Buonanotte e sogni d’oro

“In un atteggiamento di silenzio l’Anima trova il percorso in una luce più chiara,
e ciò che è sfuggente e ingannevole
si risolve in un cristallo di chiarezza.”

                                                                                                                          (Gandhi)

Perché auguriamo “sogni d’oro” prima di andare a dormire?
Oggi riprendiamo il nostro discorso proprio dall’ultimo articolo dedicato ai sogni …
Perché Sogni d’oro?
I motivi possono essere più d’uno e sicuramente uno di questi è proprio dovuto al grande legame esistente tra le informazioni che ci giungono e la nostra vita reale.

Sogni d’oro era anche un modo di dire latino, per augurare di “fare sogni preziosi”, intendendo con questo non di vincere alla lotteria, ma di trarre dal sonno e dai suoi messaggi il miglior bene possibile.
Qualcuno ritiene che questo modo di dire sia invece un’usanza attinta dall’Oriente, forse dalla Corea, dove i monaci auguravano “sogni d’oro” alle coppie appena sposate, perché l’oro, come simbolo di prosperità, portasse ai neosposi una famiglia benedetta da più figli, tutti in salute.

Quello che è certo è che resta ancora oggi un buon augurio, affinché il ricevente possa trascorrere una notte serena, allietata solo da sogni benevoli e piacevoli.

Sappiamo che nella nostra infinita modalità di pensiero, abbiamo creato anche un angolo ironico per questa espressione, là dove siamo soliti dire: “Eh buonanotte e sogni d’oro!”, indirizzando questa esclamazione ad  una persona in genere distratta, lenta, con la testa altrove, tra le nuvole.

Sappiamo che qualcuno sogna anche i numeri, grazie ai quali ottiene vincite alle varie lotterie ed estrazioni, ma sicuramente l’espressione non è nata per augurare ricchezza in questo modo, ma semmai utilizzando al meglio tutto ciò che attraverso il sogno ci viene affidato.

Sappiamo invece che loro sono come grandi portoni che si spalancano e ci trasmettono, prevenendo a volte anche fenomeni o situazioni catastrofiche che coinvolgono la nostra Comunità.

Tra le letture che ho fatto, mi ha colpito un episodio realmente accaduto, raccontato dal dottor Peretz Lavie, esperto di disturbi del sonno, perché rimarca un aspetto importante, a mio avviso, del sogno premonitore, tipicamente sciamanico.

Egli ci racconta che un suo paziente, in cura presso il laboratorio del sonno, sognava quasi tutte le notti e, sempre, gli raccontava, in modo molto dettagliato e logico, quello che ricordava, in modo da offrire al suo mentore ogni notizia utile al lavoro in essere.

Una mattina però, tra lo stupore generale, questa persona si svegliò con impressa nella mente una sola parola: “carbide ” , senza nessun altro tipo di riferimento visivo o di altra natura.

Apparentemente questa parola, che in italiano significa “Carburo”, cioè un composto tra carbonio e un metallo,  non avendo nessun senso, venne registrata e la cosa finì lì.

Tre giorni dopo, accadde però che in India, precisamente nella città di Bophal, si verificasse il più grande incidente industriale della storia, con molte migliaia di morti e feriti, e tutto accadde, guarda caso, presso la Union CARBIDE Company!

Stupefacente, ma correttamente reale: «Non ho spiegazioni convincenti da dare- disse allora il Dottor  Lavie – e così non mi resta che aggiungere questo ad altri episodi di sogni inconsueti presenti nella letteratura scientifica, sogni che forniscono la prova delle tante sfaccettature del mondo assai ricco che, notte dopo notte, il nostro cervello crea».

Tutti noi sogniamo, sebbene spesso non ci resti memoria apparente se non del 10 per cento dei nostri Sogni, in media da una a due ore per notte.
Nel sonno funzioniamo benissimo e raccogliamo le informazioni ricevute, liberandoci dalle pressioni accumulate nel corso della giornata, creando un meraviglioso processo, necessario per la nostra salute e il nostro equilibrio emotivo.

L’intenzione è il punto di partenza di ogni nostro Sogno; essa nasce nella quotidianità e diventa la spinta che poi soddisfa tutti i nostri bisogni materiali, emotivi, spirituali, sociali, oppure relazionali e lavorativi o altro..

Ogni cosa che ci accade o accade nell’Universo inizia con un “qualcosa” che parte da noi, in maniera volontaria e consapevole o involontaria e inconsapevole, ma pur sempre come un’intenzione a cui poi viene data una risposta.
Per esempio: un amico compie gli anni.
Noi cosa facciamo?
Decidiamo di comprargli un regalo di compleanno e di conseguenza ci attiviamo.

È un impulso immediato, della nostra Coscienza che funziona come punto di partenza per ciò che vogliamo fare, creare, donare.
Sono come dei semi che hanno bisogno di cura e attenzione per poter germogliare, crescere e fiorire.

Durante tale processo può accadere che qualcosa non funzioni e quindi qualcuno si attivi per sostenerci, illuminarci, aiutarci.
La nostra chiusura ci impedisce spesso un’accoglienza e una decodificazione di questo nuovo processo, che quindi ci viene trasmesso in altro modo, su altre frequenze, quelle oniriche, appunto.

Capirne il messaggio, come ho già detto più volte, può esserci d’aiuto anche nel comprendere meglio noi stessi, i nostri punti di forza o di debolezza.
Nei Sogni noi siamo sia attori, che registi, quindi dobbiamo rivisitarli, trovando i vari simboli ed i diversi significati, riuscendo a darne la giusta interpretazione, che non è, come sappiamo,  uguale per tutti, ma è un insieme di significati che dipendono dal sognatore, dalla sua storia, dall’ambiente di appartenenza e dall’immagine che ciascuno di noi ha di sé.

Anche per questo nasce l’augurio che siano Sogni “d’oro”, perché essi possono portarci alla presa di visione e alla realizzazione dei nostri desideri che, come cantava Cenerentola,

… son desideri di felicità. Nel sonno non hai pensieri, ti esprimi con sincerità”.

E’ una tra le canzoni per bambini più amate e conosciute, il cui messaggio è proprio quello di non smettere mai di sognare, perché nei sogni, come accade alla protagonista, si può trovare finalmente la propria strada, finalmente fatta di gioia e speranza appagata.

Tutti, del resto abbiamo i nostri Sogni nel cassetto, e questo modo semplicissimo di dire,  esprime una verità profonda, una realtà sommersa, che si nasconde dentro ciascuno di noi, e che difficilmente condividiamo con gli altri, ma che, se scaviamo nel nostro intimo, possiamo trovare, con la speranza che appena uscirà dal cassetto, si realizzerà.

Come?

Molto dipenderà dalle nostre scelte, che però molto probabilmente saranno dettate a livello inconscio, dal nostro sogno custodito gelosamente, lontano da tutti gli sguardi indiscreti.

Nella realtà sappiamo che a volte c’è chi sogna “ad occhi aperti”, il che significa per noi che fantastica parecchio, spostandosi in altri mondi

Secondo gli studiosi di questi fenomeni, queste persone o noi stessi se ci capita, non sono perdigiorno, come suppongono e ridacchiano i più, perché con questa modalità, rielaboriamo informazioni che riguardano quello che siamo e ciò che abbiamo vissuto.
Rielaborando, attiviamo delle aree del nostro cervello coinvolte nella memoria, come per esempio l’ippocampo, che serve per recuperare i nostri ricordi.

Stiamo quindi “impastando” in maniera suppositiva presente e passato, per creare un qualcosa
Le nostre fantasie, poi, possono coinvolgere vari sensi; per esempio, se immaginiamo un oggetto, attiviamo le stesse aree del cervello che si attiverebbero se lo avessimo realmente davanti agli occhi, quindi stiamo sfruttando alcune capacità reali.

La stessa cosa vale quando immaginiamo di compiere un movimento: a lavorare sono le parti della mente che sarebbero coinvolte se lo stessimo eseguendo davvero.
L’importante è il passo successivo.

Una volta presa consapevolezza di ciò che comunque ci appartiene, dovremmo riuscire a cogliere dove e come vale la pena intervenire e dove e come sia meglio affidare  al vuoto, all’Universo, sto parlando dei Sogni premonitori, senza metterci più alcuna forma d’ intenzionalità.

Noi sappiamo che mettere a tacere la nostra mente è faticosissimo, perché sfugge ai controlli e trascorre la  maggior parte del tempo invasa e intrappolata da pensieri, emozioni e ricordi, che creano rumore e reazioni a catena, come in una “fissione nucleare”, apparentemente  ingestibile.

Oltre questo rumore, c’è però “il vuoto assoluto”, cioè uno stato di pura consapevolezza.
Dobbiamo imparare ad entrare in questo stato nel quale piantiamo i semi puri dell’intenzione e uno dei metodi migliori, più proficui, per farlo è meditare, che mi porta anche ad uno stato di soddisfazione pacifica.

L’intenzione è molto più potente se viene da un luogo di soddisfazione e non da una sensazione di bisogno, di necessità inappagata, di sofferenza o di fatica.

È importante  rimanere concentrati, lontani dal giudizio altrui, dalle influenze di pensiero che partono da altre persone e poi ci raggiungono.
Ecco perché prima parlavo di custodirli segretamente in noi, i nostri sogni.
Se abbiamo lavorato su di noi, abbiamo la consapevolezza sempre, che una parte di noi sa che ogni cosa è giusta ed andrà bene, a buon fine, anche se non ne conosciamo bene il tempo ed i dettagli di ciò che ci accadrà.

Siamo portati a voler controllare tutto, ma il meglio consiste nel lasciar andare

Dobbiamo abbandonare il rigido attaccamento al risultato e vivere nella saggezza dell’incertezza, con la convinzione che tutto è e sarà solo e sempre per il nostro bene, per il nostro meglio.

L’attaccamento, che ci danneggia,  si basa sulle nostre paure, si nutre di loro, come delle insicurezze, … anzi l’uno genera l’altro, come in una specie di gioco del cane che si morde la coda.
Il distaccamento, invece, si basa su una assoluta certezza nel potere del vero “Sè” e da ottimi frutti.

Senza gli ostacoli generati dai nostri pensieri, ogni cosa lavora al meglio e fluisce in maniera proficua.
Se lasciamo che ogni cosa lavori come dovrebbe, permettiamo alle opportunità di essere accolte e divenire realtà, nel nostro Cammino.

In pratica è come se affidassimo le chiavi per la guida della nostra auto all’Universo e noi ci sedessimo comodamente dietro, lasciandoci trasportare qua e là per la città, convinti che quelle che toccheremo sono le destinazioni migliori per noi.

Bello avere l’autista, non è vero?
E’ un segno di distinzione sociale

E allora, perché non concedercelo sempre?

Le intenzioni focalizzate e affidate, mettono in movimento il grandissimo potere generante e organizzativo dell’Universo.
È lui che guida la realizzazione dei nostri desideri, in maniera semplice, spontanea, naturale “Bio”!
Diamo a lui la “vera responsabilità”

Noi riusciamo solo a forzare un risultato, a influenzarlo con la nostra energia che non sempre è positiva e quindi niente poi avviene con la semplicità dovuta, naturale

Proviamo a lasciare governare di più le cose a chi veglia e vigila su di noi  e trascorriamo più tempo a meditare, gustare la vita e le sue occasioni e sicuramente tutto sarà più semplice e delicato di quanto possiamo anche solo immaginare
Sogni d’oro a tutti!

Con amorevolezza, Ti degli Angeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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1 commento

  1. Lucia Vignoli

    Sembra che tutto quello che leggo sia scritto per me e su ciò che da tempo sto cercando di mettere in pratica ….lasciare andare e affidarmi….ce la metterò tutta grazie grazie

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