Per un Amico speciale

Abbiamo due nascite, una al corpo fisico e la seconda al nostro essere animico, spirituale.
La prima è accolta e accompagnata dalla gioia grande, la seconda, solitamente da un senso di dolore, mancamento, … perdita.
Anche quando ci lascia un caro “Amico” a quattro zampe, spesso la separazione è difficile e dolorosa.
Dobbiamo, in generale,  abituarci e aiutarci a crescere nella riscoperta di questa seconda vera nascita, anche nei confronti dei nostri animali, in genere così dolci e disponibili.
La loro presenza così discreta e attenta ci riempie la vita e quindi, quando giunge il momento di salutarli, spesso il dolore è pungente e simile ad una sfida.
Ha scritto a questo proposito Sharon Callahan:
“In senso collettivo, gli animali portano in sé il ricordo di miliardi e miliardi di vite interrotte con l’aborto, l’eutanasia, la macellazione, il maltrattamento e la trascuratezza.
Per questa ragione, uno dei regali più belli e significativi che possiamo fare ai nostri amati amici, è il dono di lasciare questa vita in maniera sacra e illuminata.
Non saranno solo i nostri amati animali a trarre beneficio da questo, ma l’intero inconscio collettivo del mondo animale potrà essere imbevuto di un nuovo messaggio di speranza, e l’esperienza collettiva comincerà, poco a poco, a trasformarsi in un’esperienza di cura amorevole in tutte le fasi della vita.”
E’ vero, dobbiamo restituire la “bellezza del vivere” a molte specie animali, alle quali, attraverso i nostri comportamenti, soprattutto di carattere economico, togliamo ogni forma di dignità …
“Quando la morte si avvicina- egli dice, … create per l’animale uno spazio sacro.
Nei limite del possibile, permettete all’animale di scegliere il luogo che preferisce.
Una volta scelto il luogo sacro, cominciate a creare un bel tempio a quella transizione sacra chiamata morte.
L’idea che sta dietro il fatto di creare un luogo sacro per il processo di morte è quella di realizzare un ambiente vibrazionale che sia in risonanza con la vibrazione del reame celeste in cui l’animale entrerà al momento della morte. Quanto più simili saranno tali vibrazioni, tanto più lieve scorrerà la transizione.
Pensate all’idea di creare un ambiente celeste qui sulla terra.
Dedicando tutte le vostre energie a creare uno spazio sacro, scoprirete che le vostre ansie e sofferenze si dissipano e sarete riempiti dal senso di uno scopo sacro.
Circondate l’animale delle sue cose preferite.
Raccogliete i suoi giochi e ricordi preferiti.
Stendete un bel telo o coperta sul luogo prescelto, di un colore acceso e dalle vibrazioni elevate, come blu, porpora o viola.”
… E’ molto bello quanto ci viene detto e consigliato e vorrei, facendomi portavoce del pensiero angelico, invitarvi ad estendere l’invito di Callahan  a tutta la vita dei nostri “sostenitori a quattro zampe”, soprattutto da un certo momento della loro esistenza in poi…
Quindi non dobbiamo tanto  umanizzarli con cappottini e scarpette, quanto  creare, soprattutto per l’esemplare  adulto, uno spazio colorato, carico di vibrazioni energetiche positive, leggere, in modo che lì l’Amico/a fedele, possano trovare tutta l’Armonia necessaria per proseguire serenamente il loro cammino al nostro fianco, fino a quando essi non sentiranno ormai giunto il momento del commiato.
Essi colgono ciò che l’Uomo non coglie da tempo immemorabile e interagiscono con il mondo oltre e con ciò che lo vive e popola, in modo intenso e profondo, ben oltre ogni nostra attesa e aspettativa.
Noi viviamo nella gioia la nascita fisica, che concepiamo come un momento solenne e magico, nel quale lo spirito incarnato, nel ventre femminile, sbuca alla Luce terrena; fatichiamo al contrario a cogliere con la medesima modalità il momento in cui il tutto si capovolge e l’essenza animica lascia il corpo per tornare nella Luce Vera dello Spirito.
C’è una figura che ci toglie dal grembo materno; dovremmo saper essere ottime levatrici anche durante il processo che conduce alla partenza.
Spesso poi, soprattutto l’animale, che possiede in modo ” spontaneo e non ragionato” consapevolezze ataviche, vuole passare la “grande porta” in silenzio, in punta di piedi, senza il suo “Amico umano” vicino e questo perché da un lato la presenza di energia e vitalità potrebbe disturbare la sua partenza, rallentarla e dall’altra perché il dolore straziante gli giunge centuplicato, essendo dotato di un forte spirito sensitivo e sensibile.
Tutto questo, naturalmente,  non gli consentirebbe la dovuta serenità, necessaria per un buon trapasso.
L’11 di maggio la mia mamma terrena è partita per il “suo grande viaggio”.
Pochi istanti prima, ero al lavoro, mi è venuta in mente e ho pensato di raggiungerla.
Ho sentito gli Angeli suggerirmi:” Vai  a mangiare, ne avrai bisogno”
Ho chiesto di Lei, se avesse bisogno … ma avevo dentro una calma infinita.
La sua immagine mi era passata nella mente per un istante e la voglia di raggiungerla era sorta.
Ho chiesto solo:”Sta male?”
“Vai a mangiare qualcosa! Non c’è nulla di cui preoccuparsi!
Lei è tranquilla e sta Bene; le infermiere sono con lei, è serena, ha tutto ciò che le occorre, non ha bisogno di te, sta Bene!”
Ho mangiato in piedi, in soli 7 minuti.
Era la mia pausa pranzo; mi sono ricordata di non aver acceso il cellulare; appena fatto mi ha raggiunto la telefonata: era spirata esattamente quando avevo chiesto agli Angeli di lei e guardato l’orologio digitale della macchina, pensando di raggiungerla, anziché mangiare.
Perché  a volte la partenza di una persona cara accade senza la nostra presenza?
Credo sarà capitato a molti fra di voi, di essere stati allontanati, dopo giorni di presenza al capezzale di un congiunto, proprio dallo stesso personale medico,  con l’assicurazione che le sue condizioni sono ormai stazionarie, per poi essere  raggiunti dalla telefonata in cui venite informati della sua partenza.
Non c’è nulla di disdicevole in questo, né di anormale.
Il malato è stato preparato con largo anticipo alla sua partenza.
Noi stessi abbiamo contribuito con calma e serenità, pregando, ringraziando, meditando, in connessione con il  suo Angelo Custode e le grandi figure del Cielo a spianargli la via.
Lui ora, ha intorno a sé tantissime  presenze animiche ed ascesi che lo sostengono e lo guidano.
Una vita corporea, quale la nostra,  carica di vitalità ed energia, potrebbe solo rallentarlo e disturbare il suo distacco, la fuoriuscita dal fisico  e il taglio del filo d’argento.
Ecco allora, che veniamo dolcemente tenuti da parte.
La stessa cosa deve valere per la partenza dei nostri Amici speciali.
Se siamo presenti dobbiamo stare loro accanto quanto sentiamo sia giusto e necessario, ma se per tanti motivi tutto avviene a nostra insaputa e quando siamo lontani, accogliamo con tranquillità questo avvenimento, consapevoli che il cane ed il gatto, ma potrei parlare anche di  altri  animali,  colgono molto di più di quanto noi siamo soliti pensare e credere e se stanno lasciando questa esperienza senza noi, lo fanno sicuramente con cognizione e in modo ponderato.
Ecco perché prima che questo accada, molto tempo prima, quando ancora l’animale gode di ottima salute, circondiamolo di uno spazio “sacro”, dove possa stare sereno e avere la sua “intimità”, senza interferenze e fastidi.
Agli animali piacciono piante e fiori, quindi nel suo angolo, oltre ai giochi, mettiamo una piantina e uno spazio per il sonno adatto a lui.
Abituiamolo a sentire parlare di Angeli; evocandoli li chiamiamo e quindi impediamo ad altre creature di intrufolarsi e di disturbarlo, stuzzicarlo e farlo deperire.
Quando poi giungerà la fatica fisica, l’affronterà con maggiore leggerezza, consapevole che viaggiate sulla stessa frequenza e quindi per entrambi il cammino sarà meno triste e laborioso del previsto.
“La nascita raramente è indolore, e la morte raramente è indolore, ma c’è molto che possiamo fare per ridurre il disagio in entrambe le transizioni e rendere entrambe delle belle esperienze.
Quasi ogni madre vi dirà che il dolore che ha dovuto sopportare per dare alla luce il proprio figlio è valso la pena.
La maggior parte delle persone che accompagnano un essere amato durante la morte riferiscono di avere avuto un’esperienza che le ha trasformate e rimangono loro ben pochi rimpianti.
Quando contempliamo la morte di un compagno animale, è consigliabile stare attenti a far sì che la propria attenzione non venga distolta dal processo in corso chiedendosi se sarà necessaria o meno l’eutanasia.
Una tale scelta potrà sempre essere fatta più avanti, lungo il percorso, se proprio necessaria.
Dedicatevi interamente alla creazione di una transizione illuminata.
Abbiate fede e fiducia, e tutto si dipanerà come deve, senza preoccupazioni.
Create uno spazio sacro dove possa realizzarsi il trapasso.
Portate nelle vicinanze dei fiori freschi o una pianta viva.
Decorate l’area con immagini sacre, … l’animale percepirà la vibrazione di queste immagini e reagirà favorevolmente.
Parlate al vostro animale di tutti gli Angeli ed Esseri di Luce che saranno presenti ad accoglierlo quando passerà sull’altro lato.
Al momento giusto, date al vostro animale il permesso di andarsene.
Ditegli che non è necessario che si trattenga solo per voi; che sentirete la sua mancanza ma che starete bene.
Questo tipo di rassicurazione aiuterà grandemente l’animale a lasciare andare la sua forma fisica al momento giusto.
Permettete agli altri membri della famiglia di fargli visita e di portagli il loro saluto.
La maggiore parte degli animali morenti vuole stare tranquilla, ma non isolata.
Spesso un animale morente non desidera essere toccato.
Rispettate questo desiderio e non prendetelo come un rifiuto.
L’atto di toccare spesso interrompe il processo della morte focalizzando l’attenzione sul corpo fisico.
Se l’animale sembra vivere un disagio fisico o emozionale, può essere utile passare delicatamente sul corpo un asciugamano umido e caldo, poiché ricorda il tocco rassicurante della lingua di un altro animale.
Se lavorate con un comunicatore telepatico, avere la sua assistenza in questi momenti può essere impagabile.
Si potrà chiedere all’animale se si sente a proprio agio e di cosa abbia bisogno o desiderio.
Questo è il momento giusto per chiedere all’animale cosa preferisce che si faccia con il suo corpo fisico.
…… Se avete un amico/a amorevole, emozionalmente stabile, che condivide le vostre idee e il vostro amore per gli animali, chiedetegli di starvi accanto e offritevi di restituire il favore alla prima occasione.”
Anche per un animale che entra nella fase terminale di questo processo, si creano due diverse dinamiche: da una parte il corpo che inizia a dismettere tutte le sue funzioni vitali consuete, le sue attività, in modo graduale, e dall’altra l’anima che inizia il suo distacco dal corpo, dalle persone  a cui è legato e perfino agli ambienti in cui è solito soggiornare.
In  questo momento, soprattutto se siamo sensibili o meglio ancora sensitivi, possiamo percepire che l’animale ci chiede il permesso di andarsene.
Come?
In modo diretto, con movimenti agitati del corpo, gemiti, in alcuni casi veri e propri ululati , grazie ai quali  rilascia energia, mentre l’Anima, lentamente,  si libera dal corpo.
La partenza è importante per tutti e viene vissuta al meglio, sicuramente se non cerchiamo disperatamente di trattenere né la persona, né l’animale, ma li affidiamo entrambi amorevolmente agli Angeli e a chi, tra i grandi Ascesi, ha già compiuto questo passo.
La preghiera è importante anche per un amico a quattro zampe:

…. “Visualizzate l’essenza animica dell’animale che si raccoglie nel chakra del cuore come una palla splendente di luce dorata.
Visualizzate questa palla che sale lungo il corpo fino a raggiungere la cima della testa.”
Quando tutto sarà stato adempiuto con Amore, lasciatelo tranquillo e mettetevi nella disposizione d’animo di lasciare a lui il tempo e l’ora, senza nessuna pressione emotiva.
Tutto sarà nella giusta pace celeste, anche se foste lontani, anche se, in quell’istante non potrete lì, per tanti motivi, stargli accanto a reggergli il musetto e ad accarezzare il suo caro dolce e morbido pelo.

 

Alcune parti evidenziate dal discorso diretto, le ho tratte dall’ Articolo di Sharon Callahan,pubblicate sul sito Anaflora, che ringrazio per averle messe a disposizione di coloro che seguono amorevolmente i propri compagni di viaggio a quattro zampe, consapevoli che anch’essi possiedono un’Anima e sono dotati di grande Amore e gentilezza.

Grazie! Grazie! Grazie! per questa possibilità e per le informazioni che state diffondendo.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. maria

    Forse se avessi avuto la possibilità di leggerlo prima avrei aiutato meglio la ” mia piccola” ad andarsene, per il resto il racconto e’ molto bello e io inconsciamente quasi tutte queste cose un po’ le sapevo.Grazie.

    • *** ti degli Arcangeli

      “Ogni cosa ci accade, ora ci accade, quando siamo pronti … a riceverla.
      Buon cammino!!”

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