Consapevolmente consapevoli e felici

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore.
Chi guarda fuori, sogna.
Chi guarda dentro, si sveglia.”

Jung

Oggi partiamo da una domanda estrema: “Cosa mi rende o renderà felice?”

Pensarci è utilissimo, perché crea coscienza del problema e quindi ci attiva per creare la consapevolezza del che cosa reputiamo sia questa fantasmagorica ricercatissima felicità.
Riflettere, ci permette di scoprire cosa ci rende o renderà realmente felici.
La consapevolezza è così quella capacità di osservare e comprendere la realtà per come è davvero, al di là dei nostri schemi mentali, dei pregiudizi e dei nostri punti di vista.
Ciascuno di noi può fare un lunghissimo elenco di cose che lo rendono sereno, gioioso, felice.
Carlo può pensare che sarà il sorriso di suo figlio a renderlo felice, ma poi si accorgerà che presto, lungo la giornata, non gli basterà, questa felicità, perché non dura.
Tu potresti pensare che a renderti felice sia il meraviglioso arcobaleno, spuntato proprio ora nello scorcio di cielo che vedi dalla finestra dell’ufficio, ma anche questa gioia passerà velocemente ,  soprattutto se il tuo superiore arriverà incavolato con il mondo intero
Mattia che in cappuccino favoloso che sta assaporando sia la vera felicità
Certo, cogliere l’attimo ci rende parte di momenti straordinariamente unici, capaci di  trasformare ogni istante in angoli di paradiso, ma sono solo “istanti”, se non raggiungiamo alcune consapevolezze ed attiviamo un certo tipo di lavoro interiore.
E’ solo attraverso la consapevolezza che possiamo comprendere la realtà per trovare questa risposta, quella vera, così dinamica e lontana dagli schemi educativi ricevuti e con cui affrontiamo solitamente la nostra vita.
Ognuno di noi la cerca in modo differente, in cose e situazioni diverse.
Chi ha ragione?
Chi guarda a nord, chi guarda di qua …chi vede di là?
Proviamo ad immaginare come spessissimo la realtà si discosti dalle nostre opinioni, dai nostri convincimenti.
Se io metto una bottiglietta d’acqua nascosta sotto il sedile della mia auto e poi chiedo a più persone dove l’ho messa, avrò le stesse risposte?
Sicuramente no.
Molti penseranno alla cucina, il luogo “più ovvio”.
Altri al balcone, dove a volte teniamo le riserve d’acqua.
Altri ancora alla cantina
Ognuno, in base al suo vissuto, mi darà la sua collocazione
Le diverse opinioni possono cambiare qualcosa?
La bottiglia si sposta perché Tizio è convinto o Caio insiste o Sempronio vorrebbe ?
Ovviamente NO!

La bottiglia è dove l’ho messa, quella è la realtà, e non cambia in base ai nostri pensieri, alle nostre regole o ai nostri schemi anche se vecchi di generazioni.
La consapevolezza ci permette di comprendere la realtà e di capire che la bottiglia, indipendentemente da cosa dicano tutti, è nel posto più impensato, in cui io l’ho messa.
Sei, siamo persone consapevoli quando riusciamo a vedere le cose per come sono, senza lasciare che qualsiasi condizionamento renda distorta la nostra visione.

Non è facile non farsi condizionare dal momento che la cultura, per esempio, l’educazione, le nostre esperienze e paure incidono sul modo in cui osserviamo al realtà.
Partiamo da un altro esempio molto semplice.
Un ragazzo asiatico con cui svolgo un certo percorso scolastico, mi diceva l’altro giorno, mentre studiavamo gli occhi, che i nostri sono insoliti, perché hanno una forma strana, ma spesso un bel colore, come il mio.

Gli ho chiesto perché sono strani i nostri occhi… e lui mi ha risposto:
“Perché sono diversi, da quelli del mio Paese!”
Non è forse la stessa cosa che notiamo sempre anche noi nelle persone orientali?

La prima consapevolezza è quindi quella di renderci conto che difficilmente vediamo la realtà per quella che è realmente, perché ciascuno di noi osserva ogni cosa da varie angolazioni, le sue e attraverso filtri, come se indossasse delle lenti di diverso colore, che gli fanno vedere il mondo tutto blu, oppure tutto rosso, tutto nero, … o verde…
Tu come lo vedi?
Se non siamo consapevoli dei nostri filtri, tenderemo ad essere pesantemente rigidi, come colletti inamidati, a pensare che ogni cosa sia effettivamente rossa o gialla, mentre è la nostra visione a darci questa immagine.
Il più grande e faticoso filtro sono gli schemi, ossia le regole, di diversa origine ( familiare, religiosa, sociale, culturale …) che seguiamo anche senza accorgercene.

Come si comporta un vero amico per noi ?

Cosa fa o dice una persona che ci ama veramente?

Come si parla con un anziano?

Come si risponde e ci si comporta con una persona che ci offende?

E con una persona che ha altri modi di affrontare la realtà?

In che modo ci si veste per andare a una discussione di laurea?

E al cinema?

Con cosa e come ci si presenta a casa di chi ci ha invitati per cena?

Cosa si fa durante un funerale, o un matrimonio?

Che cosa è più importante nella vita?

Le mani sudate?

Il conto in banca?

I bei voti a scuola del figlio?

Le risposte a queste domande sono le tue, le mie, le nostre regole, gli schemi che seguiamo per scegliere cosa fare in ogni situazione, come giudicare quello che fanno gli altri.
E se un altro indossa occhiali di altro colore?
Eliminiamolo, pesantemente e senza pensarci due volte!!!
Spariamogli addosso, perché non esistono  raccordi, congiunzioni … impossibile, impensabile!!!
Le 50 sfumature di grigio esistono solo al cinema!!!
Scherzi a parte, anche se per alcune persone la vita è così, … ricordiamoci che se vogliamo essere felici, e rendere felici coloro che ci stanno vicino, dobbiamo indossare ben altre lenti, …magari quelle arcobaleno … che ci offrono l’occasione di essere amorevoli ed accoglienti sempre con tutti, anche con i colletti inamidati.
Ovviamente abbiamo  un’infinità di regole, migliaia di domande a cui ciascuno trova la “sua risposta” giusta, di solito secondo la sua “rigida o flessibile” educazione.
Le nostre regole, frutto degli occhiali colorati che portiamo, orrendamente poi, le consideriamo giuste per tutti e facciamo come i nonni che si passano i medicinali l’un l’altro, perché se fa bene a loro fa bene anche all’altro…
E naturalmente ci aspettiamo che tutti le rispettino, partendo da chi ci sta vicino.
Così ci arrabbiamo se qualcuno che si definisce amico, compagna, moglie, marito, figlio, … non rispetta le nostre regole.
Consideriamo che queste regole determinano poi i nostri comportamenti, ciò che facciamo, pensiamo, diciamo, immaginiamo … e ci portano a “giudicare” tutto e tutti …
In sostanza le nostre regole determinano cosa consideriamo giusto e cosa, invece, sbagliato in tutto, anche nelle relazioni d’Amore e lavorative.

Che tu sia convinto, o convinta, che un amico si debba comportare in un certo modo, è la tua visione, un tuo schema, la tua regola non quella del mondo, soprattutto se l’altra persona segue un certo tipo di crescita e consapevolezze.
Non è la realtà.
Anche se questo schema fosse condiviso da tutti coloro che noi conosciamo, non è la realtà.

Ci sono regole che tutta la società condivide, ma che non ci dovrebbero appartenere e gli Angeli lo ripetono spesso.
Non sono la realtà ma un punto di vista accettato da tutti, perché da sempre si fa così.
Che un anziano baci in pubblico la sua compagna,  cosa ci fa pensare o scattare dentro? Approvazione o disapprovazione?
Tenerezza o fastidio?
O che la tenga per mano, stringendola come il primo giorno che le disse di amarla?
Beh, quello che può passare per la testa ci sta ribadendo che viviamo di schemi “orrendi”, che non fanno parte della realtà
E’ una visione, ampissima, ma non è la realtà.
Ricordiamoci che la maggioranza, o l’unanimità, non fanno la verità.
Se io ti voglio bene, ma mi comporto in modo opposto a come tu ritieni giusto, questo non cambia le cose: io ti voglio bene.
Magari le mie regole sull’amicizia sono molto differenti, ma la realtà non cambia.

Per te è importantissimo avere le scarpe lucide, per lui avere la barba ben tenuta, per Silvio lasciarla incolta, per Giuseppe portare i baffi
Ciascuno di noi guarda la vita in base ai suoi  filtri.

La consapevolezza di avere un filtro ci permette di osservare meglio la realtà.
Se vedo tutto giallo, ma so che le mie lenti sono colorate di questo colore, non litigherò con chi vede azzurro, perché mi rendo conto che anche questa persona ha i suoi filtri e accoglierla come lei accoglie me è un gesto amorevole e dovuto.
La consapevolezza non deve eliminare  tutte le regole, perché ognuno di noi ne avrà sempre, ma eliminare soprattutto la pretesa che gli altri rispettino le nostre e solo quelle, sempre.
Le persone rigide al contrario hanno come obiettivo quello di cambiare le regole che non rispecchiano la “loro realtà” e che quindi non  pensano, non gli permettono di essere felice.
Se la bottiglia è  sotto il mio sedile, cercarla altrove sarà inutile.

Se le tue regole ti guidano a cercare la felicità nel posto sbagliato, tu non sarai mai felice.

Per cambiare le regole del mondo, dobbiamo prima comprenderle, esserne consapevoli, e quindi cercare di osservare la realtà per quella che è, superando appunto i nostri stessi schemi, per arrivare all’oggettività vera.

Come diventare consapevoli?
Il segreto sono le domande che ci poniamo.
La consapevolezza passa dalle nostre domande e dobbiamo imparare a svilupparla ogni giorno.

Sono le domande la base da cui nasce la nostra comprensione della realtà.
Più ci attiviamo per comprendere noi stessi, più riusciamo a cogliere le ragioni per cui accade quello che vediamo sotto i nostri occhi ogni giorno
Riusciamo a cogliere finalmente il perché di certe nostre scelte, quindi ad analizzarle in maniera  più accogliente e serena, così come a capire quelle degli altri e quindi ad avere una visione più elastica e lucida degli avvenimenti personali e non
La superficialità, il pregiudizio, sono l’esatto contrario della consapevolezza.

Ecco qualche domanda da cui è possibile incominciare:

Perché provi  queste emozioni? Te lo sei mai chiesto? O le provi e basta?

Ci sono persone che non sopporti? Potresti scegliere di amarle? Hai questa libertà? la senti tua?
C’è qualcuno che ami? Sai il motivo per cui ami quella, quelle persone? O le ami e basta?
Ti fanno male le critiche? Perché? Per quale motivo ti fanno male le critiche?
Sai per quale ragione ti emozionano?

La consapevolezza non è semplice conoscenza, è molto di più.

Possiamo essere informati di qualcosa, ma nella più completa inconsapevolezza.
Spesso frequentiamo corsi di vario tipo, ma restiamo nella inconsapevolezza più vuota e faticosa.

Un esempio?
Tutti sappiamo che bere alcolici fa male, ma ne siamo consapevoli?
Berremmo del latte con scritto ” nuoce gravemente alla salute” oppure “può uccidere” sulla confezione?
No, infatti basta la sola scadenza apposta sulla confezione degli alimenti a fare da deterrente contro un consumo fatto oltre tale data.
E là dove troviamo scritto chiaramente che tale sostanza ci ammazza?
Fa nulla, ne facciamo comunque uso
Moltissime persone oggi bevono, fumano, fanno uso di sostanze pur leggendo che le l’alcol fa male, le sigarette nuocciono gravemente alla salute e le droghe anch’esse, perché possono uccidere, e sono le stesse persone che magari non berrebbero mai del latte scaduto
Non è ridicolo tutto questo? Ci manca la consapevolezza e per raggiungerla dobbiamo entrare in contatto con noi stessi, farci domande, ottime domande, non quelle standard che troviamo negli ovetti di cioccolato o preconfezionate fosse anche da un luminare.
Ciascuno ha le sue domande, in base ai suoi schemi e a ciò che di faticoso essi gli ingenerano
Ci vogliono quesiti brevi, buoni, tanti e sempre.
Sono le domande che orientano la nostra concentrazione, la nostra mente e fanno la differenza nella nostra vita.
Ogni volta che ci chiediamo qualcosa, una parte di noi ci risponderà e questo ci farà crescere.
Potrà essere una risposta che non avremmo voluto sentire, ma è da lì che devo e posso incominciare

E se la domanda è sbagliata, negativa, autodistruttiva, la risposta non ci aiuterà assolutamente a vivere una vita felice.
Se siamo in difficoltà in questo momento, iniziamo a lavorare partendo da queste semplici domande
Come sto?

Come posso migliorare questa situazione?

Cosa esattamente dovrei fare?

Come posso superare questa difficoltà?

Come faccio a saperlo?

Come posso rendere positiva questa vicenda, questa scelta, questa vicenda?

Come posso convivere con questo problema?

Come posso dare una mano a qualcuno?

E gli altri come li vivo nei vari ambiti che mi appartengono?

Sono tutti positivi?

Negativi?

Sono tutti onesti?

Sono tutti disonesti?

Sono tutti superficiali?

Sbaglio sempre o anch’io ho ottenuto dei buoni risultati?

Proprio nessuno offre il suo aiuto gratuitamente?

Non capisco mai niente, oppure anch’io ho imparato molte cose?

Questa regola vale per tutti? Come fai a sapere che è proprio così?

Sto facendo la cosa giusta?

Cosa e dove esattamente sto sbagliando?

Dove vado alla grande?

Cosa esattamente dovrei cambiare? Come?

Cosa esattamente ho detto che non va bene? Come avrei dovuto dirlo?

Cosa esattamente devo fare? Come dovrei farlo?

Come faccio a sapere che ciò che ho fatto è ok?

Come faccio a sapere questa informazione? Da dove mi viene? E’ veramente mia? Oppure l’ho acquisita? Da chi?

Come fai a sapere che questo comportamento è giusto? Come si potrebbe agire altrimenti?

Come fai a sapere che le cose funzionano in un certo modo? E se ti sbagliassi?

Come fai a sapere che questa cosa è sbagliata? Rispetto a cosa è sbagliata? Cosa esattamente non va bene? Come dovrebbe essere fatta?

Rispetto a cosa?

In base a cosa definisci importante qualcosa o qualcuno?

Rispetto a chi? Cosa differenzia uno stupido da una persona intelligente? Da cosa si vede?

E l’Amore? Chi ama veramente? Ma chi ti dice che sia questo che rende l’Amore Amore?

Bello o bella. Rispetto a chi? Cosa esattamente giudichi per dirlo?

Le varianti sono infinite e quello che davvero fa la differenza è la nostra amorevole ricerca continua di risposte, perché spessissimo la verità è un passo più in là, rispetto a dove crediamo sia, proprio come la bottiglietta dell’acqua.
Spesso parlo con persone e mi dicono che stanno vivendo un momento difficile e vorrebbero uscirne, quindi mi chiedono aiuto.
“Perché questo momento lo consideri difficile? Per quale motivo?” chiedo
Mi guardano un po’ come una marziana, mentre in realtà è perché anche la fatica non è detto che dovrebbe portarci dolore, sofferenza, farci stare per forza male
Ecco allora che è importante capire perché io in quel contesto provo questo e non altre emozioni.

C’è un motivo, esiste una ragione che indubbiamente ci ingenera quel tipo di  problema, o almeno quello che io vivo e considero tale, mentre altri potrebbero pensarla diversamente e questo non li renderebbe più cretini, meno consapevoli o più evasivi …
Ricordiamoci che noi siamo il frutto di moltissime condizioni, modi di vivere, schemi, giudizi, pregiudizi …
Le risposte possono e devono essere molteplici e sempre personali, ma sono superficiali se ricalcano queste modalità, in cui rispondo e non rispondo, perché rimango in superficie

“Sono fatto così o cosà”
“Sono più sensibile degli altri.”
“Sai, io sono diverso  dagli altri.”
“Ho avuto esperienze diverse, magari particolari,  che mi hanno reso vulnerabile, attento, insicuro, disponibile, indipendente, dipendente ”

Se chiedi aiuto, significa che il tuo obiettivo è quello di arrivare alla verità, di comprendere come sia la realtà al di là di schemi e pareri personali, elaborati negli anni con le influenze altrui.
Non dobbiamo mai fermarci a ciò che riaffiora nell’immediato, ma scavare e trovare le risposte migliori, quelle più precise, che ci fanno sentire da subito più ti avvicini alla realtà.
Le domande hanno un impatto enorme sulla nostra vita.
La qualità delle risposte che troviamo dipende dalla qualità delle domande che ti facciamo e dalla  nostra capacità di non accontentarci per arrivare a una profonda consapevolezza.
La consapevolezza si sviluppa praticandola, volendo fare quel che quasi tutti oggi preferiscono evitare: pensare.

Non siamo migliori né peggiori di nessuno, ma più o meno consapevoli e connessi …
Ognuno di noi fa le cose al meglio delle sue possibilità, in base a cosa pensa di poter fare.
I limiti ce li mettiamo da soli, ma ora è tempo di cambiare: dobbiamo ricordarci chi siamo, cosa siamo venuti a fare, che cosa siamo realmente capaci di perseguire, perché tutti  abbiamo potenzialità enormi, che non utilizziamo mai o pochissimo, vivendo in un contesto “standardizzato”.
Essere consapevoli è un obiettivo vitale, che   ci libera, ci fa comprendere la realtà e quindi ci riappacifica con noi stessi e gli altri, rendendoci rispettosi c e amorevoli con noi stessi e gli altri e quindi feliciiiii …

Se non ti senti libero e felice sei in prigione.

Sicuramente non considereresti vita, un’esistenza trascorsa in una prigione, se non avessi concesso alla tua mente di imprigionarti.
È senza sbarre, quindi la si nota poco, la costruiamo con le nostre stesse mani, o meglio con i nostri pensieri, per cui non ce ne rendiamo conto, ed è uguale a quella di tutti coloro che ci circondano, per cui sembra normale, ma ci rende succubi delle cose più futili.

Allora ci comportiamo di conseguenza e non usiamo i nostri veri talenti, quelli che i geni ed i santi hanno usato in maniera unica, divenendo ciò che sono stati.
Indossiamo solo abiti alla moda, se uomini non ci concediamo nulla che possa far vacillare l’idea sociale dell’essere tali, se in carriera sappiamo che ci dobbiamo muovere così, presentare cosà …
Perché, se sei una donna, non puoi uscire senza trucco?
Dove sta scritto?
Perché non puoi fare il lavoro che ti piace anche se secondo il resto della famiglia non avrai un futuro assicurato?
Perché non puoi vivere come preferisci ma devi seguire la società, le regole, la cultura?
Pensiamo di essere liberi perché possiamo fare quel che vogliamo, almeno così ce la vendiamo, …  poi vogliamo fare solo quello che tutti approvano.
Non ci piace ricevere disapprovazione, rifiuto, derisione, vero?
Quindi ben inquadrati è il motto
Esiste così il prototipo del medico, dell’ingegnere, del calzolaio, della moglie, del marito, del nonno, del nipote, del figlio
Tutti ben inquadrati, per evitare che gli altri ci giudichino, ci etichettino, siano contro di noi, ed è proprio così che arriviamo a fare solo quel che tutti condividono.
Libertà?
Neanche lontanamente, ma con la “coscienza collettiva” apposto.
Attenzione non vi sto invitando a  infrangere le regole, a priori, a rifiutare la tradizione e andare contro corrente ad ogni costo, imboccando l’autostrada contro mano, ma a  riflettere sul cosa significa essere coscienti delle regole e degli schemi, coscienti di cosa vogliamo fare noi, con la nostra testa, di come gli altri e la società possono influenzarci, perché siamo convinti che non sia ammissibile fare il contrario di quello che fanno gli altri.
Noi possiamo veramente controllare qualsiasi cosa di cui siamo finalmente consapevoli.
Non conta se  ci limitiamo a fare quello che fanno gli altri o l’esatto contrario: conta se questa scelta è consapevole, libera, se ci appartiene veramente o è solo il frutto della società che ci circonda.
Impariamo di fronte a un momento particolare della nostra vita, prima di muoverci secondo la testa collettiva, a chiederci:
“Se fossi libero, o libera, cosa farei?”

Diventiamo persone consapevoli solo quando iniziamo a vedere chiaramente le pressioni che riceviamo e a scegliere, magari nella stessa direzione,  ma senza che loro ci controllino.
In questo modo controlliamo la nostra vita in maniera leggera; sappiamo dare il giusto peso alle cose, non ci arrabbiamo per tutto, non sentiamo frustrazione, riusciamo a fare qualsiasi cosa senza trasformarla in un problema, sia a livello lavorativo, relazionale, mentale, spirituale
Siamo nella Libertà, la sentiamo scorrere dentro di noi, e riusciamo a prendere tutte le decisioni che desideriamo, che preferiamo, in piena autonomia e con pieno controllo.
Capirai così cos’è la libertà e scoprirai di poter prendere tutte le decisioni che preferisci.
Nessuno potrà farci stare male, nessuno e niente potrà condizionare la nostra vita.

Scopriremo che è possibile essere sempre felici e sorridenti e che nessuno ci toccherà più nel profondo; allora tutta la vita sarà un’avventura straordinaria e leggera e nulla sarà più pesante come prima.

Perché?

Perché ogni regola che seguiamo nasce dalle convinzioni che rispecchiano la nostra realtà.

Ma una volta che togliamo gli occhiali, apriamo gli occhi e vediamo finalmente la realtà in modo diverso, più autentico, ogni regola sarà stravolta e noi inizieremo  a cambiare.
Questo cambiamento coinvolgerà ogni ambito della nostra vita, e saremo portati a credere che qualcosa fuori sia cambiato, mentre a cambiare siamo stati noi e solo noi.
Guardiamoci intorno: quante persone pienamente felici vediamo?

Cosa li rende felici: figli? Denaro? Amante? Lo sport? La salute? …

E quante che si ritengono felici lo sarebbero se perdessero le cose a cui tengono di più?

Non saremo mai felici, fino a quando non scopriremo che lei è lì dentro di noi e nasce dalla nostra più piena libertà e consapevolezza di Essere noi, così come siamo, in tutta semplicità, armonia, amorevolezza … grandemente e unicamente noi.

E’ un TEMPO SPECIALE QUESTO, di grandissimi cambiamenti ed opportunità, per ESSERE VERE ANIME  DI LUCE, Guerrieri, che accendono in sé grandi consapevolezze e ne rendono parte per semplice contatto o per aiuto diretto, altre
Ci chiamiamo, ci cerchiamo,  per camminare insieme e portare UN CAMBIAMENTO INTERIORE ED ESTERIORE che non ci faccia più vivere nelle fatiche odierne e perseguire un ciclo infinito di reincarnazioni, al termine delle quai magari non  poter essere di nuovo LUCE PIENA, perché vissuti nell’inconsapevolezza.
Io e gli Angeli vi consigliamo di vedere il FILM :”👉Il PIANETA VERDE”.
Basta inserire in Google il titolo e lo troverete nella versione italiana.

E’ MERAVIGLIOSO!
Ti degli Arcangeli

Se ti servisse prendi e incolla questo Link👉 https://vimeo.com/29255063

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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