Il Paradiso e l’Inferno dentro Leggenda

“Le passioni fanno vivere l’uomo,
la saggezza lo fa soltanto vivere a lungo”

Nicolas de Chamfort

L’equilibrio è vitale.
Dobbiamo essere Guerrieri di Luce, per esprimere al meglio ciò che siamo e dare spazio alla sapienza del creato, ma spesso scivoliamo in un bicchiere di acqua e ci anneghiamo pure, come fosse un oceano infinito, uno spazio illimitato in cui ci pare di non vedere la sponda, la riva, che in realtà, abbiamo spesso sotto il naso.
C’è una storia zen, molto bella,  che racconta di un guerriero e del suo amorevole maestro, il quale stava svolgendo un compito piuttosto arduo, in quanto il suo guerriero era privo di consapevolezza e aveva fretta di conoscere sempre tutte le riposte.
Egli  era sicuro che ogni cosa provenisse dall’esterno, dalla logica della mente e della materia e che le decisioni,  che avrebbe preso,  dovessero dipendere dalle risposte che il mondo circostante gli dava.
Il maestro sapeva che tutto dipende dalle nostre scelte, dal nostro libero arbitrio, il che richiede quindi un “addestramento” all’uso di tale arte, ma passare al soldato questa verità,  stava diventando impegnativo.
Il Guerriero non ammetteva l’esistenza del male e tanto meno che lui gli presentasse su un piatto d’argento la possibilità di influenzare da solo, inconsapevolmente, le sue stesse scelte e quindi la sua vita; egli non aveva compreso che le scelte interiori e le decisioni che prendiamo e il modo in cui reagiamo a quello che ci circonda, creano la nostra realtà, facendo la differenza.
Così egli sprecava le proprie risorse ed energie in lotte vane.

In realtà quel guerriero ci appartiene, perché in ognuno di noi  dorme, per un certo periodo della nostra esistenza, un maestro e un samurai
Noi dobbiamo decidere quale dei due ascoltare, quando farlo, accettando di crescere con quella parte e solo quella, arginando ogni giorno ed istante , forse, l’altra; questa storia zen, che sto per raccontarvi,  ci spiega quindi come la consapevolezza di noi stessi e delle nostre azioni possa essere determinante nella nostra vita.
Ecco quindi questa importante storia

“C’era una volta un samurai che andò dal suo maestro spirituale,  Hakuin,  per chiedergli:
“Dimmi maestro, ma esistono un inferno e un paradiso?
Se esistono qual è la porta per accedervi? ”.
Il samurai era solo un Guerriero e si sa, che i guerrieri sono privi di astuzia, pensano solo a combattere e conoscono solo due cose: la vita e la morte.

Il samurai lottava moltissimo, si addestrava all’arte del combattimento, ma non dedicava nulla alla vera ricerca di sé, del  suo profondo spirito, in quanto non voleva imparare o riflettere, voleva solo delle risposte in modo da poter evitare l’inferno ed entrare in paradiso, senza impegno.
Hakuin, il maestro gli rispose:
“Chi sei tu?”.
“Sono un Samurai, un Guerriero Coraggioso, pronto a dare la vita per la causa per cui combatte.
Sono un grande guerriero.
Perfino l’Imperatore mi rispetta” .
Ma Hakuin rise e rispose:
“Tu, un samurai??? Sembri un mendicante!”.

Il Guerriero si offese molto e sfoderò la sua spada, con l’intenzione di uccidere il monaco maestro.
Il maestro rimase calmo e rise:
Questa è la porta dell’inferno,  con questa spada, con questa collera, con questo ego, ti si apre quella porta”.
Allora il samurai, rendendosi conto di ciò che stava facendo, rinfoderò la spada e si mise in ascolto.
Allora e solo allora  Hakuin disse:
“Ecco, qui si apre la porta del tuo Paradiso!!!”.

Non è difficile comprendere
L’inferno e il paradiso sono dentro di noi, in ciascuno di noi.
Dobbiamo fare un percorso vero, per sapere e decidere al meglio, quale porta aprire e come essere.
Quando la rabbia cresce io non solo uccido il mio “Maestro interiore”, ma uccido chiunque amorevolmente me lo indichi e si muova con la “gentilezza” che solo il Paradiso può infondere.
Entrambe le porte sono dentro di noi…
Possiamo aprirle o chiuderle.
Quando ci comportiamo in modo inconsapevole, e diveniamo preda della paura, dell’ansia, della rabbia… allora contribuiamo con il male a spalancare dentro di noi la porta dell’inferno; siamo noi ad ascoltare ed assecondare ciò che ci viene porto su un vassoio d’argento e che può distruggerci in un secondo ( pensiamo a cosa sarebbe stato se avesse affondato la sua spada nel suo Maestro …).
Al contrario, quando siamo ben sintonizzati con lo Spirito, la Luce e l’Amore attento e consapevole, si apre in noi la porta del Paradiso.
La nostra mente è sia il Paradiso che l’inferno, perché la mente ha la capacità di diventare sia l’uno che l’altro a seconda di come e con che cosa la nutriamo, l’alimentiamo.”

Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. anna

    E’ assolutamente vero: in ciascuno di noi convivono due forze, che ovviamente sono opposte, e sono entrambe forti! Siamo noi, che decidiamo cosa vogliamo seguire, quale porta vogliamo spalancare… In realtà però non è sempre facile seguire la strada “giusta” : quando gli eventi della vita sono stati difficili, l’amarezza ha indurito il cuore e tutto appare buio! È proprio allora che si commettono i peggiori errori, perché la fiducia ha lasciato il posto al pessimismo e non sempre si ha la lucidità di capire che ci stiamo incamminando per la strada sbagliata…

    • *** ti degli Arcangeli

      Sai Anna, la mia vita è costellata di colpi di scena, voglio chiamarli così, eppure non sono mai stata arida e credo che non riuscirò mai ad esserlo …
      In ogni dolore mi abbraccio al Cielo e lascio che la Luce mi indichi la via …
      E’ così che ci viene dato di continuare a ballare sotto la pioggia e a lasciare aperta la porta alla positività …
      Il buio arriva quando chiudiamo ogni anche più piccolo spazio alla Luce e come se chiudessimo ermeticamente la porta dell’Anima proprio quando ne abbiamo più bisogno …
      In genere diciamo che è umano … infatti non appartiene a Dio questa modalità …
      Quando un bimbo si fa male in genere corre dalla mamma e si rifugia tra le sue braccia …, noi
      al contrario cacciamo via il Padre, anziché rifugiarci da Lui.
      E’ un controsenso, che spesso, purtroppo adottiamo anche nelle relazioni umane.
      Non ci parliamo e non ci vogliamo aprire per crescere insieme.
      Cosa cerchiamo nella mamma che ci accoglie?
      Amore, un Amore fatto di protezione, comprensione e coccole …
      Nella quotidianità da adulti questo sembra svanire e trasformarsi in prepotenza e in diniego: dagli altri ci aspettiamo quello che noi vorremmo sentirci dire e dall’alto ?!? — E’ questo lo scivolone più grande che possiamo prendere o meglio fare …
      Un abbraccio grande
      ti degli Arcangeli

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