
Amo parecchio la cultura del popolo dei nativi americani e in questi giorni di grande cambiamento ho sentito spesso riecheggiare in me una leggenda indiana in cui si parla della grande scelta, che questo sublime uccello compie, per concedersi di vivere altri 30 anni.
Perché?
Forse perché, terminato il periodo di “segregazione” durante il quale ho lavorato incessantemente e dopo aver espletato le ultime formalità scolastiche, alcune settimane fa ho finalmente avuto il tempo di “vivere” per me, cercando di ritagliarmi quegli spazi di silenzio interiore e di ascolto, indispensabili per questo cambiamento.
E’ allora che mi sono resa conto del poco tempo messomi a disposizione, rispetto allo spazio dilatato, offerto nei mesi scorsi alle altre persone, rinchiuse nelle proprie case e proprio in quel frangente che mi è balenata davanti l’immagine dell’aquila, che mi ha e mi sta accompagnando.
Sono nata così, parte unica di una famiglia Angelica “allargata”, una famiglia che mi ha sempre amorosamente assistita e questo mi ha sempre dato modo di sperimentare la loro amorevole bontà e il loro costante e soccorrevole aiuto, nelle diverse prove della mia Vita.
Non avevo sinceramente preventivato un cammino personale di “pulizia e guarigione” così intenso e percepito in una modalità così indispensabile, un processo sicuramente che dovevo in qualche modo attivare, per portarlo avanti, quindi che dovevo fare.
Quando l’ho percepito come un “bisogno”, me ne sono quindi fatta immediatamente carico.
E’ stato così che, decisa, determinata, sempre sotto la scorta amorevole degli Arcangeli, mi sono approntata per un cammino simile ad un’ascesa al monte ed è stato proprio durante questo processo, che l’aquila, come immagine o guida, mi ha sostenuta facendomi rivedere sovente in lei e nella sua scelta di cambiamento.
Si racconta che l’aquila viva fino a 70 anni, ma perché questo sia possibile, accada che, intorno ai 40 anni, le venga chiesto dalla natura di trasformarsi, prendendo una decisione difficile, che la porterà a “rinascere” Quando giunge, quindi, all’età di circa 40 anni, la nostra aquila maestosa, ha degli artigli, cresciuti negli anni, lunghi e flessibili, tanto che non riesce più ad afferrare le prede di cui è solita nutrirsi.
Il suo becco, allungato e appuntito, è molto cresciuto e si incurva, creandole altri problemi.
Le ali imponenti, sono ora invecchiate e appesantite dalle penne assai ingrossate, che puntano contro il petto e la rendono meno lieve e pronta al volo.
Volare è diventato ormai difficile, tanto che l’aquila ha solo due alternative: o lasciarsi andare e morire, o affrontare un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.
A noi è stato chiesto questo, a ciascuno di noi, ed io l’ho dovuto affrontare in tempi ancora più ristretti, per essere pronta a questo nuovo grande volo, oltre la nostra dimensione attuale e fuori dal sogno che ci avvolge.
Cosa devi fare?
Devi strapparti ogni parte che ti appesantisce, per acquisire quella leggerezza nuova, indispensabile per il qui ed ora e non è facile, non è per nulla semplice.
L’Anima deve essere pulita per poter garantire il tuo meglio e quello di chi sostieni.
In questa fase di passaggio fai riaffiorare qualsiasi ferita ancora giaccia nella memoria cellulare della tua Anima, Anima che conserva i ricordi e le convinzioni legati non solo a certe sue situazioni traumatiche, di “vite precedenti”, ma anche archetipi legati alla nostra espansione animica.
Allora, senti che è tempo e come l’aquila Vola in cima a una montagna, per ritirarsi in un nido inaccessibile, spesso addossato a una parete rocciosa, un luogo da cui potrà poi fare ritorno con un volo piano e sicuro al Mondo, così tu cerchi il tuo spazio “sacro”, dove far emergere queste memorie, per sostituirle con esperienze di guarigione e con nuove convinzioni positive.
Trovato questo luogo, l’aquila comincia a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione, così tu inizi a far riaffiorare e a staccare da te stesso tutte quelle ferite “apparentemente addormentate”, che hanno lacerato nei secoli la tua Anima.
Le settimane passano e un nuovo becco ricresce, un becco ora pronto a darti una mano in una nuova fase della tua guarigione.
E’ grazie a questo nuovo becco, che ora puoi strappare uno a uno, incurante del dolore, i vecchi artigli.
In te molto è già cambiato e se pensi positivamente, infatti, sarai ora in grado di scegliere con maggiore determinazione parole, modi di esprimerti, persone e situazioni che risuonano meglio con la tua nuova positività e viceversa.
Ciò che alimenta il vecchio, viene estirpato e se i pensieri sono negativi, vengono affrontati e rielaborati con determinata convinzione.
La stessa cosa accade per il pensiero inconsapevole, ma negativo, che deve divenire pensiero positivo, pur mantenendosi nell’ambito inconsapevole.
Quando lavori sui tuoi sistemi in automatico tutto si allinea e si modifica.
Quando poi ti ricresceranno i nuovi artigli, come per l’aquila, con questi e con il becco, strapperai dal tuo corpo tutte le penne, una ad una e ti scioglierai da ogni situazione che ti vincola come le penne per l’aquila.
Verrà poi il giorno in cui, leggera, proprio come questo magico uccello, la tua Anima aprirà le sue grandi ali e si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e tu ricomincerai a vivere.
Il Karma nella sua vera accezione non è un tributo che tu devi per forza pagare all’Universo, per qualcosa di male che hai commesso, ma è piuttosto il ritrovarti ancora in una situazione similare ad altre già vissute, per vedere di superare ciò che funge da scoglio, cosa che in genere non accade, perché tendi a ripetere nella stessa identica modalità, la medesima situazione, secondo gli schemi ordinari, che hai approntato nelle tue Vite.
Spesso ti porti appresso anche degli schemi karmici, che si riallacciano a degli archetipi generali, cioè quelli dell’inconscio collettivo, che non sono pienamente tuoi, ma ti toccano e ti limitano e quindi vanno in qualche modo presi in carico e sanati.
Devi ricordare, lasciando quindi riaffiorare tutto quello che ti ha generato dolore e convinzioni sbagliate.
Allora escono gli schemi che ti porti dentro, schemi legati a quel problema o ai diversi problemi, e con l’aiuto Divino recidere o far recidere i legami energetici con tutti le persone coinvolte in qualche modo con quelle situazioni traumatiche.
L’effetto è immediato e cominci subito a sentirti più leggero, più libero.
Ci vuole tempo per riportare un nuovo equilibrio e per metabolizzare.
Ognuno di noi ha le sue storie, i suoi tempi e le diverse modalità di reazione e ripristino.
Sicuramente gli effetti benefici li puoi notare subito, perché ti senti più sollevato, i tuoi pensieri migliorano, ti vengono nuove idee e ti nascono tanti nuovi pensieri; ora riesci ad immaginare tante possibili soluzioni per i problemi che sentivi agitarsi dentro di te.
Cresce l’amore per te stesso, ti senti più sereno dentro e quindi anche il mondo fuori di te, cioè esterno comincia a riflettere questo tuo ritrovato benessere e a reagire in modo più positivo.
Le situazioni vecchie e incancrenite scompaiono o tu le inquadri all’istante e quindi rispondi in maniera più proficua e costruttiva.
La leggenda dell’Aquila mi piace; in lei trovo molte similitudini con la nostra vita.
Durante la nostra esperienza duale, cioè terrena, anche noi, proprio come lei, ci troviamo a dover affrontare momenti non facili e decisioni impegnative, ed è proprio allora, che se ci ascoltiamo con attenzione, sentiamo nascere dentro il “bisogno” di lasciar andare, di attivare un percorso alternativo, di rinascere.
E così inizi questo meraviglioso processo di rinascita.
Intraprendere la via del cambiamento non è mai un’impresa facile, ma è indubbiamente un compito utile, indispensabile .
Passare da uno stato magari faticoso, ma dove ti sei allestito nel tempo le tue belle zone di comfort ad un altro stato, richiede una buona presa in carico della tua condizione, e comporta sicuramente una buona dose di sforzi; alcune volte è anche doloroso o molto doloroso.
Giunto però, alla fine del sentiero, ti avverti comunque come una creatura Nuova e pronta al vero cammino verso la nostra “nuova dimensione”, e così hai la piena consapevolezza che, senza questo cambiamento, ognuno di noi non potrebbe mai crescere e diventare ciò che deve e può essere: una stupenda aquila.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Adoro le poiana che popolano le mie valli che accompagnano le mie passeggiate sulle colline …. tutto quello che dici cara TI è vera verità
Grazie Michela per la “tua voce” e per questo parlare di un Animale straordinario che, nella fantasia popolare, viene spesso sminuito e mal giudicato.
Buone passagiate a te, in compagnia delle tue numerose “amiche”.
Om Shanti.