
“Volare oltre è un sogno se credi e hai raggiunto la consapevolezza di ciò che ti attende,
ma può essere un incubo se voli senza aver prima aperto le ali e appreso il dono del volo …”
Ci sono persone che spesso mi parlano di esperienze traumatiche, legate alla morte violenta e prematura di familiari, i quali hanno deciso e scelto di andarsene prematuramente, togliendosi la vita.
Chi se ne va ha espresso sicuramente un disagio, ma chi resta viene catapultato in una serie di interrogativi, rimorsi, paure, quesiti senza fine …
La prima domanda, lecita, visto le scarse informazioni che ci vengono date, anche se abbiamo ricevuto un’educazione religiosa è dove sarà ora il proprio familiare e come starà …
E’ indubbiamente importante sapere…, per comprendere se e cosa fare, in pratica come comportarsi per non arrecare altre sofferenze a chi andandosene ha gridato spesso tutto il suo dolore, in quel modo così forte e tragico.
Cercherò quindi di raccontare in modo semplice cosa accade e perché, affinché i lettori che stanno o hanno vissuto esperienze similari, sappiano come – cosa fare in prima persona, o a sostegno di conoscenti, toccati da questa tragica esperienza.
Quando l’esistenza, la vita infusa, è troncata di colpo, prima del momento prestabilito dal programma divino, il corpo eterico subisce un colpo forte, che possiamo paragonare all’esperienza di un paracadutista a cui, improvvisamente, dopo l’apertura del paracadute, si viene a spezzare tutto il sostegno che sorregge l’imbragatura del paracadute stesso e quindi precipita senza possibilità di aggrapparsi a qualcosa, acquistando una “velocità dolorosissima”.
La stessa cosa accade al corpo eterico, il quale, in genere, essendo pieno di energia vitale non collabora e provoca una lacerazione dolorosissima, impedendo all’Anima di andare in un’altra dimensione.
Lo spirito rimane così bloccato qui, nel mondo fisico, per tutto il tempo necessario finché l’energia vitale non si esaurisce.
A quel punto, la sua risalita, senza le presenze di sostegno ed aiuto, inviate solitamente nel momento del trapasso stabilito, diventa impossibile e quindi egli diventa uno spirito errante.
Capita, ma questo avviene più facilmente con le morti accidentali improvvise, che per certi versi assomigliano a queste, che il defunto non si accorga o non accetti addirittura la propria morte.
Troppi insoluti, troppi desideri e la voglia grande di dire, fare, continuare a relazionarsi con chi resta, crea situazioni veramente particolari e dolorose.
Questo non accade in un suicida convinto, consapevole e determinato.
Negli altri casi il trapassato, per un tempo più o meno lungo, può non accorgersi o rifiutare di essere morto, anche a causa dell’intontimento che prova e che persiste a lungo, di solito per tutto il tempo della disincarnazione.
Così rimane nel piano fisico, vaga tra tra noi, nell’illusione di essere ancora vivo.
Vi ricordate il famoso film Ghost?
Il tipo che sale e scende dalle metropolitane?
I registi, i cantanti, certi attori … spesso vengono illuminati, e così creano film, canzoni, opere in cui la verità ci viene finalmente mostrata …
L’Anima si aggira nel mondo e intanto avviene questa sua lunga disincarnazione, che continuerà fino all’esaurimento del soffio vitale ed, essendo ancora connessa, tramite il cordone d’argento, al suo corpo in fase di decomposizione, la sofferenza che prova è grande.
Aiutarli è difficile, bisognerebbe sapere alcune cose, quali per esempio la reale condizione animica e la volontà espressa nel momento del gesto brutale che li ha tolti alla vita fisica.
Cosa intendo per condizione?
Il grado di evoluzione dello spirito di quella persona.
Qui non valgono i nostri sistemi di misurazione familiare, amicale o quelle espressioni “generiche, che lasciano il tempo che trovano”, con cui definiamo i nascituri e i defunti: i piccoli sono tutti belli e i defunti tutti poverini e bravi; qui parliamo di “VERA ESSENZA dello SPIRITO DIPARTITO”, che in pochi possono pesare e valutare in maniera equa, a parte il buon Dio.
Ho infatti smesso di interagire per volere angelico con molti familiari di suicidi, in quanto chi resta spesso non è in grado di ascoltare e di conseguenza agire in modo rispettoso e consono alla condizione di chi se n’è andato in maniera così eclatante.
Giustamente feriti e toccati nel profondo, da quella decisione tragica del loro familiare, non riescono ad accettare la vera condizione di chi se n’è andato e quindi vogliono agire, ma nella maniera sbagliata…
Intervenire in maniera sbagliata, significa acuire il loro dolore e le loro reazioni.
Mi è capitato di sostenere le persone “buone”, per usare un aggettivo accessibile a tutti, trapassate nonostante tutto. violentemente, affinché il loro taglio fosse rapido e il sonno breve.
Aiutate, queste Anime, non soffrono affatto, vengono scisse dal corpo e portate in un luogo di rieducazione dove il loro corpo astrale, danneggiato dalla scelta cruenta, viene curato e recuperato in tempi relativamente brevi, pensando a quelli terreni, diciamo solitamente alcuni mesi.
Anche qui la ripresa della salute animica e delle forze dipende sia dalla violenza della morte, sia dall’accettazione della nuova vita spirituale.
Le preghiere, soprattutto se scritte per l’occasione e il caso specifico, sono molto utili per il sostegno e la fase di recupero e guarigione di chi si trova nella condizione di poter essere aiutato, sostenuto.
Se il defunto appartiene alle persone egoiste e materiali, e si è spento senza nessuna forma di rimpianto e pentimento, il suo cammino è destinato ad essere faticoso e tutto deve avvenire nella solitudine.
E’ solo, bloccato nel piano fisico, che lo attira come una tentazione irresistibile.
E’ disperato, più di prima, arrabbiato e il suo turbamento è terribile e può durare anche anni, finché non matura e non prende consapevolezza che solo lui può porre fine a tutto questo; allora decide di dire basta alle tentazioni terrene e, scegliendo di progredire, cerca aiuto.
Il suicidio, credo che qualcuno ricordi gli aspetti diversi che accompagnano le esequie di un defunto suicida, viene considerato una colpa grave agli occhi di Dio e per questo il dolore provato è atroce e lungo.
Il suicidio punito più severamente è quello compiuto con convinzione, per disperazione e per liberarsi dalle miserie della vita; il trapassato non ha avuto fede, si è comportato come se nessuno potesse aiutarci e nulla di buono ci venisse mai elargito dall’alto; l’Anima non si è fidata e quindi ha lottato nell’agnosticismo di fatto, fino a scegliere di troncare ogni cosa con un gesto brutale; in realtà, spesso, le “miserie”, che lui pensava di vivere, altro non erano che prove ripetute per recuperare un Karma passato.
La morte scelta come risoluzione, lo ha di nuovo penalizzato, attraverso azioni che hanno ribadito la sua incomprensione, il suo non superamento del problema “passato” e quindi la sua crescita .
L’Universo mi ripresenta ciò che non ho capito e risolto.
Se non capisco un problema e lo sbaglio, non serve stracciare il foglio; è invece utile esercitarsi per capire l’errore, superare l’ostacolo e quindi sapere cosa fare …, come comportarsi.
Altrettanto grave è il suicidio compiuto per “raggiungere” qualcuno nell’ aldilà.
Se siamo stati privati di una presenza che amavamo, lo siamo stati sicuramente per uno o più motivi: è utile scoprirli, attivarsi per capirli e quindi accettarli per crescere.
Nulla succede per caso!!
Chi si è tolto la vita per andare dalla persona amata, purtroppo, rimarrà separato per un tempo molto lungo, tanto che spesso, perderà l’occasione di ritrovarlo in una nuova incarnazione.
I cicli divini sono perfetti e non soggiacciono alla nostra discrezionalità, né alle nostre convinzioni terrene.
In quanto poi a sofferenza del suicida, … questa sarà molto forte e prolungata e le interferenze terrene accentueranno solo questi disagi.
Ecco perché dicevo che bisogna conoscere per sapere e saper agire.
Infatti, se due persone vengono in qualche modo separate dalla morte, durante la loro esistenza terrena, questo può succedere o a causa del suicidio di una delle due, oppure per una colpa commessa in una vita precedente, da una delle due anime, se non da entrambe; il libero arbitrio ha comunque sicuramente giocato ed ora viene data una separazione momentanea, come prova ed espiazione da accettare con fiducia, per crescere e poter poi rinascere finalmente sereni ed uniti.
Il suicidio poi non è soltanto l’atto che produce la morte istantanea.
Nel dopo, viene considerato anche tutta la fase preparatoria, cioè tutto ciò che si compie con conoscenza di causa per abbreviare prematuramente la durata della propria vita, cioè tutto il tempo e i preparativi per arrivare al suicidio ( la stessa cosa anche per gli omicidi).
La sofferenza dopo il decesso, sarà proporzionata alla colpa intera.
Non stiamo quindi parando di situazioni facili da cogliere, da accettare e da sostenere.
Buona cosa quindi, di fronte ad un fatto così impegnativo, fare tanti Ho oponopono a chi se n’è andato e poi affidarlo al Cielo.
Se sarà nella condizione di riprendere il suo cammino si mostrerà sicuramente attraverso la veglia, per chiederci sostegno.
Se non lo dovesse mai fare … accettiamolo, perché anche questo fa parte di un percorso e della nostra e altrui crescita spirituale …
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie per questo articolo..
Sto affrontando un periodo profondamente nero della mia vita, ho compromesso la mia salute praticando attività fisica in modo troppo insistente e basato su percezioni erronee di cosa fosse bene per me. Ora le cose stanno degenerando, lentamente sto perdendo sempre più la capacità di camminare e il mio corpo mi sta facendo pagare tutto ciò che ho malinterpretato dei suoi segnali gestiti erroneamente, e l’idea del suicidio è onnipresente…. Sebbene interiormente, anche grazie a ricerche sul tema, sia sempre più certo che sarebbe un errore, anche all’estremo del dolore… Cosa che mi spaventa comunque terribilmente… Sento che la vita continua oltre la morte, in modo “coerente” alla vita stessa che abbiamo condotto…
La crudezza della mia situazione consiste nel fatto che probabilmente dovrò assistere a un costante degrado della mia condizione, poiché nonostante stia cercando e provando aiuti esterni per migliorarla non c’è niente che riesca a fare per il problema principale (che nel mio caso è legato al piede).
Anche la mia mente e la mia emotività, il mio cuore stanno venendo gravemente toccati da questi problemi.
Il mio grande dilemma è riuscire a trovare un senso in tutto questo, che non sia il fatto di dover iniziare a vivere il mio inferno già in vita, prima della morte… Sto imparando grandi lezioni, ma sembra che mi sia impossibile metterle realmente in pratica, come se una persona stesse costruendo su un terreno che continuamente si sgretola e si riforma…
Mi scuso per quella che potrebbe essere vista come confusionarietà o altro, ma ho cercato di spiegare come potevo..
Ti ringrazio in anticipo se potrai/vorrai rispondermi.
Un abbraccio
Ciao Marco!
So che non è facile, ma ti ricordo che tu, prima d’incarnarti in questa vita, scegliesti di sperimentare una dura prova, per fare un grande salto di qualità d’Anima.
Ora si tratta di capire perché? Che cosa doveva insegnarti questa prova?
Ti consiglio di leggere e lavorare sul testo di Kipp ” Recupera il tuo Potere” e di guardare il significato di questa malattia, secondo la Metamedicina di Claudia Reinville:
👉 https://www.macrolibrarsi.it/libri/__metamedicina-2-0-ogni-sintomo-e-un-messaggio.php?pn=2314
Puoi trovare il testo che ti consiglio cliccando direttamente sul link di Macrolibrarsi o di Giardino dei Libri, che per comodità di riporto.
👉 https://www.macrolibrarsi.it/libri/__reclama-il-tuo-potere.php?pn=2314
👉 https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__reclama-tuo-potere-mastin-kipp-libro.php?id=194131&pn=2260
Non demordere.
Metti lo stesso impegno che un tempo mettevi negli allenamenti, per far fronte alla malattia e sii un sostegno per tutti gli Uomini che attendono te, come allenatore.
Buon campionato!
Attendo tue nuove.
Om Shanti!!!!
Cara Ti degli Arcangeli,
Sono di nuovo io, Marco.
Da quando ho scritto il commento le cose purtroppo non sono migliorate, pur sperimentando diverse strade di guarigione fisica ed emotiva. Tutte le cose sono aiuti temporanei, che però non riescono a farmi realmente invertire la rotta in quello che sembra un inesorabile e insopportabile declino. Non sento di avere più una mia reale forza, l’impotenza è lo stato che, terribilmente, più riconosco in me.. Che porta a grande frustrazione e difficoltà a stare con altre persone tante volte (ma così come con me stesso…).
Questa esperienza mi sta insegnando sicuramente moltissimo, ma non riesco a mettere in pratica ciò che comprendo. Sto capendo in maniera molto pesante cosa vuol dire non agire seguendo il cuore, soprattutto “non coordinare mente e cuore”, cosa vuol dire reprimere o peggio, soffocare le proprie emozioni (cosa che a volte interpretavo come un “gestire”) cosa vuol dire non riuscire a guardare il mondo con gli occhi dell’amore…
Tuttavia mi sento come uno studente che non passa l’esame di ammissione e guarda le risposte dopo… L’esame di ammissione alla Vita, all’Amore, al Paradiso, in questo caso. L’Energia che si muoveva in me mi ha abbandonato, mi sento letteralmente marcire e impazzire…E non sembrano esserci seconde possibilità (perché, mi rendo ora conto di averne avute tante senza capire abbastanza a fondo)
È così tremendamente doloroso.
Vorrei aver incontrato il tuo sito prima, essermi messo in discussione prima. Una forte missione l’ho sempre sentita dentro di me, ma purtroppo usando strumenti sbagliati ho finito per seguire una strada mortale, silenziosamente mortale, soprattutto…
Desidero tanto poter tornare in salute ed esserci, per me e per le persone a cui tengo tantissimo, ma sembra completamente impossibile.
Perciò sono qui semplicemente a raccontarti e ad accogliere qualsiasi consiglio, visione, speranza…
Al momento, l’unica cosa in cui riesco a credere è che possa esserci in un prossimo Universo la “mia” possibilità di “riscatto”… Ma prima dovrò passare l’Inferno… Altrimenti non riesco a vedere nessun’altra speranza, ahimè…
Se mi leggerai fin qui ti ringrazio infinitamente.
Un grande abbraccio
Marco
Ciao Marco!
Certo che ho letto la tua lunga e sentita comunicazione e ho riflettuto a lungo.
Un’Anima sceglie il suo cammino, ma sovente diciamo che “viene distratta” da questa realtà fatta proprio per metterci alla prova.
Tu hai in te la Luce, solo che te lo sei dimenticato.
Questa tua prova mi ha ricordato una storia, una storia che insegna tante cose e che credo racconterò in uno dei prossimo articoli.
Non mi hai trovato tardi, ma quandoe ri pronto a metterti in contatto con il tuo “vero Sè” e quindi a “guarire tante antiche ferite”.
Una volta c’erano le iniziazioni ora ogni giorno siamo in “prova”, sia individuale, che collettiva.
Una grande è avvenuta 2 anni fa, la seconda è ora: tirar fuori i propri talenti e svoltare.
Sai, mi ricordi John e credo che la sua storia ti sarà molto utile.
Seguimi e scoprirai come un momento che pareva la fine, fosse in realtà solo un inizio straordinario.
Sei tu, comunque, che puoi rinviare ad altra Vita o … subito, ora.
Ti raccomando, seguimi quando racconterò la storia del Miliardario John.
Un abbraccio dolcissimo.
Om Shanti!
Aspetto ancora tue notizie, soprattutto dopo che ti avrò raccontato “la tua storia”…
Ho trovato sapienza e competenza e un sollievo trovare in rete un’approccio onesto e consapevole come questo. Grazie 🙏🏻
Grazie, davvero Onorata!
La Morte è un argomento che ci è stato insegnato a temere e leggere nella maniera sbagliata. Ora sono grata di poterne parlare e di RIABILITARE il più possibile questi attimi, così importanti, per Tutti, per Tutte le Anime, senza distinzione di sorta.
Ti aspetto ancora, con altri commenti.
Om Shanti!