Il silenzio dei Supereroi Racconto per Riflettere

Stai cercando un supereroe che ti aiuti a risolvere un problema?

Beh, sappi che la vita è una scuola meravigliosa e in quanto tale è importante imparare a destreggiarsi nelle sue dinamiche, senza pretendere che qualcuno lo faccia al posto nostro.

Non ti serve impegnarti spasmodicamente a cercare molto lontano, munito di un potente binocolo o di una mappa per trovare un vero supereroe.
A volte basterebbe che tutti noi alzassimo la testa dal nostro smartphone e ci guardassimo bene intorno, facendo attenzione alle persone con le quali condividiamo la nostra quotidianità, per scoprire che spesso nella “normalità”, ci sono più supereroi di quanto uno possa immaginare o credere.
Egli si cela spesso tra le persone comuni, quelle che incontriamo occasionalmente al bar, oppure a fare la spesa, o dal meccanico.
Se ascoltassimo quello che hanno da dire, senza lasciarci distrarre dai pensieri che la mente usa come esca per annebbiare il nostro sguardo e tenerci legati ad una realtà illusoria, che esiste solo nel nostro spazio personale, dentro di noi, ci accorgeremmo di quante cose positive e intense nascono ogni giorno, senza grandi clamori e senza occupare le prime pagine dei social.
La mente ci possiede e usa spesso l’escamotage dei doveri, dei problemi, delle pagine da taggare e tanto altro, per impedirci di prendere coscienza di quanto ci accade intorno realmente e di condividere in modo fruttuoso il nostro tempo con gli altri, perché la mente sa benissimo che il tempo è qualcosa di prezioso e lo vuole tenere tutto per sé, in ostaggio.

C’è sempre una ragione per la quale, lungo il nostro cammino, ci è dato di incontrare qualcuno e allora ascoltiamolo, anche se non capiamo subito quale possa essere questa ragione,  perché quella persona, spesso anche umile, potrebbe avere un messaggio importante per noi, essere il nostro “super eroe” del momento.
Il Cielo si avvale di mille e una strategia per farci giungere la propria voce e aiutarci e sostenerci lungo il nostro cammino. 

I veri supereroi, a cui dovremmo quindi prestare maggiore attenzione, non sono quindi quelli che vengono idolatrati nei film, oppure i beniamini con numerosissimi follower sulle pagine di Instagram o di Facebook, ma un Uomo “super” è qualsiasi persona che viva saldamente ancorata ai propri valori, seguendoli, sostenendoli, alimentandoli.
Negli ospedali, ad esempio, un medico che con “umiltà” e vera attenzione all’ammalato, lo ascolta, lo segue e gli dona la parola e l’attenzione giusta nel momento di maggiore sconforto; dovrebbe essere routine, ma non è così assodato, un comportamento di questo genere.
A volte capita di incontrare qualche mosca bianca e con questo sto pensando proprio a quei medici che anteponendo l’umiltà alla saccenteria e alla smania di onnipotenza. Li riconosci per la loro grande “umanità” e li vivi meglio, rispetto ad altri.

Loro ci sono nel momento del bisogno e seguono al meglio il loro giuramento, facendosi carico di te, con vera e totale presenza.
Con loro ti senti protetto, anche quando la situazione è impegnativa e le prospettive di un futuro fievoli.

Sono medici che non hanno il petto gonfio d’orgoglio, che non vanno vantandosi dei loro successi, ma hanno le ali del cuore aperte; ogni loro gesto è in sincronia con l’Amore, e parlo di quello vero, quello con la A maiuscola, cioè quell’Amore che esprime la preghiera e la volontà di un qualcosa e qualcuno, ben più grande di tutti noi.
Si tratta di un medico autentico, un medico che non aspira a sedersi sul trono di Dio, un medico che non si smarrisce in quell’illusione distorta, frutto della sua mente, ma si dedica al suo lavoro con dedizione e umiltà, sempre…

Chiunque segue l’Amore e l’Amorevolezza è spesso un “grande”, cioè un valido esempio e non importa se sta dietro un banco dentro un negozio di frutta e verdura o in un sistema economico e lavorativo, ben più impegnato, quello che conta è l’attenzione  e la presenza “creativa” e costruttiva che ingenera ed offre.
In ambito politico è, purtroppo ben raro, vedere nascere un progetto veramente equo, solidale, accrescitivo per tutti.
E’ successo poche volte, che qualche personaggio impegnato in ambito politico, diventasse l’emblema di un sostegno civile, reale, per cui  mi sembra giusto ricordare la voce di quella figura femminile e politica, che, nelle scorse settimane,  ha fatto sentire tutta la sua disapprovazione e la cui eco ancora risuona tra le mura della Camera, dove forse è riuscita ad illuminare la mente di qualche suo collega, magari pochi, pochissimi, ma questo non l’ha fatta retrocedere dal suo intento.
Lei, sola ma coraggiosa, come una guerriera il cui unico scopo era quello di portare alla luce i piani di chi promette e si fa portavoce di buoni sentimenti, ma che in realtà tiene nascosta e pronta l’ascia di guerra.
Lo ha fatto, con voce tonante, anche se dentro vibrava tutta la sua indignazione, e nonostante sapesse che sarebbe stata fischiata e derisa.
E’ stata la portavoce della “differenza”: sapeva di entrare nel tritacarne politico, mediatico, giornalistico, televisivo, il tutto farcito poi dal tono e dalle parole di alcuni comici sarcastici.
D’altra parte, si sa… le pecore sono sempre più numerose dei leoni!
Siamo abituati ad accogliere ogni cosa con estrema facilità e docilità, mentre dovremmo prestare attenzione e valutare cosa ci viene chiesto, soppesando anche il rovescio della medaglia, ricordiamocelo sempre.

Muoversi da eroina?
Sì, la stessa cosa potrebbe fare anche una giornalista, che non si lascia irretire dai facili guadagni, né ingolosire da un contratto importante e molto remunerativo, soprattutto se in cambio le viene chiesto eticamente e moralmente tanto, troppo.
E’ una professione importante, che comporta dedizione alla libertà dell’informazione; non gestire al meglio una notizia fa la differenza a livello generale e sociale, quindi il trasmutare o il passare sotto silenzio un qualcosa di importanza pubblica o anche privata, significa che in cambio di denaro le viene chiesto di rinunciare alla propria dignità, di dimenticare se stessa e quello per cui ha combattuto fino a quel momento.

Sono in gioco valori e principi, in tutti gli ambiti della nostra vita, sui quali dovrebbe erigersi e basarsi la vita stessa, quindi qualcosa che non può essere taciuto o mistificato in cambio di un conto corrente  più gonfio, più nutrito.
Ci sono naturalmente, giornalisti e giornalisti…
E poi? A quali altri supereroi potremmo pensare? I genitori!
Non sottovalutiamo le peripezie dei genitori “multitasking”, quelle mamme e papà che si destreggiano nel ruolo multiplo di genitori, per esempio al mattino quando portano i figli a scuola e si barcamenano tra i pianti del più piccolo, le scarpe slacciate del mezzano e la coda di auto, immancabile, davanti alla scuola; e poi ancora al loro ruolo di businessman o donna in carriera in ufficio, per poi, una volta di nuovo a casa, nel tardo pomeriggio, vestire di nuovo i panni di casalinga o casalingo fino a sera, quando stremati si ritrovano a rimboccare la coperta ai propri bambini, la sera, pensando che l’indomani tutto riprenderà, se la notte non riserverà loro qualche sorpresa…
Mai pensare che sia scontato riuscire a fare quadrare i conti di un’intera giornata, non è una cosa così scontata, almeno non per tutte le realtà in essere.

Non sottovalutiamo nemmeno la perseveranza di quei genitori che lottano per poter tutelare la propria patria potestà, contro un sistema che calpesta spesso i loro diritti, oppure per poter rivedere figli portati altrove dall’ex coniuge, magari espatriato. Questa potrebbe essere la storia, ad esempio, di Luca, un papà di trentacinque anni, a cui non viene permesso di vedere la propria figlia di otto anni, perché da qualche mese si è separato dalla moglie e quest’ultima è tornata al suo paese di origine, all’estero, fuori dai confini italiani…
E’ una matassa complicata da sbrogliare, che ci rammenta la fatica del buon Teseo, il personaggio mitologico, che riuscì nella sua impresa, grazie  al supporto di Arianna, che con il suo filo, gli permise di uscire dal labirinto del Minotauro.

Come vedi, non devi allontanarti molto dalla tua realtà per trovare un vero supereroe, eppure tutte queste dinamiche, che ti ho appena descritto, succedono sotto i nostri occhi senza che la maggioranza di noi gli dia la giusta importanza.

Ci sembrano fatti normali, comuni ormai,  film già visti e quindi scontati.
Forse perché siamo alienati dalla nostra vita frenetica e quindi non sembriamo più capaci di riconoscere un vero gioiello da uno farlocco.
Dietro alla decisione di fare la scelta giusta, che non sempre corrisponde a quella più facile, dietro alla volontà di voler trovare dentro di noi la tenacia, il coraggio e la perseveranza non c’è nulla di scontato.
Per molte persone questi spaccati di vita, sono solo immagini di esistenze estranee, lontane, così lontane da considerarle un corto metraggio in bianco e nero, che si succedono uno dopo l’altro e nel vivere quotidiano di qualcun altro, di un semplice estraneo.
Le guardano, con noncuranza, anzi, a volte con fastidio, come guarderebbero un’alba con un paio di occhiali con le lenti rovinate, dai quali riuscirebbero a vedere solo un quadro sbiadito, come il ricordo di quelle storie di cui vi ho raccontato.
Siamo troppo distratti, troppo impegnati a risolvere le nostre diatribe quotidiane e a volte, per delle semplici sciocchezze, ci perdiamo in un bicchiere d’acqua e lasciamo che le situazioni spiacevoli e difficoltose ci condizionino tutta la giornata, quando potrebbero essere solo delle brevi parentesi. Eppure dietro a ogni storia c’è un insegnamento, una storia “infinita”, che può aiutarci a crescere.

Cosa fare? Non lasciamocelo sfuggire! 
Il medico, la donna in carriera politica, la mamma e il papà di cui ti ho parlato prima, ci servono, ora più che mai, perché ci aiutano a ricordare che esistono ancora persone, che mentre noi anneghiamo in 4 cose, possiedono ancora la grinta di battersi, anche per noi; a loro, a cui non sono ancora riusciti a sostituire il cuore con un pezzo di latta, dovrebbe andare la nostra attenzione.
Dobbiamo essere grati alla Vita e grati a chi è pronto a battersi anche per noi, anche per chi non ha la benché minima consapevolezza di cosa accada e stia accadendo.
Quando una di queste storie approda in televisione, magari in qualche programma televisivo di successo, allora viene considerata degna di attenzione da tutti, anche da chi governa questo paese.
Portare finalmente alla ribalta buone notizie è doveroso, in una società che vive di informazioni “spazzatura”, ma farlo per denaro, audience e per creare una sorta di mellifluo pathos è ancora una volta voler gestire da un semplice punto di vista finanziario ed economico, creando quindi altra speculazione, ciò che dovrebbe servirci per innalzarci, non per sprofondare ancora di più.

Quindi, attenzione, a chi può tentare di ingannare, con interventi a forte impatto emotivo, fatti per guadare maggiore visibilità e più credibilità agli occhi del pubblico.
Una storia sottoposta al tritacarne mediatico dev’essere indubbiamente ascoltata e indubbiamente vagliata.
Viviamo in un mondo in cui i social hanno acquisito un forte potere e sono addirittura diventati sovrani di questa terra, perché la visibilità ha un peso, un peso enorme.
Anche durante le votazioni alle urne, il numero dei  “mi piace” sui social, è ormai considerato una vera e propria sentenza: più ne hai, maggiore è la tua visibilità, quindi, secondo l’opinione da cui siamo partiti in questo articolo, più vali  e di conseguenza è giusto votarti.
Giusto o non giusto, così agisce e pare convinta una buona parte della popolazione italiana e le grandi multinazionali, i principali brand di moda, le aziende di punta dell’economia italiana, europea, mondiale. Vali soltanto finché sei popolare, dopo di che vieni spodestato del tuo ruolo con una pacca sulla spalla e un bicchiere di spumante avvelenato.
Se non puoi procurare audience, significa che non servi e quindi, nella tua somma nullità, vieni cestinato come un file del computer.
Non importa quali valori guidino la tua vita, e se tu possieda tutto quello che dici o lo faccia per finta, l’importante è tu appaia e abbia un “buon profilo” social, fatto di vacuità, beni materiali, frasi fatte, proposte che seguano l’onda e non “disturbino” la regolarità collettiva.
Lo sguardo dei tuoi lettori, poi, si ferma in superficie, anche se il pubblico va ripetendo che in verità, “l’apparenza non è tutto”,  a conti fatti, nella realtà si attiva sempre per essere sopra la cresta dell’onda, accontentandosi anche di selfie e di video non sempre di eccellente gusto e valore.
Quello che nutriamo attraverso i social e queste modalità, sappiamo che non ci nutre il cuore e ci offre, quando è possibile, soltanto una briciola rispetto al nostro bagaglio emotivo, spirituale e interiore, soltanto l’1% dell’iceberg.
Non lasciamoci condizionare dal gregge, dalla massa di pecore, ormai alienate come topolini in una gabbietta da laboratorio, caviette che fanno e che ripetono all’unisono solo quello che gli viene detto, senza capirne il senso, ma lo fanno.
Ci sono molte persone, attualmente, senza dignità, persone gestite dai social e dalla paura potenziata da certi tipi di trasmissione, trasmissioni da cui sarebbe bene iniziare a prendere le distanze, perché gestiscono l’opinione pubblica, la massa per capirci, il cui giudizio spesso è parecchio opinabile, perché i nostri valori non devono essere merce di scambio, mai.

La libertà non è per tutti!
 E amare in questo Mondo non è per i deboli di cuore, ma solo per i più coraggiosi, … per i supereroi!

Celeste.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php