Ciao Bambino interiore

C’è una parte unica, forte, capace di smuoverci sempre, anche nei momenti più bui e insicuri della nostra Vita, che spesso giace ferita, abbandonata e dimentica di sé …
E’ la bambina o il bambino interiore, che vive in noi.
Tutti abbiamo questa magica e straordinaria creatura interiore, ma spesso è frastornata, dimenticata, soffocata dal nostro passato e dall’educazione ricevuta.
Mai capitato di vivere un disagio emozionale apparentemente immotivato?
Oppure di avere la sensazione di aver nascosto, nel profondo,  una parte più sensibile e indifesa, che però ci risulta sconosciuta e quasi da tacitare, che di fronte a certi eventi chiede di uscire fuori?
Voglia di dondolarsi sull’altalena?
Di urlare, correndo nel vento?
O ancora di veder improvvisamente, in una giornata qualsiasi, riaffiorare in noi dei ricordi, dei momenti dell’ infanzia in cui abbiamo provato solitudine e sensi di colpa o fragilità?
Oggi parleremo proprio di questa parte straordinaria: il nostro Bimbo interiore, per conoscerlo e risanare le ferite emotive e godere della prorompente Energia che scaturisce da lui!

Ci capita mai di ripetere frasi come: “non sono capace, non ce la faccio”, “non me lo merito”, “nessuno può aiutarmi”?
Mai sentito parlare delle 5 Ferite emotive che sperimentiamo nell’infanzia?
Quel bimbo ferito è molto reattivo, quando da adulti ci si ripropongono situazioni che richiamano il nostro passato “ferente”, che ci portano indietro nel tempo, e quindi nel presente a momenti di reattività incontrollata verso i nostri figli o i nostri genitori?
Non possiamo ricercare e braccare tutti i perché di un tempo, ma possiamo tentare di risolvere i problemi odierni, cercando i perché,  piuttosto che praticando i come.
C’è una dilagante epidemia di malessere emotivo e di confusione esistenziale, una crisi di valori e relazionale, di fronte alle quali l’unica strada scelta dalla massa diventa quella di minimizzare e andare avanti, condividendo semmai la propria insoddisfazione emotiva sui Social tra un acquisto e un altro.
Viviamo di futilità e di insoluti …
E così le persone perdono tonnellate di tempo libero tra shopping compulsivo e smarthphone.
Socializzare?
Meglio online.
La soluzione più semplice? Minimizzare.
Per stare bene?
Spendere…
Come?
Nei centri commerciali o online non importa, l’importante è sentirsi bene spendendo.
Se spendo sono.
Se spendo possiedo, quindi valgo.
Ma spendere e piacere non sono soluzioni valide per le sofferenze profonde del cuore e dell’Anima, che non a caso sono dentro di noi, non fuori.
Se vogliamo avere relazioni sane, sentirci pienamente soddisfatti delle nostre giornate, eccitarci al solo pensiero di dove sta andando la nostra vita, dobbiamo tornare a noi, partendo dalla nostra base, dal nostro sé interiore.
Perché in una cosa Sigmund Freud aveva visto giusto?
Forse il perché ce lo rivela la nostra modalità odierna di “stare al Mondo”;  il 99% dei casini che viviamo, da adulti, nascono, guarda caso, proprio nei primi anni di vita, da come abbiamo vissuto ed imparato ad affrontare ed interpretare gli eventi, soprattutto quelli che reputiamo stressanti e, di conseguenza, da come rispondiamo alle prime vere difficoltà della nostra vita.
Le fatiche?
Tanto più le ignoriamo, tanto più forti diventano.
Niente potrà mai sostituire il lavoro interiore sulla nostra infanzia, su questo, il signor Freud aveva, purtroppo, perfettamente ragione e da vendere.
“ Mi è successo da piccolo, che sarà mai!!”
E’ importante quel che successe, perché qualsiasi evento, soprattutto traumatico, per quanto oggi possa risultarci lontano, di poco conto o banale, ai nostri occhi di adulti fatti e saccenti, lascia ed ha lasciato delle tracce, delle orme, delle ferite,  vere e proprie, che spingono oggi una parte di noi, la più vera, creativa e giocosa, in pratica il nostro ammirevole e magico Bimbo Interiore, a spegnersi, a chiudersi in se stesso.
E questo capita a tutti, nessuno escluso, anche a chi come noi e te, in base ai parametri ufficiali, può dirsi sano, equilibrato, sereno.
Se non lo abbiamo coltivato, il bimbo si è assopito, è regredito e, nel peggior dei casi, sparito.
Ogni evento vissuto da piccoli può lasciare ferite spirituali e poi psicologiche, relazionali, dalle quali fatichiamo poi a liberarci.
Ecco perché oggi sono qui a parlare del Nostro bimbo interiore, forse perché è molto importante ritrovarlo, capire le sue ragioni e reintegrarlo al più presto nella nostra esistenza, da ora, da subito, non domani o dopo.
Perché da questo suo esistere e dalla sua energia, dal suo entusiasmo, dalla sua creatività, dipende il nostro benessere emozionale profondo, la nostra esistenza, e tutto ciò che ha a che fare con il nostro reale equilibrio.
Il nostro vissuto, può essere di gran lunga superiore a quello che la maggior parte delle persone prova, sperimenta, comunemente, soprattutto se non hanno mai fatto percorsi del genere, se siamo cultori e portavoce della Vita del nostro Bambino interiore.
La verità è che solo dopo aver trovato e riabilitato il nostro “Bambino Interiore” schiacciato, reso falsamente adulto, ferito e abbandonato possiamo tornare a sperimentare un vero e profondo benessere generale, spirituale ed emotivo.
Perché stai leggendo questa pagina?
Probabilmente è perché è arrivato il momento  di capire chi è il tuo/nostro bambino o la tua/nostra bambina interiore, cosa desidera veramente, come comunicare con lui/lei e in che modo anche tu/noi, con un po’ di pratica, possiamo riabilitarlo e farlo tornare nella tua/nostra vita, amplificando e rendendo sommo il senso della tua/nostra felicità di ogni santa giornata.
Esiste un modo efficace per superare i propri limiti emotivi riabbracciando il proprio Bambino Interiore? Assolutamente sì!
C’è e lo dobbiamo attivare.
Se il nostro bambino interiore è ferito, la nostra parte adulta non si svilupperà mai in maniera armoniosa ed in modo sano.
Il pregresso è il terreno dell’attuale.

L’infanzia è una fase cruciale per lo sviluppo della nostra personalità.
Noi l’abbiamo voluta e fatta diventare ciò che è.
Quando diciamo che abbiamo una Vita da schifo, spesso attribuiamo ad altri le colpe di tutto questo, mentre in realtà noi siamo, in prima persona i veri e unici artefici del tutto.
È il periodo, la nostra infanzia,  in cui tutto ciò che acquisiamo definisce e definirà chi siamo e saremo.
Oggi, come tra 20 anni.
E’ il bambino interiore colui che ci aiuta e aiuterà nel nostro sviluppo generale come persone, tenendo conto che mente, corpo e spirito saranno sempre perfettamente uniti tra loro.
Durante l’infanzia impariamo a pensare, a riflettere,  ad avere le idee più o meno chiare, su fatti, eventi, persone e noi stessi, in modo da poter discutere, valutare, accogliere  il mondo circostante, l’uomo, la Vita stessa; è in questa fase che impariamo a distinguere il bene dal male, basandoci su valori che ci permettono di formulare giudizi e quindi di comportarci in base ad essi.
È il periodo dei genitori super/eroi in cui loro sono i nostri unici modelli da seguire, le figure che ci danno sicurezza e che ci fanno sentire amati e apprezzati, anche se, purtroppo, a volte accade esattamente il contrario.
Osserviamo i loro atteggiamenti e i loro comportamenti, i quali avranno un forte impatto nelle nostre emozioni, nella nostra percezione della vita, dell’amore, del perdono, dell’accoglienza …
Non serve che ci dicano, noi assorbiamo per osmosi dai loro stessi comportamenti …
Tutte queste sensazioni di amore o di rifiuto, di paura o di fiducia in se stessi, vengono da loro e ci rimarranno impresse nella memoria interamente e per sempre.
Se non soffochiamo il nostro Bambino interiore, possibili danni, verranno rimarginati da lui.
Ma farlo sopravvivere a questa fase è il vero problema di fondo.
Un’infanzia sana è essenziale per il nostro sviluppo ottimale verso l’età adulta, ma sappiamo, purtroppo per esperienza diretta, che la maggior parte delle persone non ha avuto un’infanzia del genere e quindi langue in situazioni “particolari” e perpetra sui nuovi nati gli stessi identici disastri “ambientali”, peggiorandoli spesso.
Il bambino interiore viene sostituito da un nuovo nato, che  è esattamente questo, quell’insieme di credenze, buone e meno buone, che ci sono stati instillate durante i nostri primi anni di vita, sin dal grembo materno, di idee che abbiamo assorbito, che sono rimaste impresse nella nostra memoria e che oggi ci rendono ciò che siamo e che ci fanno comportare in questo, anziché in quel modo.
Quindi, se il nostro bambino interiore è stato ferito, imbavagliato, provato, negato, trasformato …, la nostra parte adulta non si svilupperà in modo sano.
Se gli è accaduto qualcosa, nell’età adulta ci trascineremo un senso di affaticamento, di inettitudine, di abbandono, di disagio … e le ferite emotive ricevute ci bruceranno le carni, oltre che il cuore, la mente e l’Anima e sarà così fino al momento in cui le riconosceremo e faremo un percorso di guarigione interiore.
È importante considerare che, se vogliamo davvero guarire il nostro bambino interiore, non dovremo cercare colpevoli fuori di noi, accusando i nostri genitori di essere i principali responsabili del fatto che noi siamo in un certo modo, ma al contrario, dovremo mostrare loro gratitudine se vogliamo veramente guarire ed essere altro.
Gli Ho’oponopono o le Costellazioni saranno un eccellente toccasana, ma non solo …
Dobbiamo dire, con consapevolezza e dal cuore:
“Grazie papà, grazie mamma per tutto quello che mi avete dato, e anche per quello che non mi avete dato: ora, da adulto, mi impegno ed impegnerò ardentemente, con l’aiuto di Dio e dell’Universo ad ottenerlo.
Grazie per avermi messo nelle condizioni per crescere e diventare Me”.
Sapete perché?
Perché, alla fine, anche loro sono stati un prodotto della propria storia, e ci hanno dato quello che potevano, che avevano loro stessi tra le mani, né più né meno.
Nessuna attività può vendere ciò che non possiede.
Così nelle relazioni.
Non so e non posso dare, se non ciò che mi appartiene.
Siamo convinti che, se loro, mamma e papà, avessero saputo agire diversamente per mostrarci il loro amore incondizionato, lo avrebbero fatto???
Beh, pensiamoci, perché è esattamente così.
Non ci siamo mai evoluti abbastanza e quindi ciò che abbiamo avuto è ciò che era possibile ricevere da loro, né più, né meno che quello.
Recriminare ora non serve, né a noi, né a loro.
Questo non vuol dire che li giustifichiamo in toto, ma che stiamo diventando consapevoli di ciò che sentiamo, riconoscendo i nostri sentimenti e affrontandoli per guarire interiormente.
Oggi siamo adulti e, quindi, responsabili nel cercare e trovare soluzioni, nello sbarazzarci, o nel tentativo di farlo,  di allontanare modi di pensare e comportamenti che ci impediscono di crescere come persone integre, piene, migliori ed evolute spiritualmente.
Bambini.
Essere sempre bambini, sapendo essere sani interiormente, liberati da qualsiasi attaccamento e rancore, proprio come solo  loro sanno fare e ci mostrano.
Nelle Sacre Scritture ci viene detto che per entrare nel regno dei cieli bisogna essere come bambini, e vivere come loro.
E può esserci qualcosa di più sincero, vitale, immediato, reale e puro dell’innocenza dei piccoli, quell’innocenza che viene dall’Anima di un bambino, dal suo cuore infinito e ben connesso al cielo?
No!!
È meravigliosa la semplicità con cui vivono, sempre, senza mai complicarsi la Vita,  come invece sanno fare molto bene gli adulti.
La loro capacità di Amare e perdonare è impressionante, veramente e pienamente da imitare.
Se tutti vedessimo il mondo attraverso i loro occhi, sarebbe veramente un posto favoloso e migliore, in cui vivere perfettamente, tutti.
La grande ironia è che molti bambini vogliono crescere rapidamente e diventare grandi, adulti, e coloro che ora sono adulti desiderano invece, frustrati, tornare bambini.
Ma Bambini lo siamo tutti, se abbiamo un Grande Bambino Interiore.
Cosa possiamo quindi fare, nella situazione attuale?
Tornare ad essere, Spiritualmente,  bambini.
Quando scivolavamo e cadevamo da bambini, cosa facevamo?
Correvamo tra le braccia della mamma per trovare consolazione, perché eravamo certi che lei avrebbe potuto fare qualcosa per farci tornare il sorriso, guarire le ferite e farci stare meglio.
La cercavamo pieni di fiducia, cercavamo il suo abbraccio, e anche soltanto le sue carezze e la sua voce ci tranquillizzavano.
Nelle braccia dei nostri genitori, quando siamo piccoli,  c’è qualcosa di speciale che nessun altro può darci. Quindi, bisogna tornare bambini, per lasciarci ora andare tra altre braccia, quelle del nostro Padre celeste amorevole, di Dio, sicuri del fatto che Lui avrà sempre la capacità di salvarci da qualsiasi caduta nella vita e di guarirci, a prescindere da quanto malandata e profonda sia stata la nostra Vita e le ferite e le sbucciature avute.
Dobbiamo tornare bambini!
Ci piacerebbe farlo?
Penso di non essere l‘unica, ma che molte persone abbiano un bambino interiore molto vivace, attivo e sveglio, soprattutto coloro che non prendono le cose troppo sul serio e che cercano di vedere la Vita da un’altra prospettiva, dal famosissimo lato B, attraverso e come avessero gli occhi di un bambino, come se fosse una grande avventura, imparando ad apprezzare le cose più semplici.
Per questo tutte le persone dovrebbero mantenere un cuore piccino,  infantile, il più puro e semplice possibile, in modo da poter percepire tutto l’Amore e la gioia che Dio ha in serbo per Tutti.

Certo, spesso non si riesce a mantenere questo approccio alla Vita, 24 ore su 24, perché quando, stando in mezzo alla massa, ci riemergono la paura e le frustrazioni, che il gruppo volutamente o inconsapevolmente sostiene, coltiva e promuove, il nostro Bambino interiore si spaventa e allora l’adulto gli parla e lo rassicura dicendogli a gran voce:
“Sii calmo piccolo mio, adesso io adulto, ti coccolo e mi prendo cura di te.
Dio si prenderà cura di entrambi.
Non c’è nulla da temere, siamo tutti e due al sicuro“.
E’ tempo di abbracciare il Bimbo Interiore, di riportarlo in Vita, di dargli modo di essere e parlarci …
Guardiamolo negli occhi e lasciamolo poi libero di parlarci e raccontarci cosa e come fare e poi seguiamolo …
Non si è mai troppo grandi per farlo rinascere, anche se ci vuole un pizzico di follia, una grande passione e tanta Fede.
Amorevolmente ti*** degli Angeli.

“Quando penso alla mia bambina interiore, la bambina che ero, mi rendo conto che lei è uno degli eroi non celebrati della mia vita.

Le sue ferite sono state coraggiosamente sopportate, il suo dolore spesso è stato silenzioso.

La sua determinazione mi ha tenuto in vita, i suoi sogni mi hanno spronato a camminare.

Il suo Essere Selvaggia mi ha donato la libertà.

Il suo coraggio e il suo spirito vivono dentro di me adesso.

Io la libero dalla vergogna o dalla colpa, la libero dalla responsabilità.

Benedico lei e la onoro, mentre continuo il mio viaggio, grata per il suo lavoro.”

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Rosalia

    Mi ha profondamente scossa questo argomento, mi tocca più di quello che credevo. Mai avevo pensato di ringraziare mamma e papà come hai descritto, mai avevo voluto aprire il mio cuore, guardarmi dentro e ritrovare la mia bambina interiore. Comprendere fino in fondo questo tema.
    Tutto di lei è quello che sono oggi. Perché così tanto timore e vergogna di essere e vivere?
    Se una lacrima mi bagna il viso è per dirti grazie per avermi aiutata a comprendere un po’ di più il dolore e le ferite che abbelliscono il mio cuore.
    Ti abbraccio e con amore ti ringrazio.
    Rosalia

  2. Un angelo caduto

    Io ho ringraziato I miei genitori adottivi ma dopo la loro morte, perche’ mia madre e’ stata sempre severa, non ho ricevuto abbracci o parole dolci, con il mio papa’ si.
    Poi ho dovuto perdonare mio padre biologico dopo la morte perche’ mi ha rifiutata da piccola insieme a mia madre che e’ ancora in vita.
    Io ci sto ancora lavorando su me stessa, e adesso ho 52 anni, single, con storie sentimentali distrutte e piene di illusioni che mi hanno accompagnata nel passato.
    Ovviamente ci sto lavorando sull’abbandono, ma non e’ facile. Oggi vivo la mia vita da single, asociale, senza amici e familiari, A 52 anni posso dire che sono stanca e mi paragono a come se avessi 80 anni.
    Comunque complimenti per l.’articolo, la penso come te e chiedo scusa per la lungaggine e dello sfogo.
    Un saluto e tante benedizioni.

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