
La critica e il giudizio sono le 2 spade di Damocle, originate per frenare l’espansione di ogni Anima.
L’Anima è incarnata e vive nella sua dualità terrena.
Ha relazioni di diversa natura e vive in diversi ambienti, rivestendo vari ruoli.


La critica e il giudizio sono le 2 spade di Damocle, originate per frenare l’espansione di ogni Anima.
L’Anima è incarnata e vive nella sua dualità terrena.
Ha relazioni di diversa natura e vive in diversi ambienti, rivestendo vari ruoli.

“Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo…”
E’ una meravigliosa canzone che forse varrebbe la pena ascoltare come fosse una sorta di mantra, per poter recuperare e riattivare i sistemi psicofisici, devastati da anni di “pubblicità” anti_felicità, anti_benessere e oserei quasi dire anti Uomo.
Si parla spesso di positività e di positivo, poi si vive immersi in una realtà, volutamente improntata per offrirsi negatività, pesantezza, fatica e conseguente malessere.

Tutti noi abbiamo delle paure.
Le paure sono esattamente come i freni per la bicicletta: a volte sono indubbiamente utili, quando per esempio ti rallentano, lentamente, durante una pedalata, mentre altre volte arrivano ad essere pericolosi, quando, pur trovandoti in piena velocità, li azioni improvvisamente.
Allora, in quel frangente, i freni mandano in blocco la pedalata e rischiano di farti cadere in maniera pericolosa e a sbalzo.

Uscire dal giudizio permette di esprimere il lato amorevole di ciascuno di noi e spalanca la porta verso una ricongiunzione con l’alto.
La chiacchiera inutile, le supposizioni, i giudizi, i preconcetti creano una sorta di muro tra gli uomini, abbassano le frequenze vibrazionali e contribuiscono a mantenerti nella condizione utile al buio, per assoggettarti.

“La maggior parte dei problemi relazionali si dissolverebbe se le persone coinvolte recitassero preghiere per lasciar andare, invece di cercare di far sì che le persone si adeguino alla loro volontà e al loro modo di essere.” –
Catherine Ponder
E’ UN MOMENTO SPECIALE.
Lo so, intorno turbolenze relazionali a non finire, ma immagina di essere un aereo.
Sei immenso e avvolto dal cielo azzurro. Cosa temi?
Stai viaggiando e lo fai in serenità e, nonostante i vuoti d’aria, rimani tu, fermo nella tua mole imponente .
Alto, basso… non importa. Le tue ali sono salde e la tua meta non cambia.

La Vita ci mette costantemente alla prova e il test che oggi ci viene chiesto di compilare attentamente, ha come soggetto l’Amore.
Leggi tutto…
Siamo Anime, sovente affaticate, Anime che sperano in un futuro migliore, ma che sovente cadono nelle vecchie dinamiche.
Cosa possiamo fare?
Cosa sta succedendo e cosa succederà tra poco?
Come possiamo superare quelle situazioni che fanno stazionare nelle vecchie dinamiche della terza dimensione?
Se hai deciso di percorrere il Cammino Cristico, ecco cosa ci consiglia oggi l’Arcangelo Uriele.

Un lavoro sottile e persistente ha creato questa sorta di ipnosi collettiva, dove aleggiano paure e comportamenti spesso incomprensibili, ma in essere.
Di cosa siamo stati privati?
Qual è una grande risorsa che dobbiamo riscoprire e riattivare, per percorrere, esattamente come Pollicino, la via Cristica e fare ritorno a casa?

Paure?
Tutti noi abbiamo delle paure, ma il vissuto degli ultimi anni ha fatto sì che le nutrissimo a dismisura, dimenticando la “nostra Essenza” originaria e colui che ci alimenta: Dio.
Siamo suoi Figli e abbiamo dentro la nostra Essenza, esattamente tutto ciò che appartiene al nostro “Sommo genitore”.

Per settant’anni un mistico Sufi fu visto felice ogni singolo giorno della sua Vita.
Fu così che una mattina la gente gli chiese:
“Qual è il segreto della tua felicità?”
Lui rispose semplicemente:
“Non esistono segreti,.
Tutte le mattine, quando mi sveglio, medito per cinque minuti e mi dico:
“Ascolta, adesso ci sono due possibilità: puoi essere miserabile o in beatitudine.
Scegli!”
E scelgo sempre la beatitudine.”

Ogni volta che volgi il tuo sguardo tu puoi vedere,
guardare
oppure osservare la realtà.
E’ come se la Natura ci avesse fornito di ben tre paia di occhi.
Un paio di occhi, puramente “fisico”, che rappresenta la nostra “vista”, cioè l’atto di vedere, un altro paio che ci consente un qualcosa di più attento e un terzo paio, perfetto ed infallibile, insito proprio nella nostra “Essenza”, nella nostra Natura animica.

Immagina di poter udire la voce della Terra.
Cosa direbbe all’Uomo o meglio a noi Anime incarnate, in questo momento?