Tutti sanno leggere con gli occhi e la mente, ma soltanto pochi con il cuore.
Omar Falworth
Il cuore è sicuramente la parte più forte, ma meno conosciuta e talvolta apprezzata di noi, così abituati a vagliare tutto attraverso il pensiero logico e sempre così vorticosamente ed affannosamente alla ricerca della felicità, che sembra non accoppiarsi mai bene con ciò che viene ed è legato ai sentimenti …
Amore per molti significa dolore e/o sofferenza, quindi un qualcosa da usare con parsimonia e tenere sotto controllo sia nelle relazioni in generale, che soprattutto in quelle amorose in maniera più intensa e particolare.
E’ per questo che qualsiasi frase, momento, situazione, … così come ciascuna persona … cerchiamo di coglierla e affrontarla con le modalità più distaccate e superficiali possibili …
Per questo i contatti telematici sono diventati un eccellente strumento relazionale, che ci tiene staccati a dovere dall’altro e dal suo vissuto …: niente empatia, niente compassione … niente magone per gli altri …
Che a tizio sia morto il gatto, o fuggita la sua ragazza o abbia preso un brutto voto riusciamo a “partecipare a distanza” con un semplice smile d’occasione, senza implicazioni emotive di sorta.
Occhi e mente quindi vengono chiamati in gioco, mentre il cuore resta in panchina, come in moltissime partite…
Giorno dopo giorno, questa modalità diventa la tecnica prevalente ed imperante e così lui, il grande cuore, rimane lì solo, dimenticato e abusato, comunque …
Sono poche le persone disposte a osservare ogni cosa con l’allegria, l’empatia, la dolcezza, lo slancio che i grandissimi occhi del cuore offrono …
Perché tutto questo?
Semplicemente perché servirsene vuol dire correre il rischio di scottarsi …, significa mettersi in gioco e trovarsi spesso con qualche graffio o cicatrice in più …
L’amore in verità, quell’Amore che è strettamente connesso e legato a doppia mandata al nostro cuore, è certamente a volte doloroso, ma solo perché ci guida oltre, ci conduce verso la pienezza, aprendo la strada all’estasi.
Seguire gli input del cuore, significa attivarsi e scendere in campo e quindi trasformarsi e abbracciare di conseguenza il cambiamento.
Ma cambiare è faticoso, sia che si tratti del proprio punto di vista, sia che si tratti del modo di muoversi, oppure di come parlare, porsi, affrontare la vita o altro …
Qualsiasi trasformazione è dolorosa, perché comporta il lasciare il vecchio per il nuovo.
Il vecchio è nostro, ci appartiene, ci è familiare, ci avvolge e da sicurezza; il nuovo è assolutamente sconosciuto e quindi imprevisto e imprevedibile.
Nel nuovo ci muoviamo come fanno i piccoli pesciolini, quando giungono nell’ oceano sconfinato, mai esplorato.
Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo – confortevole, sicuro – nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. La paura dell’ignoto, l’insicurezza dell’ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.
Ma non si può avere l’alba, senza passare per il tramonto, così come una buona spada può essere forgiata solo dal fuoco … e l’amore è il nostro fuoco.
È proprio a causa del dolore che l’amore a volte ci procura, che un numero spropositato di persone vive cercando tenacemente di evitarlo …
Sicuramente la sofferenza ed il dolore non piacciano e sono e ci procurano altro, rispetto al nostro essere e all’equilibrio nel quale ci sentiamo in armonia e viviamo nella serenità; la vita però ce li fa incontrare, ce li ripresenta e spesso proprio partendo dai sentimenti, dalle emozioni.
Decidere allora di voler evitare la sofferenza è da un lato comprensibile, ma dall’altro ci mette nella condizione di scegliere l’assenza, la privazione e quindi un’altra forma di inutile sofferenza.
Provare dolore per amore, può sembrare inaudito, ma non è soffrire invano, perché ci porta ai livelli più alti di consapevolezza, di riscatto, di conoscenza…
Rinunciare all’Amore genera sofferenza e un totale spreco, che non ci porta da nessuna parte.
L’amore, quello più alto, richiede che siamo aperti, quindi sicuramente vulnerabili, senza armatura, palle chiodate e capestri di alcun genere e offrire il fianco …
Niente calcoli, niente ragionamenti.
Innamorarsi significa solo spalancarsi all’altro e mettersi a nudo con il rischio, pericolosissimo, di essere di nuovo trapassati e feriti …
In quei momenti viviamo pericolosamente e siamo nella stessa condizione di un filo elettrico spelato: l’’altro può ferirci in tantissimi modi e questo ci crea paura e ci rende vulnerabili.
Evitando la situazione, il confronto con l’altro, non possiamo, non riusciamo a crescere e quindi si rende necessario accettare la nostra grande sfida, entrando nell’amore.
Amare è il primo passo che ci conduce a Dio, indispensabile per metterci in gioco e consentirci di essere…
Siamo Amore e non possiamo evitare di esserlo e di viverlo, muovendoci in questa direzione.
… amare è una necessità intrinseca, una spinta, uno stimolo senza pari; la persona con cui ci completiamo rappresenta la forza nuova che ci avvolge, aiutandoci ad uscire dal nostro guscetto, dal nostro universo ristretto, portandoci in alto ed espandendoci …
Come me lo rappresento?
Come un cielo straordinario, infinito, di un azzurro magico …, che ci fa allargare le ali e ci fa abbandonare al dolce soffio del vento …
Come Icaro prendiamo il volo, consapevoli solo del punto di partenza, ma non di dove e come avverrà l’atterraggio …
Faticoso?
Oh, sì, soprattutto per alcuni di noi, che con un forte ego, si trovano a doverlo accomiatare, smussare, limitare, sconvolgere … e già questo li sgomenta e spaventa.
Lui, proprio lui, il nostro ego, lo abbiamo protetto, accarezzato, osannato in continuazione e, quando l’amore bussa, nel suo nome, lo dobbiamo accantonare, lui che è stato, fino a quel momento, il lavoro di tutta la nostra vita, la nostra unica creatura.
Noi siamo parte dell’Universo, del tutto, e questo tutto è in noi, ci vibra dentro e quando scegliamo di vivere questa meravigliosa esperienza di armonia, quale è appunto l’Amore, viviamo in uno stato di totalità e di salute, benessere, veramente nuovi …
Gli occhi trasmettono questa condizione straordinaria.
L’Anima si può esprimere e quindi traspare …
Un altro modo per rappresentarlo, oltre al cielo è quello del mare, … così vasto, sempre diverso e a tempo stesso uguale …
Lui è qualcosa che non è il nostro ego.
L’amore ci insegna moltissimo e per la prima volta ci fa entrare in armonia con qualcuno, diverso da noi, che non è mai stato parte del nostro ego, vive, mangia, pensa, crede … in altra maniera, rispetto a noi, comunque, anche se appartenente alla nostra cultura e/o regione.
Entriamo in sintonia: la stessa frequenza vibratoria …
Ma questo accade solo tra innamorati?
No, possiamo essere in sintonia con una donna, con un uomo, con un amico o amica,possiamo essere in sintonia con un piccolo, con un figlio o con la propria madre, o padre…
In teoria siamo nati per esserlo con tutto il genere umano …
E se essere in armonia con una sola persona ci dà tanta gioia, pensiamo a quale benessere proveremmo, se riuscissimo a vivere e sperimentare l’ armonia con tutti gli esseri umani, incluse le piante e gli animali?
L’amore è una scala magica, che parte da due individui e arriva dritta dritta fino al cielo, passando per il mare …L’amore è l’inizio, dio è il traguardo finale.
Ma per mettersi in gioco bisogna lavorare …
Dobbiamo conoscere le scottature, rimanere febbricitanti, … spesso provare un dolore che ci pare infinito, per apprendere l’arte del saper ascoltare e vedere con il cuore dell’Anima.
Aver paura dell’amore, aver paura dei dolori della crescita che l’amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella minuscola ed oscura, proprio come stiamo facendo noi, da tempo…
Siamo convinti che lui ci crei solo problemi e quindi evitarlo, crediamo fermamente sia una modalità eccellente per schivare dolori e sofferenza …
In realtà siamo nella stessa condizione che vive un leone in un circo: o saltiamo attraverso il cerchio di fuoco, rischiando qualche pelo bruciacchiato, o rimaniamo lì, immobili, delusi e carichi comunque di amarezza e sofferenza, per non essere stati in grado …
Bisogna affrontarli i cerchi di fuoco, viverli e passarci attraverso per andare oltre, passandoci attraverso.
L’amore è movimento interiore ed esteriore ed è l’unica cosa che valga la pena di sperimentare, cogliere, sostenere, esprimere, cantare, vivere, fare…
Tutto il resto è solo un mezzo, ma l’Amore è il fine, il nostro fine ultimo, più grande e magico, impegnativo ed importantissimo..
Scegliere spetta a noi.
Possiamo decidere di essere acque ferme, stagnanti, immobili, … oppure onde, che sciabordano, o fiumi che lentamente giungono al loro tutto, cioè all’Oceano …
Se non entriamo nell’amore, siamo nella stessa condizione di chi va in spiaggia, ma non entra mai nell’acqua …
Dalla riva osserviamo, estatici, ma timorosi la bellezza dell’acqua, senza lasciarci avvolgere, accarezzare, accogliere, trasportare …
Così hanno deciso di fare molte persone, intrappolate come un messaggio, dentro la loro bottiglia …, all’interno di se stesse.
La loro vita è staticità, è acqua stagnante, … non è un fiume che punta e scorre verso l’oceano;
la loro vita è una pozza sporca, immobile, prosciugata dal sole e sferzata dalla pioggia, di cui, molto presto, con lo scorrere dl tempo, resterà solo lo sporco e il fango.
Siamo Luce, energia pura e divina, e per rimanere limpidi, dobbiamo continuare a fluire.
Un fiume rimane limpido, pulito, affascinante, … proprio perché scorre e lungo il suo cammino incontra molti sassi e anfratti che lo lavorano, lo setacciano, lo arricchiscono …
Le persone che non amano si addormentano, perdono smalto, non mettono in gioco i loro talenti divini e provano frequentemente disagi interiori …, a volte anche notevoli.
Siamo Amore e siamo nati per esserlo e viverlo e soffocare la nostra natura è scegliere l’eutanasia, una morte lenta e graduale.
Non desideriamo soffrire o provare dolore e quindi molti di noi trovano o hanno trovato nei social e nelle modalità che vanno per la maggiore, le strategie migliori per vivere in maniera poco coinvolgente, per nulla attenta e senza troppe implicazioni emotive, scegliendo un suicidio lento e graduale di sé, dimenticandosi del linguaggio dell’amore.
Non siamo più così coraggiosi, intraprendenti, né intrepidi.
Siamo più interessati al sesso, perché il sesso non è pericoloso, non richiede coinvolgimenti emotivi, mentre l’altro aspetto profondo della nostra natura è coinvolgimento, è impegno, è mettersi in gioco, è radicarsi e pensare e vivere a lungo termine …
Non è un fenomeno del momento, una toccata e fuga.
Quando lo evitiamo ci bruciamo il terreno intorno, ci sabotiamo, ci neghiamo la più grande opportunità di crescere. Sì, c’è talvolta l’agonia, ma da questa agonia nasce poi sempre l’estasi, una nuova puntata …
Quando lo smarriamo ci sentiamo persi ed in preda alle tenebre, ma è proprio passando questa notte oscura, che potremo provare l’ebrezza della nuova magnifica alba …, in cui il sole può di nuovo riscaldarci ed illuminarci e concederci la gioia di Essere, di esistere appieno e di crescere, di metterci in gioco ed evolvere …
E’attraverso la notte oscura che arriva il nostro nuovo mattino.
Buona rinascita a tutti!!!
Amorevolmente ti***
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