Amati! …fosse facile!

Lo so, solitamente il titolo di un nuovo articolo, o di quelli che viaggiano in Web, ti raccontano di un “Amore” con te stesso idilliaco, facile e subito alla portata di tutti, ma purtroppo quando ti ci metti e cerchi di renderlo “attivo”, nella tua quotidianità, ti accorgi di quanto sia utopistico e faticoso da raggiungere.
Peggio di un miraggio.
Perché?

Amarsi è fortemente “controindicato” dalla nostra cultura e dalle forme “educative” perpetrate nei secoli.
Ogni cosa nasce dentro di noi e da lì si porta “fuori” di noi, attraverso i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri modi di esprimerci e di sentire.
Siamo stati dentro un utero materno che solitamente non si amava e non sapeva di non essere nell’Amore e per tanto ne abbiamo ricevuto in maniera “osmotica” tutti i limiti e le conseguenti fatiche e false verità.
Certo, siamo stati attesi, siamo stati “amati”, ma lo siamo stati di un Amore materiale, mentale, deviato e sicuramente non Divino, in senso ampio, tanto che crescendo ci siamo accorti che amare per noi è sinonimo di “possedere”.
Noi siamo il frutto di chissà quante donne, le nostre Ave.
Siamo il seme di chissà quanti semi.
Siamo la stortura di chissà quanti amori e sensi del possesso.
E’ normale che un falso “amore” abbia cercato di “ancorarsi” alla materia, perché, senza, significava perdere il frutto di fatiche e sacrifici millenari.
Un’antenata che aveva a fatica realizzato il sogno di un figlio e che, per esso, aveva rinunciato sovente alla “sua vita” stessa, non poteva vederselo togliere dagli eventi, non desiderava affidarlo ad un’altra donna o a un altro uomo, né era pronta a lasciarlo libero, a restituirlo come parte di un Universo che le era sempre stato, in qualche modo, ostile.
Così, quel figlio, nel tempo, si ammantava sempre più di quell’aggettivo “possessivo”: “Mio”.
Per lui avevi tribolato.
Per lui avevi lottato.
Per lui e il suo futuro ti eri affaticata e rinnegata.
Per lui avevi trasformato la tua Vita.
Con lui avevi dovuto “rinunciare” a te stessa, ai tuoi sogni, alle tue fantasie, alla tua Libertà, quindi tenertelo stretto ti viene e ti veniva spontaneo, “naturale”.
E ora, una volta grande, non te la sentivi di recidere del tutto quel cordone che un tempo vi legava e lo sostituivi con una sorta di cordone ombelicale emotivo, fatto di ricatti e di richieste, di parole e falsi valori e di tutti quegli impedimenti che erano stati di tua madre e poi di sua madre e della madre di sua madre e così via.
Del resto, lo stesso credo a cui appartenevi, ti parlava di un “mostro” cattivo da cui ti dovevi ben guardare: l’egoismo. Quindi dovevi trattenere, ma dando il meno possibile nell’occhio.
Tu donna e uomo, siete nati per darvi agli altri senza riserve e per questo lo fate, ma, senza vero Amore, scomparendo, annichilendovi, privandovi di voi.
Questo è in sintesi quanto accade e accadde a partire da chissà quando, fino ai giorni nostri.
I genitori amano il figlio che attendono, ma lo amano di un amore puramente terreno, lo amano di testa e di una sorta di cuore, connesso però non all’Anima, ma alla ragione, alla razionalità.
Noi siamo Anime “evolute” con coscienza, quindi abbiamo una parte istintiva, che si attiva nostro malgrado.
Nei secoli siamo stati gestititi in modo che perdessimo questa “istintività”, proprio per tenerci soggetti al mondo materiale e quindi incapaci di “evolvere”.
Educazione e molte strategie utili e perfettamente funzionali alla nostra prigionia sono state attivate per distoglierci da noi stessi e per impedirci di “Essere”, di evolverci e di “rientrare nell’Uno”.
L’Amore di Dio, in questo modo, si disattiva, si spegne, si assopisce, schiacciato dalle soluzioni materiali e pienamente fisiche.
“Amarsi” è quindi sovente stato propagandato come una sorta di “abominio” che ti rende crudele e distante dai tuoi simili.
Io ricordo che è stata una mamma vedova, quando ero molto piccola, ad offrirmi la migliore lezione di “Amore” per sé e quindi per il mondo esterno, che non riuscivo a cogliere attraverso le parole delle mie guide angeliche, immersa com’ero nella “falsa verità educativa, terrena”.
Credo di avertene parlato in qualche altro articolo, ma oggi te lo voglio ricordare, perché per me fu illuminante.
C’era, vicino alla casa della nonna, una donna giovane, rimasta vedova con 7 figli.
Per vivere faceva un po’ di tutto, perché non avendo grandi formazioni culturali, doveva accontentarsi di quel che passava il convento.
La bisnonna e la nonna le offrivano ogni giorno qualcosa per i suoi figli, che sembravano una sorta di scala, perché nati a distanza di poco uno dall’altro.
Quando la mattina, verso l’ora di pranzo, lei rientrava verso casa, con le sue borse pesanti, dove aveva panni da sistemare, da lavare o di recupero per la sua famiglia, mescolati a cibo raccolto qua e là nel suo lungo pellegrinare, iniziato la mattina prestissimo, era solita fermarsi a fare due chiacchiere con la nonna.
In genere si appoggiava alla recinzione del giardino, qualche volta, ma raramente, si sedeva sui gradini pronta a rimettersi in cammino, perché aveva tanto lavoro “benedetto”, dentro quelle logore borse di tela, così ampie e gremite.
Tanto lavoro e umiliazioni, in cambio del necessario per l’affitto, le bollette e i bisogni della sua chiassosa truppa, nonché per lei.
In genere, durante questa sosta, si mangiava una minuscola barretta di cioccolato al riso soffiato o di semplice cioccolato.
Io la osservavo e non capivo.
Una mattina le chiesi perché mangiasse quel cioccolato e lei mi rispose che lo mangiava perché le piaceva e una volta a casa non le sarebbe stato possibile dividerlo con i suoi rampolli urlanti, perché troppi.
“ Siamo in 8 ed è troppo piccolo questo cioccolatino per tutti noi, o anche solo per i miei figli,  quindi meglio che lo mangi io, anche per loro“.
Brrr ricordo che quel giorno rimasi non pensierosa, ma di più e anche un po’ ombrosa verso di lei.
“Ma come può privare i suoi figli di quel pensiero e tenerselo per sé? Che razza di madre è? Una madre si toglie il pane di bocca per allevare i suoi figli, ma lei non fa così! Cos’è una strega?”.
Già nel nostro immaginario, una madre si toglie il pane di bocca, una strega no.

Questo era ed è il retaggio di un’educazione devastante, a cui veniamo iniziati dal momento in cui facciamo la nostra apparizione terrena. Da cuccioli.

Veniamo indotti a ritenere un gesto di “amore” verso noi stessi, esattamente come fosse una forma di “Egoismo” bandito da Dio e quindi da osteggiare.
Per crescere in questa direzione veniamo forzati, come fossimo dei bonsai d’appartamento, e veniamo potati nelle nostre manifestazioni luminose, diventando creature paurose, negazioniste del proprio lato animico, succubi degli eventi e con scarsissima autostima.
L’autostima scompare gradualmente, proprio nel corso di questa lotta “alla sopravvivenza” interiore, quando l’Anima e il cuore ti suggeriscono una cosa, ma la razionalità inquadrata li smentisce categoricamente.

Come puoi allora fidarti ancora del tuo istinto, se lui ti spinge ad essere “una mala persona”, una che si mangia il cioccolato, anziché dividerlo trai i figli?
Già, è così che Ti, piccola, non capiva bene cosa facesse quella mamma così “abominevole” che si mangiava il cioccolatino, anziché portarlo a casa e dividerlo in 7 microscopiche porzioni, per i suoi bambini scatenati.
L’ho capito poi, riflettendoci attentamente.
Di quale utilità poteva essere una madre depressa, denutrita, scontenta, ammalata, per una tribù di piedi neri, che aveva solo lei al mondo?
La sua “vita” e vitalità era indispensabile per la sopravvivenza del branco stesso.
Lei era la loro lupa “guida” e senza di lei quei piccoli sarebbero finiti dispersi e persi qua e là per il mondo, senza più una guida tenace e amorevole, quale lei era e sapeva essere.
Lei era un esempio di “Amore” intenso, non di egoismo.
Oggi, con tutti gli strumenti mediatici, che ci rintronano, ci dissociano, ci “educano”, ci assorbono, ci guidano lontano dalla nostra “evoluzione” di coscienza, come mai cerchiamo sempre di più la natura e gli animali?
Uomini e donne che hanno in casa un
cane, un gatto o un animale. Perché?
Perché è tempo di “recupero” e l’Anima cerca forme di alleanza per evolvere e farci recuperare quell’Amore che da generazioni ci è stato tolto, per renderci “bonsai”.
Quando tu lavori tutto il giorno e ti viene detto che la scuola ti prepara per il tuo futuro, per il mondo “del lavoro”, e svolgi una professione ripetitiva e magari dietro una scrivania, in ambito informatico, tu usi solo il cervello, il pensiero e lo usi in forma “costretta” e uni- direzionale. Vivi per lavorare e lavorare male, da schiavo, da prigioniero.
L’altro giorno, sono entrata in un ufficio ho avuto una visione devastante: ho visualizzato quei segretari come sorta di zombi, senza vita, senza gioia, privi di voglia di vivere, magri ed emaciati, spenti, senza sorriso e vitalità energetica; li ho visualizzati letteralmente legati alle loro scrivanie, come cani alla catena.
E’ stata una frazione di secondo, ma da brivido.
Sono uscita e ho respirato forte e ho parlato con Dio di loro e del loro modo sacrificato, costretto di vivere.
Del resto, essi “obbediscono”, fanno tutto il santo giorno per chissà quanti giorni, nel corso di un anno, la stessa identica cosa o comunque ciò che viene loro detto, senza possibilità di sorta di dire la loro, di “esprimersi”, di esserci e quindi di mettere il loro “esistere” a servizio degli utenti.
Ti viene magari chiesta na’ “stupidata”, ma la devi fare e fare pedissequamente. Non importa se non condividi, tu sei solo un semplice esecutore, una sorta di tasto che, una volta schiacciato, esegue qualcosa, fa.
Nessuno vuole che tu dica la tua.
Nessuno te lo chiede.

Nessuno ti dà spazio.
Vuoi metterci Amore? Libero di sorridere, di essere cortese, di fare un gesto, anche piccolo di cortesia verso il cliente esterno, se ne hai la possibilità, ma nulla di ciò che vive in te veramente, può uscire fuori.

Da quanti anni sei così, in queste condizioni?
Prova a fare un calcolo di quanti giorni e ore,  u
n impiegato o qualsiasi altro lavoratore, che vive in questo modo, magari da 20 anni, ha speso nel silenzio “annichilente”.
E poi ti stupisci ancora se non ti sorride e a malapena risponde al tuo saluto.
Bisogna avere un Amore grande dentro, per mantenersi vitali, allegri e presenti.
Essere ancora Amore per poterlo esternare, quella mamma del resto ce lo insegna.

Ora, hai bisogno di “riconnetterti con te stesso”.
Devi amarti per amare!
Quindi il nostro cervello “inconscio” deve aiutarsi, deve trovare come e cosa fare, deve arrivare ad una soluzione funzionale.
Come e cosa lo può aiutare?

La soluzione per qualcuno può essere abbracciare un albero o stare vicino ad un animale.
Dare Amore ti permette di “recuperarlo e riattivarlo dentro di Te”.
E’ come se tu iniziassi a sbattere della panna liquida e facendola montare con lo sbattitore, le dessi una nuova e giusta corposità, quella appunto della panna montata, quale lei è.
Un budino non è tale, fino a quando resta polvere, proprio come la panna montata non è tale, fino a quando non è stata lavorata in un certo modo.
Tu dai amore e l’animale o l’albero in qualche modo te lo restituiscono.
Il tuo Amore si rinforza, diventa più forte e corposo, si espande e ti fortifica, ti fa recuperare la gioia di vivere, ti rende più sicuro e gratificato, quando lo nutri, lo metti in circolazione.
Ciò che ora è in te è pronto per “uscire anche da Te” e quindi diventa un continuo “do ut des”, di tipo potenziante.
Si crea una sorta di magia.
Ti prendi cura di qualcosa fuori di te, che rientra in risonanza con la tua parte “animica”, animale interiore, la vivifica, e quindi riesce ad esserne risvegliata e potenziata.
Viene ricevuta e a sua volta resa rinforzata e questo crea una sorta di rimbalzo senza eguali.
E c’è ritorno.
E c’è risveglio.
E’ c’è coscienza.
E c’è crescita.
E c’è di nuovo Amore.
Quello vero.

L’Io interiore rinasce.
Noi siamo dopo tutto, Animali, nel senso pieno della parola, evoluti
.

Questa è quindi una scelta forte, importante, favorevole al recupero della nostra “autostima”.
Del resto una madre  e un padre sanno essere leonesse e leoni, per i propri cuccioli.

Un consiglio è quindi quello di osservare quell’animale, di nutrirlo, di dialogare con lui, di offrirgli le tue coccole e tante parole, perché le vibrazioni scendono nel profondo, vibrano e costruiscono.
Abbiamo delle catene dentro, che ci rendono come gli impiegati dietro le loro scrivanie e dobbiamo scioglierle, aprirle, farle saltare e nascere di nuovo, esplodere in maniera armonica e amorevole, nel pieno Amore divino, creativo.
Nel momento in cui tu “riconosci il tuo animale”, lui riconosce Te e ti permette di ritrovarti. Fallo!!
Così ritorni ad essere “forte”.
Così ti ritrovi come un
Essere di Luce, “importante”.
La tua autostima rifiorisce.
Siamo trasmettitori, non scordartelo mai.
Amarsi non è semplice, soprattutto quando tutto concorre a non permetterti di farlo.
Quindi sentirselo ripetere non serve e non aiuta, anzi, spesso pensi di aver capito come fare, ma sei in una sorta di bolla, dove tutto concorre a farti muovere in un certo modo…
Ti hanno reso una sorta di bonsai.
Tu puoi pensare di essere una quercia, ma se non esci dal “sogno” in cui ti hanno immerso, continui ad essere il bonsai nel suo vasetto.
Un animale può dunque essere un eccellente alleato.
La natura una valida bacchetta magica, meno facile da comprendere, ma le sa perfettamente cosa fare e come fare, malgrado tu non riesca a cogliere cosa sta facendo, ma lo fa, è stata programmata per questo, per agire in tuo favore, nel silenzio.
La moda dell’ “amiamoci” non basta.
Tu ti ami mentalmente, perché ti sforzi di farlo, lo vuoi, lo desideri, ma non riesci ad arrivare al tuo Sé profondo, al tuo Io vero, quello giù giù …
Il problema è legato alla “famiglia” e all’impostazione che ti ha dato, trasmesso.
Quando generi un figlio, tu lo ami.

Quel figlio apprende da te, osservandoti e mettendosi in ascolto.
E’ allora che scopre una madre e un padre che dicono certe cose, ma in realtà ne fanno altre e sono calati in una realtà identica, che li rispecchia perfettamente, loro malgrado.

Tu Ami veramente te stesso, quando “qualcuno” ti ha dato il buon esempio.

Se tu avevi una mamma che come la “vedova”, che si amava, e quindi ti amava a tua volta in maniera “divina”, tu ora sai cos’è realmente l’Amore e sai perfettamente amare in maniera incondizionata, nel vero e divino senso del termine.
Ma se il tuo esempio non si amava, a tua volta non sai mettere in atto ciò che non hai conosciuto, non sai che esista e come sia realmente “fatto”, questo Amore.
Vendi e sei, ciò che ti appartiene.
Tua madre e tuo padre ti hanno quindi “insegnato” come amare.
La madre “insegna” soprattutto alla figlia, il padre” al figlio”.
Siamo una società ammalata da questo punto di vista, perché nati e cresciuti sull’esempio di genitori che non si “amavano” nel senso pieno e vero del termine, quindi noi siamo i loro frutti, o meglio i risultati delle loro “impronte”.
Amarsi significa essere “egoisti”, secondo la logica imperante, ma non è così.
In realtà si tratta un “egoismo” sano, intelligente, qualcosa che ti risuona dentro per la tua “sopravvivenza” primordiale, quella che la mamma vedova mi ha esemplificato e che sta scritta sugli arei, a proposito dell’uso delle mascherine per l’ossigeno.
Quando vedi un bambino chiedere al genitore, in cambio di una certa cosa, che cosa ne avrà in cambio, ecco che ti accorgi che quella è corruzione dell’Amore, non è Amore, ma piuttosto una sorta di baratto, di scambio, di mercanteggiare, è corruzione.
Ma l’Amore non è corrompibile, lui è Amore o non lo è affatto.
Non ci sono altre vie.
Quindi il mercanteggiare materiale, non è assolutamente Amore, nel senso vero e pieno del termine, ma ben altro.
L’Amore non ha prezzo.
Se oggi senti di essere in difficoltà e vuoi, vorresti amarti, ma fatichi e ti accorgi di non essere fuori “dal sogno delirante” di questa società, se non hai il supporto di un animale o di un albero, fai una cosa semplicissima: recupera la tua fonte, ritorna alla sorgente che ti ha generato, ritorna cioè a tua madre e a tuo padre.
Se sei donna, recupera ciò che non è stato, insegnando tu, a tua madre ad amarsi.
Se sei maschio, , recupera ciò che non è stato, insegnando tu, a tuo padre ad amarsi.

E se essi non vivono più in un corpo, non fa nulla, tu ripetigli, ad alta voce e con il cuore:
“Ti amo, ti voglio un mondo di bene, mamma, papà e ti lascio andare, ti restituisco al tuo cammino, nella pace e ella Luce!”
Se vuoi, accompagna anche le parole con un gesto, proprio per lasciare che essi vadano nella Pace.
Se invece sono ancora in vita, abbraccia tua madre, abbraccia e accarezza tuo padre.
Ringrazia e sii grato per la vita e ogni singola cosa che essi ti hanno offerto, qualunque e comunque sia stata.
Non portare loro rancore o altro, ma accomiatali nella pace più vera e semplice.
Insegna loro ad amarsi e così essi ti restituiranno il loro Amore, proprio come il tuo cagnolino, il gatto o il tuo animale fa.
E poi, ogni nuovo giorno, regalati e fa qualcosa, un gesto concreto, per Te, per manifestarti Amore, per rientrare nella piena serenità dell’Amore Divino, che ti appartiene.
Rientra a pieno titolo nella tua evoluzione.
Quello che ti circonda è un premio, è una sorta di mondo d’Amore capace di nutrirti e farti risvegliare, datti l’occasione!
Più Amore ti dai, più lo esterni, più la Vita te lo restituisce appieno.
Lavora su di te, utilizza il non verbale, ma fallo, senza troppe parole e senza mantra inutili, che poi disattendi.
Ritorna lassù, alla tua sorgente, attraverso i tuoi genitori e poi attraverso semplici gesti quotidiani, come un cioccolatino, che ti soddisfino, che rispondano ad un tuo bisogno,  che ti appaghino dentro e diano Luce e siano Luce, Luce interiore e poi esteriore, che poi ti “rimbalza”, in un crescendo.
Non metterti davanti allo specchio a ripeterti sterilmente, usando la ragione, di amarti e che lo devi fare, perché non funziona, non ti serve.
Sei, proprio come tutti noi, un’Anima evoluta, un animale evoluto con coscienza, e il linguaggio che ti appartiene è quello antichissimo e originario dell’Anima.
Buon Amore a tutti!

Da Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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6 commenti

  1. Mariano Francesco

    Stupendo che l’amore per se stessi sia fonte d’amore incondizionato universale.
    Sei sempre una grande guida carissima Ti che il Padre Celeste ti benedica sempre.
    Un abbraccio grande di Luce e Gioia che risplenda ovunque. Un abbraccio grande a tutti voi che seguite questo meraviglioso “blog” tra virgolette perché è molto diminutivo chiamarlo così questi messaggi sono fonte gratuita di grande amorevole consapevolezza.
    Un abbraccio grande di amorevole Luce carissima Ti felice inizio settimana.
    Pace e Bene Aguyjevete ✨❤️

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Francesco!
      E’ contagioso l’entusiasmo che traspare dai tuoi messaggi.
      Sono lieta che tu possa trovare sempre ispirazione ed offrire “ispirazione” e aiuto a chi scrive.
      Om Shanti e un dolce abbraccio di Luce.

  2. Moira

    Carissima ti quanto amore in questo blog le sento dentro di me come scintille come stelle che mi illuminano di Luce Vera Sorgente
    Ti invio tantissimi abbracci e ti auguro di nutrirci sempre con questi gratuiti preziosissimi insegnamenti.
    Ti sono fedelmente grata
    A presto ❤

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Moira!
      E’ vero lavoro veramente con il cuore, tanto che non ho orario e spesso mi ritrovo a leggere di notte per non perdere la gioia di crescere.
      Un abbraccio dolcissimo e … Luce! Una Luce che inondi i nostri passi rendendoli sempre più sicuri e veloci.
      Om Shanti!!!

  3. Rosalba Morinelli

    Buon giorno che dire… Semplicemente grazie di esserci.. Ci illumini ci dai ossigeno con queste righe.. Continua non fermarti.. Grazie Anima Bella

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Rosalba!
      Le parole che offrite, sono importanti per procedere sempre nel dare…
      Un abbraccio di Luce.
      Namastè!

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