Amare veramente

Mi capita spesso di sentir parlare di incapacità delle nuove generazioni al “sacrificio”.
Beh, questo discorso è alquanto complicato.
Da una parte abbiamo chi pare votato al sacrificio per nascita, per origine, per non si capisce bene quale motivo, almeno all’apparenza e dall’altra parte qualcun altro che non sembra sapere che esista e cosa in realtà sia.
Se pensiamo ai ragazzi, poi, è opinione comune che la loro rovina sia l’assenza di inclinazione e predisposizione al sacrificio.
Questo nasce da nuove modalità di leggere, vivere e partecipare la Vita.
Siamo stati accelerati, partendo sempre dal campo esperienziale economico, e quindi abituati a digitare poche cifre per avere il denaro utile per qualcosa, oppure ricevere a casa, in poche ore, qualsiasi tipo di merce, o ancora far circolare notizie, documenti, immagini e pensieri al semplice spaio temporale di un click.
Così ci siamo “impigriti” e abbiamo di conseguenza “addestrato” i nostri cuccioli d’Uomo ad avere tutto subito, senza attesa, senza il tempo esatto del “desiderio”, tempo durante il quale un qualcosa di desiderato a livello profondo, possa prende forma, per trasformarsi in un sogno, e poi via via in una “sudata” manifestazione reale.
Questo comporta una sorta di convinzione che tutto sia a portata di click, spendibile in nano secondi.
Sentimenti, emozioni, cibi, abbigliamento, denaro, tutto sembra piovere da chissà quale altro pianeta, senza sforzo, senza tensione, attesa, costruzione onirica, desiderata.
Ma il sacrificio in sé, vale? E’ necessario? E’ buona cosa?
Chi, tra i 2 schieramenti ha ragione?

E’ l’Uomo che ha imposto all’Uomo il sacrificio.
A volte, se rientra in certe esperienze di Vita, sì, il sacrificio ci serve.
Ci serve incontrarlo, quando, per evolvere, per crescere e superare un qualcosa che non appartiene solo e tanto al nostro oggi, alla nostra realtà odierna, ma bensì a tutte le nostre esperienze ed esistenze pregresse, ci viene richiesto perché venga presa in carico una situazione e sia in qualche modo sciolta.
In questo caso il sacrificio di cui parlo è semplicemente quella fatica che compare durante questo tragitto, sotto forma di una grande sofferenza, un dolore, un fallimento; qui il sacrificio ci sta è ha un’orma diversa, sacra, perché la nutre di un senso e quindi le dà valore, un valore che ci permette appunto di cogliere un qualcosa e di andare oltre.
Il problema è che noi associamo quasi sempre il sacrificio all’Amore.
L’uno non esisterebbe senza l’altro, ma amare non è sacrificarsi come lo intendiamo noi.
Il senso di sacrificio che abbiamo nella testa, a proposito dell’Amore, coincide con il suicidio, con l’annientamento, cioè con un vero e proprio gesto di cancellazione di noi, quindi con un gesto che va contro ogni forma di vero Amore, verso Sè e verso l’altro.
L’Amore è leggerezza, è stare bene, è sintonia, è equilibrio, è Vita, quindi è esattamente il contrario del sacrificio inteso come “ io uccido me, per fare stare bene te.”
Il sacrificio che ci portiamo dentro, come uomini e donne, è fondamentalmente un concetto mentale, che non collima con l’Amore e quindi con i piani divini, dove tutti i convenuti, quindi tutte le parti coinvolte devono essere in sintonia e in uno stato di grazia, di “sacralità”, perché in fondo la parola sacrificio, significa proprio questo.
Le parole creano e questa parola è molto forte.
Si radica dentro e lavora, creando tutte le premesse per avere un terreno dove, a rotazione ciclica, nascerà da un sacrificio “inteso in modo umano”, un altro sacrificio e poi un altro e un altro ancora.
Quando si entra in questa dinamica si viene come trascinati verso il fondo.
Tutto entra nella prospettiva del toglierti fino all’ultima goccia di sangue, in nome di un evento, una persona, una relazione, una situazione.
Quello che sperimenti in un certo settore della tua vita, legato al sacrificio, va poi, addirittura, a influenzare tutti gli altri campi.
Ti stai sacrificando per la tua donna o il tuo uomo e guarda caso, anche sul lavoro, il datore di lavoro, ti spreme come un limone, ti chiede cose che non sembra permettersi di chiedere a nessun altro dipendente: orari inauditi, la rinuncia a consolidate e dovute posizioni, cambi orari a favore di altre persone, addirittura un possibile contratto capestro…
Tutto sembra accanirsi contro di te.
Perché? Proprio perché è in essere una sorta di ruota del sacrificio, di macina che ti risucchia e ti polverizza per bene, un po’ in tutto.
Quando le cose prendono una nuova direzione?
Quando si crea una presa in carico della situazione, diversa.
Quando, per esempio, in una relazione, una delle due persone coinvolte, una bella mattina, stanca di tutti gli accadimenti, decide di mollare tutto e di andarsene.
La sua uscita di scena, cambia gli equilibri o meglio la situazione incrinata e quindi genera solo nuove occasioni, nuove opportunità, soprattutto per la parte in “sacrificio”, quella a cui il mondo intero stava chiedendo la sua quota di sangue.
E’ in quel momento che il “sacrificato”, può dare una bella virata alla sua Vita e quindi rimettere in perfetto equilibrio ogni cosa.
Mente ed Energia non si conoscono o meglio, è la nostra mente umana, che non ha consapevolezze in proposito, quindi quando la mente vacilla e non ha il controllo, l’energia avanza e può recuperare terreno, facendo nascere tanti nuovi frutti, frutti spesso molto diversi dai precedenti.
Una cosa è certa: una coppia sta bene, quando  entrambi sono e traggono benessere dall’altro.
Tu mi fai stare bene e io faccio stare bene te, anzi, sono il tuo bene.
Ma il bene ci abbraccia entrambi.
Il Bene è di entrambi.

A volte si dice che sia colpa di questo o quell’evento, per esempio un nuovo figlio, una malattia familiare, oppure di una nuova persona che viene a disturbare l’equilibrio della coppia, a far nascere un temporale, mentre in realtà la “novità” è solo il mezzo per esprimere, per esternare un disagio già presente, una fatica già attiva, una situazione già sbilanciata di suo, alle origini.
Del resto una nuova relazione arriva quando c’è spazio, quando in qualche modo esiste un vuoto, magari non visibile, ma c’è.
E non è il figlio piccolo o il figlio maggiore, o la malattia di un nonno, che fanno allontanare o attrarre altro…
Il fatto è che si dovrebbe scegliere di creare un qualcosa di stabile e di allargarlo a nuove vite, non perché ormai si sta insieme da tanti anni o perché lei o lui pagano le bollette e sono un punto di riferimento, una presenza la sera, quando rincasi.
La convivenza deve essere un impegno “molto forte” e pieno, un qualcosa che arriva senza nessuna fatica e che non presenta lati oscuri e dubbi latenti.
Se qualche volta, ti sorgono perplessità e non ti senti in sintonia con l’altra persona e, nonostante i tentativi, non trovi una rispondenza ai tuoi interrogativi e alle tue richieste di confronto e di crescita condivisa, beh, allora, sappi che sei  nella situazione del “sacrificio” inutile, che stai, se già non lo hai fatto, per immolare te stesso per l’altro.
Se non puoi attivare una sorta di cooperazione, ma ti senti indotto alla sostituzione, al lavoro in solitario, sei nel rito del “sacrificio”.
Un Uomo deve migliorare la sua Donna e portarle solo bene e così lei al suo Uomo.
Non esiste scegliere e vivere una relazione per “sacrificio”, né fare una cosa per sacrificio, inteso come un’azione estremamente faticosa, azzerante per l’uno e esilarante, positiva, costruttiva per l’altro.
Ciò che procura dolore non è frutto del bene, quindi ogni buona azione, pensiero, realtà, se sono tali, creano e possono creare solo benessere, benessere per chiunque ne sia in qualche modo coinvolto.
Quindi cerca persone che migliorano la tua Vita e a cui tu puoi realmente migliorare la Vita.
Se entri in un “circuito” positivo, attrarrai a te solo situazioni positive.
E’ la legge dell’attrazione.
Essere nell’Amore significa stare bene e seminare bene, quindi attrarne tanto altro da vivere, sperimentare, condividere.
Sacrificarsi nel senso di cui abbiamo visto oggi, porta solo altro malessere e niente altro.
Ma i ragazzi di oggi, allora, sono nell’errore o si tratta un qualcosa di diverso?
Si evitano fatiche inutili, o mancano d’Amore?
Ricorda che un Uomo entrato nella giusta “dimensione dell’Amore ed Amorevolezza”, rifiuta il sacrificio secondo mente, quindi evolve, cresce, sta bene, vive meglio e più a lungo; ha una percezione più nitida delle cose, perché non è offuscato dalla sofferenza che il “sacrificio comporta” e quindi è anche più libero e può e sa recuperare più in fretta anche nella malattia.
In questa condizione, complessivamente positiva, c’è molta energia in circolazione, quindi energia poi chiamerà altra energia, anche in campo lavorativo, anche in ambito economico e così  tutto sarà al meglio e i frutti saranno copiosi e succosi.
Sì, in apertura e non in chiusura.
Quando soffri per far star bene l’altro sei in un’eterna e protratta situazione di disagio, quindi sei chiuso a qualsiasi buona cosa.
Pensa a quante persone nella tua famiglia, possono, nei secoli, aver accolto questa idea imperante e imperversante.
E’ il momento per staccarsi da queste dinamiche, pacificarsi e mettersi nella condizione di poter portare al mondo, a tutto il mondo il proprio “essere”, non ad una sola persona che si nutre di te e  ti guarda impassibile mentre ti immoli, sopra un antico altare.
Siamo venuti per migliorarci la Vita reciprocamente, non per sostenere un “egoista” a discapito del nostro compito e di noi stessi.
Siamo esseri di Luce e ognuno ha la sua magica luce da offrire a tutti, non ad una sola Anima, preda della mente, e ingrata.
Sii Luce e porta e ricevi Luce!
Amorevolmente ti.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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