E’ colpa di Eva

Lamentele, brontolii, pensieri negativi sull’esterno.
Lo sport che va per la maggiore, non è il calcio, ma la “lamentela”.
Ci si lamenta del posto di lavoro, della compagna o del compagno, dei genitori, dei figli, di questo o quell’amico, dell’economia, degli uomini politici, della disoccupazione, della cattiveria umana, del Mondo.
Per questo, questa forma di “borbottamento” generale, la definisco uno sport, uno sport nazionale, che non porta nessun beneficio collettivo, ma nemmeno privato.
Eppure c’è e viene coltivato in maniera “intensiva”, come tante altre cose e situazioni.
Beh, sappi che dovresti partire da te stesso e soprattutto prendere consapevolezza che, come vado ripetendo da un po’ di tempo a questa parte, quello che cogli fuori di te, in realtà lo porti dentro di te.
Il fuori è solo una proiezione tua, personale.


Qualsiasi cosa tu abbia tra le mani, stia vivendo, vada sperimentando è esattamente quello che tu vuoi e quindi costruisci con le tue scelte, i tuoi pensieri, le tue emozioni e tanto altro.
Ti lamenti del tuo lavoro? Ricordati che in realtà, quello che tu ora stai facendo, è esattamente quello che tu “vuoi”.
E mentre la tua bocca lo aggredisce, lo valuta, lo sottovaluta, lo apostrofa pesantemente, tu operi ogni giorno per conservarlo e viverlo.
Presente la legge d’attrazione?
Bene, tutto quello che ti arriva è frutto di questo.
Quindi hai una moglie così, perché è così che l’hai cercata.
Hai un lavoro di … perché è quello che ti sei voluto e che ti conservi.
Ho assistito l’altro giorno ad una raccolta di fondi per un progetto umanitario o meglio ho visto nascere un progetto, a favore di un’iniziativa umanitaria.
In poche ore il numero di persone “affiliate”, chiamiamole così, sono aumentate in maniera esponenziale, ma, purtroppo, contemporaneamente, sono andate nascendo, crescendo e degenerando questioni “inaudite” , almeno per me che opero per Amore e quindi ho un balcone/prospettiva, ora lo chiamo così, un pochino diverso.
Si era deciso di autofinanziarsi, parlo di 2 euro, per completare la costruzione di una struttura in un Paese extra europeo.
Non sorridete, perché queste cose dovrebbero farci riflettere e non poco.
Nel giro di poco, nel gruppo neo-nato, per scopi benefici, ci tengo a ribadirlo, sono iniziati commenti a cui non vado ad aggiungere nessuna etichetta/giudizio.
Volete sapere quali?
“… ma due euro per … significa che voi raccoglierete ….E poi, siamo sicuri che li darete per questa iniziativa?”
“Due euro sono troppi, perché due euro, moltiplicati per … fanno… Così potremmo creare situazioni spiacevoli e indurre qualcuno a farne un uso improprio”.
Mi fermo qui. Non aggiungo il resto.
Commento però ciò che il pensiero sottende, perché queste sono le “nostre tragiche bucce di banana”.
Credo che la povera donna del tempio, che gettò nel cesto per i poveri le uniche monetine che ancora aveva, questi conti non li abbia nemmeno lontanamente fatti. Era “sterile” alla povertà, malgrado i ricchi la considerassero tale: una povera donna.
Povera secondo il giudizio arrogante di chi aveva molto in comune con le persone che si permettono osservazioni di questo tipo.

  • Siamo abituati a fare i conti in tasca d’altri e nulla e nessuno sfugge a queste dinamiche, neppure l’evento che dovrebbe trovarci con il cuore in mano, come la donna del racconto.
  • Non abbiamo il rispetto nemmeno per le iniziative che partono dal cuore, né per le persone che creano e sostengono con il solo spirito dell’Amore.
  • Se non hai Amore non lo riconosci, quindi applichi e generalizzi concetti e preconcetti, esprimendo giudizi che ti appartengono: “…si vende quel che hai in bottega”, avrebbe detto la mia bisnonna.
  • Indurre qualcuno a rubare? Altro pregiudizio terribile. Mi dispiace, ma se tu rubi, non è perché l’occasione fa l’uomo ladro, ma perché lo sei, perché è nella tua indole, perché le cose ti si attaccano alle mani, non perché sei messo nella condizione tentatrice.
    Siamo talmente abituati a spostare sul fuori i nostri limiti, le nostre scelte, le nostre miserie umane, che lo facciamo quasi in automatico.
    E’ così che la colpa è sempre degli altri, della situazione, degli eventi, di qualunque cosa che non sia tu.
    Tu sei stato tentato.
    E’ tempo di piantarla di far passare Adamo per il “povero scemo”, che ha ceduto ad Eva.
    O era rintronato o, se vogliamo vederla nei giusti termini della responsabilità personale, qualunque cosa abbia combinato con Eva lo ha fatto in maniera consenziente, perché lo aggradava, e lo ha scelto, deciso e voluto.

Non era un povero demente e questo sistema, questo metro di giudizio è ora di piantarla di metterlo in gioco.
Siamo responsabili di quello che facciamo e di quello che ci accade, che attiriamo, che ci piaccia o non ci piaccia.
Se ti infili in un gruppo e si prendono iniziative che non condividi, esci, vattene, allontanati, abbandona il gruppo.
Cosa resti a fare nel gruppo, se non credi nell’onestà dello stesso? Per sprecare energie?
Per gettare letame?
Per creare casino gratuito?
Per principio?
Per perdere tempo e farlo perdere agli altri?
Se avessi il tuo modo di “pesare” le cose, potrei arrivare a credere che il Social, di cui ti avvali, ti passa la mazzetta ogni volta che crei situazioni caotiche, giudicanti, capaci di coinvolgere tutte le persone che vibrano sulle tue stesse frequenze, vale a dire del dubbio e della disonestà, perché queste ti appartengono.
Visto che non è questo il mio balcone/prospettiva, ti invito, con molto garbo a non intralciare il gesto amorevole degli altri, a non spargere allarmismi tuoi sulle persone che si muovono con generoso Amore.
Il mondo, grazie al cielo, non è tutto fatto di stronzi e ladri, anche se si parla spesso solo di loro.
Esiste anche la bontà e la vedova povera, che sa ancora donare con estrema generosità.
Non partecipavo a quell’iniziativa, ma osservavo e inorridivo.
Se non ci credi, allontanati e non gettare benzina su un progetto che andrebbe solo accolto con tutto l’Amore e la disponibilità del caso.
Ci sono persone che si nutrono di polemica, di mala fede, di giudizio gratuito e di “colpe degli altri
”. Persone che ancora sono convinte che Eva fu la causa della cacciata di Adamo.
Il serpente tenta ed “ENTRAMBI RISPONDONO DI Sì”, altrimenti Dio, nel suo sommo potere giudicante, avrebbe cacciato lei dal Paradiso e tenuto lui, quel lui che la storia preferisce far passare per fesso, succube, scarsamente intelligente, piuttosto che accogliere e far notare che in realtà egli aveva la stessa identica colpa della sua compagna, altrimenti non sarebbe stato cacciato.

Ciascuno aveva la “sua colpa”.
Questo accade anche nel lavoro o in tante altre situazioni.
Se uno si assume la responsabilità e si interroga per conoscere, per sapere se quel che sta vivendo lo aggrada, se è conforme alle sue aspettative, se è ciò che lo fa stare bene e la risposta è no, l’azione successiva dovrebbe essere quella di “cambiare”, modificare le cose.
Se non lo fai è decisione tua e te ne assumi la responsabilità.
Non è colpa del nonno, del prete, del figlio, del governo o di Eva, ma tua.
Se la tua vita è senza legami è perché quello è solo il frutto del tuo operato, al di là delle tue “fantasie”, di quello che ti racconti per dare la colpa ad Eva”.
Quello che puoi fare, invece, è lavorare sul tuo “interno”, per vedere di cambiare l’esterno.
L’azione che invece fai, ogni volta che sposti fuori di te la colpa e deleghi al fuori il potere di “ridurti così”, è quella di chi, guardando la sua immagine riflessa in una vetrina, e notando che i capelli sono spettinati, va a cercare di pettinare il riflesso, vale a dire il tipo che nota riflettersi nel vetro del negozio.

E’ un atteggiamento normale?
E’ quello che fai quando ti ritrovi spettinato o con la giacca mal sistemata?
Sicuramente no, almeno lo spero.
Il Mondo esterno è come il vetro della vetrina, come lo specchio di casa, come una pozzanghera riflettente.
Devi lavorare su di te, perché lui cambi.
Ripeto: se tu vuoi sapere cosa vuoi, realmente, basta che tu osservi quello che ti sta accadendo e se non si tratta di ciò che realmente vorresti, ti metta in azione ed inizi a pettinarti in prima persona, vale a dire a lavorare sul tuo mondo interiore.
Se una situazione non ti aggrada, e hai presente questo aspetto, che ti sto risvegliando da alcune settimane, inizia a ribaltare il tuo modo di agire, a cambiare il tuo balcone/prospettiva, a partire da ciò che puoi realmente cambiare, cioè te stesso.

Tu cambi il mondo fuori, nel momento in cui cambi il tuo mondo interiore.
Questo lavoro ti porta ad avere un altro modo di leggere gli eventi, ti induce a reagire in maniera diversa a quanto ti accade ed accade nel Mondo, addirittura cambia il tuo linguaggio, muta la tua capacità di “osservare ed Amare gli altri”, oltre che te stesso.
Viviamo invece in un contesto decentrante, dove si delega, si incolpa, si giudica e si scarica ogni cosa in casa d’altri, come in una sorta di gara a chi non ha colpa e a chi invece ne ha, anche per te.
Questo modo di pensare ci “omologa”, ci fa perdere sia la dignità personale, che collettiva, ci rende bradipi, lenti, molli, senza spirito d’iniziativa, quindi perfette marionette nelle mani di buoni burattinai.
L’imprenditore è, prima che una persona che esercita un’attività, una professione economica organizzata per produrre beni e servizi, è una persona che ha scelto di “muoversi”, di assumersi delle responsabilità, è colui che prende su di sé la responsabilità di mettersi in gioco per qualcosa, che poi coinvolgerà anche altre persone.
Tu puoi scegliere di essere un burattino, un omologato al pensiero che va per la maggiore e quindi lavorare in un certo modo, prediligendo lavori pagati, ma senza coinvolgimento reale, di tipo imprenditoriale o di altra natura, oppure scegliere di essere la differenza, di staccarti dall’omologazione, dal così fan tutti, per metterti in pista e correre in prima persona, magari inventandoti un nuovo lavoro o scegliendo un’altra casa o una nuova persona con cui vivere.

Pensare che il Mondo sia un poco diverso, da come te lo hanno dipinto fino ad oggi, quale problema può suscitarti? Ha contrindicazioni per l’uso?
Beh, se le cose non ti vanno alla grande, credo che tentare di cambiare il balcone/prospettiva e sperimentare i miei suggerimenti non comporti nessuna controindicazione, tanto peggio di così, di come stai, …val la pena di tentare nuove strade e nuove strategie, non credi?
Io te lo consiglio, anche perché forse vale la pena di mutare e applicare una volta tanto la nuova massima del “tentare non nuoce”, visto che fino a questo momento puoi solo usare il titolo del famoso romanzo:
”Nulla di nuovo sul fronte occidentale”.

Cambia tu e tutto intorno sarà una “storia nuova”, diversa.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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