Domande frequenti a proposito della Morte

In vari modi la Morte sta facendo visita al Pianeta e sono diverse le Famiglie che  si trovano ad accoglierla. A volte si tratta di un arrivo atteso, altre improvviso. Quando bussa ed entra in una Casa, nascono sovente emozioni forti e sorgono parecchi interrogativi. Spesso sembra che manchi qualcosa d’indispensabile al profilo che cerchiamo di crearci in merito a Lei.

Spauracchio per secoli, tenuta al di là del confine esperienziale umano, temuta e reputata capricciosa e malevola, oggi, in un discorso d’Amore
Nuovo, anche “sora Morte corporale”, come la chiamò San Francesco, ci chiede di poter “riacquistare la sua Luce” così che la bruma che la circonda, a poco a poco scompaia, e lei possa accompagnare in maniera serena, chi esce di scena.


Ci sono giorni in cui il Sole ci appartiene, ci avvolge e allora tutto ci appare carico di Vita e di vitalità e il Cielo, nonostante magari sia presente qualche piccola nuvola, lo sappiamo vedere lo stesso nella sua immensità. Poi, d’improvviso, ecco che qualcosa avviene e allora intorno tutto pare prendere sfumature più buie e ci si lascia prendere dall’idea che più nulla o poco funzioni, ma non è così.

La Vita è Gioiosa e contiene in sé l’Essenza stessa dell’Esistenza.
La Vita è Vita e in realtà non ha mai fine, nemmeno quando un Angelo viene e ci chiede di consegnargli il cappotto che ci avvolge.
Allora avviene come quando scarti, cioè togli l’involucro, alla caramella che il tuo palato apprezza: quel piccolo dolce, appare in tutto il suo Splendore, pronto ad espandere il suo Gusto, l’Aroma ed il sapore “inconfondibile” in Te, che lo desideravi.
Così la parte delicata dell’Essere Umano, l’Essenza Radiosa, quando lascia il suo involucro di carne è simile alla caramella, e si mostra e ritorna in tutta la sua Pienezza, nella sua Essenza Espansa. Una Caramella di Luce, straordinaria.
So che per molti è difficile pensare alla morte, come a colei che scarta la nostra caramella, eppure è così. Lei desidera la carta, mentre tu, Vita, voli altrove e manifesti tutta la tua Essenza, la tua Bontà Divina.

L’Articolo di oggi ho quindi scelto di dedicarlo alle varie domande inerenti “Sora Morte Corporale” e gli eventi che in qualche modo si ricongiungono alla sua presenza. Sono quesiti raccolti e ricevuti nel tempo in vario modo, a cui risponderò, sperando di offrire un’immagine più Fraterna di “Sora Morte”, colei che viene per riprendere solo l’aspetto “Corporale” dell’Essere di Luce, incarnato.

“Sono sempre stato favorevole alla donazione degli organi e ho sempre affermato che dopo la mia morte avrei voluto che altri Uomini potessero ricevere un aiuto, grazie a qualche parte del mio Corpo, compatibile con il loro, ma ora ho qualche perplessità. E’ come se avvertissi che donando una parte di me, del Corpo Fisico che mi avvolge, potessi rimanere ancorato alla Terra?
E’ una paura o c’è del vero?”

E’ una domanda di certo importante, a cui cercherò di dare voce in maniera semplice.
Credo che chi ha posto questa domanda offra l’opportunità di un confronto, anche a chi magari non ha mai osato scrivere in merito a questo.

Se ti rispondesse la Ti, di qualche anno fa, ti direbbe senza ombra di dubbio di seguire il Cuore e di donare. La Donazione di organi è un atto amorevole, è l’espressione della spinta generosa che ci porta verso l’altro, verso un Fratello affaticato nel Corpo Fisico.
Questa azione spontanea, permette a chi ha il Corpo affaticato di ricevere da qualcuno quella parte fisica che in lui si è danneggiata e dunque di avere salva la Vita.

Oggi ti posso rendere parte di quanto avviene con il trapianto, lasciandoti però la Libertà decisionale, in merito alla quale sei tu, in battuta finale, a decidere.

 Il dubbio che ha trovato spazio in te, nasce dal “profondo” e per quanto lo si possa leggere come un gesto legato alla paura o a una manifestazione della personalità, non è tale.
C’è una parte del tuo Regno Interiore, che ti parla in merito a questa scelta.
E perché lo fa? Lo fa perché la “donazione di organi” comporta l’instaurare “un legame”, attraverso uno o più organi con uno o più soggetti riceventi.

Quella parte del tuo Corpo che offri a una persona crea un legame.

Tu diventi il donatore per uno o più riceventi e getti una fune tra la tua storia e la sua o le loro storie.
Questo significa che se tu sei morto e continui il tuo viaggio  sui piani astrali che ti attendono, in base alla tua evoluzione, c’è una parte di te che da quaggiù ti raggiunge. Tu rimani in qualche modo legato alla vita qui, sulla Terra, attraverso l’organo che hai donato.

Il legame in sé è nato con Amore e dall’Amore, dunque si tratta di un Seme fruttuoso, però sei in qualche modo “partecipe della Vita” di quell’Essere di Luce Incarnato, a cui hai donato il tuo organo, e lo sei fino a quando egli non lascerà il suo involucro, cioè il suo Corpo fisico.

Donatore e Ricevente sono legati fino alla morte di quest’ultimo.

Tu entri, attraverso l’organo trapiantato, in un Corpo affaticato, che ha un suo Suono in qualche modo stonato, perché c’è un danno di natura “sottile”, che il Corpo sta esternando.

Ogni Organo visibile, che contribuisce a dar vita e a rendere “manifesto” un Corpo Fisico, ha un Suono specifico ed è “adattato” al Corpo per cui è stato creato.
Mani, piedi, fegato, polmoni, cioè tutte le parti di quel Corpo ora sofferente, proprio come accade anche nel tuo, emettono dei Suoni, che unendosi creano una sorta di Musica Sinfonica. Sono un’orchestra Sottile che si esprime attraverso la Materia e la fisicità.
Uno di questi Organi sta manifestando un’alterazione e il pezzo che viene suonato è disarmonico.

Il Tuo Organo allora lo sostituisce, ma a livello “sottile” non è nato per quel Corpo, ma è stato creato per il tuo corpo.

L’Orchestra e il Corpo ricevente possono accogliere il tuo Organo, che “manifesta un Nuovo Suono”, così come lo possono rifiutare.
E’ soprattutto però il “tuo Organo”, cioè quello del Donatore, che sovente fatica ad entrare in quell’Orchestra e rifiuta di “adattarsi” al Corpo Musicale a cui viene aggiunto.
La medicina parla di Rigetto.
Viene “gettato fuori”, quell’organo viene rimandato al donatore, ma ripeto che, a livello sottile, tre volte su quattro è la parte donata che si rifiuta di far parte della nuova realtà e dunque non viene estromesso, ma si dissocia da solo, desidera “seguire il resto del suo corpo”.

La Donazione è un gesto nobile e “importante che porta qualcosa di “NUOVO” nell’Anatomia Sottile.
La Sorgente ha creati e predisposti alla Vita e non alla morte.
La Morte è stata una conseguenza dell’uso scorretto del Libero Arbitrio, è stata incaricata di chiedere indietro quel Corpo che era servito all’Anima per rendersi manifesta, in modo temporizzato. Alle origini questa scadenza non esisteva e dunque nemmeno questa Sorella all’epoca svolgeva questa incombenza.

Il distacco dalla Sorgente ha portato l’Essere Umano a un numero immenso di “scoperte”, fatte durante la scuola sul Pianeta. Qui i Corpi hanno conosciuto la sofferenza auto-generata, il dolore auto-indotto e la malattia e hanno avuto modo di crescere, arrivando talvolta a mettersi in gioco per il proprio Bene e per quello degli altri Fratelli, per esempio con la donazione.
Provare dunque il desiderio di aiutare un Fratello, fa parte di questo slancio del Cuore verso chi soffre.
Ora sono io a chiedere: “e se nel contratto della persona affaticata, non fosse contemplato il trapianto e fosse invece prevista la Morte?”
Immaginiamo anche questa possibilità, perché esiste, c’è e più spesso di quanto si possa pensare.

La medicina attuale esclude l’Anatomia Sottile e contempla una procedura fisica molto rigorosa, di un certo tipo. Questo modo di procedere impedisce per esempio che il Donatore possa staccarsi dal suo Organo in maniera sottile, perché nessuno prevede che esista un legame di questo tipo, così come si esclude che s’intervenga sulle parti donate, in maniera che il suono “antico”, cioè quello che contraddistingueva quell’Organo, nel tuo Corpo, venga riadattato al Corpo Ricevente, così che gli appartenga e la donazione sia piena e ciascuno, donatore e ricevente, appartenga alla Propria Libertà.

C’è una Ritualità Sottile, Meravigliosa, nata anche grazie all’esperienza scolastica che il Genere Umano ha affrontato in tutti questi Eoni, che fiorirà in questo 7* e ultimo Ciclo Evolutivo, sulla Nuova Terra.
E’ qualcosa di Meraviglioso che poco per volta sta prendendo e prenderà forma, perché altrove già E’.
Questo, per esempio, attesta che, nonostante le fatiche immani che l’Uomo ha conosciuto e i ritardi evolutivi, sono “nate anche situazioni nuove”, quindi si è trattato di un percorso Evolutivo costante e proficuo.
Diverso, rispetto al previsto, ma nell’insieme proficuo.
Pensare alla Morte come un’occasione per aiutare qualcuno è allora un gesto che qualche Anima contempla e prevede come sua. Quello che deve preventivare è il legame che s’ingenera, di cui sovente non sa, e iniziare a pensare a creare un dialogo con i propri organi in previsione dell’evento.

“Si parla di 3 giorni perché il processo di separazione dal proprio Corpo avvenga in maniera “normale”. E’ Vero?”  

Sì. Tutti i dogmi, per quanto conosco, parlano di 3 giorni utili per una “partenza” serena dal proprio Corpo fisico.
E questo corrisponde al processo “sottile” che si crea nelle ore successive al decesso.
E’ la realtà che, per quanto mi è dato vedere, si discosta poi da quanto viene detto a livello teorico e da quanto viene scritto o suggerito.
Ci sono esequie molto rapide.
Per fortuna c’è una sorta di “aggiustamento sottile”, per cui anche se i termini vengono disattesi il cammino Sottile prosegue.
Nei 3 giorni, dopo il decesso, gli organi Eterici escono dal Corpo fisico, piano piano, in una sorta di processione e si assemblano accanto a lui, formando una sagoma eterica che starà accanto al cadavere, creando un’unione tra il Cielo e la Terra, tra la parte ascesa e la parte rimasta nella materia e questo dura per 40 giorni.

Sono i famosi 40 giorni durante i quali, rammento la bisnonna e la nonna, venivano fatti recitare Salmi, Rosari e Preghiere particolari, incluse delle messe che servivano, mi veniva detto, per “accompagnare l’Anima partita”
E c’è del vero in tutto questo.

Trascorsi i 40 giorni il Corpo eterico si dissolve e ogni Organo rientra nell’Energia dell’Elemento che lo ha formato, vale a dire ci saranno Organi che ritornano in seno all’Energia Fuoco, oppure ci sarà chi ritorna a far parte dell’Aria o dell’Acqua o ancora della Terra.
E’ un Processo inarrestabile e quindi anche se qualcosa viene accelerato, quanto avviene nel Sottile è sempre guidato dalla Luce e dall’Amore e dunque funzionale e ottimale.

“Ho assistito di recente a ben 3 suicidi  di persone che conoscevo e con cui avevo una buona relazione. Quelli che mi hanno colpito di più sono quello di un conoscente anziano, con una vita affettiva simile a quella di un tempo, quindi circondato da una famiglia numerosa e presente, e di un papà giovane. Mi chiedo cosa sarà ora e perché sia potuto succedere?

La tua domanda è naturale perché l’Uomo è portato a pensare che dietro un’uscita di scena di questo tipo ci sia sempre molto disagio visibile.
Se si toglie la vita una persona che attorno non ha altre figure umane, una persona considerata secondo la logica terrena, sola, la società e più disposta a capire, ad accogliere, a dare un senso a questo gesto, mentre se il gesto viene fatto da un nonno amatissimo e circondato d’affetto e da un papà giovane, stimato e con una vita familiare normale, allora si vacilla, perché mancano le premesse e anche le possibili risposte utili per accogliere.

Dietro questi gesti c’è sempre una personalità che combatte contro se stessa e che sperimenta Emozioni faticose, spesso invisibili al mondo esterno, perché queste lotte “intestine”, avvengono nel profondo e niente, e nessuno potrebbe intervenire per porvi fine, se non il combattente stesso.
Durante questa guerriglia il futuro suicida si comporta proprio come il soldato al fronte: nella sua trincea si prepara ogni giorno a combattere contro certi mostri, mentre al di fuori della fossa dove si è asserragliato, crea una sorta di paesaggio naturale, che dissimuli la presenza di quel buco, cioè della sua trincea.
Tutto avviene nel suo profondo e questo in genere accade perché in un momento di fragilità, un’esperienza terrena quotidiana, per altri uomini superabilissima, gli è invece parsa insormontabile a tal punto da divenire un pensiero ricorrente, una sorta di loop. Questo Loop si è trasformato in una forma pensiero e lo ha agganciato a un’egregora.
Le Emozioni dense, disfattiste hanno allora lasciato socchiusa una porta, consentendo a un’entità di agganciarlo e di usarlo fino al giorno fatidico.

Un anziano che si toglie la Vita lo fa perché percepisce in maniera distorta ogni gesto amorevole che gli viene rivolto. E’ l’entità che gli pone sul naso degli “occhiali deformanti”, così spessi che la benevolenza delle persone vicine, come per esempio i nipoti o la disponibilità dei figli e dei parenti, lo portano a ritenere che tutti agiscano per sminuirlo, per sottolineare la sua fragilità attuale o quella che lui “percepisce e vive” come tale.
In questo modo, anziché sentirsi un Uomo di valore e apprezzato, crede che gli altri lo stiano sminuendo. E’ così che, per esempio, il gesto dolce di aiutarlo a sedersi, che viene fatto con trasporto e dolce leggerezza e tanto Amore, agli occhi del nonno diventa un’aggressione al suo orgoglio, una sorta di “ferita” al suo ego.
E’ l’entità, che lavorando sugli insoluti, gli fa credere di essere stato “sminuito”, mentre è vero il contrario.
Se poi questa persona teme di poter avere in futuro delle difficoltà di salute, che lo porterebbero a diventare “un peso” nel suo farneticare mentale, continuo, ecco che sceglie e arriva a compiere un gesto di questo genere.
Nella Vita sottile, malgrado l’età è e resta un suicidio e come tale è soggetto a una Legge Universale.

Dio non interviene a punirlo con l’inferno o il purgatorio, ma la Legge gli fa completare il percorso scolastico, lasciato a metà anno.
Non è ammesso l’abbandono del ciclo scolastico anzitempo e così l’uscente di scena in modo volontario e anticipato, deve ripetere l’anno e tornare a scuola, per imparare ciò che non ha imparato.

In genere il rientro è molto rapido e ora avverrà in altri Pianeti.
Poco dopo il suicidio, espletate le parti indispensabili, ecco che quest’Anima rinasce e riprende esattamente da dove aveva sospeso la frequenza.

Non nasce già adulto, ma in un piccolo corpo, neonato, che in genere manifesta, in modo visibile, la “paura” che lo ha portato a compiere quel gesto. Se per esempio il nonno aveva paura della malattia invalidante e della dipendenza dalla famiglia, ecco che nascerà con una disabilità o una malattia che lo porterà a fare esperienza proprio di ciò che temeva, per superare quel muro che lo aveva costretto in una “trincea” senza via d’uscita.

La Coscienza viene messa nella condizione di “vivere e recuperare” quel pezzetto di Vita mancante.
Rifiutava la dipendenza dal prossimo e così nasce in un corpo che ha bisogno degli altri per Vivere. Così impara ad accettare che ciò che viene considerata una fragilità sovente non lo è e che gli altri sanno e possono prendersi cura di chi amano.
La sua Vita durerà proprio il numero di anni, mesi o settimane che gli mancavano per completare il suo Percorso antecedente.

Ho scelto di parlare della persona considerata anziana, perché so che crea maggiore clamore nella collettività, ma la dinamica anche per chi sceglie di anticipare la propria morte è identica, qualunque sia l’età anagrafica al momento del suicidio.
Cambia il soggetto dei pensieri ricorrenti, ma il percorso che conduce alla morte scelta è identico. E’ importante Amare e accogliere, senza nessun commento questa scelta, che crea sovente tanto dolore e un sacco di domande aperte, senza risposta, in chi resta.

Introduco a questo punto un altro aspetto e cioè l’accanimento terapeutico.

Mentre da una parte abbiamo e avremo sempre più Anime portate a compiere questi gesti estremi, accade che Uomini già sfiniti dalla malattia o da eventi traumatici, vengano trattenuti in Vita, in una condizione comatosa profonda, per una sorta di accanimento.
La Morte è un evento naturale e “programmato”.
Nella cultura creatasi nel tempo, qui sul Pianeta, è stata fatta temere e dunque l’accanimento terapeutico è il risvolto di questa paura. La Morte in questi casi viene considerata come una sorta di “sconfitta”, e s’ignora che è un appuntamento preso molto tempo prima, per un motivo insindacabile e legato al percorso scelto dall’Anima e supportato dalle Guide della Luce, con cui è stata decisa.
La terapia esiste, ma esiste anche l’accettazione di una condizione naturale.

Questa paura, questa specie di sindrome della Morte è stata fatta nascere, dunque indotta, proprio per tenere in scacco l’Uomo. Ciò che si teme porta a una sorta di contrazione, di chiusura energetica e questa chiusura, per esempio, instaura un aumento del dolore o meglio della percezione del dolore e della sofferenza.
E’ un qualcosa che avviene a livello di “mente ordinaria” e sulla quale si dovrebbe in qualche modo agire.
 
La Storia di ciascun Uomo è in verità Meravigliosa e quello a cui dovremmo arrivare Tutti è il riuscire a coglierla, a Viverla, a percepirla come tale. Gli Uomini sono nati per Vivere nella Gioia e per uscire di scena, secondo il proprio copione, scritto tempo prima, con serenità, come accadeva un tempo.
Queste interazioni alterate con un processo naturale e consequenziale alle scelte avvenute, hanno creato le situazioni disarmoniche che il Genere Umano mette in scena.
C’è allora chi parte, cambiando i tempi stabiliti, pensando che uscire di scena porti in soluzione il suo problema e così si ritrova solo a vivere una nuova esperienza di nascita, cosa abbastanza complicata, e a tornare nella stessa condizione a cui aveva creduto di sfuggire. Rinasce proprio per finire il lavoro lasciato a metà.
C’è invece chi ha completato il suo percorso ed è uscito di scena, anche in maniera “forte”, ma perché così aveva scelto.
Ci sono Anime che hanno scelto di uscire di scena in maniera rapida, attraverso un incidente mortale o un malore improvviso e ci sono anche Esseri Umani che cadono in coma e ci restano a lungo, perché lo hanno “scelto”.
La loro è una “condizione” concordata con le Guide, perché in questo stato di “presenza/assenza” imparano “un sacco di cose”, che in altre vite avevano tralasciato, assecondando il proprio Libero Arbitrio, che le aveva depistate.
Questo coma lo si riconosce, perché ha un andamento lineare e non contempla accanimenti terapeutici quotidiani. Lo stato comatoso è costante e il Corpo pare seguire un iter di assenza “serena”.
Spesso questo coma, viene scelto anche per permettere ai familiari di capacitarsi dell’accaduto e di accogliere la Morte, dando il tempo utile a ritenerla come inevitabile. Ecco allora, che quando avverrà, sarà l’epilogo di una situazione inarrestabile.
In genere si tratta di persone giovani, incidentate e/o che entrano in coma all’improvviso.
Il coma ha in questo caso una duplice funzione e risulta importante per l’Anima in partenza e per chi resta.

Quello che avverto e che desidero condividere, è di lasciare andare chi parte, sempre nell’Amore, qualunque sia l’episodio che ha accompagnato la sua uscita di scena.
Ascoltare e accogliere senza Giudizio, perché le Storie di ciascuno sono davvero molteplici e nessuno conosce ciò che appartiene all’altra Anima. Negli ultimi istanti ci sono Anime che si perdono, sopraffatte dal dolore che creano con la loro mente, per paura della morte, per gli insoluti che avvertono, perché l’andarsene toglierà loro il “controllo” su fatti, beni materiali e persone e altre che proprio in punto di morte risolvono tutti i vecchi problemi o gran parte.

La data della morte c’è, per ciascuno di noi, mentre la data dell’ultima morte, che ha preceduto l’incarnazione attuale, è scritta nella data di nascita “attuale”. E’ la stessa.
Si nasce proprio il giorno in cui, 100, magari, 150 o chissà quanti anni fa si uscì di scena.

Quello che importa è onorare e amare questa data e impegnarsi per “morire davvero una volta per tutte guariti” e in Pace con Sora Morte

Questo è il Dono più grande che ciascuno può fare a se stesso, così che ovunque si scelga poi di andare non avverrà per riparare ai danni precedenti o per completare un percorso di studi un “po’ consunto”, ne per sanare ferite risalenti all’epoca dei dinosauri, ma per entrare leggeri in una nuova Dimensione, ed Essere appieno, espandendo le proprie vibrazioni.

Oggi ti ho donato piccole gocce per questi nuovi tempi, che ti auguro possano darti la gioia di vivere e di morire con la Pace nel Cuore.

Con Amore, Ti degli Arcangeli

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👉Ogni morte ha un suo motivo
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👉NDE
👉Il patto Violato

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
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1 commento

  1. Valentina

    Grazie carissima Ti, grazie di cuore
    Grazie grazie grazie♡

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