un nemico è quello di essere in grado di RICONOSCERE in lui la sua parte animica, che in qualche modo ti risuona.


Quando riesci a fare questo step, ti trovi allora nella condizione di non riuscire a tenere il broncio, di non potergli fare la guerra e di non essere in grado di fargli del male, nella maniera più assoluta, perché non lo senti, nonostante quello che è successo tra di voi, né come un nemico, né come altro da te.
Due Anime, di qualsiasi natura siano, se si incontrano, si amano, perché hanno la stessa origine, sono fatte con la stessa sostanza e rispondono alle stesse leggi e provano gli stessi bisogni.
Tu non ami l’altro, nella misura in cui non lo cogli, non riesci a vederlo, sei senza le “lenti appropriate”.
Quando questo accade tu sei semplicemente “cieco”, cioè privo di quella capacità di essere appieno te stesso.
Capisci da solo che, viste le nostre condizioni relazionali attuali, di ciechi ce ne sono moltissimi, praticamente siamo un popolo di talpe.
Gli insegnamenti religiosi, ma non solo e tanto, anche quelli spirituali non fanno altro che cercare di scuoterci, affinché usciamo da questa condizione e rientriamo nello stato di “salute visiva” e quindi relazionale.
Quando provi aggressività verso una persona, per quanto i suoi comportamenti non siano stati esilaranti ed esemplari, significa che non sei in grado di “riconoscerla” animicamente, quindi riversi su di lei il tuo Ego e quello che è ad esso legato; in pratica in lei leggi/ vedi, come in uno specchio, qualcosa di te che ti urta, ti infastidisce, ti fa scattare i nervi e reagire.
Il nemico fisico, quello effettivamente armato, in una guerra fisica, va sicuramente affrontata in un certo modo, ma i tuoi nemici psichici vanno solo “amati”.
Se riesci a “prenderlo per il verso giusto” il tuo nemico psichico ti fa, dopo tutto un grandissimo dono, perché ti spinge a leggere, a conoscere, a crescere, a salvare quella parte di te che altrimenti morirebbe, diverrebbe una vera analfabeta della fratellanza.
Pensa a qualcuno che ti fa scattare dentro ostilità, risentimento, rabbia e rancore.
Quando lo incroci, cosa ti succede?
Sicuramente hai una reazione immediata; a volte la freni, altre meno, altre per nulla al mondo.
L’ostilità ed il rancore portano alla reattività: ti basta vederla e ti sale il sangue alla testa.
Ci sono due tipi di reazione: la prima automatica, che parte in maniera incontrollata, nel subito, nell’immediato, e la seconda, meglio gestita, perché interviene l’io, che calcola il da farsi, ma sempre in maniera deleteria, se ti trovi in uno stato egoico.
In pratica entri in uno schema che si consolida e si ripropone ogni volta, sempre più rinforzato, ad ogni incontro con l’altra persona.
E l’ostilità diventa allora conflitto, diventa guerra aperta e dichiarata.
Passa il tempo e nulla cambia o meglio tutto può solo peggiorare.
Il messaggio rivolto a te come Anima, è invece quello di cambiare strategia, cioè di vedere l’Anima dell’Altro, perché così riesci a vedere anche la tua, arrivi a distinguere il suo Ego agente, dall’Anima, quindi di accoglierlo ed amarlo, così ti ami.
Attraverso il suo Ego, visualizzi e cogli anche il tuo.
Quando c’è un’ostilità è tra un Ego contro un altro Ego, mai tra Anime o tra un’Anima ed un Ego, perché sono relazioni escludenti, quindi impossibili.
Ma cosa accade quando partono le ostilità?
Accade che un Ego, per motivi suoi, ti aggredisce; tu hai allora la possibilità di rispondere al suo fuoco con altrettanto fuoco, quindi il tuo Ego contro il suo, oppure di metterti in gioco in modo animico, cercando di offrire il tuo Amore e la tua Amorevolezza alla sua parte animica, per sciogliere il rancore nascente.
Sicuro è che se rispondi in maniera astiosa e aggressiva sei a tua volta nell’Ego.
Siete come due pugili sopra ad un ring e le dinamiche che ne scaturiranno, credo di avertele già ampiamente indicate.
Uscire dal ring e non far avvenire l’incontro, comporta il prendere consapevolezza di tutto questo processo e quindi, crescendo amare l’altro, distinguendo l’azione egoica dal suo vissuto animico.
Due persone recluse, tenute prigioniere in pochi metri, è conveniente si alleino per sostenersi oppure che si facciano la guerra?
Sicuramente che si alleino e cerchino insieme la via per la fuga.
La stessa cosa in una situazione di belligeranza psichica, quando si è prigionieri del proprio ego e delle sue assurde richieste e pretese.
C’è di mezzo sicuramente un “bisogno ferito”, che va scovato e guarito, e tu sai che l’Amore è la miglior medicina, il cerotto più magico che possa esistere e quindi usalo! Metti questo cerottone sulla ferita del tuo aggressore e ricomincia con gioia il tuo cammino.
Un Anno che inizia è un’ottima occasione per invertire rotta e trovare una nuova modalità per creare contatti e relazioni antiostilità.
Ama allora il tuo Nemico e fallo per te stesso, prima ancora che per lui, perché farlo significa cogliere tutti questi misteri che ti appartengono ed elevare il tuo Spirito come fece per esempio Nelson Mandela, nei suoi 27 anni di prigionia.
Inizia dalle persone più malleabili, se temi di non farcela, per poi passare a quelle più toste, quelle che in periodi di guerra ad oltranza definiresti con un “ carattere di m….”, perché sicuramente dentro avrai qualche perplessità, nutrita dalla tua mente e dalle sue logiche, che ti suggerirà che “con quella non funziona”, che “con quell’altro c’è poco da fare, perché è un vero e proprio stronzo”.
Tu non ascoltare e chiedi aiuto e consiglio alla tua Anima e dai solo Amore, nella maniera che  percepirai giusta per questa situazione e vedrai che presto troverai la modalità di interagire con la sua Anima, non con il suo Ego.
In lui c’è solo sofferenza, per questo ha iniziato a combattere anche con te, oltre che con se stesso.
In genere le persone che non si sopportano e non sopportano la propria Vita, reagiscono male e con aggressività all’esterno, ricordalo.
Quando reagisci male alla Vita, in genere è perché stai lottando con una parte di te stesso che non apprezzi, non ami, non ti piace; a volte è l’aspetto fisico, altre la tua mente, altre ancora la tua parte emotiva, così strana ed ingestibile.
E’ molto difficile però prendere consapevolezza di tutto questo, perché è un meccanismo sottile e ben occultato; quello che hai dentro lo proietti al tuo esterno; lui ti permette di vedere, a specchio, fuori di te, esattamente quello che hai dentro, il fuoco che avvampa e ti divora.
Quindi nell’altro tu “vedi e cogli” quella parte di te che “pensi e credi non funzioni”, almeno per te.
Questo problema ha una soluzione.
Una persona risvegliata riesce a vedere “sempre” la bellezza di ciò che la circonda e a considerare il Mondo come un luogo positivo, perché coglie con l’Anima ogni cosa, situazione, fatto e persona.
Vedere la bellezza significa essere in uno stato di Unità con Tutto, quindi ritorniamo al discorso del discernere, del vedere la “bellezza dentro l’altro e questo è possibile se vai da Anima ad Anima.
Allora, anche se all’inizio puoi aver sperimentato un piccolo fastidio mentale, sai andare al di là e sentire dell’altro ciò che vi accomuna.
Non dico che i tuoi corpi, l’emotivo o il fisico o la tua parte psichica, in generale, non cerchino di “esprimersi”, ma tu, con un lavoro costante, vai alla ricerca di quella bellezza animica che ti permette d’incontrare realmente l’altra persona.
Ecco allora che, tra tutte le espressioni che possiamo usare, mi suona particolarmente bene l’utilizzo dell’espressione “è una bella persona”, perché significa che sto esprimendo con la parte migliore di me la visione dell’altro, di chi ho di fronte o con il quale mi sono misurato.
Se vogliamo che veramente questo Anno, 2020, sia una “musica nuova e più soave per la nostra Vita, pensiamo a come fare ad Amare l’altro, accogliendolo come parte di noi e di chi ci ha generati.
Facile? Beh, rispondo dicendo che tutto dipende e parte sempre da noi e da come lavoriamo e accogliamo i nostri problemi interiori ed i draghi, che sovente evochiamo.
Se l’altro ti dà uno schiaffo, ma tu hai fatto un certo percorso, ne senti sicuramente il dolore fisico, ma hai la consapevolezza che questo è avvenuto, perché tu lo hai permesso e per portarti qualcosa, che esiste al di là del dolore fisico; trascorsi alcuni minuti, sei quindi in grado di rispondere anche con una risata, perché lavori secondo un percorso animico, non egoico.
Se, al contrario, non ti sei allineato sullo spirito, ma permani nell’ego, avrai una reattività di tipo primario ( es. imprecazione, spintone, schiaffo …), subito seguita da una seconda reattività che sarà quella che ti aiuterà a creare uno schema di tipo disgregante e che, protratto nel tempo, porterà ostilità aperta, risentimento e rancore.

Come affrontare ora la tua “Nuova Vita” spetta a Te e alle scelte che farai e alle dinamiche che attiverai.

Buon Anno a Te, che saprai aprire la tua Anima e parlare all’Anima dell’altro e Buon Anno anche a Te, che resterai nei tuoi trip, perché so che la bellezza appartiene anche a Te.

Un abbraccio dolcissimo

Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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