Il Gioco del potere

Un Gioco.
Quella che da sempre viene definita come una Scuola, da un po’ di tempo la visualizzo come un Gioco, un gioco che ho più volte chiamato Jumanji, ma che potremmo vedere anche come una partita a carte.
Quando chi “conduce il gioco” vuole farti scivolare o ottenere qualcosa cerca di “distrarti” e di farti perdere il “controllo della situazione”,

di farti dimenticare le carte già utilizzate e quelle che ancora devono passare.
Da un po’ di tempo sta accadendo la medesima cosa.
Tutte le operazioni in essere, gestite e potenziate dai media, che in questo campo detengono davvero un potere sulle persone, hanno una finalità ben precisa e puntano a 3 o 4 obiettivi specifici.
Il primo obiettivo è creare paura/pathos protratto, perché diminuisce il potere reattivo, ingenera malessere e azzera la logica creativa; il secondo è quello di mostrare le situazioni in essere come ingestibili, per poi proporti (terzo obiettivo) come unico e possibile “salvagente”, qualcosa che mai avresti desiderato, ma che adotti perché ti appare come necessario e poi scatta l’ultima parte del pezzo teatrale.
Indurre l’opinione pubblica a una differenza di vedute, così che si generi il quarto obiettivo: creare la divisione.

Come si crea la divisione.

Per conseguire tutti questi loro obiettivi i coccodrilli si servono di eventi, di avvenimenti che coinvolgono l’opinione pubblica e li preparano e li fanno “accadere” come “pièces teatrali”, con l’intento costante di raggiungere la finalità, del controllo, e per ottenerla puntano soprattutto sul frazionare, sul riuscire a dividere le perso_ne in opposte fazioni , trasformandole in spettatori, giudicanti, già addestrati a questo ruolo, attraverso diverse trasmissioni, dove gli si richiede di fare “l’opinionista”.

E’ così che ti aizzano, come erano soliti fare i potenti negli spettacoli dell’arena, quando con la lotta teatralizzata dei gladiatori, inducevano i presenti a tifare per tizio o per caio, per il sì o il no, per uno schieramento o per un altro, poi successivamente per un partito o per un altro.
A quel tavolo da gioco ci s’inventa come coinvolgere gli spettatori, cioè le persone, un popolo, una nazione o l’intera umanità, facendogli fare lo spettatore al loro “spettacolo”, che chiamiamo poi storia.

Tu allora assisti, sovente “ribolli” e così adirato, ti ritrovi, secondo le attese del geniale “coccodrillo regista”, a scendere in campo e a schierarti a favore degli uni, contro gli altri.

La fazione.

😉In questo gioco a nessuno interessa il tuo “voto” in sé, cioè se tu tifi per tizio o per caio, ma conta che tu lo faccia in maniera sanguigna, cioè il più radicalmente possibile.

E’ così che si creano “disagi” anche all’interno delle singole famiglie, dove alcuni membri sostengono tizio, mentre gli altri supportano caio.
Questo fa gongolare di piacere il regista coccodrillo, che ha creato “fazioni” e quindi “impossibilità o meglio non volontà di comunicazione.

“Io con quello non ci voglio più parlare”.
Espressioni come questa esaltano il coccodrillo, perché se la tribù è divisa la si governa a dovere e a proprio “piacere”. “Divide et Impera”.

Così, per alcuni mesi o addirittura per anni, il coccodrillo crea le fazioni, le “tifoserie”, tutte blindate e ben delineate.

I supporti del regista: sport, trasmissioni, mezzi d’informazione.

Anche lo sport serve ed è servito a questo.
Del resto tra tutti gli Sport possibili, il più gettonato, a livello nazionale,
è quello che crea “fazioni”, tifoserie, divisione.
Fioretto, sciabola, tennis, nuoto, non sortiscono lo stesso “potere educante” dello sport considerato appunto nazionale, per cui passano in sordina. La massa viene così nutrita con elementi, all’apparenza innocui, che in realtà creano contrapposizione, chiamata tifoseria.

Più lo scontro si inasprisce, grazie ai diversi social, più le discussioni “esondano” e diventano discussioni tra colleghi, tra amici e colleghi, tra fratelli, tra vicini e la nuova arena diventa la pizzeria, il pub, lo stadio, la propria casa o la piazza.

Se osservi tutto questo da “testimone” puoi notare questo “gioco sottile”, che rientra in un gioco complessivo.
Il coccodrillo, attraverso questi strumenti e le persone, che per lavoro si servono di quegli strumenti, esercita il suo potere di creare divisione e ottiene la possibilità di manovrare le coscienze umane, nutrendo, come fossero il fuoco dentro un camino, le reazioni emotive degli uni e degli altri e le rispettive “ragioni”, in merito alla narrativa in essere.

😉L’argomento ha anch’esso poca importanza, perché l’unica reale finalità è creare separazione.

Naturalmente il giochino non andrebbe avanti, se il pubblico si accorgesse della dinamica in essere e del ripetersi puntuale della stessa.

Invece le perso_ne educate dai programmi, aizzate dai social, sostenute dallo sport, paiono sempre ben disposte a stare sugli spalti dell’arena e a schierarsi, per l’uno o per l’altro, mostrando il dito levato o inverso.
La gente si accalora facilmente, aizzata dai vari talk show, che propongono appunto questi eventi, o dal tg o dal titolo del giornale di paese.

😉Quando la tensione cala, ci s’inventa un “nuovo scenario”, per alimentare la reattività emotiva, e per protrarre questo gioco.
L’unica cosa è che, alla lunga, dopo un po’ di anni o dopo parecchi mesi, quando l’audience tende a smorzarsi e le fazioni restano fisse, stabili, questa sorta di equilibrio “disturba il coccodrillo”.

L’arena perde verve, perché il pubblico lentamente scema e pur restando schierato, non dà più addosso “all’avversario”. Allora è giunto il tempo di proporre un’altra storia.

Il coccodrillo sente il bisogno di nutrirsi di nuovi dissapori, ma soprattutto di ravvivare il “fuoco” divisorio, con tutto il pathos che ne consegue.
E’ come il giocatore che deve mescolare le sue carte, creare nuovi tranelli per far scivolare dentro le sue fauci affamate.
Ecco che allora ordisce “nuovi scenari”.
Nuove storie.

E il “racconto” riprende.

Cosa s’inventa il regista coccodrillo?

Non ha bisogno di spremere le sue meningi, gli basta cambiare “argomento”, prima è un evento climatico, poi un’epidemia o altro; l’importante è creare un nuovo scoop, cioè qualcosa che faccia “notizia”, per poi generare un “contenzioso” sociale.
Allora ecco che prima viene data la notizia e successivamente, in un crescendo drammatico, tutti quei particolari che fungono da contorno, in un crescendo e che poi “creano spaccatura”.
Soccorsi che non arrivano, corpi di volontari che non funzionano, popoli che si azzuffano di nuovo, e così via.

Quello che accade in risposta è sorprendente e per il regista coccodrillo indubbiamente meraviglioso: le perso_ne si riposizionano.
Le fazioni si rimescolano.

E tutto il pattume che ne scaturisce lo “fa godere” e lo nutre, gli conferisce potere. L’importante è che l’uomo scada in forme reattive poco evolute e perda di vista il suo scopo, il motivo di questa sua incarnazione. E sia in suo potere.
Infatti, dopo la “novità”, il gioco si rimescola.
😉Ora alcune perso_ne, un tempo nemiche, la pensano proprio come il vicino, in merito a questo nuovo evento, mentre quelli, che erano loro amici, ora si schierano con la fazione opposta e questo incrina le relazioni e le fa cessare.

E’ un gioco, un gioco al massacro. Questo “apparente colpo di scena”, provoca dolore, litigi, discussioni, fatiche e caos e tanti cortocircuiti, davvero impegnativi, dissacranti.
E’ così che il personaggio che in genere t’irritava e criticavi, o che in qualche modo non stimavi, ora ti fa illuminare d’immenso, perché sostiene questa causa, appoggia questa azione, dice e fa cose che richiedono coraggio e prospetta qualcosa che rammenta proprio le tue opinioni, i tuoi pensieri in merito alla “pièce” che va in scena.

Che cosa succede allora?
Eh, qui viene il bello.

Le reazioni della persone sono diverse. Qualcuno sembra non avvedersene e abbraccia “questa brava persona”, altri ci  pensano un po’, lo studiano, lo osservano e poi finiscono per chiudere un occhio, perché pare sia “rinsavito”, qualcun altro si avvicina, ma con “riserva”, mentre c’è chi se lo fa piacere o si rassegna al “nuovo genio” apparso sulle scene.

In realtà, cos’è successo?

Il coccodrillo ha solo creato nebbia, ha mescolato le carte, e ha fatto spostare le sue pedine sulla scacchiera a suo piacimento.
Ha creato “nuove amicizie” e “nuove disamicizie”.
Ha gettato la confusione sul tavolo in cui si gioca.

E questo fa perdere il “conto” delle carte che passano o sono passate sul tavolo, deconcentra, rende faticoso o quasi impossibile trovare risposte rapide a un problema, a un quesito.

Chi gestisce il tavolo?

Ora lui è di nuovo il gestore del tavolo, perché lui sa cosa sta succedendo e oltre a sapersi muovere ha di nuovo il potere di fare altre mosse, mentre i giocatori/spettatori gettati nel caos non hanno la capacità di controllare il gioco.
Nel caos, tutte le altre persone, sedute al tavolo da gioco, non riescono più ad osservare, quindi a cogliere chi dice o fa qualcosa, perché stanno ancora cercando di capire chi adesso è con loro e chi è diventato il loro nuovo avversario.
Così il coccodrillo interviene rapido, sfruttando la situazione, mentre gli altri giocatori sono intontiti, impreparati e quindi in ritardo nella loro risposta.

Cosa si può fare allora?

Mantenere il focus su quello che desideri ottenere nel tuo gioco.
Rimanere nella posizione del testimone, neutra, perché sai che tutta questa polvere, questo agitarsi sono come le manovre del baro che, mentre si esibisce con maestria, in una sorta di “gioco ipnotico”, in cui fa passare le carte da una mano all’altra, in un turbinare veloce, sta sostituendo una carta sotto il naso inconsapevole, dei presenti.
L’unica manovra utile è rimanere fuori da questi “condiziona_menti”, cioè non schierarsi né da una parte, né dall’altra, con nessuna delle fazioni, ma vederle, entrambe, come un gioco che distrae, utile solo al coccodrillo.

Reportage. Foto, immagini, video lo appoggiano e lo sostengono nel suo gioco.
Così ci si schiera e si creano fazioni pro l’uno e contro l’altro e l’odio cresce e prolifera e nutre le fazioni e le eggregore.

Trasmutare l’odio.

L’odio è ciò che dobbiamo “trasmutare”, rimanendo vigili, perché il coccodrillo si inventa una pièce nuova ogni volta che la tensione cala e compare un equilibrio.
Così, egli distoglie l’Uomo dalla sua E-Volu-zione, mentre l’Uomo è tenuto alla vigilanza, come le “ancelle con le lampade”, che ci rammentano proprio questo.

“Vegliate perché non sapete quando giungerà lo sposo”.

Più tempo perdi dietro ai giochi del coccodrillo, meno tempo hai per te stesso, per la tua crescita e la tua tra-sforma-azione.
Se tu entri nel contenzioso, diventi la “TERZA” pedina in quel conflitto, senza accorgerti che vittime e carnefici ci sono da ambo le parti  e se tu scegli queste vittime, che stanno sul lato A, o prediligi quelle sul lato B, stai solo nutrendo la contesa e quindi facendo e rispondendo al gioco del potere, promosso dai coccodrilli, attori e registi.
In tutti gli eventi messi in scena, non importa di che natura essi siano, le “persone” coinvolte, vengono usate, proprio come il pubblico dei gladiatori, come fossero le carte del prestigiatore, in “un gioco sottile” in cui si tenta di coinvolgere gli esterni e far convergere tutta l’Umanità nel conflitto, nell’azione o nell’evento.

E tu, noi, cosa possiamo fare?

Onorare il nostro e l’altrui Essere Divino, non perdere di vista ciò che siamo venuti ad Essere e portare.
E’ la sola mossa saggia, espressione dell’Essenza che ci contraddistingue e che dovremmo saper esprimere.

Se in un condominio due persone litigano e le altre si schierano con l’una o con l’altra, la vita in quella casa diventa invivibile per tutti e nessuno tra quelle persone può dire di Essere espressione della propria Essenza Divina amorevole, compassionevole, libera e creativa.
Si creano 2 fazioni, che ben nutrite, si ampliano di giorno in giorno, di evento in evento.

Cosa farebbe Gesù se fosse qui, al mio posto?
O il Santo che venero?
Darebbe ragione alla Signora Tina o alla Signora Pina?
O farebbe altro?

Chiediamoci questo. Interpelliamo il nostro Cuore, troviamo la nostra risposta e poi muoviamoci di conseguenza.

Buon cammino a tutti!
Che ciascuno trovi la propria risposta.
Om Shanti.
✨Un Amorevole abbraccio da Ti, degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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8 commenti

  1. Mariano Francesco

    Cara Anima di Luce Felice giornata SIAMO UNO in gratitudine sempre 🙏💜🤍💜🤍💜🤍💎

    • *** Ti degli Arcangeli

      Sì! Siamo UNO!
      Om Shanti, con un abbraccio dolcissimo.

  2. Valentina

    Grazie Ti, tanta Luce! 🌟🌟🌟💛💛💛🌟🌟🌟
    Buonissima serata🌸🌺

    • *** Ti degli Arcangeli

      Grata! Sia una buonissima Giornata di dolcissimo Sole interiore.
      Namasté!

  3. Alberto Pini

    Quando torno a casa non accendo più la televisione, non guardo più lo sport nazionale che ha iniziato a nausearmi e altre cosine ancora ed ho iniziato ad avvertire la piacevolezza del silenzio. All’inizio sembra che ti manchi qualcosa, ma una volta abituato crea pace e benessere e sembra quasi di avvertire “qualcuno” vicino. Bello, grazie cara Ti. ✨😊💚

    • *** Ti degli Arcangeli

      Mitico Alberto!
      Il Silenzio riattiva il nostro Respiro Interiore e ci consente di creare quell’Equilibrio, indispensabile, per “recuperare” il dialogo con la nostra “PARTE DIVINA”. Tutto quello che sta accadendo e accadrà è solo un vano tentativo d’impedire che questo accada, ma NOI SIAMO UNO! E la LUCE NON SI PUO’ FERMARE, sarebbe come voler impedire al SOLE di ESSERCI. C’é!!!
      FELICE e proficuo SILENZIO!!!
      Un abbraccio dolcissimo.
      Om Shanti!

  4. Moira

    Buongiorno a tutti
    Si e vero purtroppo la TV programmi sport eccetera propongono solo violenza paura e niente di buono.
    Così io ed il mio compagno accendiamo la musica degli anni 80 e ci tuffiamo in un viaggio meraviglioso che ci fa ballare ridere e ci mettere di buon umore.
    Lo consiglio a tutti
    Un abbraccio ti con tanto affetto💋🍀🎻🎻🎻🦋

    • *** Ti degli Arcangeli

      MITICIIIIII! STUPENDA RICETTA!
      La Musica ci avvicina a Dio e aiuta a cambiare i codici, là dove necessario.
      Un abbraccio dolcissimo

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