A volte il dubbio d’aver scelto male fa più danni dell’eventuale decisione sbagliata.
Omar Falworth
Giusto o sbagliato?
Molto spesso, dopo aver fatto una scelta, i dubbi riaffiorano, come le nuvole compaiono all’orizzonte, in una giornata di pioggia …
Ma l’indecisione spesso non è solo un effetto di qualcosa che abbiamo portato a termine, a volte è anche l’anticipo della stessa, una forza autobloccante, una specie di ganascia che ci aggancia e radica a terra, impedendoci qualsiis forma di movimento e di scelta …
Lo faccio? Non lo faccio? E se poi sbaglio? Meglio non rischiare…
Quante volte la paura di sbagliare ci ha bloccato impedendoci di affrontare le grandi e migliori sfide della nostra vita!
E quante occasioni importanti abbiamo dribblato e perso nella vita per colpa di essa???
Agire.
Se questo ci capita, magari con una certa frequenza, significa che è giunto il momento di osservare la cosa con maggiore attenzione e di modificare la modalità gestionale del tutto …
“A volte il dubbio d’aver scelto male fa più danni dell’eventuale decisione sbagliata.”
Santa verità, sì perché rappresenta un continuo stillicidio, senza capo né coda …
La paura di sbagliare è uno dei principali ostacoli alla crescita personale per moltissime persone.
Quasi tutti di fronte alla novità o ad un bivio proviamo paura, quel sudore freddo legato alla decisione, ai pro e ai contro, all’assillo di sbagliare e pagare poi il conto …
Ma questa paura può prendere il sopravvento nella nostra vita, solo quando noi la autorizziamo e le consentiamo di ostacolarci nel fare quelle azioni utili e/o indispensabili per raggiungere i nostri obiettivi.
La paura di sbagliare è è quasi sempre presente nelle persone che soffrono di bassa autostima ed è strettamente collegata con la paura del giudizio degli altri.
Sono stati fatti vari esperimenti a questo proposito, soprattutto sui bambini, per testare la loro motivazione.
Se io affido ai piccoli un compito, la loro risposta è in genere di due tipi: o si focalizzano sul vincere il premio e quindi affrontano il compito con entusiasmo, voglia di mettersi in gioco in maniera spontanea, senza troppi pensieri, se non quello di farcela, oppure quella di focalizzarsi su un inevitabile fallimento e quindi sulla “paura di sbagliare”, per evitare l’umiliazione pubblica.
Come e da che cosa nasce la paura di sbagliare?
Dal nostro passato, come sempre.
Dalle esperienze pregresse e quindi dal clima familiare e da genitori super-protettivi che, con tutte le buone intenzioni del caso, tendono a metterci in guardia da ogni eventuale piccolo sbaglio o passo falso.
Per “proteggerci da noi stessi e da possibili sbagli, ci hanno ripetuto “molti no e non si fa”, per spingerci ad essere cauti, a muoverci sempre sulla via “del giusto” …
Ma qual è la cosa giusta???
Beh è una domanda retorica, da un milione di dollari …, già, perché il giusto non ha la stessa valenza per tutti e quindi evitare agli altri nel nome di ciò che noi riteniamo giusto è parecchio approssimativo … e …beh, diciamo relativo … e ci rende solo insicuri, parecchio insicuri e pieni domande: “Andrà bene fare così? Lo posso fare? E’ giustoooo?”, quesiti che rimangono stampati dentro, come fossero scritti con inchiostro indelebile.
E mamma e papà erano i nostri punti di riferimento …
Quando siamo cresciuti questo comportamento è cresciuto con noi, come un’orma inconscia che ora, senza che ce ne avvediamo, si attiva in modo automatico in molte situazioni della nostra vita.
E’ la paura di fallire, la paura di essere sbagliati e di sbagliare …
Sconfiggerla può richiedere un po’ di lavoro, ma possiamo riuscirci facilmente se ci mettiamo il giusto impegno e applichiamo alcune strategie.
1) La prima cosa da fare è avere meno paura dello sbaglio in sé, il considerare l’esito con maggiore leggerezza, sia che sia ok, sia che non lo sia o non a 100.
Sbagliare fa parte del percorso, niente di più, niente di meno.
Spesso diamo troppa importanza agli sbagli e agli errori e vediamo il fallimento come la soluzione finale, il risultato disatteso, sottovalutando il fatto che è solo una parte di un processo, un qualcosa di più ampio che riguarda la nostra crescita e l’apprendimento e che anche se non ci soddisfa a 100 è comunque un qualcosa.
Il fallimento è un punto chiave dell’apprendimento.
Tutte le capacità che abbiamo sviluppato, almeno quelle più importanti nella nostra vita, hanno comportato esercizio, fatica, applicazione e un certo quantitativo di errori e successive correzioni prima di essere apprese.
In matematica siamo diventati esperti in questo modo.
In grammatica idem.
Nella vita affettiva anche …
E così in tutto …
E’ stato cosi per imparare a camminare, parlare, leggere e scrivere, come andare in bicicletta…
Da piccoli abbiamo fatto vari tentativi per staccarci dalla mano a cui stavamo aggrappati e iniziare a camminare; qualche volta siamo anche caduti, abbiamo picchiato il culetto o la fronte a terra, per poi diventare autonomi …
Tutto richiede esperienza, rischio, gioco …
E’ pressoché impossibile vivere una vita senza fallimenti.
Le persone che ci riescono probabilmente vivono in modo così amorfo, che raramente realizzano qualche obiettivo intrepido, temerario, importante.
Io adoro Mafalda …

E’ così …
Non possiamo avere il capolavoro senza usare colori e pennelli e senza mettere in conto che potremmo sporcarci …
Quasi tutti inciampiamo e cadiamo più volte nella vita.
A volte piglieremo cantonate, altre volte ci saranno porte che ci colpiranno sul viso porte, ma per botta c’è una carezza e per ogni porta che si chiude ce n’è un’altra che si apre e che porta tante nuove opportunità.
Ci sono persone che sembrano diventare più forti quando sbagliano, come mai???
Forse perché hanno realizzato che sbagliare e fare errori fa parte del processo per raggiungere il successo e per questo non si lasciano scoraggiare dai loro sbagli, ma imparano da essi.
2) Non siamo una società fallimentare nella maniera più assoluta …
Allo sbaglio si associa sempre il biasimo, il rimprovero.
E’ stato così quando eravamo piccoli e lo è spessissimo anche ora che siamo un po’ più cresciuti …
C’è sempre qualcuno pronto a mettere il dito nella piaga, a ricordarti, in maniera più o meno velata che hai sbagliato, che così non va, proprio no.
Quando eri bambino quasi sicuramente sei stato sgridato quando hai sbagliato. Quando sei cresciuto, queste “sgridate” sono diventate più sottili, ma sono ancora presenti e questa è la ragione per cui la paura di sbagliare può essere così forte…
Il fallimento ci attacca, ci aggredisce, ci danneggia nei nostri ruoli sociali, nel riconoscimento esterno e quindi va a incidere sulla nostra autostima.
È importantissimo quindi non generalizzare, non scaricare infantilmente sugli altri, ma nemmeno somatizzare tutto, ma dobbiamo vedere gli avvenimenti in modo oggettivo per identificare i fattori che influenzano negativamente i risultati, per poi correggerli.
E’ utile allora chiedersi se c’è e qual è un fattore esterno che ha contribuito a non far funzionare la cosa …
3) Esistono sempre e solo risultati. Sia nell’ok, che nel nì o nel no.
Ogni azione ha un effetto, il quale può esserci gradevole o meno, ma esiste ed è comunque un risultato.
Le persone di successo sono proprio quelle che accettano, fanno tesoro, e vedono sempre e comunque oltre, sia nell’ok che nel suo opposto.
Chi invece teme si immobilizza, si lascia destabilizzare, entra in vortici di autocommiserazione e autodistruzione …
4) Da sempre ci ripetiamo che “sbagliando si impara”, ma ci crediamo veramente???
Gli esseri umani hanno imparato solo sbagliando.
L’uomo, da quando fece la sua comparsa sula faccia della terra, progredì grazie a tentativi vari e ripetizioni …
Così scoprì, migliorò, progredì, si evolse …
A volte impariamo dai nostri errori, altre volte da quelli degli altri e spesso da entrambi, visto che ripetere a noi serve parecchio …
Possiamo e dobbiamo scegliere quindi ogni volta se dare alla nostra esperienza un giusto valore e quindi collocarla nel quadro generale delle nostre esperienze di crescita, oppure se darle un valore assoluto e quindi vederla come “il fallimento” per eccellenza, come “la fine del mondo, il nostro mondo”.
Dovremmo vederla sempre e comunque come un’opportunità e niente di più …
“Perché è successo?
Come potrei fare per prevenire che succeda la prossima volta?
Che cosa posso ed ho imparato da questa esperienza, che possa essermi utile in futuro?
Cosa potrei fare meglio la prossima volta?
5) Agire!
Questo significa che anche se le ginocchia ci fanno giacomo giacomo e il fiato si fa corto, dobbiamo gettarci nell’impresa.
Dobbiamo avere il coraggio di uscire e provare a sperimentare le nostre idee.
Probabilmente sbaglieremo, ma stare inoperosi sarà peggio…
L’azione ci darà comunque energie nuove e ogni errore ci spingerà a metterci in gioco con maggiore grinta e quindi migliorare.
Dobbiamo essere più temerari e lanciarci nel vuoto, senza connetterci sempre e solo alla parte razionale, bensì anche alla nostra fantasiosa fantasia, con un briciolo di intraprendente vena bambina …
Immaginiamo quante e quali cose potremmo realizzare nella nostra vita se solo potessimo fare qualsiasi cosa al mondo, senza avere paura di fallire.
Iniziamo a compiere sin da oggi le azioni più utili per realizzare qualcosa di nuovo ed audace.
Il nostro peggior fallimento è proprio non avere tentato, non aver giocato.
Michael Jordan in un’intervista ha detto di sé:
“ Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”
Beh, detto da lui … può solo incoraggiarci e stimolarci a tentare, tentare, tentare e guardare ad ogni nostra azione con la Luce e la gioia del piccolo esploratore, pronto a guardare oltre e concedersi la gioia di sperimentare e viaggiare nella vita, con leggerezza e voglia di osservare, viaggiare, cogliere, scoprire e crescere …
Buon cammino a tutti noi …
semplicemente …
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



il problema non e´ tanto sbagliare e capire che abbiamo preso la decisione sbagliata o una manovra errata, noi lo capiamo subito che il risultato non e´quello che ci saremmo aspettati, ok ci sta´!
Quello che decisamente non sopporto che ci sta´ gente pronta e felice di farci sentire perdenti incompetenti e sminuire la nostra voglia di riprovarci sminuendo la nostra sicurezza.Qui si concretizza il timore di sbagliare di nuovo e ricevere eventuali umiliazioni!…Esperienza.( non personale), di una ragazza appena presa la patente, che faceva pratica con il padre accanto, che a furia di sgridarla e strillarle sempre di come e cosa fare, la poverina non ha avuto piu´ voglia di mettersi in macchina, ed ha prolungato l abbonamento coi mezzi pubblici! Non si ha paura molte volte di sbagliare, quanto sentire chi ci svilisce per aver fatto un errore! Buon errore a tutti e non abbiate paura di riprovarci!