
Siamo tutti alla ricerca di una condizione che ci renda felici e ci faccia stare bene, come dice anche la canzone di Caparezza.
In noi però convivono due diverse entità, l’una di tipo spirituale e l’altra di tipo più terreno, egoico e metterle in accordo proficuo, non è del tutto semplice, né scontato.
Una buona base, sicura, ci è indispensabile, ma quello che una nostra parte ambisce e vuole raggiungere, l’altra lo aborre e lo evita, quindi trovare la via di mezzo, ci risulta abbastanza laborioso e scarsamente fattibile.
Un nuovo anno e tanti buoni propositi e altrettanti auguri, che ci si scambia con gioia e convinzione, perché tutto volga al meglio.
Ma come può un periodo essere migliore di un altro, se ancora una volta scarichiamo / affidando la piena responsabilità del buon esito di ogni cosa, al tempo che deve ancora venire, oppure alla fortuna?
Siamo noi, in realtà, con le nostre scelte a fare o non fare la differenza tra un anno ed il precedente, e quindi a crearci un futuro magico o piuttosto deludente.
Certo è che se non cambi modalità, i risultati, si mantengono “bonariamente” uguali, quindi ogni anno ricalcherà esattamente il precedente, senza ombra di dubbio.
Perché accade questo?
Perché la tua parte egoica è bella tosta e ti chiede con grande testardaggine di “essere diverso da chi in realtà tu sei”.
Come mai?
Semplicemente perché realizzare la tua parte spirituale, significa spesso andare controcorrente, prendere posizione verso alcuni credo sociali che vanno per la maggiore e fare scelte anacronistiche.
Vuoi forse essere l’unico scemo che non ha il cellulare di ultima generazione?
Curare la tua alimentazione, rifiutando ciò che l’industria alimentare ti propina come “alimento eccellente, senza questo e senza quello?”
Oppure scrivere di tuo pugno un pensiero per una ricorrenza, senza accedere alle meravigliose Gif animate, magari ricevute a tua volta, e stra inoltrate senza ritegno?
Ma cosa vuoi che sia, fan tutti così!!
L’ego vuole che tu stia bene, quindi si prodiga affinché tu venga accolto, senza riserve, tra i tuoi simili, ed omologato, pur sapendo che in cambio dovrai solo essere un po’ meno te stesso.
Secondo i suoi calcoli, il tutto sarà a tuo esclusivo appannaggio, perché sarai esattamente come tutti gli altri e quindi non potrai che stare al meglio.
Meno spiritual, ma sicuramente più social.
Per essere parte della tua società, tu devi diventare un altro, essere meno vitale e perdere quella parte curiosa e laboriosa di te, che ti porterebbe chissà dove, ma sicuramente lontano dal tuo branco.
Così facendo, tu rinneghi, davanti e con i tuoi simili, alla parte migliore, quella più “attiva di te”, e prima o poi, devi sapere, che la parte rinnegata inizierà a farsi sentire e a lavorare, per cercare il suo posto al sole, ma, rinnegata in continuazione, creerà uno stato di malessere permanente.
E’ così che ci ammaliamo ed entriamo in situazioni molto difficili da gestire e da sedimentare.
Non essere te stesso è molto più faticoso di quanto tu possa credere.
Quelle che vanno per la maggiore sono indubbiamente le società di tipo consumistico e globale, ma non è vero che sono le uniche: sono indubbiamente le più reclamizzate, ma non sono le sole.
C’è chi vive la sua appartenenza al genere umano, senza la distruzione della propria identità.
Oggi, se vuoi stare al meglio, devi recuperarti e lavorare su tutti i tuoi aspetti, vale a dire da quello emotivo/emozionale, a quello psicologico, a quello biologico, fisico …
La rinuncia a questa tua parte, viene vissuta dal tuo “intero” come un vero tradimento; ecco allora che è molto importante che tu oggi, per dare una virata alla tua vita ti rimetta in gioco, pensando:
”Cosa c’è in me che mi lascia tanta amarezza interiore? Perché?
In che cosa ho tradito me stesso? Quando?”
Ecco allora che ti trovi a rivisitare tutti quei luoghi comuni, quei “condizionamenti”, molti dei quali inconsci, che ti hanno comunque cambiato la Vita.
E’ così che ti accorgi che viviamo in situazioni concentriche, dove un condizionamento, per esempio familiare, rientra ed è strettamente correlato ad uno sociale.
I condizionamenti ti spingono o ti impediscono di fare una certa cosa, e tu lo fai o non fai, senza nemmeno chiederti perché, perché sai che nella tua famiglia si fa così, punto e basta e quindi a tua volta lo fai, senza porti il problema, semplicemente accogliendo questa cosa.
“Da noi la domenica si mangia la polenta!”
“Il sabato andiamo a mangiare la pizza!
“Per il giorno di Natale si preparano le lasagne”
“Non si deve scrivere ed usare la mano sinistra”.
E le abitudini diventano consuetudini.
“La mano sinistra è la mano del diavolo, non va usata”.
“ Il pranzo di Natale è solo in famiglia, con questi piatti”.
E tu obbedisci e presenzi ed eviti che tuo figlio piccolo afferri il biberon con la mano sinistra, perché le nonne di casa ancora oggi te lo dicono, che non devi lasciarlo fare così.
Non ti poni il problema, ti accodi, esegui come un automa.
Il brutto è che “il tradimento di sé, ti porta all’odio di te”.
Tutto avviene a livello inconscio, ma accade.
Oggi, primi giorni dell’anno, se ti stai chiedendo se mai, dove e in che modo ti sei tradito e rinvieni qualche forma di tradimento a te stesso, sappi che puoi fare inversione di marcia e recuperare questo aspetto, dandoti l’occasione di riabbracciare quella parte rinnegata di te e quindi entrare a far parte di un mondo dove le due parti di noi convivono e sono semplicemente felici di questo e anche per questo.
Appartieni e salvaguardi la tua identità.
Meraviglioso. Sei semplicemente Tu.
Proviamo insieme ad ipotizzare una situazione.
Tu sei nato curioso, una specie di esploratore, sempre a caccia di perché.
Ben presto, passato il periodo infantile, che ti ha accomunato agli altri bambini, diventi “faticoso” e a mano a mano cresci le opzioni non sono poi molte.
Tu, esploratore curioso, non ti uniformi molto alle regole generali; la tua curiosità e le tue risposte irritano la tranquillità generale.
Sei uno “diverso”, perché non ti conformi alle regole solo per condizionamento, per consuetudine.
In una società omologata, il “ricercatore” è un semplice nemico e tu sei il loro nemico, quindi vieni o tollerato, sopportato, oppure, soprattutto un tempo, psichiatrizzato.
Ancora oggi, il bambino iper attivo, il bambino che non risponde a certi canoni, viene spesso isolato o considerato diverso, quindi trattato e sostenuto da figure particolari.
Quanta fatica per alcune persone, diventate adulte qualche anno fa, quando non esisteva nessuna conferma scientifica a proposito di forme “alternative” di apprendimento (DSA); a scuola i bambini DSA venivano considerati semplicemente come “bambini incapaci”, mentre così non è e non era.
Quindi, se sei un curioso ricercatore, per stare dentro al tuo “branco”, che ti sopporta, devi comunque adeguarti e cambiare alcune cose, alcuni tuoi aspetti, per risultare gradevole, gradito o diciamo il più accettabile e simile agli altri, possibile.
Ti adatti e comunque vivi nello stress, perché in parte rinneghi la tua vera “identità”.
Esiste un’alternativa? Sì, uscire, prendere il largo, abbandonare il tuo gruppo, ma così facendo ti senti solo, sei isolato e quindi provi paura e spesso un senso di abbandono, quindi temi perché sperimenti la poca sicurezza.
Immagina ora di essere un fiore.
Sei il fiore che desideravi?
Che sentivi di dovere e poter essere?
Se non lo sei, cosa hai tradito di te? Come? E perché?
Visto che, a differenza di un fiore, tu puoi spostarti e trovare un luogo idoneo, dove fiorire e rendere creativa la tua natura, ora è quello che devi fare.
Non credere. Sono molte le persone in questa condizione e visto che non è possibile creare un “campo” per ogni fiore tradito, è giunto il momento di credere e quindi muoversi in questa direzione, per creare società “includenti”, dove non esistono più normative additanti ed escludenti, ma al contrario accoglienti.
Qui, ogni individuo potrà essere accolto, e creare una sua base sicura, dove far fruttare, per esempio il suo comportamento creativo, oppure esplorativo, senza estremismi di sorta.
Questo significa che ogni persona sarà tenuta ad essere educata per dare sempre il meglio di sé, con generosità, come ho detto nell’ultimo articolo, senza sottomettere nessuno, né sfruttare.
Nella nostra società sono molte le forme distorte, che creano ancora schiavismo e malessere.
E’ proprio dal nuovo, dove tu, tu e tu e chiunque lo desideri potrà dare il meglio di sé, in maniera serena ed accogliente, che ci sarà allora una “rivoluzione pacifica”.
Abbiamo potenzialità enormi, che è tempo diano i loro frutti e non siano più ad uso esclusivo del denaro, utilizzato secondo il mercato attuale.
Adori la terra e avresti avuto il desiderio di fare il contadino, ma nella nostra società questo lavoro è considerato riprovevole, non adatto, poco fruttuoso?
Recupera questa tua passione, questo antico desiderio e vedi di unirti a persone, simili a te, cercando di far fruttare ogni cosa al meglio.
Conosci la potenza della tua vettura, falla ora muovere sotto le direttive di un pilota che salvaguardi per esempio la terra e la salute, sia della natura che dell’uomo, e di tutte le specie viventi.
Mettiti al servizio del meglio e crea ciò che la società odierna non ha saputo generare.
Perché in genere uno spirito creativo, sembra distruggere quello che tocca?
Forse perché mette in gioco la creatività secondo le leggi dell’ego, quindi nel rispetto, dopo tutto, delle modalità del gruppo a cui appartiene.
Tu puoi perseguire ciò che sei e desideri in due diverse modalità, l’una veramente e pienamente proficua, perché congiunta al tuo lato spirituale, quindi solidale e generosa, oppure puramente egoica, quindi fine a sé e al proprio tornaconto.
Se ci pensi è quella differenza sostanziale, e non troppo sottile, che cogli quando vedi due persone fare la stessa cosa, ma con intenti diversi.
Un esempio?
Sostengo un’iniziativa benefica, dando un contributo.
Il generoso dà e basta.
Il calcolatore oggi, si fa il selfie e lo posta subito per far vedere e sapere all’intero mondo del suo gesto, ai tempi di Gesù, nel tempio, il ricco patrizio faceva cadere le sue monete dall’alto, perché risuonassero per ogni dove. Tanto rumore per niente.
L’uno lavora in sinergia con le forze universali, l’altro secondo le pure leggi umane e nulla avrà in cambio, perché la sua ricompensa è già stata data dall’eco, di cui aveva bisogno.
Cerca, fruga dentro di te e trasformati.
Cambia la tua Vita tradita per una nuova Vita spesa per “Essere Tu”, ma non un tu come quello del ricco, né quello dell’artista che vuole fama e onori, ma quello della vedeva che nel tempio offre tutto ciò che possiede, certa che qualcuno ne trarrà maggiore beneficio, rispetto a lei e con nel cuore la fiducia che nulla le verrà a mancare.
La tua arte, la tua creatività, la tua sete di sapere, la tua abilità nel fare una cosa, dovranno essere messe a frutto secondo le direttive spirituali, quindi in modo che diano frutti e benessere a tutto il tuo contesto, perché un albero cresce e porta doni a tutto ciò che lo circonda, prima ancora che all’uomo.
Devi cercare di servire il tuo contesto, mettendo a servizio ciò che sei e sai e puoi fare.
Certo non puoi essere solo e circondato da persone egoiche, perché altrimenti finiresti sfruttato e spremuto come un limone.
Per questo, se l’ambiente in cui vivi è poco spirituale, devi cercare o attuarne un altro dove si pratica la spiritualità.
Ecco la famosa rete, di cui vado parlando da tempo.
Bisogna lavorare per creare questo “contesto” proficuo, affinché le persone che hanno unificato le due parti di sé, e quindi puntano alla piena realizzazione, lo possano fare e diano e a loro volta ricevano, in perfetta sintonia creativa e costruttiva.
Se fai questo entri “nello spirito di servizio” al prossimo, oltre che a te stesso.
Lavorare solo per denaro o lavorare per il bene dell’altro, fa una differenza enorme.
Questo non significa non ricevere compensi, ma non anteporre il denaro al bene collettivo, cosa che viene fatta regolarmente dalle industrie che cercano solo il guadagno e non il meglio per il cliente.
Ciò che nasce da questa filosofia si sta sgretolando e sta conducendo il genere umano verso un baratro, dal quale qualcuno si sta discostando, per abbracciare nuove possibili filosofie, quindi creare nuovi modi proficui per vivere.
Cooperative a favore della Vita dell’intero sistema.
Prodotti alimentari a costi equi e nel rispetto.
Attività artistiche a favore di valori e diritti.
Potrei scrivere molte iniziative che stanno generando “società alternative”.
Utilizzare la parola realizzazione, in sé, non è negativo, perché effettivamente, se ci pensi, tra un artista che lo fa solo per avere celebrità e denaro e un altro che si mette al servizio, anche il secondo si realizza, anzi: il secondo si realizza veramente e nella maniera corretta, quindi al 100%, perché si “esprime”, esprime la sua natura divina, mentre il primo rimane terra terra ed esprime solo la parte più egoica e limitata di sé.
L’Egoico costruisce partendo dalle sue mancanze (affettive, di stima, di riconoscimento, sete di potere, denaro …), mentre lo spirituale costruisce partendo dal suo tutto, quindi in maniera generosa, spontanea, donante, quindi divina.
Ogni cosa che fai, devi quindi ricordare di partire con il tuo piede spirituale, per poi metterci l’altro, ma il primo a muoversi è deve essere quello legato e che punta all’alto.
La ricerca dei talenti vale se viene dopo l’altro aspetto, altrimenti finisco sempre nel materiale, nel terreno fine a sé, nell’egoico ed entro poi in conflitto, perché non riesco a mantenermi fedele al mio sé superiore.
Anche nella scuola, se tu lavori in modo da esprimere il tuo lato “generoso”, vedi i ragazzi fiorire, vedi che tutti vengono accolti e sostenuti.
E’ meraviglioso ed importantissimo creare un “contesto”, che ti permetta di accedere alle tue “vere risorse”, per metterle al servizio e farle fruttare al meglio.
Quando e come puoi essere spirituale?
Sei Spirituale semplicemente se e quando “FAI DEL BENE INTORNO A TE”.
Molto spesso la parte maschile, in una famiglia è stata prevaricante, perché l’uomo credeva e pensava di doversi e potersi realizzare per esempio attraverso il lavoro ed il denaro da portare in famiglia.
Questa è la realizzazione egoica, che porta e ha portato a molte carenze di figure maschili nella crescita dei figli, maschi o femmine, indistintamente.
L’umiltà è alla base di ogni cosa.
Oggi l’uomo è chiamato, per esempio a riconoscere l’umiltà femminile, nella su donna, che messo al mondo un figlio, il loro, si mette al servizio per educarlo e crescerlo.
Se la donna lo fa con umiltà è vero servizio e porta frutti, altrimenti se cerca solo di fare selfie al suo piccolo e di mostrarlo alle amiche come un trofeo, è solo soddisfacimento della parte egoica e quindi non porterà a nulla di buono, né per la coppia, né per il figlio, né per la società.
Qualcuno ha detto che il miglior maestro spirituale in Vita sia proprio la madre, perché serve con umiltà. Anche per oggi ho terminato.
Spero che quanto ho scritto ti serva a riflettere e ti porti dolcemente ad esprimere, in piena connessione il tuo vero Sé.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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