Guerriero o Gigante dai piedi d’argilla?

Oggi ti rispolvererò l’immagine del Guerriero della Luce, che non è solo e tanto il protagonista, il personaggio centrale del libro profezia di Coelho, ma è la “guida” spirituale migliore che sento debba appartenerci sempre di più, appartenere a colui che ha dentro di sé la forza dell’Io sono.
Che cosa intendo per “Io sono”?

Sicuramente non l’Ego, ma l’Anima, un’Anima forte, che vive e trova spazio, nella parte più profonda di noi.
Sono due parole semplicissime, Io Sono, ma così distanti da ciascuno di noi e soprattutto mai fatte realmente e pienamente nostre.
Fin da piccolo vieni spinto dagli eventi, a creare una sorta di dipendenza emotiva con tua madre; da lei dipende l’immagine che lentamente vai elaborando e creando dentro di te, a proposito di chi sei, cosa sei capace a fare e quanto vali.
Le sue smorfie, i suoi assensi, i suoi sorrisi o il suo viso corrucciato, ti hanno spinto a fare o non fare ogni cosa, nel tentativo di risultarle gradito, ben accetto.
La stessa dinamica l’hai poi espansa, solitamente accade così, e l’hai rivissuta e quindi fatta tua.
E’ così, che sei diventato camaleontico e fino ad ora, sei stato sempre più in grado di trasformarti a seconda dell’ambiente, delle persone, delle situazioni che ti trovavi a vivere.


Raramente il tuo vero Io spunta e trova spazio nella tua quotidianità, perché uno dei tuo bisogni primari è quello di essere accolto, accettato e quindi hai barattato il tuo Io per questo e hai fatto di tutto perché questo accadesse.
Ora, in queste giornate, di noia, di blocco totale, giornate in cui, sigillato in casa, lontano dalla rapidità del vivere ordinario ti si è presentata l’occasione per entrare dentro di te e farti due conti, per stabilire se “chi sei” e “quello che fai” ti appartengono realmente e ti soddisfano, ti piacciono, ti fanno sentire al top e veramente tu, oppure no.
Ecco perché rammentarti la figura del Guerriero ora serve.
Perché?
Perché è una validissima guida al cammino di riscoperta di sé, utile, indispensabile e d’inestimabile valore, per riuscire ad uscire in maniera proficua, da tutto questo momento di dolore e di prova.
La malattia non è arrivata per caso, a fermarti, ma viverla perchè ti aiuti a ritrovarti o nella modalità ordinaria spetta a te, solo ed esclusivamente a te.
Il Guerriero è un Uomo che si cerca, che cerca la sua “originalità” e ci riesce, attraverso un lungo e faticoso cammino, indispensabile per arrivare alla Luce, quella Luce che gli appartiene e che lo rende Unico e parte dell’Uno, nella piena consapevolezza.
Lui sa che tutto è dentro di lui.
Rabbia, tristezza, gioia, voglia di vivere, non sono legati a quello che succede al di fuori di lui, ma bensì a ciò che c’è e accade dentro di lui.
Egli ha lavoro, alacremente su di sé, e continua a farlo, perché le sue esperienze, i suoi vissuti quotidiani procedono e le sue conquiste, piccole o grandi, vengono sempre rimesse in gioco.
Si è spogliato, esattamente come abbiamo visto fare a San Francesco, di tutte le sue maschere, quella usata con la mamma, con la compagna, con il datore di lavoro, con l’amico, l’amica, il padre o il fratello e ora sa di essere indipendente e fautore delle sue scelte e di ogni stato d’animo, emozione, fatica o gioia che sperimenta.
Ha conquistato una forza interiore, che si esprime e si esterna anche nel suo modo di camminare e di porre le spalle: ritto, con il petto in fuori, lo sguardo alto e fiero e il torace ben aperto.
Non porta su di sé i micromovimenti nè della paura, nè del terrore.
Per questo spostiamo l’attenzione a queste giornate di “sofferenza generale”, facendo il confronto tra le nostre modalità e quelle del Guerriero.
Che cosa vedi intorno a te?
Persone che capiscono ed hanno capito il senso di quanto sta avvenendo oppure una moltitudine che, come colombelle impaurite, svolazzano di qua e di là, senza interruzione e prega, impreca, piange, si arrabbia, e tanto altro?
E tu, come stai reagendo? Cosa hai e cosa vedi dentro di te?
Sei disperato per la partenza di qualche persona che ami o che conosci oppure riesci a cogliere ancora il valore della morte e ad avere di lei la giusta idea che non è la fine, ma semmai l’inizio di un qualcosa di ben più grande?
Queste giornate stanno dipingendo il tragico spaccato di come ci siamo smarriti e di quanto avessimo bisogno di scoprirlo.
Siamo milioni di Pollicino a cui gli insetti hanno mangiato le bricioline, lasciate lungo la via, che ora, non riuscendo a ritrovare casa, corrono qua e là nel bosco, mentre le ombre della sera avanzano.
Colombelle preda del gatto.
Altro che Guerrieri della Luce!!!
L’articolo del 24 scorso, era esemplare.
Queste giornate chiuso in casa, Uomo, ti servono solo per “revisionare” un po’ il tutto.
A R. B., l’autrice di quella lettera, sono servite. E a te?
Che cosa di è stato dato di vivere, uomo del’anno 2020?

  • L’Universo ti ha semplicemente portato a risperimentare, riscoprire il grande valore della Solitudine.
    E’ solo quando sei solo, a tu per tu, con te stesso, che puoi udire la forza del tuo respiro, delle tue paure, delle tue gioie e dei tuoi pensieri e accorgerti come li stai vivendo, magari da tantissimo tempo.
    Ti ha permesso di recuperare gli affetti, da troppo tempo trascurati.
    Ti sta mostrando ciò che vale la pena mantenere in vita e ciò che, incancrenito da tempo, non ha più senso, non ha più ragione d’essere.
    Ti ha indotto a scoprire chi sei, cosa vuoi e cosa sei venuto a fare qui.
    Sei venuto per correre dalla mattina alla sera come un automa, rincorrendo solo il lavoro, i bisogni degli altri, le tue dipendenze?O forse per ben altro?
  • Fatti due conti su come vivi e come sai gestire le tue emozioni e tra queste, sicuramente non ultime la rabbia, la gelosia, l’invidia e la paura.
    Il dolore e la paura avanzano se non sei forte dentro e ti ghermiscono e ti tolgono il fiato, ti fanno imprecare, ti portano a mal gestire ogni cosa e ti spingono a prendertela sempre con gli altri, con chi è fuori di te, a cui sbatti addosso qualsiasi responsabilità, senza prenderti in carico che non sono gli altri a farti perdere la pazienza, ma sei a perderla.
    La situazione ti arriva e tu rispondi così o cosà.
    Ma sei tu, che rispondi, lei non ha colpa di quel che fai tu.
    Le esperienze faticose portano a galla, fanno emergere chi siamo.
    Dolce, solare, cresciuto, infantile, responsabile, irresponsabile, pauroso, forte, gentile, scorbutico, altruista, menefreghista, dinamico, statico … quello che sei nel bisogno SEI.
    E’ qui che le tue adorate maschere cadono e tu sei fregato.
    Guardati dentro e guardati intorno, la differenza è palese.
    Superi l’esame?
    Lo supera il genere umano?
    Beh, io posso dire che gli Angeli hanno le “mani nei capelli”, per usare un termine terreno terreno , accessibile a tutti,  a proposito della nostra condizione, ben risaputa a loro.
  • E la Noia?
    Sei stato messo per un po’ con le mani in mano, per ritrovarti e mettere in gioco le tue vere passioni, le tue curiosità, le tue abilità e le tue relazioni.
    Sei ormai abituato a soffocarti e soffocare i tuoi figli di attenzioni superflue: 200 corsi, 32 impegni, 44 chiamate al giorno, tutta la sua vita organizzata nei minimi dettagli da te, ma ora sei impossibilitato a farlo.
    E lui, il tuo bambino?
    Poverino, guai se si annoia.
    No, ben venga se si annoia, perché la noia è una delle tante emozioni, condizioni utili ed indispensabili, per fargli tirare fuori chi è, cosa vuole, cosa sa fare e cosa vuole fare, soprattutto da grande di sé.

Dagli, in queste sacrosante settimane, l’occasione di starsene con le mani in mano e di inventarsi qualcosa, senza di te.

  • E vogliamo parlare del silenzio, un aspetto sparito dal nostro quotidiano?
    Tutti che parlano in simultanea e nessuno che ascolta.
    A partire dalle comunicazioni frenetiche sui social.
    Interiorizzare?
    Ascolto profondo di cosa l’altro o io sto dicendo?
    Rispetto?
    Accoglienza?
    Rielaborazione?
    Non si ascolta solo con le orecchie, ma con tutto, con ogni singola parte di noi. Siamo come animali tenuti in appartamento, che non sono più parte del loro mondo, del loro habitat e se ci trovassimo, per qualche cataclisma naturale a doverci ricostruire saremmo morti, nel senso letterale del termine.
    E allora, anche per la possibilità di recuperare quest’altro aspetto, affinchè questo non avvenga, non ci accada, possiamo essere grati a “questa santa occasione”, portata dal virus e dalle sue giornate un po’”diverse” e  stonate?
  • Ora Uomo, stai provando anche la stanchezza, una stanchezza nuova, non più dettata dalle corse furiose di ogni tuo giorno, ma bensì dall’attesa estenuante che tutto finisca, che tutto passi, che tutto abbia un termine e si possa tornare alla “santa normalità”.
    Normalità? No!!!
    Sbagliato!
    Questa prova non è arrivata perché riportassi indietro le lancette dell’orologio e tutto fosse come prima, ma la contrario PERCHE’ TUTTO SIA BEN DIVERSO DA PRIMA e tu, Uomo cicala, chiuso in casa con le sembianze appunto di una canterina cicala, ne esca finalmente formica.
    Formica sì, ma non nel senso ordinario del termine: “laurà, laurà e poi laurà”… non è questo che Dio ti chiede di fare, ma semmai di lavorare finalmente su di te, sul chi sei, sulle tue relazioni e tanto altro, per appartenerti ed essere un Guerriero, un gierriero di Luce.
  • E anche arrivato il fuoco, il fuoco della prova, della malattia che ti alita addosso per farti capire la bellezza dell’Acqua, cioè dei doni immensi che hai, che ti appartengono e di cui non ti ricordi, non gioisci e non ringrazi.
    Tu, hai disimparato da tempo, o Uom, il valore ed il suo suono della parola grato e Gratitudine, ma ora la prova te lo sta rammentando, proprio quando non riesci più a capire da cosa, dove e come proteggerti e difenderti.
    Ti sei accorto, tuo malgrado, che tutto è appeso ad un filo, proprio come la tua vita e quella di chi ami; da lì, sopra quel filo, tutto può essere magia o precipizio, dipende se tu hai messo le ali, in questi tuoi anni di vita o se eri troppo impegnato a fare altro, per permettere loro di spuntarti.
  • Ti è arrivata così, in una bella giornata di corsa, uguale ad altre cento, se non mille, una bella manciata di terra sul viso.
    E’ stata una brutta botta, che ti ha fatto perdere l’equilibrio e cadere; il fiato ti è venuto a mancare e ora hai bisogno di aria, rinchiuso tra le pareti di casa, per sfuggire al tuo nemico invisibile.
    Ora sai quanto è bella l’aria sul viso, quanto è piacevole sentirla tra i capelli e respirarla con calma, senza fretta, in un mattino al sorgere del sole, oppure la sera, al tramonto.

Ma come vive tutto questo chi ha lavorato su di sé e si è, in questi anni, trasformato in un Guerriero di Luce?
Il suo portamento è fiero, ha la sicurezza di chi non dispera ed esterna in ogni suo gesto la calma di chi sa che nulla potrà fargli del male, che questa non è la guerra  e nemmeno la fine.

Egli è  sicuro di sé, non dispera e questa sicurezza passa, gli altri la sento, la percepiscono, anche se spesso non se ne capacitano e prendono per stoltezza, ciò che dentro, la loro parte profonda, sa perfettamente che non si tratta di stoltezza, di cretineria, bella e buona, ma di un qualcosa di più intenso, grande, divino, cioè la Fede, la fiducia, l’equilibrio e la forza.
Quasi tutto quello che passa tra due persone che si parlano, è gestito e dettato dall’inconscio; lui sa, vede, sente, anche quello che la parte apparentemente vigile e distratta di te, di noi non vede e non coglie, nella maniera più assoluta.
In queste giornate, la differenza tra un “risvegliato”, quello che chiamiamo un Guerriero e un dormiente è evidentissima, perché è completamente differente il modo di muoversi, accogliere, reagire ed agire.
Il risvegliato non fa catene, né le promuove.
Non usa emoticon con pianti a dirotto.
Non segue pedestremente indicazioni dettate online da chissà chi.
Egli sente in cuor suo cosa il Cielo gli chiede o non gli chiede e lo fa, nel silenzio, senza chiasso, né polvere.
Affila le sue armi e gode del suo silenzio.
Egli prepara la ripresa.
Non gli servono tanto le parole, perché egli sa cogliere le vibrazioni dell’altro e di sé e leggere ogni movimento piccolo o grande che sia, dell’altra persona.
Sa che la vera comunicazione, in tutte le situazioni, avviene a livello inconscio, sia in famiglia, che sul posto di lavoro, che nella vita di relazione e di coppia.
Sa.
Non si sente, né vive come stupido, pauroso, affamato o figlio di questa o quella persona, ma si coglie come un Io.
Sa che le cose vere, devono esprimere questo suo Io interiore e quindi rimanda di sé, agli altri, la sua calma, la sua pace, il suo silenzio e la sua gioia, nonostante quanto là fuori, stia avvenendo.
Lui sa di non essere il problema, non si identifica con esso e vive nella serenità in attesa del dopo, ma gustando ogni istante del qui ed ora, del presente, molto proficuo.
Il suo atteggiamento è a volte dimesso, per non apparire, ma uno spirito indomito e guerriero gli ruggisce dentro e le sue vibrazioni lo attestano e a volte disturbano, chi viaggia su ben altre modalità e frequenze vibratorie.
Dentro ha il fuoco dell’Amore divino e quindi la fiducia e la speranza, che nemmeno questo apparente caos del virus, toccano e possono scuotere.
Il Guerriero di Luce, non è mai aggressivo, perché dentro porta una regalità senza uguali; chi dentro è vuoto, vano, perso, mai cresciuto, soprattutto in questi giorni, assume un atteggiamento di sfida e di boria, ma non è di questo che sto parlando: quella è la modalità del gigante dai piedi d’argilla, non dell’uomo che impersona le mani di dio, quaggiù.
Egli è certo e sa in cuor suo, che Dio si sta servendo della morte, solo, per farti riscoprire la Vita.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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