
Limitare significa circoscrivere e impedire che qualcosa vada oltre, esca, si ampli …
Siamo degli esperti in fatto di crearci questi spazi entro i quali morire
Già, avete letto bene: morire.
Perché scrivo questo?
Perché l’Uomo, spessissimo, si pone dei limiti invalicabili e vive con il freno a mano tirato, come se avesse paura di osare troppo, fare di più, essere migliore
La nostra storia umana, del resto, ha avuto un’evoluzione particolare, perché sovente ci siamo auto sabotanti, dando per universale, oggettivo e quindi inconfutabile, ciò che in realtà non lo era.
Per anni non abbiamo corso un miglio in meno di 4 minuti, perché era stato detto, da un medico, che cercare di superare questo limite naturale, avrebbe comportato agli atleti uno sforzo tale, da determinare la spaccatura del cuore.
In seguito a questo nessun atleta, fino a metà del secolo scorso cercò di scendere sotto quel limite.
Non lo si faceva.
Non si tentava.
Non ci si concedeva la possibilità di provare ed anche mentalmente, si era creato un impedimento fisico tale, per cui nessuno in meno di 4 minuti c’era mai riuscito, ma nemmeno aveva provato.
Bastò un temerario, dopo anni e anni di tale convinzione, che le cose si sbloccarono e tutto fu diverso.
Allenatori ed atleti avevano accolto razionalmente questa dichiarazione e l’avevano trasformata in una verità, quindi non c’era stato nessuno pronto a metterla in discussione…
Ciò che avrebbe potuto e dovuto fare la differenza, non fu, fino al giorno in cui un uomo, non omologato, fece il passo di infrangere un limite precostituito.
Egli dimostrò che la dichiarazione non era in realtà vera e superò e abbattè quel reticolato, quella siepe.
Spesso una convinzione, uno schema precostituito ci impediscono di fare, di dire, di essere qualcuno o qualcosa.
Nella mente umana esistono vari limiti, alcuni creati da noi e parecchi dagli altri e dal nostro contesto sociale.
Dopo quell’atleta, l’anno successivo, molti altri ripeterono l’impresa e il record fu oltrepassato, ma prima, per molto tempo, si era vissuti nella stasi più completa.
Questo rimarca che i limiti sono nella nostra mente e ci bloccano, ci rallentano.
Il problema è che le convinzioni di ciascuno di noi, che dipendono dal nostro vissuto, dalle esperienze che facciamo e abbiamo fatto, dalle amicizie, dal luogo in cui viviamo, o abbiamo vissuto, dalle credenze, dai pensieri e dalle limitazioni delle persone e del contesto sociale a cui apparteniamo, di questi stop ce ne offrono tantissimi e tutti, apparentemente, validi e quindi rigorosamente da rispettare.
Li riceviamo e li facciamo diventare semplicemente nostri, proprio come gli atleti antecedenti il famoso 6 maggio 1954.
Noi siamo ciò che accogliamo e facciamo nostro.
Dobbiamo stare attenti a ciò che pensiamo o meglio a quello che crediamo nella nostra testa, perché tutto tenderà a manifestarsi, quindi a prendere forma, corpo, volume e quindi ad essere, ad esistere.
Se mi reputerò poco affidabile, finirò con l’esserlo.
Se penserò di me che valgo poco, sarà così.
Se crederò di essere in parte la mia peggiore nemica, così sarà …
Tutto prende forma, corpo, e diventa …
Del resto si dice che il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi.
E’ così!!
Il ridicolo è che, sia che il nostro pensiero sia a nostro favore, sia che ci remi contro, noi ce la faremo …, perché avremo comunque ragione: saremo o non saremo, avremo o non avremo, diremo o non diremo … il nostro obiettivo sarà comunque raggiunto in un modo, in una direzione o nell’altra.
Se ci concediamo di farcela, avremo sicuramente eccellenti possibilità di ottenere tutto, se non ci permetteremo di realizzare quella cosa e continueremo a pensare che non ci riusciremo, avremo molte meno probabilità di realizzare il nostro traguardo o di ottenere il conseguimento del nostro mitico sogno.
Siamo noi i migliori o peggiori fans di noi stessi.
Se tifiamo al meglio per noi le nostre probabilità di farcela aumentano in maniera esponenziale, a dismisura.
Se ci limitiamo, beh … il risultato sarà di conseguenza.
Allora, cosa vogliamo fare?
Crescere, stare bene, raggiungere il nostro massimo, esprimerci al meglio, ottenere successi e tante buone e belle cose, o vivere nell’inezia, nella castrazione eterna?
Sta a noi, superarci e raggiungere il record che ci è dato ottenere, se solo ci crediamo.
Qualcuno dice che nessuno al di fuori di noi, può crederci più di noi, in ciò che vogliamo, facciamo, proponiamo.
Siamo i nostri sommi ispiratori, nel bene e nel peggio.
Non vale la pena sostenerci e tentare, se così deve essere, di raggiungere gli obiettivi migliori?
Come fare?
- Se sto facendo un cammino spirituale, ho sicuramente già raggiunto/ottenuto qualcosa; ecco allora che incomincio a potenziare, a rimarcare questi trofei, questi traguardi raggiunti, concedendomi di sentirmi fiero di me stesso, contento e capace.
- La pianto di guardare ciò che ancora non so fare, ma punto quindi l’attenzione su ciò che ho ottenuto e so finalmente fare.
Un atleta non si ripete ogni secondo ciò che non ha ancora fatto, ma si compiace e si rinforza, pensando alle conquiste che ogni singolo giorno raggiunge e così, momento dopo momento, il suo cammino diventa certezze e lo porta lontano.
Ogni mattoncino che posa, lo avvicina al suo traguardo. - Imparo a chiedermi sempre: “Questa cosa che credo, mi sta rinforzando/potenziando o limitando?”
Cosa fare poi, lo capisci da solo.
Ciò che mi sto dicendo, mi porta verso la persona che desidero essere o mi allontana da questo traguardo?
Se la risposta è no, cambio convinzioni, escogito il modo di vedere ciò che sembra io sia stato incapace di cogliere, con l’affermazione precedente.
Faccio qualcosa di buono per me!!! - Ricordati che la tua vita dipende sempre da quello in cui tu credi.
- Inizio a credere in ciò che mi rinforza, mi dà energia e “potenza” nuove.
- Mi stampo in testa che” nessuno, al di fuori di me, che voglio ottenere questa cosa, può crederci quanto e più di me”.
Se io non credo in me stesso, penso forse che lo facciano gli altri??
Felice giorno di Accoglienza!
Amorevolmente, Ti degli Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Bello ma il mio futuro è disperato sono in depressuone
Ciao Grazia!!!
Lavora su di te, per affrontare e risolvere questo aspetto della tua vita, ed intanto elimina tutte le parole negative, che marchiano ( vedi la parola “disperato”) e che contribuiscono a rallentare il tuo riscatto e la rinascita.
Dio ti accompagni e sostenga sempre!!
Amorevolmente …