
In una società nevrotica, persa dietro alle cose materiali, l’animale rappresenta spesso una specie di alternativa alle relazioni umane manchevoli e mancanti.
Un amico a 4 zampe è infatti una bella presenza, sia che si tratti di un gatto, che di un cane, i quali vengono amati, vezzeggiati, coccolati, rivestiti di amorevoli attenzioni, ma spesso anche coinvolti nelle fatiche, soprattutto emotive, della vita quotidiana.
Fedele presenza, diventa, anche involontariamente, una sorta di cartina tornasole, di silenziosa spugna domestica, di assorbi energie e vibrazioni faticose e pesanti, di cui si fa carico, senza alcuna via di fuga.
E’ così che, l’animale, spesso si ammala e chi lo “ospita” si trova a dover affrontare il dolore della separazione e della morte.
Se soffri per una persona amica e del tuo ambiente familiare, tanto più soffrirai per la scomparsa del tuo fedele amico.
Membro a tutti gli effetti del nucleo familiare, viene vissuto nel momento della sofferenza e del distacco, con la stessa intensità con cui potresti vivere la scomparsa di una persona molto vicina e per la quale nutri forti emozioni e positivi stati d’animo.
Tutto funziona a meraviglia, fino al momento in cui qualcosa incomincia a stonare e allora tu cerci di riaccordarlo, portandolo dal tuo veterinario di fiducia, con serenità, sperando che si tratti di una piccola sciocchezza, una fatica temporanea, fino al momento del verdetto.
Quando la sentenza è impegnativa, ti senti sprofondare e vorresti riportare indietro l lancette del tempo, per recuperare ogni singolo magico istante, trascorso insieme, con lui, mentre ti viene proposta una soluzione finale, che non avresti mai pensato di sentirti fare.
Ha trascorso con te, in genere, gli anni che servono ad un Uomo, per raggiungere la sua adolescenza; è stato allegro, giocherellone, mai saturo di iniziative e sorprese, a volte anche birbantelle, ma sempre vicino e pronto a dimostrarti tutto il suo amore.
Ora ti viene detto di adottare per lui misure estreme .
Tu lo fissi nei suoi grandi occhi profondi e non te la senti; accarezzi il suo pelo, e mentre avverti a volte il suo respiro più ansimante del solito, un nodo ti stringe la gola, mentre lo stomaco sembra chiudersi a doppia mandata, e tu pensi tutto questo sia terribilmente ingiusto, ma non trovi una soluzione amorevole e adatta per entrambi, in alternativa alla proposta indecente, fatta poco prima dal veterinario.
L’eutanasia, spesso adottata nel mondo animale, è una parola molto forte, soprattutto ora, che sembra voler entrare in maniera prepotente nel tuo mondo, per portarvi morte e tantissime lacrime e fastidio. E così tempo, perché l’Anima, la tua Anima giustamente si scuote e tu vivi il disagio di tenere tra le sita il filo della Vita, del tuo migliore Amico.
E’ al termine del suo cammino e tu dovresti essere la sua Parca, colei che lo offre alla morte, recidendo ogni filo.
Sicuramente ti trovi spiazzato, schiacciato di fronte alla sua malattia terminale o a una condizione degenerativa, così avanzata, tanto da aver indotto il vostro veterinario a prospettarti questa possibilità.
Lo vorresti con te, fino alla fine dei suoi giorni, per onorarlo, giustamente, per assisterlo con la stessa amorevolezza e dedizione con la quale lui ti ha sempre accolto.
Ma come fare?
Il tuo cane o il gatto, che fino ad ora era solito attenderti tranquillamente tra le pareti di casa, per ore, ha ora bisogno di assistenza e di supporto che tu, da un lato vorresti garantirgli, ma dall’altra, visto il lavoro e tanto altro, sai già che non potrai offrirgli.
Il cuore è veramente ferito e le persone a cui cerchi di parlare, sovente distratte e poco coinvolte, per capire.
Un cane e un gatto oggi come oggi, sono membri a pieno titolo delle nostre famiglie, della tua famiglia, in particolare.
Questo amico fedele, spesso ha condiviso con te ogni sorta di esperienza, seguendoti, in vacanza, pernottando dalla suocera, accogliendo gioie e malumori tuoi e di tutte le persone con le quali vivi ed interagisci.
Che cosa puoi fare, ora di reale e amorevole per lui? Ome ricambiare tutte quelle attenzioni che ha manifestato durante la gravidanza di tua moglie o le fatiche di tuo marito?
Perché la Vita è tanto ingiusta da volerlo fare uscire di scena, allontanandolo da te, da voi, in maniera così tragica, forte e intensa?
Perché non ci sono Hospice simili a quelli che accolgono le persone?
Più dolorosa della sentenza, ecco allora che risulta la fase del suo accompagnamento, quando tu lo vorresti coprire di attenzioni, ma la tua vita scorre e ti chiede altro.
Ci vuole tanta empatia e capacità di ascolto, per riconoscere ancora in quel piccolo corpo sofferente, che ora più che mai tu hai di fronte, uno Spirito vitale, carico di Luce, di Amore e d’Amorevolezza infinite, che sta per lasciare quelle spoglie, per riconnettersi al tutto.
Cosa puoi fare?
Devi cercare, se il tuo veterinario è di altra opinione, un veterinario nuovo, competente proprio in questa delicata fase dell’accompagnamento empatico alla morte naturale.
Questo medico specifico, saprà affiancare il tuo amorevole compagno di tante belle giornate, con tutta una serie di cure palliative necessarie per il suo caso e prescritte come validissima alternativa alla soluzione finale, di cui parlava il suo medico curante.
La terapia dolce, ti consentirà i avere altro tempo, da trascorrere insieme, di assisterlo nel migliore dei modi, di vivere con il giusto e graduale distacco, quindi in modo meno traumatico, la sua partenza.
Questo ti faciliterà sia il distacco, che la morte, che la sua rielaborazione.
La morte ora potrà farsi avanti, con calma, offrendovi altre giornate, altre possibilità di amorevolezza e pace, può avvenire con tutta calma, secondo le fasi naturali.
Nascere e morire richiedono tempo, anche se non sempre ne sei consapevole.
Così tutto rientra e prende un’altra sfumatura, Ma, ancora più importante, è quell’accompagnamento alla morte naturale, un passaggio che restituisce all’animale il diritto di morire seguendo i propri tempi, e non secondo i tempi dei tuoi impegni, del tuo lavoro, delle tue scelte di vita e delle tue infinite paure.
La morte non ti piace.
Non hai un buon rapporto con lei, quindi accoglierla nella tua casa, anche se per un tempo speciale, può risultarti veramente faticoso.
Al contrario questo è un altro dono del tuo fedelissimo amico, fatto con l’intento di avvicinarti alla morte, proprio attraverso la sua morte di scomparsa.
La morte è un mistero, quindi, può durare un solo giorno, una settimana o addirittura anni ed è anche per questa sua imprevedibilità che tu la temi, restituendole potere.
Scegliere quindi di accompagnare il tuo cane o il tuo fedele gatto alla morte naturale è una manifestazione di “accoglienza” di grande fede e di affido totale alla volontà superiore.
Durante il percorso sperimenterai dubbi e preoccupazioni nuove, a mano a mano che la malattia lo incalza: tu vedrai allora il suo decadimento e mentre questo ti risulterà utile per accogliere di lasciarlo andare, dall’altro lato sperimenterai il dubbio, la paura, l’incertezza sulla validità della tua scelta, sui farmaci in uso e ogni istante ti sarà allora dato di sentirti meno certo, più fragile, a volte addirittura come risucchiato e quindi privato della tua linfa vitale.
Tutto graverà sulle tue spalle, soprattutto se il veterinario pur presente, non condividerà appieno i tuoi valori e le tue scelte.
Ci sono figure speciali, capaci di dare supporto e amorevole presenza ad entrambi.
Tu potrai avere bisogno di un sostegno speciale, di avere qualcuno con cui parlare, soprattutto quando, il protrarsi della malattia, porterà forse altri membri della famiglia ad allontanarsi, a prendere le distanze e tu sentirai tutto il peso e la solitudine schiacciarti le spalle.
Allora dovrai guardarti intorno e trovare qualcuno in grado di capire, con cui condividere le tue emozioni, quindi pronto a farti ritrovare l’equilibrio scivolato altrove.
Non sarà necessario un corso di formazione, ma basterà un contatto, un semplice contatto per avere quel sostegno indispensabile per aiutare anche il tuo caro amico, in fase di partenza.
Ma esistono luoghi pronti a darti tutto questo? Sicuramente sì.
Ci sono Hospice, anche se non sono ancora così numerosi e veri percorsi guidati, tenuti da persone amorevolmente esperte, che potranno accoglierti e sostenerti e altri con competenze anche di carattere medico, per anche per altri aspetti.
Lo so, separarsi da una grande Anima, non è cosa da poco e non tutti possono viverla ed affrontarla con la medesima modalità, ma vivere in pienezza l’amicizia con chi il cielo ti ha donato, ti consentirà domani di accogliere al meglio qualsiasi tipo di notizia e di sentirti più padrone dell’evento, pur se così faticoso.
Un piccolo consiglio è quello di amarlo tanto e di evitare tutte quelle manifestazioni, pensieri e tanto altro che il tuo cane o il tuo gatto, sebbene ammalati, riescono ancora a cogliere in tutta la loro interezza.
La paura li ferisce come spilli, il dubbio toglie loro il respiro e la fatica se diviene rifiuto o rabbia sono in grado di affaticarlo enormemente.
Se vuoi, com’è giusto, accomiatarlo con l’onore che gli spetta, dovrai accogliere con serenità anche questo momento, rielaborando la malattia ed il distacco anzitempo.
Non basta tenerlo in vita, per accompagnarlo empaticamente solo e tanto a parole; qui ti viene richiesto di mostrare il lato migliore di te, per essere presenza unica ed amorevole, soccorrevole per lui, quindi pochi dubbi e la massima certezza.
Chi ha ricevuto Amore, deve ora trasmutare in oro ogni evento, innalzandosi di un’ottava sopra, per Amore immenso, verso il proprio caro e fedelissimo Amico.
Buona veglia nell’Amore.
Amorevolmente ti
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