Convinzioni e sacralità

E’ normale guardarsi attorno con una discreta curiosità, mettendosi in ascolto.
Questo ti consente di leggere la realtà e di avere dei rimandi a proposito delle dinamiche animiche che puoi cogliere, attraverso certi comportamenti umani più frequenti.

Nello scorso articolo ho affrontato il tema delle convinzioni, che sai essere numerose, e nelle ore successive tutto mi ha ricondotto proprio a questo aspetto.
Le convinzioni.
Ecco cosa è successo.
Sono in fila, in attesa di accedere a uno sportello e mi guardo attorno.
C’è un chiacchiericcio tranquillo tra persone, ma due, tra le persone presenti, attirano la mia attenzione.
Stanno parlando della loro quotidianità e delle dinamiche più ordinarie, ma improvvisamente ecco che si mettono a parlare del sacerdote locale, il quale diventa oggetto di alcune considerazioni alquanto insolite, almeno per me, e questo attira in maniera speciale la mia attenzione.
Sono le espressioni che utilizzano, che mi fanno sorridere e mi inducono a pensare, e quindi a scrivere, l’articolo odierno.
Mi sono persa, sinceramente, l’esordio del loro nuovo argomento, ma le esclamazioni fatte a proposito di questa figura carismatica, del loro paese, mi dà l’idea della scarsa considerazione di cui gode questa importante figura.
“Cosa vuoi, poveretto, è un uomo come tutti gli altri!”
Ha tanta paura, ma è giusto, visto il numero di persone che lo vanno a cercare e che potrebbero contagiarlo!”
Sono espressioni molto forti e sicuramente inusuali, se pensiamo che vengono riferite non a un “operaio” qualsiasi, ma all’”esperto” di Dio “ e sono indubbiamente parole, che esprimono qualcosa.
Mi chiedo se quanto le due signore hanno detto e continuano a comunicarsi, siano semplici convinzioni personali, o se siano convinzioni condivise dalla collettività.
Se così fosse, devo purtroppo ammettere a me stessa, che animicamente, come gregge di Dio, siamo veramente in difficoltà.
E’ così che, per trovare una risposta ai miei dubbi, ai diversi quesiti che mi frullano in testa, presto ora maggiore attenzione ai loro discorsi, in merito a questo argomento tanto delicato, soprattutto perché in pochi istanti il piccolo gruppo si è allargato, includendo altre 3 persone, di cui 2 uomini.
5 è un buon numero, perché io possa capire qualcosa di più, in merito alle convinzioni che stanno circolando nel quintetto.
Ahimè, dopo diverse altre affermazioni, l’unica conferma che ottengo è quella che le persone non hanno assolutamente nella testa l’enorme importanza della figura del sacerdote e sono arrivate a creare una sorta di “profilo” del sacro, veramente bizzarra e parecchio terra terra.
Il Sacerdote, mi dispiace doverlo ribadire, ma non è un uomo “come tutti”, almeno che tu non ne voglia indicare, in maniera generica, le caratteristiche biologiche.
Sicuramente non tutti coloro che vennero e sono investiti ancora oggi di questo ruolo lo sono stati ministri di Dio, nella maniera più esemplare, ma a fronte di fatiche reali, dovute a molte situazioni e dinamiche, anche di tipo storico ed ereditario, soprattutto nel passato, figure valide ce ne sono, e ce ne sono state, in diverse epoche, anzi: parecchie sono state veramente esemplari e validissimi strumenti di Dio.
Il sacerdote è, a dispetto di quelle opinioni, è una figura speciale, una figura investita di un compito unico, un compito che dovrebbe essere riconosciuto da tutti i fedeli, soprattutto durante i momenti storici di maggiore “fatica collettiva”, quali le calamità naturali, le pestilenze o appunto le pandemie, proprio come ora.
Presso tutte le tribù antiche, quando succedeva qualcosa di impegnativo, qualcosa che ledeva la tranquillità, o la salute collettiva, la figura a cui, immediatamente le persone del villaggio, la comunità, erano soliti rivolgersi erano poche ed erano legate alla loro suprema leadership a livello spirituale.
Ogni pensiero, che fosse problematico per il benessere e soprattutto la sopravvivenza umana, richiedeva quindi l’intervento di una figura carismatica, come appunto poteva essere un anziano, uno sciamano, un sacerdote o uno stregone.
Di fronte a un’urgenza di grande portata, nessuno avrebbe mai cercato una persona “ordinaria”, ma bensì una persona straordinaria e capace di affrontare quel dilemma da una prospettiva indubbiamente “diversa” rispetto a quella della massa.
Questa persona sacra, era quindi avulsa dalle paure e dalle fatiche puramente umane, perché supportata da una grandissima fede in Dio, che pregava e dovrebbe ancora oggi pregare con attenzione.
A tale figura veniva, già nell’antichità, quindi riconosciuta una somma autorevolezza e veniva attribuito un “profilo” che si discostava indubbiamente dall’ordinario.
Questa figura era gradita a Dio, che se ne serviva per portare luce agli uomini, soprattutto se tribolati.
Saggio, dotato di somme conoscenze, fedele al Padre, l’Uomo investito di questa sacralità, anziano o sacerdote reale, rappresentava il faro e la roccia nei momenti di burrasca.
All’epoca, tutto ciò che era legato alla salvezza, veniva ricondotto a Dio e ai suoi fedeli rappresentanti e tramiti.
I sacerdoti, in qualità quindi di personaggi divini, erano personaggi inusuali e mai a nessuno, sarebbe passato per la testa di “compatirli”, di scusarli e di ricondurli alla loro pura e semplice natura umana.
Un sacerdote o una figura ad esso affiancata, era e dovrebbe essere una creatura speciale.
Oggi invece il discorso pare veramente capovolto, tanto che si tende a invischiare e considerare normale una figura che in realtà non lo è.
Strumento divino, egli non dovrebbe essere visto e posto sullo stesso piano della persona comune.
Invece attualmente è convinzione di molte persone, che il sacerdote sia una persona “normale, umana, ordinaria”.
Ma non funziona così, almeno non dovrebbe, nella maniera più assoluta.
Se questo modo di pensare,  è entrato a far parte delle nostre convinzioni, è doveroso riflettere su questa dinamica.
Se ripensi alle fatiche collettive di questo ultimo anno, ti accorgerai che soprattutto in queste ultime pagine di storia, stai indubbiamente assistendo a un’assenza di fede o meglio l’unica fede è stata riposta nel vaccino.
Tutto punta ed è orientato alle sole forze umane e a ciò che viene dal puro lavoro umano.
Nelle giornate più impegnative non si è più parlato di prevenzione, né tanto meno del fatto che la mano di Dio fosse lì, pronta a soccorrerci, amorevolmente.
Tutto è stato convulsamente indirizzato a creare un senso di assenza, di vuoto, di realtà spaventosa e non gestibile, fino al momento in cui ti è stata prospettata un’unica soluzione, diventata il nostro nuovo santo del momento.
Per carità, non sto negando le fatiche e le situazioni in sé, di questo ultimo anno, ma la gestione è stata tutta interamente umana e indirizzata a farci andare in una sola direzione, escludendo qualsiasi forma di presenza e di assistenza divina.
Anche nelle giornate più “intense” nessuno ha tentato di farti levare il capo verso l’alto, alla ricerca di Dio e non importa come venisse chiamato quel dio, perché sto parlando di un Essere superiore, presenza soccorrevole e misericordiosa, amorevole.
L’unica legge è sembrata allora essere: “L’uomo propone e l’uomo dispone!”
In realtà, mi dispiace deludere chi non ha fede, ma c’è chi vigila costantemente su di noi dall’alto e si attiva per sostenerci sempre e comunque, indipendentemente dai nostri voltafaccia e dalla nostra scarsa fede e fedeltà.
Come Anime incarnate, è soprattutto quando siamo dimentiche di noi stesse e di chi ci ha creato, che abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi e soprattutto che ci permetta di mantenere una prospettiva divina di fronte a fatti, eventi e a tutta una serie di morti fisiche, che sono state usate per asservirci solo alla paura e quindi per metterci in una condizione ben diversa e distante da quella di figli di Dio.
Un sacerdote, a qualsiasi credo appartenga, è un rappresentante di Dio, quindi è esattamente colui che traspone quaggiù le informazioni che il Padre ci invia, quindi rappresenta una sorta di zattera, sotto un certo aspetto, pronta a portarci in salvo.
Egli è uno strumento unico, privilegiato, perché vive nell’energia positiva della Preghiera e del contatto con l’alto, quindi è una “persona specialissima”, capace di alleviare le sofferenze e mostrare il cammino della fede.
Un “sacro” o unto, come lo voglia chiamare, sa aiutare l’Anima “bambina” a fidarsi e a vedere la mano di Dio in tutto, anche in momenti storici che la possono distrarre, affaticare e preoccupare.
Egli è capace di essere sereno, perché ha certezze che non appartengono a tutti e che non tutti, in qualità di Anime, hanno saputo e voluto sviluppare.
Se in un sacerdote tu non vedi o non riconosci questi aspetti o lui non è un’Anima evoluta e quindi non riflette la grandezza di quel Padre che lo ha scelto e che dovrebbe rappresentare, oppure la tua condizione animica è talmente infantile, che non sai vedere in lui, altro, se non la sua solo natura umana.
Tu lo cerchi ogni volta che devi ricreare il tuo equilibrio profondo, un equilibrio danneggiato dai fatti, dalle parole, dalle campagne e dalle opinioni di moltissime persone spaventate e preda del sistema; puoi anche avvicinarlo per saper andare oltre le tue paure umane, e per ritrovare quella fede indispensabile, fede che ti rende forte, carico di pensieri positivi, amorevole e creativo.
Questo è un tuo bisogno “primario”.
Immagina questo scelto da Dio, come una sorta di salvagente divino.
Se il tuo salvagente è buco, danneggiato e non galleggia, cosa fai? Lo cerchi e gli affidi lo stesso la tua vita oppure lo dismetti?
Così, se il prete che hai di fronte, è stato assorbito dalla “normalità”, lo segui, lo cerchi, anche se ha perso ciò che lo rendeva “sublime”?
Non credo o meglio mi auguro che non succeda, se non è più sacerdote, nel senso vero e pieno del termine.
Se lui ti può dare solo ascolto e uno scambio di “espressioni e frasi fatte” simili a quelle che potresti scambiare con altre 100 persone comuni, mi dispiace moltissimo, ma ha smarrito ciò che lo rendeva “sacer o sacrus” .
Tu però, soprattutto se hai camminato e lavorato sul tuo profondo, un sacerdote non puoi considerarlo un poverello, un uomo spaventato, un uomo come gli altri  e usare nei suoi confronti certe parole “forti”, sia perché quelle parole agiscono sui suoi sistemi, sulla sua energia e lo trasformano, in maniera peggiorativa, e poi perché se realmente in lui tu noti solo normalità, quindi vedi una persona qualunque, senza alcuna nota di merito, significa che ha un’Anima gretta e che si arrabatta esattamente come fanno tantissime persone, la cui Anima è parecchio affaticata.
Il vero “unto” è carismatico, è una sorta di calamita, perché la sua Anima è carica di Luce, di potere divino, di creatività divina, creatività che raggiunge i tuoi sistemi, anche in maniera inconscia e ti permette di respirare, di stare subito meglio, di sentirti alleggerito e lontano dalle grandi paure del gregge.
Se occupa quel posto “privilegiato”, deve avere un’Anima evoluta, altrimenti hai ragione a definirlo “un uomo” e devi sapere che allora quello non è  e non potrà essere il tuo faro nella nebbia.
Chi è pieno di paure e ti parla solo di rischi, di adeguamenti, di povertà interiore, senza rendere sereno il tuo Spirito e senza aiutarti a vedere il sole attraverso la nebbia, non lo devi né commiserare, né giudicare, né giustificare, ma semmai affidare amorevolmente al Padre.
E andare oltre.

Dopo questa chiacchierata odierna, spero che tu abbia colto che non sono qui per parlar male dei preti, ma piuttosto per ricordare il grande valore e l’enorme responsabilità di cui ogni sacerdote è investito.
Se la società lo disereda, togliendogli tale compito, significa solo che qualcosa non sta girando per il giusto verso e allora è doveroso fermarsi, farsi 4 domandine e trovare le risposte utili.
Nessuno è infallibile e la paura può bussare, ma chi è saldo in Dio ha un piede fermo e non si comporta e non dice parole ordinarie, perché Dio, che lui rappresenta non è ordinario e questo almeno a lui, dovrebbe essere ben chiaro.
In quanto a te, sia che tu abbia un’Anima evoluta o ancora bambina, tralascia ogni sorta di mala parola, verso chiunque, ma soprattutto nei confronti di un “uomo scelto da Dio” e amato, esattamente come ama te, me, qualsiasi Anima, a cui ha dato vita. Solo il Padre sa perché un suo strumento stia faticando così.
Dona amorevolezza e nell’amorevolezza sarai accolto nei momenti delle tue fatiche.
Om Shanti!
ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Mariano Francesco

    Carissima ti è necessario rivedere il proprio “profilo” spirituale per tutte le persone ormai investite da questa situazione… che porta a non distinguere neanche più i ruoli importanti soprattutto dei sacerdoti
    o delle persone scelte dal Padre Celeste.
    Grazie per la tua indicazione sempre all’ amore universale nei confronti di tutti Ancor più di chi riveste un compito molto importante per tutti noi.
    Un abbraccio grande di Luce.
    Pace e bene carissima ti.❤️✨

    • *** ti degli Arcangeli

      Sai Mariano, lasciamo tutto nell’Amore divino.
      Che certe figure, rivedano i loro profili, ai miei ragazzi, umanamente direi: “La vedo dura!!”
      Poi, nell’immensa grandezza divina e soprattutto nell’accoglienza amorevole so che fanno solo quello che possono, in base al loro grado di Coscienza” 🙂
      Noi voliamo e siamo grati a Dio e ai suoi meravigliosi Messaggeri angelici, per ogni dolce vibrazione del cuore e dell’Anima e gustiamo ogni istante, ogni giorno e ogni ora con tutto l’Amore e lo stupore possibili.
      Un abbraccio di Luce, grande.

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