
Ci stiamo preoccupando molto della Terra, e la cosa è sicuramente positiva, ma Madre Natura, negli ultimi periodi, soprattutto lo scorso anno, ci ha dimostrato quanto la sua forza e la sua energia interiori siano potenti e inarrestabili, indipendentemente dal nostro sostegno.
E’ bastato ridurre la nostra operosità, per qualche mese, per vederla così ritornare rigogliosa e maestosa, come non mai.
Chi è veramente in sofferenza siamo noi uomini.
Viviamo sprofondati, oggi più che mai, in una sorta di pessimismo di massa, di boule emotiva, che crea una situazione complessivamente faticosa e affaticata.
E’ quindi giunto il momento di costruire anche una sorta di “ecosistema” individuale, legato alle nostre emozioni positive, cioè di rimboccarsi le maniche per organizzare la propria Vita in modo d’avere e poter attingere da diverse fonti emotive, che ricarichino e ci restituiscano il piacere di stare qua, in questo mondo.
Come puoi fare per raggiungere questa situazione ottimale?
Sicuramente devi attivare una sorta di speculazione, proprio come a livello monetario, cercando di coltivare diverse fonti che ti procurino benessere interiore.
Devi avere, proprio come in casa, più “prese” capaci di offrirti la giusta carica, per sostenerti, farti stare bene, permetterti di sentirti sereno e realizzato sempre, anche quando, nelle tue giornate, spirano i venti contrari.
Proprio per questo motivo, devi crearti tutte quelle situazioni che ti rendano capace di “ricaricare le tue pile”, cioè saperti donare svariati momenti che ti diano gioia e che ti rendano una persona felice e serena.
Devi quindi lavorare per generare una sorta di ecosistema emotivo, da cui attingere quelle emozioni “buone”, capaci di far sorridere la tua Anima e quindi tutta la tua Vita
Parlo di ecosistema, perché i diversi ambiti sui quali puoi agire, sono interconnessi e quindi si alimentano, si nutrono, si sostengono vicendevolmente.
Ecco allora che durante la tua giornata, devi poterti offrire e disporre di spazi nei quali ti senti in pace e in equilibrio sia con te stesso, che con l’ambiente circostante.
Questo significa evitare le “zone contaminate”, vale a dire le persone negative, e tutta una serie di eventi, pensieri o dinamiche, che creano solo fatica, effetti pendolo ed emozioni azzeranti.
Se vuoi godere di una “buona salute” generale, devi quindi attivarti per accrescere la tua “buona salute spirituale”, meditando, facendo attività sportive, immergendoti nella natura, godendo e gustando cibo scelto con grande attenzione e rispetto, e poi stare con chi ami e ti fa stare solo bene.
Tra tutte queste iniziative, la prioritaria è sicuramente lo stare fuori, il poter camminare, respirare, correre e gustare quanto Madre Terra ci presenta, ci offre.
Gli alberi, un cielo terso o anche un cielo carico di pioggia e di nuvole, oppure il canto di un uccello, il profumo dei muschi, concorrono a migliorare moltissimo il tuo livello di felicità e quindi il tuo benessere complessivo.
Dopo un “bagno” nel verde della natura, ti senti in pace, rilassato, privato di tutta quella lunga serie di pensieri assorbenti, quindi entri in uno stato di soddisfazione, apprendendo la sottile arte di stare bene, prima con te stesso e poi con tutto il resto del mondo.
Il fuori, se ti senti rinato, lo vivi di conseguenza, come una tua “nuova proiezione”, quindi lo sperimenti, come fossi una cartina di tornasole, secondo le nuove esperienze emotive che crescono ora dentro di te.
Quando non riesci ad entrare in questa sorta di idillio?
Quando tu punti tutte le tue risorse su una sola situazione, come per esempio capita quando inizi una nuova relazione affettiva.
Si tratta di un momento sicuramente bello, ma delicato.
Tu vivi in una sorta di appagamento emotivo e sensoriale tale, per cui puoi scegliere di legarti, in maniera unidirezionale, solo alla persona che ha da poco fatto il suo ingresso nel tuo mondo.
Lo stare insieme vi appaga e questo può essere il punto d’inizio per una sorta di “esclusività” progressiva, estremamente dannosa.
A lei ora tu decidi di dedicare tutto il tuo tempo, le tue attenzioni, le tue cure e ogni tuo singolo attimo libero.
Questo ingenera una sorta di Paesaggio, chiuso dentro ad una bella bolla di vetro, e per questo destinato ad inaridirsi, perché nulla del mondo esterno viene lasciato penetrare e quindi viene a mancare ogni forma di nutrimento dall’esterno.
In questo modo tu incentri tutto il tuo benessere su una sola persona.
Immagina come potrebbe essere la tua vita se in casa, in un appartamento di più stanze, tu avessi una sola presa per alimentare qualsiasi elettrodomestico disponibile.
Creare un rapporto chiuso, significa proprio mettersi in questa condizione: voi due, siete l’uno per l’altra, l’unico punto di riferimento e di alimentazione.
Se la vostra relazione dovesse, per qualche motivo, interrompersi, sarebbe un “botto tremendo” per ciascuno di voi.
In te, che avevi magari creduto maggiormente nell’eternità di questa relazione, potrebbe crearsi addirittura una sorta di “corpo di dolore”, pronto a risvegliarsi ad ogni occasione.
Tutta la tua vita ruotava intorno a quella persona.
Ora, senza il tuo “sole” affettivo, ti ritroveresti a chiederti chi sei e a non riuscire a dare un senso alla tua esistenza.
Questo è il caso di parecchie persone che, mi scrivono, parlandomi del dolore continuo che sperimentano, per la perdita di persone care, perdita a cui non riescono a dare un senso, per permettersi di ricominciare.
Infatti un’espressione ricorrente in queste testimonianze, è proprio quella di denunciare l’assenza di felicità e di benessere personale, ora che quella persona è venuta a mancare.
Non è raro leggere:
“Vivevo per lei!”- oppure: “Eravamo sempre insieme”, o ancora: ”Per me la Vita non ha più senso!”.
Queste persone stanno sicuramente dicendo il vero e creando un profilo perfetto della loro situazione attuale.
Il dolore c’è ed è grande e vincolato alla sorta di “simbiosi” univoca che avevano instaurato in quel legame.
Ma noi non nasciamo per ancorarci ad una sola realtà e soprattutto non siamo qui per “nutrire” una sola situazione, una sola persona o una realtà univoca, ma bensì per offrire al mondo svariati doni.
Aver fatto dell’altra persona, vuoi perché ammalata, oppure anziana o perché legata a te da un sentimento profondo, la tua unica sorgente di vita, da cui poter attingere e dissetarsi ha creato il malessere odierno.
La fonte si è disseccata, con il sopraggiungere dell’assenza fisica, e ora tu stai morendo di sete o meglio provi questa sensazione.
La tua vita è come svuotata, priva di senso e guardare avanti diventa quasi impossibile.
L’arsura che stai sperimentando, te la sei procurato da solo e ora è tempo di porre i dovuti rimedi.
Devi lasciare andare la persona che in qualche modo è venuta a mancare o si è allontanata da te e sistemare la parete dove stava la presa, ora divelta, per non creare corpi di dolore né presenti, né futuri.
Vista l’esperienza, dovrai poi pensare di fornire la tua casa, vale a dire te stesso, a partire da questo momento, di diversi punti luce.
Hobby, progetti, scelte, obiettivi, dovrai optare per qualunque possa alimentarti, proprio come se tu fossi un elettrodomestico, piuttosto che una lampada o altro.
Così ritroverai il tuo benessere e soprattutto il tuo equilibrio.
Qual è stato il tuo errore più grande?
Aver riposto tutta la tua “felicità” e la tua realizzazione personale , la tua felicità e quindi la tua stessa identità in una sola persona.
E’ come se tu avessi giocato tutti i tuoi risparmi alla lotteria, con un colpo secco, su un unico numero, oppure avessi inserito fino all’ultimo tuo centesimo in una slot machine, che in cambio non ti ha reso nemmeno 1 centesimo.
Riesci a immaginarti la scena?
Riporta quella visione, che rappresenta la stessa situazione, sulla tua relazione, ora scomparsa.
La sensazione è identica, anzi forse peggiore.
Questo non ti accade, invece, se hai diversificato le tue attenzioni , ti sei cioè creato un ecosistema con diverse fonti di “emozioni positive”.
Anche se una sorgente si disseccasse, per qualsiasi motivo, tu avresti almeno altre dieci punti, da cui poter attingere la tanto bramata acqua.
La tua gola non si disseccherebbe mai e il tuo umore si manterrebbe sostanzialmente stabile.
La tua visione sarebbe complessivamente, e malgrado tutto, positiva e quindi ti sentiresti bene, in pace con il mondo, nonostante la vita, come fosse un’ape, ti avesse iniettato il suo pungiglione.
Il tuo cuore accuserebbe il colpo in un altro modo, perché sarebbe “ben nutrito”: avresti degli amici, frequenteresti una palestra, ti sentiresti appagato dal tuo lavoro, che ti piace e hai scelto con amore, e questo compenserebbe ogni cosa.
Cogli quindi il senso che sto dando all’ecosistema.
Si tratta di mantenerti tutti gli hobby che ti appassionano, gli spazi che avevi prima del rapporto, quegli amici solo tuoi, insomma, quella sorta di “circolo virtuoso” che, in una situazione particolare, ti potrebbero supportare e alimentare positivamente.
E’ diversa, invece, la situazione, quando stai facendo nascere un nuovo progetto.
Allora è possibile, che per qualche tempo, tu nutra in maniera quasi univoca quel tuo spazio, concentrando le tue attenzioni e le tue energie, solo ed esclusivamente su quel determinato obiettivo.
All’inizio è sicuramente indispensabile un’ attenzione quasi univoca, attenzione che però non si può protrarre per un tempo illimitato, ma va gestita sicuramente bene.
Tre mesi sono il tempo massimo utile per impostare una nuova occupazione e per darle quindi corpo, poi, se tu dovessi continuare a farlo con la stessa intensità, la qualità complessiva della tua vita, scadrebbe paurosamente.
Se ora ti stai accorgendo che sei manchevole e quindi ti trovi in una situazione che potrebbe rivelarsi negativa per il tuo futuro, ecco questo è il tempo per “riequilibrare” e ricostruire intorno a te tutte quelle fonti positive, che potranno aiutarti a generare tutta l’energia di cui potresti avere bisogno, anche in funzione del nuovo impegno o di un nuovo progetto, che stai assumendo.
Se creerai una specie di “ecosistema” di emozioni virtuose e positive, tutto quello che farai, sarà più efficace.
Perché?
Perché tutto ciò che è sano influenza ogni altro aspetto della tua vita, quindi nutre ogni altro ambito; questo genera quella sorta di “Ambiente naturale”, simile ad un ecosistema, dove tutto è in funzione di un sano equilibrio e quindi tu entri in una sorta di spirale di positività.
Tutto ciò che fai, si migliora e concorre a migliorare un altro aspetto.
E’ così che diventi sempre più atletico nella gestione della tua vita, oppure più sereno e quindi più proficuo, maggiormente produttivo.
Quando fai parte di un “ecosistema” in ogni momento della tua vita o della tua giornata, ti sentirai più attivo, più equilibrato, più attento e quindi più concentrato, qualunque sia l’attività o l’impresa che stai promuovendo.
Quando sei in grado di mettere in atto “diverse strategie” positive, il beneficio immediato che ne trai e eccellente e questo alimenta e trasforma tutta la tua Vita.
Quindi che cosa ti posso augurare, se non di poter gestire in un modo nuovo la tua Vita e di crescere a dismisura il tuo ecosistema emotivo e quindi il tuo equilibrio spirituale.
Amorevolmente ti.
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