
“SEI LA MIA FONTE DI ENERGIA ,
il cibo invisibile del mio essere …”
Sto parlando del sole, ma potrei benissimo parlare del divino, di ciò che alimenta il nostro spirito .
Il sole fra tutti gli elementi naturali è uno dei più preziosi, tanto che qualcuno lo definisce “Amico”.
Lui è per noi una fonte di energia rigenerante e oltre all’aria pulita fa parte di quello che possiamo chiamare cibo invisibile; nutre il nostro corpo e allo stesso tempo recupera, rigenera, ripara le cellule bisognose di attenzioni.
In alcune situazioni la nostra risposta alle sue attenzioni non è positiva e questo perché abbiamo accumulato elementi negativi, energie stagnanti, stress che ci bloccano ed impediscono al nostro corpo ogni sintonia con questa energia curatrice.
Spesso su giornali e sui mezzi di informazione, leggiamo dati discordanti , ma dov’è la verità?
Le creature angeliche lo consigliano e ce lo fanno amare, ma le risposte fisiologiche che talvolta si rilevano dimostrano che non tutti siamo nelle condizioni di potercene “cibare”.
Dopo un lungo inverno e varie ore di buio o di luminosità ridotta, le nostre cellule hanno sicuramente bisogno di ricaricarsi di luce, la quale fornisce una vitalità nuova a tutto il nostro sistema.
Il corpo, non dobbiamo dimenticarci, è strettamente correlato alla parte meno visibile di noi, la quale per prima soffre e ha sofferto della carenza di Luce e aria.
Rigenerare e disintossicare il corpo, significa quindi rendere anche la parte spirituale più sensibile. attenta e recettiva.
In primavera, in particolare, inizia la disintossicazione del corpo dai ristagni invernali ; il corpo ha bisogni nuovi, che non fanno altro che esternare il desiderio dell’anima di avere di nuovo Luce.
Non a caso è il periodo in cui l’Universo ci offre un’esposizione solare aumentata.
Siamo stati per tutto l’inverno coperti, sotto indumenti più spessi; abbiamo trascorso molto tempo al coperto nelle nostre case e la pelle e il corpo sentono un bisogno enorme di libertà, calore, luce, energia nuove; i tessuti però non sono più abituati a ricevere tutta l’energia improvvisa del sole primaverile e quindi spesso si affatica e richiede una maggiore attenzione in questo delicato passaggio.
Nelle case e negli indumenti sono racchiuse tutte le fatiche del lungo letargo invernale.
Sentiamo infatti forte anche il bisogno di cambiare abbigliamento e talvolta di acquistarne di nuovo; questo fa parte del nostro bisogno più profondo di rinascere.
Iniziamo a scoprirci gradualmente, sempre di più con il vestiario e aumentiamo il tempo che passiamo all’aria aperta.
Facciamo lunghe passaggiate nel verde e ritempriamo così la mente, appesantita da troppe ore di televisione, computer, lavoro … routine. Cautamente riabituiamo i nostri corpi al sole per approfittare sempre più della sua energia.
Con il caldo che aumenta l’appetito diminuisce; il sole sta fornendo elementi preziosi per il nostro fabbisogno energetico e quindi sentiamo meno intensamente il bisogno di cibarci; la calura ci spinge ora verso la frutta fresca e cruda, soprattutto dopo lunghe esposizioni al sole; questa richiesta nasce dal bisogno di reidratarci con sostanze minerali, utili al corpo, che per assumere dei veri intermediari con il sole.
Ogni albero trasforma per noi l’energia, raccogliendola e sintetizzandola con gli elementi minerali che assorbe dal terreno e ce la rende attraverso i suoi frutti.
Il sole porta equilibrio e disintossica, ma se l’accumulo tossico è elevato, le reazioni possono manifestarsi in modo intenso, con bolle o macchie sul viso o sul corpo, che rispecchiano una situazione interna a cui prestare attenzione.
Qualcuno dice sia ottima una dieta senza muco e una pulizia del colon come descritta nel libro, di Ehret , usando sostanze alcaline – come il bicarbonato di sodio- per la pulizia della pelle.
Le cose dovrebbero comunque, con un minimo di attenzione, sistemarsi velocemente.
La cautela nei cambiamenti fisici va applicata anche e sopratutto nelle cure con il sole.
Arnold Ehret consiglia di effettuare un bagno di sole ogni volta che se ne ha l’occasione.
Non più di 20-30 minuti, mantenendo il capo coperto nei primi giorni e poi durante i giorni “difficili”, di grande
eliminazione e disintossicazione, invece rimanere all’ombra.
Più puliti si diventa, più si potrà godere dei bagni di sole e più a lungo vorremo rimanerci.
Con il corpo, anche la parte sottile di noi recupererà forze e benessere ascetico.
Il sole viene quindi vissuto come un eccellente agente di eliminazione delle impurità, che ringiovanisce la pelle, rendendola liscia come seta e dandole un colore marrone naturale.
Ehret aggiunge che i vestiti della civiltà occidentale hanno reso impossibile all’uomo assicurarsi la propria razione adeguata di aria fresca e disole, e del loro potere rivitalizzante, così essenziale per la salute e la felicità.
I raggi diretti del sole sul corpo nudo forniscono l’elettricità, l’energia e la vitalità all’accumulatore umano, rinnovando il suo vigore, la sua forza e la sua virilità.
La temperatura ci rende anche assetati di acqua: sulla pelle è un ottimo refrigerante e un battesimo estremamente attraente per la piacevolissima sensazione che ci fa sperimentare; ogni elemento naturale, sembra concorrere alla nostra rinascita e questo è un dono grandissimo di cui veniamo omaggiati e dobbiamo quindi gustare, apprezzare e dutilizzare al meglio.
Aria, sole, acqua e vegetazione ci accompagnano quindi, con la bella stagione, creando un eccellente mix per il nostro benessere.
Ringraziamo l’universo per questa opportunità grandissima e cerchiamo di essergliene grati.
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Grazie mille!!