
In questi giorni ti passa spesso per la testa un modo di
dire piuttosto ricorrente tra le persone:
”La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede bene”?
Allora oggi ci divertiremo a pensare un pochino a questa tua modalità di osservare
la Vita e le tue giornate.
Già, a volte avrai avuto veramente la sensazione che la sfortuna sia peggio di
eros, cioè dotata di una mira inimmaginabile, perché nella tua quotidianità,
hai avuto la sensazione o la certezza che i casini si stiano infilando uno
appresso all’altro.
Possibile che le belle giornate siano così poche, mentre quelle pesanti e poco
proficue, così numerose?
In realtà se e quando la Vita ti sorride spesso ti sembra che sia per prenderti
in giro, perché a brevissimo ti colpirà a tradimento e in maniera pesante.
Mai sentito il proverbio:
“Quando la Vita ti sorride non lo fa a te, ma a chi sta alle tue spalle”?
Sono frasi fatte, che spesso gli altri ti dicono o che tu stesso avrai detto in
alcune circostanze, convinto che quando nasci male, muori male.
Ma non è così.
La vita complicata non è, grazie a dio, una questione di genetica, come
pensiamo, né di ruoli, come ci viene fatto credere da parecchio tempo, con una
sorta di “educazione” alla povertà, alla cattiva sorte, alla piccolezza
interiore ed esteriore.
Intere generazioni sono cresciute all’ombra di Calimero, il pulcino piccolo,
sporco e nero, oppure di Fantozzi, l’impiegato a cui non ne andava bene una.
Che tipo di immagine d’uomo ti facevano passare attraverso la tenerezza o tra
una risata e l’altra?
Due immagini pessime.
Rappresentavano chi non ha nulla di bello, non sa fare una cosa giusta e viene
deriso e preso di mira, nonostante le buone intenzioni, un po’ da tutti.
E Paperino? Il Papero portavoce degli sfortunati?
Sono stati moltissimi i personaggi così, i protagonisti di fumetti, cartoni
animati e film con il master di “sfigati”, per eccellenza.
E il fortunato? Non esisteva?
Esisteva, esisteva, ma nella sua rarità, sembrava impossibile da raggiungere e
da emulare.
Il fortunato era una specie di Arsenio
Lupin della fortuna, uno a cui tutto, ma proprio tutto, girava sempre e solo per il giusto verso, già, ma lui era
lui, quindi, non poteva che essere così.
Anche tutto questo ha a che vedere con la
nostra “etichettatrice sociale”, che spalma e distribuisce cartellini a
destra e a manca.
Non ti accorgi, ma ti hanno fornito di questo piccolo aggeggio, mentre
crescevi, ed oggi, dentro ti si attiva in automatico, in maniera inconscia,
come capita ai più, perché si muove sulla base delle convinzioni che vengono
dal tuo passato e dalle persone che ti hanno allevato e quindi influenzato.
E tu giudichi, etichetti, te stesso e le altre persone.
E’ semplice: c’è chi è più fortunato e chi meno.
Perché questa classifica?
Per proteggerci.
Se vedi una persona brillare, subito
pensi che sia e sia stata fortunata e così facendo ti schivi ogni
responsabilità di altra natura.
Quale?
Semplicemente che lei si sia attivata per ottenere quello che ha raggiunto, già
perché dietro ogni bersaglio in realtà si cela una freccia scoccata, con
precisione, determinazione, voglia di fare centro, non della fortuna, ma
proprio di quella persona.
Lei ha agito e quindi ha ottenuto.
Noi invece parliamo come se tutto fosse il frutto di un gesto della fortuna o
della sua rivale, cioè della sfortuna.
La fortuna nella tua testa è un qualcosa
di esterno, di ingestibile, di non controllabile, qualcosa che ti fa
piovere addosso il meglio o l peggio senza alcuna tua responsabilità, mentre in
realtà non è così che funziona.
Niente è fuori dal tuo controllo, dal nostro controllo.
Queste convinzioni sono il frutto di condizionamenti sociali non indifferenti.
Tu vedi una persona che ottiene un buon risultato?
Ti piacerebbe essere come lei e farcela esattamente come lei, ma ti sfugge come
e cosa potresti e dovresti fare per ottenere tutto questo, per cui arrivi a
dirti che quel traguardo lei lo ha tagliato, suo malgrado, semplicemente perché
la Fortuna glielo ha permesso.
Ma così non è.
Una persona ottiene quando lavora su un
certo fronte, programma, si attiva, si documenta, cresce, spera e ci crede.
E’ stata fortunata? Dirlo ti scarica da ogni responsabilità.
Quale?
Per esempio di capire cosa potresti fare
tu per ottenere la stessa cosa.
Oppure cogliere dove scivoli e quindi sbagli il tuo bersaglio.
Tutto questo significa metterti in discussione, significa controllare il tuo
operato, rivedere i tuoi passi, lavorare
e scovare le criticità ed i punti di forza di tutto quello che fai.
Impegnativo?
Sì, soprattutto se fai parte della folla immane di persone che guardano la vita
dal “divano” e tutto ciò che esula dalla mediocrità e ripetitività è opera
della fortuna.
Il concetto “fortunato”, “sfortunato”
terrorizza l’intera popolazione, le masse.
La gente pensa che senza la fortuna nulla al mondo sia possibile e questa tipa
( la fortuna appunto), la viviamo come un qualcosa di talmente esterno a noi, d’averla
nel corso del tempo raffigurata come una donna, perché nell’immaginario
collettivo, noi siamo volubili e imprevedibili, cicliche, e dipinta,
raffigurata.
Le abbiamo dato un corpo ed un volto perché per noi, nel nostro immaginario lei
esiste, c’è e ci rompe in continuazione, dandoci una Vita squallida o superba,
ma così non è.
Si tratta di un “condizionamento sociale”,
che ci viene passato durante la nostra crescita e che poi va lentamente
abbarbicandosi in noi e prendendo piede e forza.
E’ così che a volte ti sfugge il bello di quello che ti accade, ti manca la “visione
d’insieme”, perché tendi a vedere ogni singolo fatto fine a sé e non riesci
maia cogliere come nel complesso tante cose siano cambiate nella tua vita,
rendendola ogni volta più perfetta.
Già, più perfetta.
Quando accade qualcosa che ti priva di una “fune a cui ti aggrappavi” , una
specie di maniglia, che rendeva la tua esistenza tranquilla e metodica, tu
barcolli, perdi per un attimo l’equilibrio e pensi che la Vita sia veramente
dura, meschina, ingiusta, perché permette alla fortuna di toglierti ciò rendeva
le tue giornate serene.
In realtà la Vita insieme con il cielo, visto che come atleta, era in “pensione”
e non stavi più progredendo, perché quel traguardo lo avevi tagliato, vissuto
intensamente e a lungo, fosse giunto il tempo di rinforzarti ulteriormente, di
farti riprendere le gare e quindi gli allenamenti per raggiungere nuove
meravigliose prestazioni.
Un atleta non smette mai di allenarsi e pretende da sé sempre il meglio ed il
massimo.
Noi invece, vogliamo l’eccellenza seduti in panchina.
Corri, ti alleni per raggiungere un traguardo e una volta ottenuto, credi che
ora sia così per sempre, senza più muovere un solo dito, ma così non è.
E’ la malattia più diffusa.
Hai un lavoro?
Deve rimanere quello, immutabile, per sempre.
Una moglie, una persona che ti ama?
Un compagno o un marito?
Lei è tua, lui è tuo e stop.
Perché dovrebbe essere diversamente da così?
Qualsiasi cosa in natura si muove e si trasforma, ma tu pretendi per te, che
sei parte di questa Vita, la fissità, l’immobilità,
e così chiedi la non vita.
Ciò che non si muove è privo di
vitalità: è morto.
E’ questo che desideri?
Se distogliessi lo sguardo dagli altri e ti allenassi a guardare le meraviglie
che hai saputo ottenere attraverso gli anni e le volte in cui sei stato fatto
cadere dal divano e te lo sei dovuto riconquistare, forse capiresti chi eri,
com’eri e chi sei e come sei oggi e ti accorgeresti che nessuno di noi è
sfortunato e tu per primo.
Quanti bei riconoscimenti.
Quante vittorie, piccole e grandi.
Quanti passi hai compiuto per giungere fino a questo momento.
Le difficoltà ci sono state, ma tu le hai superate tutte.
Nessuna esclusa.
Qualcuna in maniera mediocre, forse, ma tante in modo veramente positivo.
Ti capita mai di dirti:” Io ho fatto questo? Ma come ho fatto? Dove ho trovato
la forza? Dove ho trovato il tempo? Come è stato possibile?”
Se
ci pensi, tu sei molto Fortunato!!
Sei fortunato anche solo perché sei Unico!
Sei fortunato perché stai bene, sei in Vita!
Sei fortunato perché hai ancora, anche oggi, la possibilità di costruirti il
tuo futuro.
Sei fortunato perché ogni giorno puoi imparare qualcosa di nuovo.
Sei fortunato perché quello che la vita ti ha affidato, solo tu lo sai fare e
lo potrai fare, perché dentro di te hai delle doti innate, hai doni unici e li
devi usare, li devi giocare, per fare la differenza.
Cosa ti manca ancora?
Forse il “prenderti la responsabilità”.
Presente la frase di Seneca iniziale?
Lo aveva già colto lui, tantissimo tempo fa e noi siamo qui ancora a disegnare e
a pensare ad una donna bendata.
Cosa devi fare?
Prendi il pieno controllo di te,
della tua Vita.
Come?
Facendoti il mazzo!!
Gli Arcangeli non mi hanno fatto perdere nessun allenamento e quello
che sono, lo devo proprio a quello, mentre ricordo che varie conoscenti mi
ripetevano che se stavo con loro, la mia Vita doveva essere una super strada in
discesa.
Nulla di più sbagliato.
Se devo risvegliare in te ciò che dorme, devo conoscere chi sei, cosa puoi e
dove e come le cose non quadrano e come fare per ristabilire tutto al meglio.
E’ così che io posso lavorare in sinergia piena con loro per te, altrimenti
disobbedirei, ti compiangerei e non saprei da che parte incominciare.
Un vero allenatore è stato prima un
corridore.
Ricordatelo.
- Inizia a sfidarti.
- Inizia a costruire il nuovo, nuove consapevolezze.
- Inizia a vederti in modo più positivo.
- Inizia a valutarti al meglio.
- Inizia a guardare in modo corretto anche ciò che ti circonda.
Così e solo così inizierai ad attrarre a te esperienze
migliori.
Esperienza dopo esperienza diventerai un coach e potrai allenare altre persone
e creare una rete virtuosa con chi condivide le tue stesse modalità o con chi
desidera farlo, attivandosi al meglio, non fingendo di cercare e poi
tralasciare tutto.
Sii sempre più consapevole di essere magnifico, di essere una persona
Fortunata.
Quindi non aspettarti che una bella mattina ti suoni al campanello di casa la “dea
bendata” per portarti in dono la sua cornucopia.
Perché, se tutto ti va bene, aspetterai in eterno.
Inizia!
Inizia ora!
Inizia in questo stesso istante, oggi!
Credi in te!
Perché se togli gli occhiali ed inizi a guardare oltre, a prendere in ano la
tua Vita, ogni giorno sarà, anche solo per uno o cento motivi, il tuo giorno
Fortunato.Con Amore ti
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