Il peso delle Parole

“Lasciate che le vostre radici si dissetino solo di acqua buona e limpida,
la cui sorgente riflette la Luce della consapevolezza spirituale divina”
Celeste

L’esistenza di una sola e infinita Consapevolezza, da cui ha avuto origine ogni cosa, è un’idea che ha coinvolto tutte le religioni e le filosofie del mondo. Nel volume intitolato I libri del fiore d’oro”, Osho diceva:
“Il Tao non può essere espresso a parole perché contiene tutto e nessuna parola contiene tutto”.

Tao significa, semplicemente, ciò che è.
Per i filosofi platonici qualunque essere vivente era legato all’altro da un’anima universale, in quanto tutti nascevano grazie a un unico principio generatore che poi si diramava, proprio come fosse un albero i cui rami si allargavano, partendo dal suo Esistere, per dare vita alla molteplicità della natura.
Tale fonte è chiamata con il nome di  Anima mundi, cioè Anima del mondo. Nella Bibbia è scritto che, sul monte Oreb, Dio si presentò a Mosè dicendo:
“Io sono colui che sono”.
Questa Consapevolezza Universale di tipo spirituale, grazie alla quale è nato, si è originata  anche l’essenza dell’uomo, non si confina all’interno di nessuna definizione limitante, in quanto è infinita ed eterna.
A Essa appartengono tutte le parole, le quali racchiudono in sé tutti i colori, le vibrazioni e le intenzioni annesse a quest’ultime, da cui l’uomo purtroppo non sa trarre forza e beneficio.
Se soltanto sapessimo rievocare, con presenza, quella Consapevolezza Universale e viverla quotidianamente, allora le parole si trasformerebbero in un vera e propria benedizione.


Sfortunatamente, sulla terra le parole non sono considerate come dovrebbero, cioè non viene attribuita loro quella carica energetica, che in realtà ciascuna parola possiede: ciascuna di esse infatti è una vibrazione e in quanto tale manda nel mondo e nell’universo intero un messaggio, messaggio che può essere armonico, quindi positivo, oppure disarmonico, cioè negativo o meglio non costruttivo, privativo.

L’uomo è, a sua insaputa, un alchimista, un alchimista che ha però invertito il processo di cui è mago, cioè quella sua capacità divina di trasformare ogni cosa, tanto che oggi, egli lavora esattamente in senso contrario, trasformando l’oro, cioè la forza della parola, in un metallo pesante, cioè in piombo.
Le parole, in particolare, sono diventate una sorta di cappio al collo di ognuno di noi, sono state alterate e così diventano come sorta di recinti, limitanti, entro i quali vivere la propria esistenza.
La parola crea spesso una sorta di prigione psicologica, nata dall’uomo per l’uomo.
La parola etichetta e permette a chiunque, anche a noi stessi, di etichettarci, come fossimo prodotti qualunque, in vendita al supermercato.
Un’etichetta, quale bravo, svampito, disadattato, furbo, ti induce poi a vivere confinato all’interno di definizioni immutabili, definizioni che poi delimitano la tua crescita spirituale e umana entro un certo raggio d’azione, al di fuori del quale non vuoi, anche inconsapevolmente, protenderti.
Ci siamo trincerati all’interno della nostra mente creativa, attraverso un mezzo che è nato per permetterci di ricevere moltissimi doni, ma a cui non stiamo dando la giusta importanza, il giusto peso e il giusto valore: la parola.
La nostra libertà personale, e quindi animica, (perché dentro quel corpo tu hai comunque, che te lo riconosca o meno, un’Anima), si muove entro certi limiti, nati dai condizionamenti e dalla percezione che gli altri hanno di noi, e che noi con sacro timore accogliamo.
Anche se le parole usate per definirti sono veritiere, sono comunque transitorie, perché “etichettano” un qualcosa di te che muta e non permane, quindi esprimono e si basano su una realtà legata parziale, che rendiamo permanente, mentre è legata a un momento in realtà passato.
Siamo esseri in continua evoluzione, difficilmente una parola può descriverti per sempre e quindi non esiste una parola del nostro vocabolario che sia realmente capace di descrivere la nostra realtà odierna.
Perché?

Perchè nel nostro DNA animico risiede la propensione al cambiamento, inteso come slancio evolutivo, verso una sempre maggiore perfezione spirituale, quindi siamo sempre in mutazione, continua e costante.

Hai mai pensato a quante parole vengono dette ogni giorno?

Al telefono, nei messaggi, stampate sui giornali, alla radio oppure alla

televisione

Centinaia, migliaia, milioni di parole in tutto il mondo, da sempre

Le parole non hanno un’età.

Ci sono parole che rafforzano forme di pensiero antiche,

parole usurate, scadute

parole vecchie come il Big Bang

Poi ci sono parole che esprimono concetti nuovi,

ma anch’esse modellate su idee già confezionate,

o ancora ci sono parole capaci di stravolgere completamente, con il loro

temperamento,

l’opinione di un numero infinito di persone…

parole capaci di divedere oppure di unire,

parole come i fiumi, fiumi che confluiscono tutte alla stessa foce.

Ci sono parole che vengono urlate per i motivi più disparati,

nelle piazze, ai concerti, negli stadi…

Parole d’amore, parole amare, parole dolci,

parole fredde più del ghiaccio,

parole incastrate tra le lacrime e le ciglia degli occhi

parole sospese,

parole contese dalla voglia di un abbraccio

e altre sottese alla paura di un rifiuto.

Esistono parole che portano alla morte delle parole:parole scariche,

appassite, parole spazzatura pesanti come sassi,

parole d’odio, che condannano le persone,

in un mondo che condanna anche le parole.

Rifletti.

Ci sono parole sussurrate, parole segrete o fugaci,

parole dette dietro le tende di una finestre aperta,

o fuori dalla porta di casa

o scritte dentro un diario, chiuso con un lucchetto.

A volte hanno un suono impercettibile,

come le parole appena accennate, magari tra le viuzze deserte

di un paesino isolato di montagna,

altre sono gravi come chi le ha pronunciate o il luogo che le ha generate;

a volte sono parole liberatorie,

come le parole cantate a squarcia gola sotto la pioggia,

oppure magiche parole confidate all’ombra degli alberi

o dedicate alla luce della luna.

Ci sono Parole strappate al cuore,

a volte con vera e grande fatica,

magari per difendere una giusta causa o per fare valere i propri diritti.

Esistono parole la cui vibrazione è superiore a qualunque altra cosa,

sono le Parole salvagente,

quelle Parole, uniche, dolci, profonde, intense,

come l’aroma della Terra bagnata,

parole capaci di rianimare il cuore della gente e di cambiare il mondo,

proprio come quelle che pronunciò Martin Luther King,

Bob Marlin o Nelson Mandela.

Parole, parole … e parole…

Parole che ci fanno respirare a pieni polmoni,

un’aria finalmente libera dal pregiudizio, dall’odio raziale, dall’omofobia.

Parole libere dalla violenza delle parole sulle parole,

parole libere, che rendono libere le persone.

Amare, per esempio, è una gran bella parola, una parola che libera

ogni cosa!

E tu, come sei messo a parole?
Pesi le parole che pronunci?
Pesale da oggi e fa che il cuore lavori semplicemente per te, perché lui sa, perfettamente, quali parole scartare e quali invece usare, devi solo concedergli il permesso.

Conosci appieno il senso, la forza, l’energia delle parole che usi e pesale, perchè un giorno, magari non lontano, loro potrebbero pesare su di te.
Non essere servo delle parole che non ti servono, sii libero!

E anche le tue ali saranno libere di stendersi

e farti volare!

Bye Celeste.

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Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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